http://www.radioradicale.it/scheda/2650 ... zione-mari
questo è l'intervento di ieri della gelmini, insieme a quello di berlusconi.
non lo commento per esteso, su questo topic e in generale sulla rete si trova facilmente materiale che spiega in modo esauriente e semp'lice la questione relativa al d.l., al di là di facili prese ideologiche o meno ( che poi, per dire, la gelmini accusa la sinistra, ma anche forza nuova appoggia le proteste, sia a livello universitario che liceale, laddove si da da fare anche il blocco studentesco vicino a fiamma tricolore).
qualche considerazione sul discorso del ministro.
io sono poco convinto dal discorso di fondo, sul dissesto economico e lo spreco: sarebbero argomentazioni ineccepibili, ma allora perchè solo nel 2008 si scopre la situazione, senza che nessuno abbia fermato prima il sistema?
se ci sono corsi di laurea fantasma, strutture che non servono, sedi inutili, materie di studio giudicate in eccesso, allora mi chiedo che controlli vengano fatti dall'alto. la colpa è di chi non li ha fatti in questi anni, se sono proliferati in maniera imbarazzante. quanta gente ha guadagnato in varie maniere, fra gare e appalti per costruire sedi e altro, fra concorsi per insediare gente più o meno meritevole, con servizi dedicati a zone con scarsa affluenza, a fronte di aree sovrappopolate di studenti, costrette a dover rincorrere da anni strutture adeguate?
se si vuole "solo" tagliare, a mio avviso le considerazioni della gelmini non si sposano con gli intenti del d.l., che dovrebbero diventare qualcosa di più di un risparmio economico per i contribuenti, ma rappresenterebbero un nuovo sistema universitario, poco comprensibile di fronte alla tradizione italiana relativa al servizio di istruzione pubblico.
maxdance ha spiegato molto bene questo punto.
inoltre, l'eccellenza citata dal minsitro si produce con investimenti mirati, mi pare ovvio, non con proclami seguiti da tagli, riforme che riformano male, in maniera poco funzionale e molto confusa. a meno che creare l'eccellenza non voglia dire un totale squilibrio fra atenei, in temrini di possibilità di accesso, servizi e numero di studenti. pochissimi paradisi universitari, un limbo limitato di ateni grandi e poco funzionali, qualche pachderma tipo sapienza lasciato così com'è, e il nulla per diverse zone d'italia più sfortunate, indovinate quali.
la realtà dell'università italiana sembra essere la stessa da decenni, se oggi parliamo di baroni e questo uso semantico l'hanno coniato i nostri nonni, se il ricambio nel corpo docenti è pressocchè inesistente, e via discorrendo, con frasi che ormai hanno assunto le fattezze di luoghi comuni, proprio perchè usate, ahimè a proposito, da tanti e tanti anni.
questo articolo l'ho toravato piuttosto interessante in emrito all'ultimo apragrafo che ho scritto
http://marcosimoni.wordpress.com/2008/1 ... nita-oggi/