Re: Joe - Baseball
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Jonna79
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Re: Joe - Baseball
Se mi posso permettere...
Penso che l'elevatissimo numero di CG sia dovuto al fatto che molti anni fa non c'era l'esasperazione degli ultimi decenni.
Noi siamo abituati a suddividere i lanciatori in starter, relief, long relief, setup, closer, roogy, loogy ecc.. penso che molti anni fa ci fossero i pitcher e basta.
Altro fattore che penso possa aver influito sui questi grandi numeri è quello che ai tempi non si lanciassero "costantemente" fastball sopra le 90 mph e che quindi non si rischiasse di far arrivare al proprio catcher pure il braccio insieme alla pallina a metà stagione.
Sempre su questo argomento mi piacerebbe sapere invece, quando e chi ha dato inizio a questa "rivoluzione" sul monte....
Penso che l'elevatissimo numero di CG sia dovuto al fatto che molti anni fa non c'era l'esasperazione degli ultimi decenni.
Noi siamo abituati a suddividere i lanciatori in starter, relief, long relief, setup, closer, roogy, loogy ecc.. penso che molti anni fa ci fossero i pitcher e basta.
Altro fattore che penso possa aver influito sui questi grandi numeri è quello che ai tempi non si lanciassero "costantemente" fastball sopra le 90 mph e che quindi non si rischiasse di far arrivare al proprio catcher pure il braccio insieme alla pallina a metà stagione.
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Re: Joe - Baseball
da assoluti ignorante ( purtroppo) dei tempi eroici del baseball vi chiedo: d'accordo col fatto che l'aumento delle velocità dei lanci e la "tutela" del valore economico del lanciatore ha influito tantissimo sui cg, ma una volta c'erano anche Ere pazzesche ( inteso su valori bassi) eppure da quei pochi filmati che ho visto, i difensori giocavano senza guanti e quindi penso che il loro aiuto nel fare gli out fosse molto più difficile, ad es. oggi una flyball è quasi un out sicuro, un tempo senza guanto non penso fosse così!
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Re: Joe - Baseball
Tutto corretto. Tanti motivi diversi hanno ridotto, col tempo, il numero dei complete games.
Era la dead ball era, la palla era "morta", "pesante" e si batteva meno di oggi, soprattutto lo slugging. Immagino che ci fossero più hackers, cioè battitori con poca pazienza. L'enfasi delle BB sembra cosa recente, forse non c'era allora, o almeno non così preponderante (anche se Ted Williams ha finito con una OBP pazzesca di .482, Babe Ruth con .474, John McGraw, proprio lui, il manager, ha concluso la carriera con una OBP di .466! a cavallo del secolo, non certo ai tempi di Moneyball; quindi 100 anni prima, anche allora chi aveva occhio camminava a volontà) ma vorrei vedere il numero di foul balls, il numero di lanci dei partenti, probabilmente sempre oltre 100, etc...
Alcuni dati ci sono, altri no.
Resta il fatto che tutti i partenti sapevano che avrebbero lanciato nove inning, o dieci, o undici...da loro ci si aspettava che lanciassero tutta la partita.
Phillies,
in realtà i guanti furono usati abbastanza presto. Il signor Spalding vide nel 1875 Charles Waite (o Waitt), a Boston, giocare in prima base con un guanto. Certo, la cosa non si diffuse immediatamente ma se ne videro subito i benefici. Meno dita rotte e meno mani rosse e nere per le botte e le ferite. Waite disse che un pochino si vergognava ad usare il guanto. Lo aveva color rosa pelle, quasi per nasconderlo. Ma disse pure che la mano era "guarita" dalle lacerazioni e dalle botte.
Altro pioniere ad usare il guanto fu il catcher (non certo una sorpresa!) dei Cincinnati Reds (1870) Doug Allison. Allison però lo usò perchè aveva un infortunio alla mano, mentre Waite lo usò proprio perchè gli andava bene per giocare, come vero e proprio equipaggiamento di gioco.
E nel 1920 Bill Doak dei Cardinals, un lanciatore, suggerì di aggiungere un pezzo di cuoio tra pollice ed indice creando in pratica il guantone che usiamo oggi. Quest'ultimo evento è quasi coincidente alla fine della Dead Ball Era, 1919.

Si notano gli anni in cui lo slugging era basso, per via dei pochissimi HR.
Nella NL, nel 1957, per la prima volta nessuno arriva a 20 CG in stagione. Leader fu Warren Spahn con 18.
