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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 06/03/2009, 14:11
by Porsche 928
qualcuno me la può spiegare che non ho capito questa notizia.

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20090306&fonte=RPB&codnews=207428
"Quale Paese fallirà per primo?"
l'Italia in cima alle scommesse


MILANO - Con l'ingegneria finanziaria si può fare quasi tutto, anche scommettere su quante probabilità ha un paese di fallire. E l'Italia, secondo alcuni parametri, ne ha una piuttosto alta. Ma partiamo dall'inizio, dalla scommessa che implicitamente fanno gli investitori che acquisteranno i prodotti strutturati proposti Jp Morgan, chiamati appunto "First to default basket" a tre anni.

Il meccanismo è complesso, ma la logica tutto sommato è semplice: il prodotto è, nella sostanza, un'obbligazione con una sua cedola trimestrale, che paga gli interessi a meno che uno degli otto paesi compreso nell'elenco - nel basket, appunto - fallisca (vada in default). Basta che un solo paesi salti, e da quel momento in poi tutto quello che l'investitore porterà a casa sarà limitato a quanto si riesce a prendere dalla procedura post default; un po' come è successo con i bond argentini. Il paese più a rischio all'interno del basket proposto da Jp Morgan è l'Italia.
Il termometro che misura la febbre dei potenziali fallimenti si chiama Cds, Credit default swap: è una sorta di premio di assicurazione, quindi più si paga e più il rischio è alto (più è probabile che davvero un paese fallisca). Ebbene, il Cds dell'Italia - all'interno di questo paniere - è stato fissato a quota 130 mentre il paese più virtuoso, l'Olanda, ha una "febbre" solo di 60, meno della metà dell'Italia.

Il peggior indicatore del rischio-paese è dunque dell'Italia, ma fuori dal paniere scelto da Jp Morgan almeno altri due stanno decisamente peggio: la Grecia e l'Irlanda. Rispetto al Cds a tre anni, Atene infatti ha un grado di rischio di 263 e Dublino di 358. Se poi ci spostiamo sulla durata dei cinque anni (molto più "popolare" per questo tipo di strumenti) il grafico della febbre mostra sempre due ammalati gravissimi, l'Irlanda e la Grecia, mentre al terzo posto troviamo l'Austria - con una "temperatura" di 255 - ma poi si arriva inevitabilmente all'Italia, con un 191. La Spagna invece viene fotografata a quota 140, il Portogallo a 130, la Francia a 88 e la Germania a 86.

Un po' come c'è il termometro e il misuratore della pressione, ovviamente i Cds non sono l'unico modo di valutare la salute di un paese (o di una società). Un altro strumento molto usato dai mercati finanziari è il rendimento dei titoli di Stato, in particolare di quelli con una durata decennale. Ebbene, questi bond considerati appunto benchmark, valori di riferimento, si possono paragonare tra di loro, oppure si possono raffrontare con una specie di "pietra miliare", un tasso di riferimento di mercato particolarmente significativo (l'euro swap a 10 anni nel nostro caso). Ebbene, ieri questo valore - dopo il taglio dei tassi della Bce - era sceso al 3,386% ma chi volesse investire in un Bund tedesco guadagnerebbe di meno; 34 centesimi in meno per la precisione. Al contrario, un investimento in un titolo di Stato francese renderebbe 24 centesimi (punti base, nel gergo degli operatori) in più del tasso swap sull'euro; fino ad arrivare ai 116 punti base dell'Italia (passando per i 106 del Portogallo e i 72 del Belgio, a titolo di esempio). E gli ultimi della classe, Irlanda e Grecia? Il primo offre un rendimento aggiuntivo, sui suoi titoli, pari a 221 centesimi, il secondo arriva a 237. In fondo, è un solo un modo diverso di valutare il rischio-default.

Sinceramente non ho capito il meccanismo dei cds e di come sull'immediato l'Italia e ultima ma tra 5 anni verrà  superata dall'Irlanda.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 06/03/2009, 14:14
by SafeBet
Onanismo finanziario, per me.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 06/03/2009, 22:50
by Jakala
frog wrote: Per curiosità, in caso di incidente la macchina ad idrogeno è più pericolosa di una a benzina o gasolio ? Intendo in caso di esplosione.
L'idrogeno è classificato come la sostanza più reattiva per provocare un'esplosione, molto di più dei vapori di benzina o del metano.
Il gasolio crea vapori a circa 60/70 gradi quindi non è classificato come sostanza esplosiva.

