Re: TRAGEDIA AD AREZZO

La gente vuole solo il goal
Post Reply
polpaol
Senior
Senior
Posts: 2697
Joined: 18/09/2002, 12:57
Location: VERONA
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by polpaol »

BruceSmith wrote: marghe, non capisco questa tua sfiducia a prescindere verso le fdo.
magari una volta mi racconterai che ti han combinato

un giorno se hai voglia di ascoltamri ti racconto della mia trasferta a Roma ( si proprio roma dove ce l'hanno tanto con le FDO..) e delle 8 ore in questura assime ad altre 500 persone senza aver fatto niente di niente e senza, cosa ancora più grave, mi venisse addebitato alcunchè.
così solo per non farci andare allo stadio, a loro insindacabile giudizio.
....IO HO GIOCATO IN UNA GRANDE.... GIOCAVO NEL VERONA..... ABBIAMO VINTO UNO SCUDETTO...ERA UNA GRANDISSIMA SQUADRA QUELLA...LA MIGLIORE DITUTTE
BruceSmith
Pro
Pro
Posts: 10279
Joined: 06/05/2004, 15:03
Location: Milano
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by BruceSmith »

polpaol wrote: un giorno se hai voglia di ascoltamri ti racconto della mia trasferta a Roma ( si proprio roma dove ce l'hanno tanto con le FDO..) e delle 8 ore in questura assime ad altre 500 persone senza aver fatto niente di niente e senza, cosa ancora più grave, mi venisse addebitato alcunchè.
così solo per non farci andare allo stadio, a loro insindacabile giudizio.
volentieri.
sono solo rimasto colpito dal fatto che persone intelligenti abbiano una simile sfiducia "a prescindere" nelle fdo...
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
User avatar
cavsfan23
Rookie
Rookie
Posts: 355
Joined: 19/06/2006, 15:13
Location: Firenze
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by cavsfan23 »

Che poi non è che il caso singolo valga più di tanto eh... Senza voler sminuire le esperienze personali.
User avatar
margheritoni10
Posts: 2986
Joined: 22/09/2004, 18:58
Location: Gran Ducato di Sarzana

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by margheritoni10 »

BruceSmith wrote: marghe, non capisco questa tua sfiducia a prescindere verso le fdo.
magari una volta mi racconterai che ti han combinato
Probabilmente mi sono spiegato male. Io non ho sfiducia a prescindere nelle fdo, semplicemente m'incazzo quando per coprire i propri errori costruiscono verità distorte o di comodo. Il problema "per assurdo" non è quel Chuck Norris che ha sparato ad Arezzo o quelle “bestie” (altri termini non ne trovo) del caso Aldrovandi ma quel meccanismo contorto che, per non delegittimare nell'opinione pubblica lo status delle fdo, gli arroga il diritto di proporre realtà parziali o parallele. Basta, la fiducia si (ri)conquista con la trasperanza, con la verità, con il coraggio di ammettere i propri errori non con le verità ad hoc perchè poi “chi sa cosa può succedere...”.
Uno stato democratico non può tollerare questo tipo di comportamenti, questo assurdo corporativismo perchè mina quel rapporto di fiducia tra cittadino ed istituzioni che deve essere alla base del vivere comune di uno stato civile. L’errore del singolo è pienamente ammissibile (sono persone e come tali hanno il diritto di sbagliare), discorso diverso è la stortura del sitema per cui chi fa parte di certe corporazioni “si stente un cittadino un pò più particolare... e come tale si comporta”.
Chi vigila sul mio o sul tuo comportamento? Loro. Benissimo, se non vogliamo l’anarchia (e non la vogliamo) è giusto sia così. Ma sul loro comportamento chi vigila? Loro stessi. E lo fanno? Generalmente no. E perchè? Perchè al loro interno non hanno gli anticorpi per proteggersi da se stessi delegando, come ad usual in Italia, l’iniziativa al singolo con i problemi che ne conseguono. E questo non va bene. 
Qua stiamo parlando di casi limite ma il discorso alla base riguarda le piccole storture della quotidianità. Per paradosso a me danno più fastidio quelle rispetto al resto. Perchè sono il sintomo di un rapporto che non funziona e che porta a delegittimare il loro ruolo sociale (che è importantissimo!) con i risultati che tutti vediamo.
Il rapporto è incrinato da anni ma non si ricostruisce bombardando il cittadino di fiction su quanto siano bravi i corpi speciali... Credo sia più utile investire sulla qualità del lavoro e sulla professionalità dell’agente della stradale o del carabiniere in servizio allo stadio perchè è nelle situazioni di vita comune che il cittadino percepisce e giudica l’operato delle fdo. Non sull’abilità dei RIS nel delitto di Garlasco.

