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Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 12:49
by BruceSmith
mr.kerouac wrote: siamo comunque qui a parlare di un premio che ha vinto anche dario fo... cioè, un imitatore di bisio
fosse solo quello.... arafat, 1994, nobel per la pace.
ci scherzate, ma bin laden ce la potrebbe fare.

jimmy carter, al gore, kofi annan per l'onu, l'agenzia internazionale per l'atomica. :lol2: tutto sommato, un premio mediatico al primo presidente nero non è nemmeno la scelta peggiore.

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 14:27
by thebigdipper
il commento più intelligente lo ha fatto lo stesso obama

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 14:30
by doc G
BruceSmith wrote: fosse solo quello.... arafat, 1994, nobel per la pace.
ci scherzate, ma bin laden ce la potrebbe fare.

jimmy carter, al gore, kofi annan per l'onu, l'agenzia internazionale per l'atomica. :lol2: tutto sommato, un premio mediatico al primo presidente nero non è nemmeno la scelta peggiore.
Per lo meno nel 1994 c'era un motivo, l'onda di entusiasmo dato da un accordo storico, un po come il Nobel a Gorbaciov e Regan nel 1990.
Al Gore è stato un premio "mediatico" come questo, ma pensa tu che il premio Nobel è andato a Kissinger. Nel 1974, dico, proprio nel 1974.
In confronto in effetti quello ad Obama è un premio meritatissimo!
E come contendente c'era il dittatore nordcoreano....
Ora che mi ci fai pensare meglio così, ci è andata bene.
thebigdipper wrote: il commento più intelligente lo ha fatto lo stesso obama
Senza dubbio. Vedremo quel che combinerà, in futuro, ma gli entusiasmi che suscita per ora sono strameritati.

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 14:31
by francilive
Voglio dire... c'era il rischio che lo vincesse Berlusconi...

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 14:31
by jay jay okocha
Un pò di considerazioni:

-Obama ricopre due ruoli differenti, e difficilmente questi due ruoli si sposano alla perfezione.
Da una parte è il politico nuovo, con tutti gli eccessi di messianismo che si sono creati intorno alla sua figura, ma anche con un'indiscutibile carica di novità e positività che un nero, "giovane" e brillante esponente democratico può suscitare e rappresentare.

.. infatti i giurati hanno dichiarato "Only very rarely has a person to the same extent as Obama captured the world's attention and given its people hope for a better future. His diplomacy is founded in the concept that those who are to lead the world must do so on the basis of values and attitudes that are shared by the majority of the world's population".


D'altro canto, Obama è il presidente degli Stati Uniti. Non si può dimenticare questo aspetto, troppe volte sento commenti che sembrano non tenere conto della carica che Obama ricopre.
Un presidente ha il diritto di mettere in discussione una guerra già iniziata, ma anche il dovere di considerare l'intervento militare in termini di investimento di risorse, credibilità internazionale, vite umane, impegno economico.
Obama vuole mandare nuove truppe in Afghanistan? Effettivamente servono, vista la situazione attuale.
Obama bombarda il Pakistan? I bombardamenti riguardano il Pashtunistan, la zona di confine fra Afghanistan e Pakistan, dove risiedono tutt'ora molti talebani e dove sostanzialmente si è spostato il campo di battaglia della "guerra al terrorismo".

Si può essere pacifisti o guerrafondai, falchi o colombe, ma una volta che si va alla Casa Bianca bisogna ragionare come Presidente, non come figura politica di un aprtito o di un altro ( cosa che Bush invece non ha fatto, cedendo al lato neo-con in maniera palese).

L'Obama liberal sta uscendo fuori in campo diplomatico, in politica interna ( la riforma sanitaria!!!!).

Sforzi, magari risultati pochini ancora, ma sicuramente merita elogi.

-Il premio Nobel va alle intenzioni di Obama, ovvio, ma anche alla linea abbastanza chiara che già sembra tracciata in campo diplomatico, nel campo del dialogo, etc.

Può sembrare poco, sicuramente non parliamo di Mandela o MLK o altri, ma qualcosa di rilevante c'è, non è solo fuffa..
BruceSmith wrote: fosse solo quello.... arafat, 1994, nobel per la pace.
ci scherzate, ma bin laden ce la potrebbe fare.

jimmy carter, al gore, kofi annan per l'onu, l'agenzia internazionale per l'atomica. :lol2: tutto sommato, un premio mediatico al primo presidente nero non è nemmeno la scelta peggiore.

