Ho infranto ancora il limite di 20000. Post diviso in due parti.
Allora, né con il Siena né a Roma si può dire di aver visto una grande Juve. Ma, visto il tipo di preparazione che si sta svolgendo, è normalissimo. In sede di preparazione atletica, Juve e Inter suppongo stiano svolgendo un lavoro piuttosto simile. Informatori da Appiano mi dicono che in questo periodo Mourinho sta svolgendo richiami per la forza, soprattutto scatti massimali e cambi di direzione. Ora, purtroppo a Vinovo non ho informatori che mi possano edurre sul tipo di lavoro che stia svolgendo la Juventus. O meglio, sono piuttosto sicuro che anche i nostri stiano svolgendo richiami per la forza, ma, conoscendo la scuola di pensiero di Capanna, suppongo che la Juve stia lavorando molto in palestra e con carichi notevoli, ossia sempre sulla forza, ma anzichè lavorare con il pallone, come predilige Mourinho, so che Capanna predilige lavorare in sala pesi.
Tralasciando queste differenze, che lasciamo ai teorici della preparazione atletica applicata al calcio, dobbiamo dire che questo tipo di lavoro sulla forza ha delle conseguenze tipiche: è un lavoro molto duro, che va proprio a distruggere le fibre muscolari: pertanto era prevedibilissimo che ora come ora Inter e Juve avessero un calo, perché i muscoli sono piuttosto imballati.
E' un lavoro mirato, piuttosto deleterio nell'immediato, ma redditizio a lungo andare, allorchè le fibre muscolari cominceranno a ricostituirsi, per far sì che la squadra entri in uno stato di condizione fisica strepitoso proprio per la seconda metà di Febbraio, quando arriveranno gli impegni di Champions. Ma ora c'è uno scotto da pagare che noi, a differenza dell'Inter, non abbiamo pagato.
Affrontare una trasferta difficile come quella di Roma in questo periodo è stato qualcosa di veramente rischioso. Avremmo potuto anche vincere, ma la mattina stessa avrei firmato per un pari.
Qualche giorno addiettro, Kratos e Dino hanno scritto un paio di cose piuttosto intelligenti: sono le partite come queste, come la vittoria di Domenica scorsa e il pareggio di Domenica sera, che ti fanno vincere i campionati, ossia quelle in cui si vince anche giocando male. La Juve di Ranieri è una di quelle squadre che, in virtù della propria organizzazione di gioco, possono vincere anche nei momenti di appannamento. Ormai, in questa stagione, posso dire di aver visto almeno una volta tutte le big di ogni campionato europeo, le quali, in fase di possesso palla, sono quasi tutte squadre di valore superiore alla Juve. La differenza la fa la fase di non possesso palla, in cui, viceversa, è molto probabile che Juve e Inter siano le due migliori formazioni esistenti (del resto, è noto che la superiorità del calcio italiano è sempre stata determinata da una maggiore attenzione e studio della fase di non possesso, tradizione cominciata da quando Nereo Rocco importò dal calcio svizzero il modulo detto "catenaccio", ossia il 4-5-1...e sempre non a caso Ranieri è uno dei migliori allenatori italiani e Mourinho è invece il tecnico straniero che, insieme a Ferguson, deve di più al calcio italiano).
Quindi, in quei periodi in cui, per un motivo o per l'altro, non si riesce a giocare bene, la qualità della fase di non possesso dà parecchie garanzie, come, ad esempio, il fatto che la Juve quest'anno non abbia mai preso più di 2 reti in 28 partite ufficiali, che 2 reti le abbia subite solo in 4 occasioni, che vanta la difesa meno battutta del campionato italiano e dell'intera fase a giorni della Champions League. Su questa solidità difensiva, la Juve di quest'anno sta costruendo i propri successi: anche quando si gioca in malo modo, è comunque molto difficile che prenda gol; e, una volta che non prende gol (o ne prende al massimo uno), basta magari una perla isolata di uno dei suoi campioni per incassare i tre punti, come contro il Siena, o magari segnare in situazione di palla inattiva per strappare un preziosissimo punto in pericolose trasferte, come a Roma con la Lazio.
In questo post, la mia intenzione è quella di parlarvi di mercato. I miei accenni alla validità della nostra fase di non possesso, indicandola come la chiave dei nostri successi, mi serviranno più avanti all'interno del mio discorso, quindi per il momento metteteli in frigorifero.
Partiamo da Diego, che Secco ha ammesso pubblicamente essere uno dei nostri obiettivi: comincerei col dire con Diego si và sul sicuro: il ragazzo ha qualità (cit.), su questo non ci sono dubbi.