E nel 1991, sempre nella NL, per la prima volta, nessuno ha almeno 10 CG.
A questo punto i rilievi sono usatissimi. Non c'è un momento esatto in cui si inzia ad usarli, è una progressione continua.
Alcuni manager ne hanno fatto un'arte, se così vogliamo chiamarla, come Tony LaRussa dagli anni Ottanta in poi, ed anche prima.
Ma ad esempio, il platoon per i battitori per sfruttare i matchup lo inventò - o meglio - lo usò costantemente Tris Speaker negli anni Venti quando allenava gli Indians.
Tornando ai complete games John "Jack" Taylor lanciò, dal 1901 al 1906, 187 complete games consecutivi senza mai saltare un inning, vincendone molti e sempre con un'ottima ERA, ebbe la migliore della NL nel 1902. E lanciava - come tutti all'epoca - ogni quattro giorni. Il record della MLB è però di Jack Lynch che tra il 1881 ed il 1890 lanciò 198 consecutivi complete games.
Leader tutti tempi in complete games
1. Cy Young 749
2. Pud Galvin 646
3. Tim Keefe 554
4. Kid Nichols 532
5. Walter Johnson 531
6. Bobby Mathews 525
6. Mickey Welch 525
In attività
800. Roy Halladay 52
847. Livan Hernandez 48
Per dare un'idea Roger Clemens è 327esimo con 118.
Era la dead ball era, la palla era "morta", "pesante" e si batteva meno di oggi, soprattutto lo slugging. Immagino che ci fossero più hackers, cioè battitori con poca pazienza. L'enfasi delle BB sembra cosa recente, forse non c'era allora, o almeno non così preponderante (anche se Ted Williams ha finito con una OBP pazzesca di .482, Babe Ruth con .474, John McGraw, proprio lui, il manager, ha concluso la carriera con una OBP di .466! a cavallo del secolo, non certo ai tempi di Moneyball; quindi 100 anni prima, anche allora chi aveva occhio camminava a volontà) ma vorrei vedere il numero di foul balls, il numero di lanci dei partenti, probabilmente sempre oltre 100, etc...
Alcuni dati ci sono, altri no.
Resta il fatto che tutti i partenti sapevano che avrebbero lanciato nove inning, o dieci, o undici...da loro ci si aspettava che lanciassero tutta la partita.
Phillies,
in realtà i guanti furono usati abbastanza presto. Il signor Spalding vide nel 1875 Charles Waite (o Waitt), a Boston, giocare in prima base con un guanto. Certo, la cosa non si diffuse immediatamente ma se ne videro subito i benefici. Meno dita rotte e meno mani rosse e nere per le botte e le ferite. Waite disse che un pochino si vergognava ad usare il guanto. Lo aveva color rosa pelle, quasi per nasconderlo. Ma disse pure che la mano era "guarita" dalle lacerazioni e dalle botte.
Altro pioniere ad usare il guanto fu il catcher (non certo una sorpresa!) dei Cincinnati Reds (1870) Doug Allison. Allison però lo usò perchè aveva un infortunio alla mano, mentre Waite lo usò proprio perchè gli andava bene per giocare, come vero e proprio equipaggiamento di gioco.
E nel 1920 Bill Doak dei Cardinals, un lanciatore, suggerì di aggiungere un pezzo di cuoio tra pollice ed indice creando in pratica il guantone che usiamo oggi. Quest'ultimo evento è quasi coincidente alla fine della Dead Ball Era, 1919.
Si notano gli anni in cui lo slugging era basso, per via dei pochissimi HR.
Nella NL, nel 1957, per la prima volta nessuno arriva a 20 CG in stagione. Leader fu Warren Spahn con 18.
E nel 1991, sempre nella NL, per la prima volta, nessuno ha almeno 10 CG.
A questo punto i rilievi sono usatissimi. Non c'è un momento esatto in cui si inzia ad usarli, è una progressione continua.
Alcuni manager ne hanno fatto un'arte, se così vogliamo chiamarla, come Tony LaRussa dagli anni Ottanta in poi, ed anche prima.
Ma ad esempio, il platoon per i battitori per sfruttare i matchup lo inventò - o meglio - lo usò costantemente Tris Speaker negli anni Venti quando allenava gli Indians.
Tornando ai complete games John "Jack" Taylor lanciò, dal 1901 al 1906, 187 complete games consecutivi senza mai saltare un inning, vincendone molti e sempre con un'ottima ERA, ebbe la migliore della NL nel 1902. E lanciava - come tutti all'epoca - ogni quattro giorni. Il record della MLB è però di Jack Lynch che tra il 1881 ed il 1890 lanciò 198 consecutivi complete games.