P.S: quando mi riferisco alle realtà parziali o parallele penso soprattutto alla gestione del “Caso G8”. Quanto è emerso in questi anni sulla Diaz e Bolzaneto fa accapponare la pelle dalla vergogna. Non più ammissibile che a distanza di anni si tiri politicamente per la giacca la resposabilità di quel macello. Come non è possibile che si dia connotazioni politiche alle fdo facendo rimbalzare i De Gennaro della situazione da una scrivania all’altra a seconda di chi comanda agli Interni. La politica è una cosa, le fdo un altra e la giustizia la base di entrambe. Ma come diceva mio nonno... campa cavallo che l’erba cresce.

P.P.S: Credo si capisca ma è cmq meglio precisare... questo esula completamente dal discorso “ultrà”.
Image
E' lo stesso medesimo principio, mismo, siam sempre lì qualità o quantità??
User avatar
margheritoni10
Posts: 2986
Joined: 22/09/2004, 18:58
Location: Gran Ducato di Sarzana

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by margheritoni10 »

"Vi spiego il dio di noi ultrà"
viaggio tra i violenti del calcio

"LO SCONTRO è la nostra droga. Tutti gli ultrà cercano lo scontro. È una cosa che hai dentro, che ti sale su mano a mano che si avvicina la partita. Quando devi farti rispettare in una città che non è la tua. Oppure quando arrivano gli avversari in trasferta, ché alle dieci sei già lì, sul piazzale dello stadio. È la difesa del tuo territorio. La voglia di picchiarsi col nemico. Fargli capire che qui comandi tu. Ma - dice "Bocia", il capo, uno dei sacerdoti del nuovo rito curvaiolo - lo scontro non nasce dalla delinquenza; nasce dalla passione, dal cuore. E deve essere leale, non un'infamata. Se non sei un ultrà questa cosa non la capirai mai. Anzi, ti fa schifo. Noi invece cerchiamo di tramandarla, assieme ai nostri valori, condivisibili o no. Questa è la vita che abbiamo scelto. Così vivremo finché esisteremo".
Per entrare al "Covo", come lo chiamano loro, i monoteisti del tifo, devi salire una scala di ferro arrampicata sulla parete laterale di una concessionaria di automobili. Superi una porta di vetro tappezzata di adesivi nerazzurri e ecco un muro umano, una massa compatta di ragazzi in jeans e giubbotto radunati come militari in uno stanzone arredato con murales e bandiere e sciarpe e grandi foto che raccontano la storia del tifo organizzato atalantino. Di colpo sei inghiottito da un silenzio irreale.

Un silenzio rotto solo dalle parole del capo. Il "Bocia", al secolo Claudio Galimberti, 35 anni, faccia e modi da Braveheart di provincia, giardiniere, leader della Curva Nord dell'Atalanta. Al "Covo", una specie di tempio pagano, il pasdaran da stadio è indottrinato sui temi portanti della sua fede, della sua esistenza al limite. Si parla di "presenza" da fare, di orari di treni e pullman, di collette, di striscioni, di processi penali e mediatici, di droghe "buone" e droghe "non buone", di tifo organizzato, di "odiosa repressione", di "giornalisti infami". Tutti ascoltano muti. Odore denso di fumo. Operai. Universitari figli di papà. Impiegati. Insospettabili professionisti. Disoccupati e gente che sgobba 15 ore al giorno, e se c'è da seguire la squadra a Palermo, il lunedì si torna in fabbrica dopo avere attraversato l'Italia.

