Toni Monroe wrote:Un momento, un momento: abbiamo salvato la vita a Cassano? Gran cosa ma mica se ne chiede conto. Scherziamo, vero? L'abbiamo pagato? Nel senso che? Si poteva forse evitare di farlo, per la durata dell'infortunio, etc? Intanto ci sono -sicuramente- delle polizze assicurative che vengono stipulate per queste evenienze e poi, anche solo a livello di immagine, non saranno molte le squadre che vogliono essere indicate come quella che ti scarica "alla prima occasione", specialmente se si tratta di un'anomalia cardiaca, come è successo a Cassano. Non mettiamo in mezzo discorsi che non c'entrano con la vita, non solo con lo sport.
Ha mal di pancia? Brutto, sicuramente non è una cosa che aiuta, però -con tutti i difetti che può avere- Cassano rimane un gran giocatore e di questi ha anche le ambizioni, trovo normale in assoluto che possa rimanerci male nel vedere come è cambiata la situazione in poco tempo e immagino che anche lui sia rimasto travolto -come tutti i giocatori- da un cambio di rotta che nemmeno loro immaginavano prima delle ultime cessioni illustri. A questo punto che voglia rinegoziare le sue condizioni lo trovo normale. Come trovo normale che il Milan cerchi di cederlo, è una convergenza di interessi. Però sappiamo tutti, lui compreso, che non sarà semplice.
Toni non ci siamo.

E pensare che io qualche anno fa l'avevo pure difeso in questo forum e di sicuro sara' rimasta qualche traccia in topic preistorici
Inquadriamo il tipo:
Ragazzino prodigio che stupisce tutti con la maglia del Bari e tempo 1 stagione e mezza passa alla Roma iperambiziosa di Sensi che sgancia 60 miliardi per averlo. Talento cristallino, si intende a meraviglia con Totti e, a volte, diventa lui il mattatore dei match al posto der Pupone. Ottima davvero la stagione dei 22 anni che culmina con la convocazione in Nazionale in vista degli Europei(competizione in cui e' l'unico giocatore italiano a salvarsi).
Inizia il declino.
Si perde alla Roma, viene svenduto al Real e anche li non combina nulla. Il calcio va verso un modo di giocare che prevede giocatori dinamici e pronti al sacrificio(penso gia' al Manchester versione 2007), lui invece riesce ad aumentare la sua circonferenza di anno in anno.
Fino a questo punto, una seconda chance ad alto livello gliel'avrei data anche io. Magari la voglia di rivincita post-Real lo sprona, magari capisce che non basta il piede ma ci vuole anche un fisico da calciatore per rendere a questi livelli. Nessuna big lo prende ma arriva alla Samp; a Genova abbassa la testa, lavora, limita le stronzate(comunque presenti) fino al litigio con Garrone. E' pronto per una nuova occasione ad alto livello, l'ultima.
Occasione da sfruttare al meglio, lavorando sodo, sapendo di essere la quarta/quinta scelta in attacco. E invece nulla, la pancia cresce come al solito e il sacrificio in campo non lo si vede nemmeno a pagarlo. Anzi, scende in campo come se fosse lui la star e non il giocatore che deve guadagnarsi il posto. L'esperienza sampdoriana anziche' mostrargli la retta via, lo ha fatto illudere di essere tornato il ragazzino fenomeno che non ha bisogno di sacrificarsi per la squadra. Lui e' il migliore nella sua testa e la corsa per il compagno, la corsa per dimostrare la voglia di mangiarsi il campo e' una cosa passata nel dimenticatoio; non e' stata vista come il mezzo per farlo rendere al massimo ma solo un modo per farlo tornare sulla cresta dell'onda e ora che e' li in alto puo' anche fare a meno del sacrificio.
La seconda breve stagione e' emblematica per quel che riguarda il Cassano dei 30 anni: bravo con i medriocri e sonore figure di merda con chi, oltre all'agonismo, usa anche i piedi. Quello che ci si aspettava, almeno in minima parte, da lui.
E' una carriera vissuta da supponente, da Re dei Re, da Maradona nonostante sia un Cassano qualsiasi. Fin dai 19 anni e' stato trattato come una prima donna, come lo chef capo in una cucina fatta di aiuticuochi e lavapiatti disposti a sacrificarsi per lui. Il tutto a prescindere dalla sua condizione e dalla squadra in cui andava a giocare. Una parentesi a Genova fuori dagli schemi, ma prontamente dimenticata. Di conseguenza e' normale che un personaggio simile abbia dei mal di pancia se parte l'amichetto e il miglior difensore al mondo. Per lui - il meglio del meglio - non vedere piu' intorno a se' una squadra competitiva e' un qualcosa che lo fa svalvolare e nel suo cervello e' perfettamente logico andarsi a lamentare con Galliani visto che lui e' l'ultima stella rimasta.
Io invece, nella mia mia limitatezza, lo vedo come uno a cui e' stata data l'ultima chance per la gloria e in cambio ho visto solo rotoli di grasso vagare per il campo.
Io che ho avuto ad esempio Filippo Inzaghi, uno che si mangiava l'erba in campo e poi la cagava in testa ai portieri avversari, un Cassano del genere non posso sopportarlo.
Io che ho visto un fuoriclasse vincere la champions(vincendo il premio di miglior giocatore della competizione) il quale appena arrivato al Milan si e' spaccato facendosi congelare l'ingaggio, un Cassano atteso 6 mesi e che poi c'ha pure i mal di pancia, non posso sopportarlo.
Un qualsiasi giocatore che indossa la nostra maglia deve ringraziare il cielo per poterlo fare ed essere pagato per farlo, perche' non siamo l'ultima squadra del carrozzone. Se questo signore - alle prime nubi - comincia a lamentarsi, vuol dire che ha una scarsa considerazione della maglia che indossa oppure un'eccessiva valutazione di se stesso. Due buoni motivi per mandarlo via a calci nel culo e farlo giocare in Siberia.