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1. Cy Young 749
2. Pud Galvin 646
3. Tim Keefe 554
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Per dare un'idea Roger Clemens è 327esimo con 118.
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Re: Joe - Baseball
grazie joe!!!!
ma di preciso cosa caratterizzava l'era della "palla morta"? perchè dal tuo grafico inizia nel 1900 e finisce nel 1920? cioè ho capito perchè finisce, o meglio inizia a finire, ma perchè inizia?cosa cambia all'incirca nel 1900?
ma di preciso cosa caratterizzava l'era della "palla morta"? perchè dal tuo grafico inizia nel 1900 e finisce nel 1920? cioè ho capito perchè finisce, o meglio inizia a finire, ma perchè inizia?cosa cambia all'incirca nel 1900?
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Re: Joe - Baseball
Nei primi vent'anni del '900, c'erano diverse cose che favorivano i lanciatori. La spitball (la palla lavorata con la saliva) era ammessa e legale. Quindi, i lanciatori potevano utilizzare saliva e altre sostanze: le palle lanciate avevano degli effetti molto "particolari". Nel 1920, la spitball fu bandita: soltanto a qualche veterano fu permesso di utilizzarla. Un'altra differenza sta nel fatto che una palla veniva usata per molti innings: prova a pensare ad una partita attuale... Quanto dura una palla? Qualche lancio... Poi viene cambiata. Al tempo, una palla veniva usata per molti innings... Quindi, una palla deformata + la spitball... I vantaggi per i lanciatori erano enormi.
Ma c'è chi dice che il vero motivo della fine della dead ball era fu Babe Ruth: nel 1920, Ruth arrivò a New York. Batte 54 HR...
Ma c'è chi dice che il vero motivo della fine della dead ball era fu Babe Ruth: nel 1920, Ruth arrivò a New York. Batte 54 HR...


Max Giordan: adesso che ci penso: ma una foto normale tuo fratello ce l'ha? o sulla patente ha la foto sul cesso?
Dazed: Guarda che è Koufax!
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Re: Joe - Baseball
e prima del 1900 quindi era diverso?koufax75 wrote: Nei primi vent'anni del '900, c'erano diverse cose che favorivano i lanciatori. La spitball (la palla lavorata con la saliva) era ammessa e legale. Quindi, i lanciatori potevano utilizzare saliva e altre sostanze: le palle lanciate avevano degli effetti molto "particolari". Nel 1920, la spitball fu bandita: soltanto a qualche veterano fu permesso di utilizzarla. Un'altra differenza sta nel fatto che una palla veniva usata per molti innings: prova a pensare ad una partita attuale... Quanto dura una palla? Qualche lancio... Poi viene cambiata. Al tempo, una palla veniva usata per molti innings... Quindi, una palla deformata + la spitball... I vantaggi per i lanciatori erano enormi.
Ma c'è chi dice che il vero motivo della fine della dead ball era fu Babe Ruth: nel 1920, Ruth arrivò a New York. Batte 54 HR...
i numeri del bambino sn ancora più grandi di quello che dicono le stars
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Re: Joe - Baseball
Certamente, Ruth potrebbe essere una delle cause della fine della Dead Ball Era.Phillies wrote: e prima del 1900 quindi era diverso?
i numeri del bambino sn ancora più grandi di quello che dicono le stars
Gli attacchi capirono che si potevano segnare molti più punti con l'HR, piuttosto che con le smorzate.
I battitori, all'epoca, odiavano andare K e quindi "strozzavano" la mazza, tenendola molto alta come per fare sempre una smozata. Spesso finivano out. Ma spesso, visto che l'infield era rovinato, arrivavano salvi in prima poichè la palla moriva in qualche buca, o pozzanghera, alcuni metri davanti davanti al piatto.
Quindi Ruth, l'abolizione della spitball, l'uso di più palline per partita (anche per poterle vedere meglio; nel 1920 Ray Chapman viene colpito da un lancio che forse non vede e poi muore), il rimpicciolimento di alcuni stadi e - probabilmente - la produzione - su suggerimento dei proprietari - di palline più "elastiche" sono tutti fattori che contribuiscono alla fine della DBE.