I dubbi riguardano il modo in cui la squadra andrebbe ridisegnata con il suo arrivo. Se Diego è il prescelto per raccogliere l'eredità di Pavel Nedved, due sono le ipotesi circa il suo impiego: o si adatta al ruolo di esterno sinistro, il che sarebbe pura follia, assurdità che i giornalisti si inventano in periodo di calciomercato (non si rischiano 20 milioni per provare un giocatore in un ruolo che non è il suo); o lo si acquista per impiegarlo nel suo ruolo naturale, ossia da trequartista, oppure a certe cifre un giocatore lo si lascia dov'è, come già detto da Mahor.
Nella seconda ipotesi, comprando Diego e schierandolo da trequartista, si ritornerebbere al modulo 4-4-2 con centrocampo disposto a rombo, il che avrebbe una serie di conseguenze, reparto per reparto:
- Attacco: prima di passare al centrocampo a rombo, valuterei la fattibilità della coppia d'attacco Amauri-Trezeguet: dobbiamo capire se si può o non si può fare. Alla luce di questa prima parte di stagione sarei più propenso per il no. Amauri ha giocato da prima, primissima punta. C'è un punto interrogativo però: Amauri ha fatto la prima punta perché è una prima punta fatta e finita o perché ha sempre fatto coppia con Del Piero, il quale ovviamente non potrebbe ricoprire il ruolo di prima punta, e quindi, dovendo Del Piero per forza di cose fare la seconda punta, ad Amauri è toccato altrettanto per forza di cosa fare la prima punta?
La cosa strana è che Amauri giocando da prima punta a fianco di Del Piero ha formato una coppia d'attacco straordinaria. Eppure in una intervista, che mi pare risalga a Settembre, Amauri aveva designato come proprio compagno di reparto ideale Trezeguet e come peggior compagno di reparto Del Piero, giustificando questa affermazioni dicendo che in campo gli piace muoversi molto, svariare su tutto il fronte offensivo, quindi eseguendo movimenti e tagli in ampiezza oppure venire incontro al centrocampo, con movimenti d'appoggio verso il portatore di palla: per farla breve, gli piace muoversi molto, soprattutto palla al piede e ha detto di detestare quel dirty job che invece piace tanto a Trezeguet, quello del rapace d'area che aspetta palla negli ultimi 25-20 metri di campo, perché non gli piace giocare in maniera troppo statica. Insomma, Amauri in questa intervista si considerava una seconda punta, il che, se fosse, gli permetterebbe di fare coppia con Trezeguet.
Comunque: cosa c'entra la fattibilità della coppia Amauri-Trezeguet con la possibilità di schierare il centrocampo a rombo piuttosto che continuare con il centrocampo in linea?
Semplice: il centrocampo a rombo è il più indicato per giocare palla a terra, con scambi brevi e verticalizzazioni, ma ha come proprio difetto di non riuscire a coprire bene il campo in larghezza, perché è un modulo che non prevede le ali. Il centrocampo in linea è quasi speculare: è il modulo più indicato per sfruttare il campo in larghezza, è stato ideato apposta per attaccare in fascia.
Ora: se provate a stilare una classifica dei migliori marcatori d'area esistenti sul pianeta, di coloro che magari hanno il loro punto di forza proprio nel gioco aereo o in acrobazia, mi dispiace per gli sprovveduti che la pensano diversamente, ma Trezeguet entrerebbe in una top 3 a mani bassine bassine. Oltre alle già ben note doti di Trezeguet, in questi primi mesi in maglia bianconera abbiamo scoperto l'elevazione, la forza fisica vermaente impressionante di Amauri, a detta di alcuni addetti ai lavori il miglior colpitore di testa della serie A.
Ora, se questi due potessero veramente fare coppia, chi è il pirla che si mette a giocare con il centrocampo a rombo per servire Amauri e Trezeguet prevalentemente palla a terra?
Un buon 4-4-2 con centrocampo in linea dovrebbe produrre in novanta minuti un numero di cross compreso tra i 10 e i 15: se circa la
metà di questi cross ha qualità, allora abbiamo la certezza matematica che, con Amauri e Trezeguet in area di rigore, la palla, nell'arco temporale di 90 minuti, si insaccherà.
- Difesa: il problema riguarda il ruolo di terzino sinistro. Nella nostra rosa figura un giocatore che, se confrontato con gli altri giocatori che militano in grandi squadre, risulta dal punto di vista tecnico palesemente sotto la media: Molinaro.
