Re: Champions League 2009-2010:tutti a caccia dei Blaugrana!
Posted: 10/03/2010, 17:00
Però non tutti i giovani sono dei Nasri, eh! L'Arsenal paga fior di danari per questi giovani, li fa crescere e poi li rivende da campioni a prezzi altissimi.
Nasri, Arshavin, Fabregas ecc... non è che arrivino gratis, sono degli investimenti e molto più incerti di quello che si creda, poi l'Arsenal dietro ha una struttura societaria e un allenatore che sono abituati a questa politica, dunque sono abili nel farla rendere al massimo.
Una squadra di vertice ha più difficoltà ha inserire un giovane, dunque o ha veramente un campione per le mani (Balotelli) o ha la necessità di un giocatore in quel ruolo e da spazio al giovane più promettente (Alaba), oppure in ogni altro caso preferisce uno più esperto.
In Italia tuttavia manca l'investimento nei giovani prima di tutto, poi il coraggio di farli giocare e infine la solita mentalità che preferisce l'esperienza certa del vecchietto all'esuberanza imprevedibile del giovane.
Per fare degli esempi:
L'Arsenal è oggi ciò che era l'Ajax ieri, una fabbrica di campioncini che quando trova l'annata giusta può anche rischiare di vincere qualcosa. La differenza è che l'Ajax li cresceva per lo più in casa o li acquistava ma solo se giovanissimi, l'Arsenal invece è più avanti in questo processo ed è disposta a investire/rischiare di più.
Barcellona, Manchester e anche Real Madrid investono moltissimo nel settore giovanile, ma effettuano molta più selezione per quanto riguarda i giocatori che devono entrare in permanenza in prima squadra, questo perché al contrario dell'Arsenal non possono permettersi il benché minimo errore visto che ogni anno giocano per vincere.
In Italia l'Inter sta effettuando una politica simile a quella di Barca ManU e Madrid, ma è l'unica che lo fa. Per trovare dei "modelli Arsenal", anche se con le dovute proporzioni, mi vengono in mente Sampdoria e Udinese. Tuttavia in entrambi i casi siamo nella fase "Ajax", dove i potenziali campioni si tirano su dalla primavera o si comprano solo se giovanissimi, senza comprare il baby campioncino e dunque si fa tutto con meno spese.
Il tutto per dire che non basta prendere il ragazzino e mandarlo in campo, dietro c'è bisogno di un grande lavoro dal settore primavera, dagli osservatori, dagli allenatori e dalla presidenza. Tutto questo in Italia è ad un livello più arretrato che nel resto d'Europa, va da se che lanciare un giovane è molto più difficile, sopratutto se non è già un campione ma ha bisogno di tempo per diventarlo.
Nasri, Arshavin, Fabregas ecc... non è che arrivino gratis, sono degli investimenti e molto più incerti di quello che si creda, poi l'Arsenal dietro ha una struttura societaria e un allenatore che sono abituati a questa politica, dunque sono abili nel farla rendere al massimo.
Una squadra di vertice ha più difficoltà ha inserire un giovane, dunque o ha veramente un campione per le mani (Balotelli) o ha la necessità di un giocatore in quel ruolo e da spazio al giovane più promettente (Alaba), oppure in ogni altro caso preferisce uno più esperto.
In Italia tuttavia manca l'investimento nei giovani prima di tutto, poi il coraggio di farli giocare e infine la solita mentalità che preferisce l'esperienza certa del vecchietto all'esuberanza imprevedibile del giovane.
Per fare degli esempi:
L'Arsenal è oggi ciò che era l'Ajax ieri, una fabbrica di campioncini che quando trova l'annata giusta può anche rischiare di vincere qualcosa. La differenza è che l'Ajax li cresceva per lo più in casa o li acquistava ma solo se giovanissimi, l'Arsenal invece è più avanti in questo processo ed è disposta a investire/rischiare di più.
Barcellona, Manchester e anche Real Madrid investono moltissimo nel settore giovanile, ma effettuano molta più selezione per quanto riguarda i giocatori che devono entrare in permanenza in prima squadra, questo perché al contrario dell'Arsenal non possono permettersi il benché minimo errore visto che ogni anno giocano per vincere.
In Italia l'Inter sta effettuando una politica simile a quella di Barca ManU e Madrid, ma è l'unica che lo fa. Per trovare dei "modelli Arsenal", anche se con le dovute proporzioni, mi vengono in mente Sampdoria e Udinese. Tuttavia in entrambi i casi siamo nella fase "Ajax", dove i potenziali campioni si tirano su dalla primavera o si comprano solo se giovanissimi, senza comprare il baby campioncino e dunque si fa tutto con meno spese.
Il tutto per dire che non basta prendere il ragazzino e mandarlo in campo, dietro c'è bisogno di un grande lavoro dal settore primavera, dagli osservatori, dagli allenatori e dalla presidenza. Tutto questo in Italia è ad un livello più arretrato che nel resto d'Europa, va da se che lanciare un giovane è molto più difficile, sopratutto se non è già un campione ma ha bisogno di tempo per diventarlo.