In effetti prima dell'anno 1900 c'era una palla un po' più "viva", ma non erano certo gli sluggers di oggi. Certe tattiche come l'arte della smorzata erano meno usate, o meglio non erano forse usate regolarmente da tutti. Il picco di slugging che si vede dura comunque solo 5 anni - dal 1893 al 1897 compresi - quindi fu molto breve e forse solo casuale.
Alcuni infatti considerano la DBE non solo dal 1901, ma dall'inizio del baseball.
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Re: Joe - Baseball
Si potrebbe cercare di capire.
C'è una stagione anomala di una squadra, i Boston Beaneaters della NL del 1894, che manda in alto tutte le stats.
Ma non adesso, per certi versi è stata una lunga e pessima giornata...
C'è una stagione anomala di una squadra, i Boston Beaneaters della NL del 1894, che manda in alto tutte le stats.
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Re: Joe - Baseball
GRAZIE a TUTTI per il contributo

P.S. x Phillies
il plurale "Ere pazzesche" è davvero una gran figata !!!
:lol2:
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Last edited by koper on 08/05/2010, 8:07, edited 1 time in total.
D'altronde il baseball è così: alle volte si vince, alle volte si perde, altre volte...... piove (Cit.P)
Bikinis & statistics show a lot, but not everything (cit.)
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Re: Joe - Baseball
grazie per la spiegazione!!!
sarò, saremo di parte, ma la storia e la leggenda che trasuda il ns sport è unico nel panorama degli sport!
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shilton
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Re: Joe - Baseball
Che bella cosa il baseball veramente, è storia.


Shilton meglio di Buffon (Pap)Raramente in vita mia ho visto dal vivo compiere interventi simili (Dazed)
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ANDREA ILB
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Re: Joe - Baseball
Phillies wrote: grazie per la spiegazione!!!
sarò, saremo di parte, ma la storia e la leggenda che trasuda il ns sport è unico nel panorama degli sport!
Condivido in pieno. Seguo molti altri sport, alcuni se non con uguale passione, quasi. Probabilmente solo il pugilato gli è paragonabile in questo aspetto: ma il pugilato non è mai stato il national past-time (vorrei vederla una nazione dove per passatempo ci si prende a cazzotti!). Non è mai entrato così profondamente nella vita quotidiana della gente come il baseball. Dico sempre che l'unicum del baseball sta nell'offrire 150-170 partite l'anno. Una quotidianità che non ha nessun'altra disciplina.shilton wrote: Che bella cosa il baseball veramente, è storia.
Il calcio gli è paragonabile sotto l'aspetto della rilevanza storica, ma come dire, manca di "omogeneità". E' disperso tra vari continenti e a sua volta in varie nazioni, ognuna con le sue realtà, e per quanto il suo impatto nel 20esimo secolo sia imponente, risulta disperso ed ha un peso specifico estremamente minore del baseball, che per sua stessa natura è gioco di piedi, pollici, millimetri, dagli infiniti particolari e dalla storia e storie altrettanto infinite.
Il baseball, è storia americana, e al contempo fa storia a sé.
Last edited by ANDREA ILB on 08/05/2010, 14:19, edited 1 time in total.
[img width=149 height=150]http://i8.photobucket.com/albums/a29/Da ... /mondo.png[/img] [img width=149 height=150]http://i8.photobucket.com/albums/a29/Da ... lmondo.jpg[/img] [img width=150 height=150]http://jimmyrod.com/Mantle%20gets%20all%20of%20it.jpg[/img]
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Re: Joe - Baseball
Nel giorno in cui arriva a 586, raggiungendo Frank Robinson, al numero sette della classifica HR di tutti i tempi Alex Rodriguez, 34 anni, riesce a NON essere la notizia del giorno.
Settimo di tutti i tempi nei fuoricampo è un traguardo prestigiosissimo. Fra lui e quota 600 ci sono ora solo 14 HR. Sammy Sosa al numero sei è a soli 23 HR. A-Rod lo raggiungerà quest'anno. Poi c'è Ken Griffey Jr., 40enne, al suo ultimo anno in carriera, che è al momento a 630. Junior, nel 2010, ha 0 HR in 83 PA e sta battendo .208/.265/.234. Slugging a .234! Trecentocinque punti sotto la sua media carriera, lui che nel 1997-1998 andò 56 HR-56 HR back to back.
A-Rod sarà certamente nei top 5 entro aprile 2011, forse anche prima.
[Timeout, ma che coincidenza! Mentre sto scrivendo il Tacoma News Tribune sta dicendo che i Mariners hanno deciso di rilasciare Junior. A parte che sta battendo pochissimo, sembra che si sia addormentato nella clubhouse in attesa di essere chiamato come ph. Dai Junior dacci un taglio. Teniamoci solo i ricordi belli delle tue imprese. Fine TO.]
