Noodles wrote:
Inoltre, non deve fare scandalo il programma di rivoluzione civile.
E' un partito che ha tentato di salvare tre partiti agonizzanti (rifondazione comunista- verdi e idv) tutti di cultura 'giustizionalista'.
Non si deve pensare che tale impostazione sia dovuta alla presenza di Ingroia, tutt'altro.
Serviva da garante, ma i concetti lì sono sempre li stessi da un paio di decadi almeno, Ingroia o non Ingroia.
Poi, sul programma, proprio in questa sede,espressi i miei dubbi ugualmente.
non è un problema di fare scandalo o non fare scandalo, è un legittimo partito politico che ha presentato un legittimo programma politico alle elezioni, non penso certo che siano dei pazzi o dei criminali.
però quello è un programma di sinistra. che piace a gente come di pietro, ingroia e travaglio, che in questo momento storico nell'arco costituzionale va collocata a sinistra, e non può essere altrimenti.
ognuno può pensare quello che vuole di travaglio e del travaglismo, può essere favorevole, contrario o battersene altamente i coglioni.
ma non si dica che è "di destra", perché semplicemente non è vero. il tutto senza dimenticarsi mai che iniziare una discussione dicendo "questa tal cosa o tal persona E' DI DESTRA o E' DI SINISTRA" significa automaticamente banalizzare il discorso.
Rispondendo inoltre ai tuoi posts, io non sono contrario a priori alla vendita di beni demaniali inutilizzati, figuriamoci, specie in questo periodo in cui si ha bisogno di fare cassa. In una nazione normale, sarei anche favorevole perchè sicuro di gare d'appalto corrette, di partecipazioni imprenditoriali 'limpide', di una serie di sistemi di controlli (anche culturali) di valore.
In un paese in cui gli indici di corruzione ci pongono tra l'Uganda e la Georgia (ma non lo stato federale americano

) risulta parecchio difficile fare delle valutazioni del genere.
è vero, ma il problema delle valutazioni poco limpide si tradurrebbe nel fatto di beni venduti sottocosto, giusto?
bene, la mia risposta è CHI SE NE FOTTE. lo stato ha avuto 30 anni di tempo per vendere quei beni in modo serio e facendoci su un bel gruzzolo. adesso è disperato, e da quei beni ricaverebbe le briciole.
beh, PEGGIO PER LUI. ognuno di noi se si trova in una situazione economicamente disperata è costretto a svendere. perché questo non deve valere per lo stato? perché se io sono disperato devo svendere, ma se lo stato è messo male si dice "eh ma lui non può mica svendere i suoi gioielli" e quindi costringe ME a svendere i MIEI?
il tutto senza dimenticare che, volendo seguire questo ragionamento che definire capzioso è un eufemismo, quando l'economia va male lo stato non cede nulla perché "non possiamo mica svendere", quando l'economia va bene lo stato non svende nulla perché "ma non ne abbiamo bisogno, andiamo così bene"; ma allora QUAND'E' il momento giusto?
Ma perchè non vi sento parlare anche di tagli di soldi pubblici alle scuole private (che non servono ad un cazzo), di soldi pubblici alle aziende sanitarie private ed a tutti questi sistemi misti che sostanzialmente non determinano mai un abbassamento dei costi di accesso di fatto fornendo servizi privati (ed incassi privati) con soldi pubblici.
Le scuole private solo nel 2013 ci costano 223 milioni di euro.
Negli ultimi dieci anni ci sono costate circa 3,5 miliardi di euro, bazzecole?
vogliamo parlare della sanità privata? a fronte di un servizio pubblico che invece sta perdendo pezzi a destra e sinistra?
Negli ultimi 9 anni si è assistito da un + 30% di fondi pubblici destinati alla sanità privata e un -10% a quella pubblica!
Stiamo scherzando?!?! e voi volete risparmiare e vendere pezzi di demanio pubblico quando ci sono questi costi di cui nessuno parla più??
ma guarda, con me sfondi una porta aperta perché nel mio ideale lo stato non dovrebbe MAI dare NESSUN finanziamento a NESSUN privato, per principio.
però nel mio stato ideale lo stato non si occuperebbe, direttamente o indirettamente, di NESSUNA attività economica.
nel sistema iperstatalizzato attuale, invece, è abbastanza ovvio che se lo stato mette becco sostanzialmente in tutte le attività economiche e in tutti i settori dell'economia, l'altro lato della bilancia è inevitabilmente rappresentato dalle sue elargizioni, dai suoi contributi, eccecc.
se non vuole essere solo arbitro ma anche giocatore, è abbastanza evidente che giocare nell'economia significhi anche pagare, non solo incassare, no?
non puoi dirmi che ti sta bene che lo stato occupi una posizione dominante in quasi tutti i settori economici MA al tempo stesso non tolleri che reimmetta nell'economia privata nemmeno un centesimo di quello che le porta via grazie alla sua posizione dominante, questo si che sarebbe un pensiero vetero- (e becero-

) comunista.
se invece mi dici che vuoi scambiare la rinuncia dello stato a finanziare i privati in qualsiasi ambito (dalla sanità, alla scuola, a tutto il resto), con la rinuncia dello stato ad ingerirsi nell'economia in qualsiasi ambito non legato al welfare, io ci metto una firma DOMANI, con il sangue. e tu?
allora se volete riforme liberali, si parte da qua e poi ne riparliamo di vendere il resto.
eh no, carissimo, troppo facile. come dicevo in un post precedente, se vuoi perdere peso si parte dal grasso, non dalle unghie e dai capelli: in una macchina statale che spende grossomodo OTTOCENTO MILIARDI ogni anno, i 450 milioni di cui parlavi prima sono BRICIOLE... non si può partire da quelle pagliuzze, solo perché ti stanno ideologicamente antipatiche, e lasciar da parte le travi.
un po' come le famose lenzuolate di bersani, che per vantarsi di aver fatto "le liberalizzazioni" aveva pensato bene di partire dai tassisti, solo perché quelli votano per berlusconi, "dimenticandosi" i colossali monopoli negli altri ambiti (o nello stesso ambito dei trasporti). troppo facile.
quindi se vogliamo eliminare gli sprechi, prima eliminiamo gli sprechi più consistenti e più gravi, poi via via scendiamo fino ad intaccare tutti gli altri.