bruno capelli wrote:
Esatto per me il lodo Alfano e una grandissima porcheria fatta per difendere i potenti di turno,pensate se
questa legge fosse stata fatta quando c'era Andreotti al governo che e stato moltissime volte presidente
del consiglio,non sarebbe mai stato processato,oppure iniziava il processo ma veniva interrotto perche' tornava
presidente del consiglio che schifo.Doc hai perfettamente ragione l'avviso di garanzia non deve costituire una
condanna alla gogna,e le ingagini in corso sono se ci prove schiaccianti devono portare al rinvio a giudizio ma
no prima.Pero' in Italia c'e' anche il problema dei magistrati che hanno troppo potere e che non devono rendere
conto a nessuno,se un pm porta in tribunale un innocente e questo viene assolto,lui non paga per i suo errore
e fa carriera come se nulla fosse,invece chi sbaglia per me non deve far carriera.Un altro problema in Italia
e che non c'e' la sepazione delle carriere fra giudice e pm un fatto che rende la vostra giustizia una giustizia
tartaruga.
Bhè, in parte concordo, ma ora non esageriamo in senso opposto: non è che tutte le volte che l'imputato viene assolto il PM deve pagare. Nella maggior parte dei casi indizi c'erano e poi non si sono rivelati sufficienti per una condanna o sono saltate fuori prove successive, magari testimonianze o perizie.
Certo, di fronte a tanti esempi cascano le braccia, i caso Tortora è il più clamoroso, ma non certo l'unico, ed ora la Forleo, che fu una delle responsabili, vuol far credere di essere una nuova Giovanna D'Arco, ed è quella che i fondo ha fatto meno carriera, ma ci sono tanti esempi.
Basta pensare come la polizia giudiziaria ha fatto le indagini e le perizie sul famoso caso della studentessa di Perugia, o che solo ora si sono resi conto che Stasi, durante l'omicidio della fidanzata, era al PC. O al fatto che quando venne condannato il responsabile amministrativo della DC e con lui venne processato Forlani, si dimenticarono di coinvolgere nelle indagini anche l'ultimo segretario della DC sotto cui operò quel responsabile amministrativo, De Mita, e se ne ricordarono solo quando ormai la prescrizione era quasi decorsa.
In questi casi è giusto che i magistrati, siano giudici o PM, paghino, nei casi normali no, non esageriamo. Non arriviamo nemmeno agli eccessi della medicina, in cui ogni volta uno non guarisce nei tempi o nei modi che si aspetta fa causa al medico. Arriveremmo semplicemente alla paralisi del sistema penale, in quanto nessuno si prenderebbe più responsabilità.
Sul fatto che invece oggi l'azione penale dipende troppo dal PM sono d'accordo, si tratta di un altro aspetto che ne pregiudica la funzionalità.
Non mi ricordo chi diceva che se rubi un pacchetto di biscotti ti fai tre anni. I PM sono talmente oberati che se commetti un reato che crea pochi danni, non crea indignazione e non è sotto i riflettori, come rubare nei supermercati, sei praticamente sicuro di farla franca. Non è neanche questione di volontà perversa, è questione di tempo. Ricordo anni fa, quando facevo pratica legale (non ho però mai fatto l'esame e quindi non esercito la professione di avvocato) andammo da un PM per chiedere se era possibile accelerare la decisione di certe indagini, le indagini erano concluse, il PM doveva decidere se chiedere l'archiviazione o il rinvio, noi difendevamo la parte civile.
"Avvocato, questo è un processo di pochi milioni (di lire), ci sono quattro cartelle da studiare, in caso di condanna l'imputato si fa sei mesi con la condizionale, ho una massa di lavoro da svolgere, non mi faccia perdere tempo con questo caso".
Il reato si prescrisse, il cliente del mio dominus, che era la parte civile, dovette iniziare un procedimento civile. ho reincontrato da poco il cliente, che mi ha detto che dopo quasi 15 anni il primo grado è ancora bel lontano dal terminare.
Ecco, se non si interviene sul procedimento penale tali conseguenze sono certe, e ripeto che non è nemmeno colpa dei PM, è proprio una questione di tempo e di impegni.