E poi...
Poi ci sono solo i grandi quattro - gli evangelisti - i cavalieri dell'Apocalisse - Bonds, Aaron, Ruth e Mays. Bonds, Aaron, Ruth, Mays. 762, 755, 714, 660. Numeri a memoria, impossibili da dimenticare.
Ed Alex Rodriguez, uno dopo l'altro, li prenderà tutti. Come detto, ha solo 34 anni.
Hank Aaron battè 274 HR dopo il 34esimo anno di età. Mays ne battè 207. Perfino Junior, con tutti i suoi malanni, da 34 anni ad oggi, ne battè 149.
A-Rod è a 586, appunto, Bonds ha finito con 762. Ne mancano 176. E 177 per essere primo.
Ma ieri sulle prime pagine di tutti i giornali di oggi, in primo piano, c'è invece la faccia lunga col pizzetto di un lanciatore mancino californiano, di Stockton (dove ha sede la Gonzaga University, no?) che gioca con gli Oakland Athletics. Di nome fa Dallas, come la città. Al college è andato a Texas Tech (Lubbock, Texas). I Red Raiders. Non certo una fucina di talenti per il baseball. Oltre a lui i più "famosi" major leaguer prodotti sono Josh Bard e Jeff Karstens. Comunque in 18 da Lubbock sono finiti nella MLB.
Di cognome fa Braden e ieri dal monte (che ora possiede di diritto) dell'Oakland Alameda (ora sponsorizzato McAfee, quello dell'antivirus, credo) Coliseum ha lanciato - in scioltezza, direi - il diciannovesimo perfect game nella storia del baseball.
Affrontando i Tampa Bay Rays, la squadra più in forma del momento, la squadra col miglior record di vinte-perse, ha mandato out 27 battitori su 27. Perfetto.
Come Mark Buehrle degli White Sox lo scorso anno, sempre contro i Rays.
Perfetto, guidato dal catcher...di riserva Landon Powell, perfetto, con 6 K, 7 GB e 14 FB. 109 lanci 77 strike.
Lui che, in 52 GS precedenti, non aveva mai lanciato più di 7 inning ed un terzo, traguardo raggiunto solo una volta in carriera. Insomma un autentico capolavoro uscito quasi dal nulla.
Vero, ci vuola anche fortuna. Il primo battitore della partita, Jason Bartlett, ha sparato una linea che Kevin Kouzmanoff, il terza base degli A's ha preso al volo con una reazione quasi d'istinto. E già lì poteva finire tutto, anzi poteva non iniziare neppure. Ed invece dopo quell'out è tutto filato liscio. Una linea di Dioner Navarro nel nono inning, ma nulla in paragone a ciò che prese Dewayne Wise per Buehrle nel 2009, e poi l'ultimo out, su un conto di 3-1, una ground ball all'interbase Cliff Pennington.
E ci vuole classe. Non certo quella esibita da Evan Longoria (il marito di Antonia Parker) che battendo leadoff per aprire il quinto inning d'attacco di Tampa ha tentato la smorzata. No Evan, sono cose che non si fanno. Erano "solo" dodici out consecutivi ed il tuo fiuto per il baseball forse ti aveva suggerito che non ce n'era per nessuno ieri, ma lo stesso sono cose che è meglio lasciar fare ad altri terza base.
Ed arriviamo per forza al punto in questione. I quindici minuti "extra" di notorietà che A-Rod non ha voluto regalare respingendo una domanda, sono diventate due ore e sette minuti di immortalità.
Oggi Dallas Braden fa parte di quel ristretto gruppo di pitcher che hanno toccato il paradiso con un dito.
Lee Richmond
John Montgomery Ward
Cy Young
Addie Ross
Charlie Robertson
Don Larsen
Jim Bunning
Sandy Koufax
Catfish Hunter
Len Barker
Mike Witt
Tom Browning
Dennis Martinez
Kenny Rogers
David Wells
David Cone
Randy Johnson
Mark Buehrle
Come fa l'MVP a riuscire a farsi coprire di merda anche quando, in teoria, non c'entra nulla?