Ovviamente una cosa sono le esplosioni, un'altra gli incendi

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 3:12
by rodmanalbe82
http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_ ... aabc.shtml

ma che vergogna e questa? bah!
:roll:

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 4:45
by Spree
rodmanalbe82 wrote: http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_ ... aabc.shtml

ma che vergogna e questa? bah!
:roll:
Eh ma quando c'è di mezzo la vita... peccato che se ne preoccupino molto soltanto alle estremità: i nascituri e i moribondi. I vivi, beh, solo se cattolici e buoni :roll:

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 10:29
by doc G
Spree wrote: Eh ma quando c'è di mezzo la vita... peccato che se ne preoccupino molto soltanto alle estremità: i nascituri e i moribondi. I vivi, beh, solo se cattolici e buoni :roll:
Una roba simile in Europa non si è mai vista, neanche negli aborti classici, e qui parliamo di una bambina violentata, caso in cui persino la Chiesa è possibilista. Spero che intervenga il Vaticano.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 11:22
by Toni Monroe
doc G wrote: Una roba simile in Europa non si è mai vista, neanche negli aborti classici, e qui parliamo di una bambina violentata, caso in cui persino la Chiesa è possibilista. Spero che intervenga il Vaticano.
Partiamo dal presupposto (terribile, per certi versi) che Dio la sua voce non la fa sentire; rimangono delle interpretazioni delle Sue leggi che sono affidate agli uomini. Ecco allora che quando una certa posizione crea dei contrasti tra gruppi di rilevanza ed influenza abbiamo uno scisma e quindi divisioni anche all'interno di gruppi religiosi che dovrebbero avere lo stesso riferimento. Questo in linee generali. Il fatto in sè, la scomunica dei medici (che evidentemente saranno cattolici), ha valore soltanto per i credenti. Che il cardinale dica che la legge di Dio è superiore a quella degli uomini -allo stesso modo di prima- ha valore soltanto per i credenti. Quindi un non credente può tranquillamente fregarsene. I credenti invece devono fare i conti con le proprie convinzioni, con i valori in cui si vogliono riconoscere. L'interruzione di una gravidanza (come la soppressione di una vita), è in assoluto qualcosa che si porta appresso drammi sempre diversi -a seconda delle circostanze in cui maturano certe decisioni- che difficilmente possono essere valutate in un modo univoco poiché in base alla cultura (ed al tipo di spiritualità a cui ci si ispira) ciascuno pensa e giudica in modo diverso. Questo è uno dei più grandi problemi della chiesa e dei credenti; più degli attaccchi ricevuti dagli atei. L'incapacità di trovare una posizione comune (anche all'interno degli stessi ministri religiosi) su alcuni grandi temi.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 11:48
by Spree
Toni Monroe wrote: Partiamo dal presupposto (terribile, per certi versi) che Dio la sua voce non la fa sentire; rimangono delle interpretazioni delle Sue leggi che sono affidate agli uomini. Ecco allora che quando una certa posizione crea dei contrasti tra gruppi di rilevanza ed influenza abbiamo uno scisma e quindi divisioni anche all'interno di gruppi religiosi che dovrebbero avere lo stesso riferimento. Questo in linee generali. Il fatto in sè, la scomunica dei medici (che evidentemente saranno cattolici), ha valore soltanto per i credenti. Che il cardinale dica che la legge di Dio è superiore a quella degli uomini -allo stesso modo di prima- ha valore soltanto per i credenti. Quindi un non credente può tranquillamente fregarsene. I credenti invece devono fare i conti con le proprie convinzioni, con i valori in cui si vogliono riconoscere. L'interruzione di una gravidanza (come la soppressione di una vita), è in assoluto qualcosa che si porta appresso drammi sempre diversi -a seconda delle circostanze in cui maturano certe decisioni- che difficilmente possono essere valutate in un modo univoco poiché in base alla cultura (ed al tipo di spiritualità a cui ci si ispira) ciascuno pensa e giudica in modo diverso. Questo è uno dei più grandi problemi della chiesa e dei credenti; più degli attaccchi ricevuti dagli atei. L'incapacità di trovare una posizione comune (anche all'interno degli stessi ministri religiosi) su alcuni grandi temi.
Poveretti, con tutti questi atei cattivi che li attaccano senza posa.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 11:53
by Toni Monroe
Spree wrote: Poveretti, con tutti questi atei cattivi che li attaccano senza posa.
Lo scontro c'è. E a me non fan pena nè gli uni nè gli altri. Nella gran parte dei casi a muovere le fila son sempre persone che guardano più al proprio tornaconto che alle convinzioni di chi li segue in buona fede (da un lato e dall'altro). Rimane il fatto che i credenti le loro serpi in seno le hanno, mentre per gli atei il compito è molto più semplice, perché ci sono meno contraddizioni al loro interno. Anche se poi quando si va a parlare di eutanasia, donazione degli organi, etc.. vengon fuori paure ataviche che ne vanno a indebolire le posizioni politiche. I franchi tiratori  stanno anche da quella parte. :D