C'è anche qualche donna, una porta capelli viola fino alle spalle. Bocia sta seduto al centro. Intorno, il direttivo: una decina di persone, i luogotenenti. Tutte le curve hanno un capo e un direttivo. Eletti senza primarie. E migliaia di soldati semplici. Divisi in sezioni ognuna con un compito da portare avanti: coreografie, scontri, organizzazione dei viaggi, rapporti (solitamente complicati) con Digos e questura. Un sistema gerarchico, chiuso a riccio, impermeabile all'esterno. "Allora, adesso sotto con la trasferta...": Bocia istruisce decine di ragazzi su come affrontare un esodo "caldo". Quando l'Atalanta gioca fuori casa i suoi ultrà vengono quasi sempre accolti in modo non esattamente ospitale; loro sanno che è così, in fondo, spesso, non chiedono di meglio. "Occhi aperti e niente cazzate", sono i consigli per l'uso. "Perché quando ti scontri devi avere la mentalità giusta. Se un avversario cade a terra non devi infierire. Devi rispettarlo. E niente coltelli né bombe. Il problema è che oggi la violenza ha raggiunto livelli altissimi. Non sai mai chi incontri. Cosa ti può capitare. Ci sono gruppi che girano con la pistola in tasca... ".

Già, la pistola. E Gabriele Sandri, e l'autogrill, e il poliziotto, e la rivolta delle banlieue da stadio: parli con gli adepti del tifo e davanti ti scorrono le immagini dell'ultima domenica bestiale. Gli ultrà bergamaschi che assieme ai colleghi milanisti assaltano la polizia fuori dallo stadio (a Bergamo si giocava Atalanta-Milan); che esercitano il loro potere esecutivo imponendo lo stop alla partita. Il come si sa: sfondando con un tombino la vetrata che separa la curva dal terreno di gioco. "C'era tanta confusione. Forse il tombino è stato un errore - ammette Bocia - ma bloccare tutto era un dovere morale: e noi l'abbiamo fatto, anche se con modi discutibili. Il calcio doveva fermarsi per Sandri, come si è fermato per Raciti".

È un mondo aspro e selvaggio quello degli ultrà. Per conoscerlo da dentro, per comprenderne le logiche informi, l'anarchia, le derive incendiarie, bisogna andare a vedere da vicino: non farsi impressionare dalla ruvidità di certe facce, di certe scene. E poi i toni, le abitudini cameratesche e carbonaresche che scandiscono la preparazione della "partita". Quello che a loro pare normale, a te sembra "fuori". È possibile impacchettare dentro la stessa bandiera le sassaiola contro un treno e le collette per le scuole del Ruanda? Le sprangate per strada e la raccolta fondi per la distrofia muscolare? E viaggiare per quindici ore su un treno tipo carro bestiame, presi in consegna da una teoria di poliziotti armati, scortati in mezzo a una città a bordo di pullman coi finestrini sbarrati con reti di ferro e infine, se va bene, tenuti dentro lo stadio per due ore finita la partita e rispediti a casa magari dopo aver preso una pietra in testa o una messe di manganellate? Saranno 500 o 600 qui al "Covo". Due o tre riunioni la settimana. Un mini esercito in servizio permanente sui gradoni di una curva infuocata, temuta, oltranzista, rispettata. Colpita come molte altre da una pioggia di "Daspo", il provvedimento che vieta ai supporter violenti beccati in flagrante di assistere a manifestazioni sportive per un periodo che va da 1 a 3 anni.

Per gli incidenti dell'11 novembre sono arrivati sette arresti. Il presidente dell'Atalanta Ivan Ruggeri ha puntato il dito contro la curva: "Sono delinquenti che non voglio più vedere allo stadio". Il comunicato era firmato anche dai giocatori, che però tre giorni dopo, tra qualche imbarazzo, hanno tirato il freno: "Isoliamo i violenti, ma non criminalizziamo la Curva Nord che ci ha dato e ci dà tanto". "Era il minimo che potevano fare...", dice ora un po' sardonico Bocia. "Adesso comunque staremo fermi per un po', dobbiamo fare quadrato, ma la nostra mentalità non cambia". Il clima che si respira piacerebbe a Chuck Palahniuk, l'autore di Fight club e anche all'hooligan-scrittore inglese Cass Pennant, ma qui al Covo, almeno qui, non ci si prende a pugni né a calci. Semmai capita che pugni e calci si programmano o si commentano. "Oltre alla fede per la squadra, la cosa più importante per noi è il rispetto - spiega il leader della Nord - E rispetto vuol dire anche scontrarsi. Anzi, è la base". È la prima volta che un capo ultrà ci mette la faccia e riconosce che "sì, noi i casini ce li cerchiamo anche quando non ci sono. Romanisti, viola, granata, genoani: con tutte queste tifoserie vogliamo picchiarci. È così, non c'è niente da fare". Lui è uno di quelli che allo stadio non può andare. Il prossimo è il suo dodicesimo campionato da diffidato. "A fasi alterne, ovviamente". La domenica gioca a calcio: Bonate Sopra, prima categoria. E anche qui qualche guaio se lo tira addosso. Come il 9 settembre scorso a Cologno Monzese. Un centinaio di ultrà dell'Inter gli preparano un agguato. Sono lì per vendicare un assalto al loro treno diretto a Bergamo, campionato 2006-2007. Contro il pullman del Bonate partono sassi e bottiglie. A bordo ci sono anche donne e bambini. Ma soprattutto c'è lui, Galimberti. "Il nostro mondo è fatto anche di queste cose. Certe volte dimostri la tua superiorità cantando più forte degli altri. O presentandoti in gran numero in una trasferta. Se facciamo mille chilometri e andiamo a Napoli in 500 magari ci tirano addosso le bombe carta, però come nemici sanno che siamo rispettati".