.. e non dimentichiamo Kissinger...


- Sulla questione Dalai Lama, credo che Obama abbia avuto ragioni evidenti, visti gli incontri prossimi venturi che dovrà tenere con Hu Jintao. Incontri su temi fondamentali di politica estera, all'insegna del neonato G2: le sanzioni sull’Iran, al questione della Corea del Nord e forse, forse, l’invio di un contingente cinese in Afghanistan. ( ad esempio, http://www.atimes.com/atimes/South_Asia/KJ02Df01.html, o anche http://walt.foreignpolicy.com/posts/200 ... reat_power)

Poi magari si storce il naso sul coraggio e la fermezza politica di Obama, ma Bush ha ricevuto il Dalai Lama più volte e oggi in Tibet non si sta meglio rispetto a 9 anni fa, anzi...

In attesa di sviluppi sul rapporto duale fra Cina e Usa, io do atto a Obama di usare una vera politica realista e di non perdere di vista le cose più importanti a lungo termine. Almeno c'è qualcosa di concreto dietro, non solo accordi economici..

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 14:32
by Paperone
francilive wrote: Voglio dire... c'era il rischio che lo vincesse Berlusconi...
il rischio maggiore sarà il prossimo anno :carezza:

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 14:43
by francilive
Paperone wrote: il rischio maggiore sarà il prossimo anno :carezza:
Starà già lavorando sul Lodo Nobel, per cui chi vince l'ambito riconoscimento non può essere processato  :forza:

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 15:28
by quaingo
faccio un commento da norvegese.

Il premio Nobel per la pace e' forse il principale strumento di politica estera in mano alla Norvegia. E la Norvegia ovviamente lo usa anche per questo motivo: se notate negli ultimi anni c'e' stata sempre un'alternanza fra uomini politici / statisti internazionali e operatori di pace o diplomatici. Il punto e' che del Nobel ad Al Gore se ne parla ancora, mentre voglio proprio vedere chi ricorda il nome del premio nobel dello scorso anno (un diplomatico finlandese).

Il comitato del premio nobel e' scelto dal governo/parlamento norvegese, non e' quindi una istituzione super partes, ma rappresenta la maggioranza politica al governo. In questo momento essendo ormai 4 anni che il centro sinistra e' al governo, il comitato e' chiaramente spostato verso il centro-sinistra. E' chiara quindi anche da questo punto la scelta di Obama.

In particolare il presidente del comitato Torbjørn Jagland e' stato ed e' uno dei principali esponenti politici norvegesi degli ultimi 20 anni. Fa parte del partito laburista, e' stato primo ministro, ministro degli esteri e presidente del parlamento norvegese. Una settimana fa e' stato eletto presidente del Consiglio d'Europa. Io sono assolutamente sicuro che uno dei motivi per cui e' stato dato il premio ad Obama e' per farlo venire in Norvegia, per farlo incontrare con il premier norvegese e con lo stesso Jagland, che in quanto presidente del Consiglio d'Europa ha chiaramente bisogno di visibilta'/notorieta'.

Parliamoci chiaramente, il nobel per la pace, non e' il nobel della letteratura o quello della medicina, e' un riconoscimento politico ed e' utilizzato spesso dalla Norvegia per fare politica. In aggiunta, se il premio fosse dato solamente a ignoti (ai piu') operatori di pace, perderebbe in poco tempo la propria importanza/notorieta'.
Che poi ci siano discussioni sulla scelta, fa esattamente parte del gioco.

Sul fatto che andando avanti cosi' si dara' il nobel anche all'unto del signore: NON SCHERZIAMO! per quello che ho detto prima, il nobel e' uno strumento politico: attualmente la considerazione in Norvegia hanno dell'Italia e' bassissima! a livello dello Zimbabwe o Myamar

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 15:57
by fracas513
quaingo wrote: faccio un commento da norvegese.

Il premio Nobel per la pace e' forse il principale strumento di politica estera in mano alla Norvegia. E la Norvegia ovviamente lo usa anche per questo motivo: se notate negli ultimi anni c'e' stata sempre un'alternanza fra uomini politici / statisti internazionali e operatori di pace o diplomatici. Il punto e' che del Nobel ad Al Gore se ne parla ancora, mentre voglio proprio vedere chi ricorda il nome del premio nobel dello scorso anno (un diplomatico finlandese).