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 11:56
by Birdman
BruceSmith wrote: quella crescita del PIL è stata reale? oppure si è trattato di numeri un po' gonfiati?
No, anzi.
Nella Russia Staliniana dei piani quinquennali la crescita della produzione industriale era del 12/13% annua e la crescita del PIL fu attorno al 6% dalla fine degli anni '20 fino all'inizio della guerra.
Spree wrote: Basti pensare che la più spettacolare crescita Pil della storia sia arrivata negli anni 1928-1941 in Unione Sovietica. Ci sono quei 15 milioni di morti di fame in mezzo, ma oh, la riccehzza globale è aumentata.
Per quanto riguarda i morti di fame, farei un distinguo. Nell'URSS non si moriva di fame, mi spiego meglio. Se si moriva di fame, lo si faceva perchè si era perseguitati, non perchè mancassero le risorse. Nella Cina di Mao si moriva di fame.

Quoto tutti quelli che hanno parlato male del PIL e consiglio la lettura del libro di Enzo Tiezzi in merito.
Bonner wrote: strano pensare  che Proudhon, seppur nato nel 1809, resti un pensatore avveniristico anche per i nostri tempi. :gazza:
Se con questo intendi la sua definizione di  repubblicano, sono d'accordo. Sul resto del suo pensiero filosofico meno.
La sua pars destruens, seppur condivisibile, era abbastanza superficiale. Per il resto Proudhon era un anarchico, che non esiterei a definire naif, un socialista utopista come dirà il baffo, sessista e spiccatamente antisemita.


Per quanto riguarda il discorso sulla Chiesa, beh.. Non so più cosa dire.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 12:04
by Toni Monroe
Birdman wrote: Per il resto Proudhon era un anarchico, che non esiterei a definire naif

Image

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 14:23
by Spree
Birdman wrote: Per quanto riguarda i morti di fame, farei un distinguo. Nell'URSS non si moriva di fame, mi spiego meglio. Se si moriva di fame, lo si faceva perchè si era perseguitati, non perchè mancassero le risorse. Nella Cina di Mao si moriva di fame
Ma questo è in gran parte falso. I morti perché perseguitati sono la minima parte dei morti dell'unione sovietica: la gran parte sono propriamente morti di fame, perché la produzione di frumento ed altre derrate alimentari di base è crollata, a causa di:
1)guerra mondiale
2)guerra civile e contro le truppe occidentali nel '19-'20
3)comunismo di guerra - una delle più grandi idiozie economiche della storia
4)introduzione di un sistema palesemente inefficace per lo sfruttamento delle campagne con l'introduzione di Kolchoz e Solchoz
5)Continuo drenaggio di derrate alimentari e di parte della popolazione fisicamente più attiva dalle campagne alle città/poli industriali, che aggravava la già grossa crisi produttiva e alimentare.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 14:33
by Birdman
Spree wrote: Ma questo è in gran parte falso. I morti perché perseguitati sono la minima parte dei morti dell'unione sovietica: la gran parte sono propriamente morti di fame, perché la produzione di frumento ed altre derrate alimentari di base è crollata, a causa di:
1)guerra mondiale
2)guerra civile e contro le truppe occidentali nel '19-'20
3)comunismo di guerra - una delle più grandi idiozie economiche della storia
4)introduzione di un sistema palesemente inefficace per lo sfruttamento delle campagne con l'introduzione di Kolchoz e Solchoz
5)Continuo drenaggio di derrate alimentari e di parte della popolazione fisicamente più attiva dalle campagne alle città/poli industriali, che aggravava la già grossa crisi produttiva e alimentare.
Hai ragione, ma parliamo di periodi diversi. Pensavo che l'argomento fossero gli anni '30.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 14:57
by BruceSmith
Birdman wrote: Hai ragione, ma parliamo di periodi diversi. Pensavo che l'argomento fossero gli anni '30.
anche io avevo fatto confusione. quindi la crescita del pil fa riferimento al periodo precedente ai piani quinquennali (oh, con l'età comincio a fare confusione  :D)?

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 07/03/2009, 14:59
by Birdman
BruceSmith wrote: anche io avevo fatto confusione. quindi la crescita del pil fa riferimento al periodo precedente ai piani quinquennali (oh, con l'età comincio a fare confusione  :D)?
Non penso, il boom del PIL dovrebbe essere dalla fine degli anni '20 agli anni '30.