La curva atalantina un tempo era "rossa". Negli anni '80 è stata filoleghista. Oggi è rigorosamente "apolitica". Seimila ultrà. Mille lo zoccolo duro, quello che c'è ovunque e comunque. Che vive per la squadra, per il tifo. Come Danilo, 41 anni, operaio. Uno dei colonnelli. "La "mentalità ultras" sta scomparendo - dice - Ci sono curve che hanno fatto la storia di questo movimento che non hanno più codici di comportamento. Si sono sputtanate per gli affari commerciali, si sparano per un pugno di biglietti omaggio, mandano avanti i ragazzini coi coltelli. Questo è vergognoso".

I seguaci della Dea (la dea Atalanta), come amano definirsi, hanno pochi rapporti di amicizia (Ternana, Cosenza, Eintracht Francoforte, Cavese) e moltissime rivalità. Praticamente con tutte le tifoserie. Il momento sociale per eccellenza è la Festa della Dea, l'omaggio al "totem" Atalanta. "Ogni estate facciamo 10 mila persone a sera. Vengono i giocatori, quelli di oggi e quelli di ieri. Si beve birra, si canta in piedi sui tavoli", spiega Daniele Belotti, 39 anni di cui 33 in curva, consigliere comunale e regionale leghista ("ma la politica non c'entra"). Ha scritto un libro, Belotti, "Atalanta folle amore nostro", che ripercorre 35 anni di tifo. "La Nord un tempo era considerata un covo di violenti e emarginati. Oggi coinvolge nelle sue iniziative decine di migliaia di bergamaschi. Gente che prima ci guardava con distacco e un certo timore".
"Bocia" Galimberti ascolta, annuisce, si tormenta la barba. Poi stappa una birra. Dice che in testa ha un pensiero fisso: i napoletani. "Se il Viminale non vieta la trasferta, li aspetto a Bergamo. Noi da loro andremo, sicuro, sempre che lo Stato ce lo permetta". Lui non potrà esserci, ma saprà tutto dal primo all'ultimo minuto. Perché la curva ha tante radio. Che messe assieme formano una specie di grande ugola indisciplinata. Bocia si alza in piedi, porge la Ceres a Daniele e, scandendo il ritmo con le mani aperte a tamburo, lancia un coro che fa rimbombare il Covo: "A-ta-lan-ta olè... ". Subito dopo, a mo' di litania liturgica, parte un fragoroso "Bergamo, Bergamo...". Una città da difendere, cento città dove "farsi rispettare".
Image
E' lo stesso medesimo principio, mismo, siam sempre lì qualità o quantità??
User avatar
nefastto
Pro
Pro
Posts: 8692
Joined: 12/10/2005, 9:48
NFL Team: San Diego Chargers
Location: Milano
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by nefastto »

l'ho letto stamattina...cosa si vuol fare di fronte a questi personaggi se non usare la forza?
Image
Però, fra tutti menzione d'onore per Nefastto, più subdolo e convincente, meno palese e più credibile di tutti nei suoi interventi.(Dazed)
User avatar
margheritoni10
Posts: 2986
Joined: 22/09/2004, 18:58
Location: Gran Ducato di Sarzana