Quando però molti sostenevano che la priorità della Juventus in sede di mercato fosse proprio quella di comprare un terzino sinistro, non mi trovavo d'accordo. Le fasce difensive sono l'ultimo dei nostri problemi e si potrà operare sul mercato per cercare di migliorarne la qualità allorché non avremo più lacune in nessun altro ruolo. Il perché lo avevo spiegato in una parte del mio ultimo post:
Cerco di spiegarlo in modo più analitico: perché WR dice che, con due esterni alti, anche due terzini con ferri da stiro al posto dei piedi possono essere determinanti in fase offensiva? Semplice: avere una posizione alta significa che, quando Nedved o Camoranesi ricevono palla, non si trovano sulla linea di centrocampo, ossia a circa 50 metri dalla linea di fondo (posizione bassa), ma si trovano dalla trequarti avversaria in sù, ossia mai a più di 25-20 metri dalla linea di fondo (posizione alta). E se i tuoi esterni ricevono palla in una posizione alta, significa che si trovano già ad una altezza da cui potrebbero crossare. Potrebbero crossare, ma non possono; e non possono crossare, per il semplice motivo che vengono raddoppiati. Quindi, quando si gioca con gli esterni alti, la sovrapposizione del terzino non è finalizzata alla ricezione di palla, perché non c'è bisogno di guadagnare ancora metri, bensì serve soltanto a liberare l'esterno alto dal raddoppio di marcatura, regalandogli spazio e tempo per calibrare il cross.
Oppure, cosa accade nei limitati casi in cui la sovrapposizione viene servita? Che se il terzino si sovrappone a un giocatore che è a 25 metri dalla linea di fondo, il suddetto terzino si ritrova con la palla negli ultimi 20 metri di campo. Quindi, se Molinaro si sovrappone a Nedved, e Molinaro viene servito, quest'ultimo è negli ultimi 20 metri di campo e quindi è già ad una altezza da cui può crossare immediatamente. Non deve tenere molto a lungo la palla, o portare palla al piede ancora per molti metri, ma può già crossare. Viceversa quando Molinaro si sovrappone a Nedved all'altezza della linea di centrocampo, e Molinaro riceve palla, quest'ultimo non sa che farsene della palla ed è costretto alla giocata più scolastica del terzino, ossia passare palla e tornare indietro, perché Molinaro non è di certo in grado di farsi cavalcate da 40 metri palla al piede sulla fascia e meno che mai è in grado di svariare palla al piede in mezzo al campo (cosa invece che fanno terzini molto più dotati tecnicamente, ad esempio Zambrotta e Maicon).
Ma nonostante i nostri terzini non siano fenomeni dal punto di vista tecnico, è molto importante che si sovrappongano anche quando Nedved o Camoranesi ricevono palla in posizione bassa: quando giocatori del calibro di Nedved e Camoranesi, ossia non plus ultra nei rispettivi ruoli, ricevono palla, non esite al mondo difesa che non li raddoppi: infatti, anche quando ricevono palla sulla linea di centrocampo, il centrocampista centrale della squadra avversaria viene a raddoppiare sul lato. Quando arriva la sovrapposizione, il giocaotre che ha effettutato il raddoppio è costretto a seguire il terzino, mentre l'uomo che invece rimane su Nedved o Camoranesi si defila un attimo verso l'esterno per adombrare la linea di passagio verso il terzino. Ma, così facendo, concede il centro del campo a Nedved o Camoranesi, ossia concede a questi ultimi la possibilità di convergere in mezzo al campo. E la sovrapposizione del terzino, che serve a evitare il raddoppio di marcatura, è quindi spesso ciò che permette a Camoranesi e Nedved di svariare palla al piede al centro del campo per creare la superiorità numerica tra le linee (spesso e non sempre, perché esiste anche il caso in cui Nedved e Camoranesi si inseriscono per vie centrali senza palla, che ricevono quando sono già in mezzo al campo o di sponda da un attaccante o con un passaggio in verticale proveniente dalle retrovie).
(Perdonatemi, prima di proseguire il discorso mi sono accorto che questa parte di messaggio che ho quotato contiene un errore madornale che deve essere corretto: quella in boldato è una stupidata. Non è il raddoppiante che fa copertura diagonale verso chi si sovrappone, ma in questi casi avviene la cosidetta sfilata sulla sovrapposizione, ossia: il raddoppiante subentra in marcatura sul portatore di palla, mentre è il giocatore che prima stava marcando il portatore di palla che esegue la copertura diagonale sul giocatore che si sovrappone)