Il comitato del premio nobel e' scelto dal governo/parlamento norvegese, non e' quindi una istituzione super partes, ma rappresenta la maggioranza politica al governo. In questo momento essendo ormai 4 anni che il centro sinistra e' al governo, il comitato e' chiaramente spostato verso il centro-sinistra. E' chiara quindi anche da questo punto la scelta di Obama.

In particolare il presidente del comitato Torbjørn Jagland e' stato ed e' uno dei principali esponenti politici norvegesi degli ultimi 20 anni. Fa parte del partito laburista, e' stato primo ministro, ministro degli esteri e presidente del parlamento norvegese. Una settimana fa e' stato eletto presidente del Consiglio d'Europa. Io sono assolutamente sicuro che uno dei motivi per cui e' stato dato il premio ad Obama e' per farlo venire in Norvegia, per farlo incontrare con il premier norvegese e con lo stesso Jagland, che in quanto presidente del Consiglio d'Europa ha chiaramente bisogno di visibilta'/notorieta'.

Parliamoci chiaramente, il nobel per la pace, non e' il nobel della letteratura o quello della medicina, e' un riconoscimento politico ed e' utilizzato spesso dalla Norvegia per fare politica. In aggiunta, se il premio fosse dato solamente a ignoti (ai piu') operatori di pace, perderebbe in poco tempo la propria importanza/notorieta'.
Che poi ci siano discussioni sulla scelta, fa esattamente parte del gioco.

Sul fatto che andando avanti cosi' si dara' il nobel anche all'unto del signore: NON SCHERZIAMO! per quello che ho detto prima, il nobel e' uno strumento politico: attualmente la considerazione in Norvegia hanno dell'Italia e' bassissima! a livello dello Zimbabwe o Myamar
E' sempre lugubre vedere che idea si ha dell'Italia dall'estero, ma di certo dà soddisfazione sapere che risate si faranno ai piani alti norvegesi vedendo quella pantomima di siti e gruppi su facebook. Grazie, quaingo  :D

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 10/10/2009, 20:43
by vervotte
francilive wrote: Starà già lavorando sul Lodo Nobel, per cui chi vince l'ambito riconoscimento non può essere processato  :forza:
avrà bisogno di un degno avversario di elevato spessore politico.

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 12/10/2009, 11:42
by Teo
Fatemi capire, ma la considerazione degli altri paesi verso l'Italia è data solo dagli sviluppi della situazione politica?

Quindi se c'è Berlusconi siamo una nazione di merda e se c'è il centro sinistra siamo una bella nazione?

Al di là dei discorsi politici, mi pare un tantinello superficiale come discorso.

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 12/10/2009, 11:53
by Jakala
Teo wrote: Fatemi capire, ma la considerazione degli altri paesi verso l'Italia è data solo dagli sviluppi della situazione politica?

Quindi se c'è Berlusconi siamo una nazione di merda e se c'è il centro sinistra siamo una bella nazione?
No, siamo sempre una nazione ridicola.
Lo conferma il fatto che la maggior parte delle inchieste della commissione europea partono da deputati europei italiani, dell'opposizione al governo in carica.

Quello che cambia quando non c'è SB al governo è che perdiamo la colonna dei fatti strani dal mondo sui giornali stranieri per scomparire nell'anonimato.

Re: Vorrei la pelle nera...

Posted: 12/10/2009, 13:01
by cravino
Jakala wrote: No, siamo sempre una nazione ridicola.
Lo conferma il fatto che la maggior parte delle inchieste della commissione europea partono da deputati europei italiani, dell'opposizione al governo in carica.

Quello che cambia quando non c'è SB al governo è che perdiamo la colonna dei fatti strani dal mondo sui giornali stranieri per scomparire nell'anonimato.
da olandese, posso dire che c'e' una netta spaccatura fra quello che gli stranieri pensano dell'Italia e quello che pensano degli Italiani. Se la prima e' tuttora tenuta in considerazione (per le solite cose: cibo, qualita' della vita, moda, clima, arte, cultura, ecc) sui secondi invece i giudizi sono molto piu' al ribasso. E su questo e' indiscutibile che una gran influenza venga dalle news che provengono dall'Italia, e dai suoi personaggi piu' "caratteristici".
Ci sono due cose che rimangono assolutamente incomprensibili per lo straniero medio riguardo all'Italia: il ruolo del Vaticano nella vita comune italiana e come sia possibile che la meta' degli italiani continui imperterrita a votare la stessa persona da 15 anni.