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by margheritoni10 »

nefastto wrote: l'ho letto stamattina...cosa si vuol fare di fronte a questi personaggi se non usare la forza?
Usare la legge?
Image
E' lo stesso medesimo principio, mismo, siam sempre lì qualità o quantità??
User avatar
nefastto
Pro
Pro
Posts: 8692
Joined: 12/10/2005, 9:48
NFL Team: San Diego Chargers
Location: Milano
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by nefastto »

margheritoni10 wrote: Usare la legge?
con forza
Image
Però, fra tutti menzione d'onore per Nefastto, più subdolo e convincente, meno palese e più credibile di tutti nei suoi interventi.(Dazed)
polpaol
Senior
Senior
Posts: 2697
Joined: 18/09/2002, 12:57
Location: VERONA
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by polpaol »

nefastto wrote: l'ho letto stamattina...cosa si vuol fare di fronte a questi personaggi se non usare la forza?
la usano da 10 anni e il risultati sono sempre gli stessi.
....IO HO GIOCATO IN UNA GRANDE.... GIOCAVO NEL VERONA..... ABBIAMO VINTO UNO SCUDETTO...ERA UNA GRANDISSIMA SQUADRA QUELLA...LA MIGLIORE DITUTTE
polpaol
Senior
Senior
Posts: 2697
Joined: 18/09/2002, 12:57
Location: VERONA
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by polpaol »

BruceSmith wrote: volentieri.
sono solo rimasto colpito dal fatto che persone intelligenti abbiano una simile sfiducia "a prescindere" nelle fdo...
bruce ti  devo una risposta ma per raccontarti quella giornata mi ci vogliono più delle solite 3 righe.
fammi trovare un pò di tempo e se non mi senti ricordamelo  :figo:
....IO HO GIOCATO IN UNA GRANDE.... GIOCAVO NEL VERONA..... ABBIAMO VINTO UNO SCUDETTO...ERA UNA GRANDISSIMA SQUADRA QUELLA...LA MIGLIORE DITUTTE
francilive
Pro
Pro
Posts: 18024
Joined: 06/09/2002, 21:52
MLB Team: Florida Marlins
NFL Team: Buffalo Bills
NBA Team: Brooklyn Nets
NHL Team: New Jersey Devils
Location: Torino
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by francilive »

polpaol wrote: la usano da 10 anni e il risultati sono sempre gli stessi.
ma cosa vuoi che usano? si è arrivati al punto che si lasciano assaltare le caserme senza far reagire la polizia. gli ultrà, grazie a posizioni influenti di numerosi simpatizzanti, hanno il potere di fare il beato cazzo che vogliono. giusto gli sfigati si beccano l'obbligo di firma, che spesso non rispettano, facendola franca anche in quel caso.
ImageImage
defense is only way
cordoba01
Rookie
Rookie
Posts: 127
Joined: 22/09/2007, 0:52

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by cordoba01 »

francilive wrote: ma cosa vuoi che usano? si è arrivati al punto che si lasciano assaltare le caserme senza far reagire la polizia. gli ultrà, grazie a posizioni influenti di numerosi simpatizzanti, hanno il potere di fare il beato cazzo che vogliono. giusto gli sfigati si beccano l'obbligo di firma, che spesso non rispettano, facendola franca anche in quel caso.
questa volta sono d'accordo con francilive, non è giusto che li ultrà fanno quello che vogliono, i polizziotti sono povera gente che lavora per noi e devono essere difesi e rispettatti..........
shaq2002
Rookie
Rookie
Posts: 390
Joined: 11/09/2002, 21:04

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by shaq2002 »

cordoba01 wrote: questa volta sono d'accordo con francilive, non è giusto che li ultrà fanno quello che vogliono, i polizziotti sono povera gente che lavora per noi e devono essere difesi e rispettatti..........
piennamente d'accorrdo
User avatar
Teo
Pro
Pro
Posts: 16455
Joined: 09/09/2002, 8:57
MLB Team: Atlanta Braves
NFL Team: Buffalo Bills
NBA Team: Utah Jazz
NHL Team: Colorado Avalanche
Location: padova
Contact:

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by Teo »

cordoba01 wrote: questa volta sono d'accordo con francilive, non è giusto che li ultrà fanno quello che vogliono, i polizziotti sono povera gente che lavora per noi e devono essere difesi e rispettatti..........
:piango: :piango:  (non per il contenuto)
[align=left][/align]ImageImageImage
User avatar
mr.kerouac
Pro
Pro
Posts: 7292
Joined: 25/01/2005, 6:32
MLB Team: Boston Red Sox
NFL Team: San Francisco 49ers
NBA Team: Brooklyn Nets
Location: Chapel Hill, N.C.

Re: TRAGEDIA AD AREZZO

Post by mr.kerouac »

Un'informazione please... oggi si è giocato con il lutto al braccio?
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

Image
Post Reply