Mah, perchè sostanzialmente è uno stupidino. Non voglio usare termini offensivi, perchè non è altro che uno sciocco bambinone viziato. E per colui che oggi è il miglior talento del baseball mondiale è un vero peccato. E non è questione di invidia o di rivalità. Perchè Derek Jeter certe fesserie non le ha mai fatte, Mariano Rivera non le ha mai fatte e non sono certo un loro tifoso. Ma non ho nulla da dire al loro modo di comportarsi.
Il fatto è che io, nella mia breve vita di tifoso del baseball...
non ho mai visto un corridore che prende a sberle il guantone di un lanciatore che sta facendo un out in prima base o con un tag per far schizzare fuori la pallina,
non ho mai visto un corridore che ritorna sulla base di partenza, dopo una foul ball, passando per il monte di lancio come fosse una scorciatoia,
non ho mai visto un corridore che grida “Mia!” al terza base avversario, facendogli credere di essere il suo interbase compagno di squadra e lo induce ad un errore,
(Non l'ho visto perchè – to my knowledge – l'unico che lo fece fu Tris Speaker nell'aprile del 1917, il 27 credo, quando giocando per gli Indians era corridore in seconda base, con un suo compagno in terza e due out. Il punteggio era (verso il settimo inning) di 1-0 per gli White Sox. Il battitore degli Indians alzò una candela fra terza ed interbase. Il corridore in terza corse a casa, mentre Tris dalla seconda correva verso la terza. Passando dietro al terza base di Chicago, Buck Weaver che era di schiena, Tris gridò “I'll take it, Buck!”. Weaver, pensando che la chiamata venisse dal suo compagno di squadra, l'interbase Swede Risberg, si scansò e la palla caddè a terra. Tris corse fino a casa per il punto del 2-1. Gli Indians vinsero la partita, ma gli White Sox vinsero le World Series.
Weaver se lo meritava un pochino perchè – come tanti terza base dell'epoca, che per qualche strano motivo poi si chiamavano quasi tutti Buck – aveva imparato dal grande manager John McGraw a dare il colpo d'anca ai corridori che passavano dalle parti della terza base per mandarli fuori rotta e ben dentro la zona foul. Colpi proibiti che gli arbitri impegnati a vedere la presa all'esterno, il rilancio e la scivolata, non avevano poi tutto 'sto gran tempo di notare.
John McGraw (manager, ma terza base, ma non lo chimavano Buck, bensì Mugsy, giocò con i primi Orioles “those bush leaguers from the American League” li definì poi ed era stato uno di loro!
Beh, ci sarebbe da scrivere un libro su di lui... McGraw insegnò il “throwing the hip” e quando era manager dei Giants ebbe come terza base Buck, ovviamente, Herzog.
In garadue delle World Series del 1912, le migliori di sempre, Speaker, nel decimo inning con i Red Sox sotto 6-5, battè una linea – off Christy Mathewson, mica uno qualunque – sopra la testa di Fred Snodgrass, che per qualche cavolo di motivo aveva iniziato la partita in LF ed ora giocava in RF. Comunque non ci arrivò. Trentamila capirono che Speaker sarebbe andato a casa. Come un treno a vapore si fumò la seconda e girava ormai in terza quando Herzog mandò in fuori l'anca facendolo incespicare. La palla intanto era arrivata dall'esterno fino all'interbase (Tillie Shafer, quello di riserva, non che Art Fletcher, il titolare fosse stato tanto meglio fino a quel momento, visto che aveva già 4 errori) comunque Shafer fa cadere il relay, lo raccoglie e tira a casa; Speaker si è rialzato intanto e sta correndo verso il pareggio. Lo aspetta il catcher (di riserva) Art Wilson. Lui invece è decisamente peggio di Chief Meyers, il titolare. Arriva il tiro di Shafer, arriva la scivolata di Speaker con gli spikes ben alti e la palla schizza via, 6-6. Speaker salta su, ritocca il piatto di casa col piede davanti all'arbitro per sicurezza e vola in terza a farsi giustizia con Buck Herzog. Sedata la rissa si gioca un altro inning. Mathewson lancia anche l'undicesimo. E' il 9 ottobre 1912, è Boston, non ci sono le torri dell'illuminazione. E poi viene buio. I Giants non vincono, i Red sox non vincono. Resta uno dei tre pareggi nella storia delle World Series (gli altri nel 1907 e nel 1922).
Resta – probabilmente – una delle partite più emozionanti mai giocate.
La serie finirà in garaotto.
e non ho mai visto un campione che tenta distogliere l'attenzione dalla gara decisiva delle World Series per annunciare i piani futuri della sua carriera, sapendo benissimo che la stampa è tutta riunita, appunto, a seguire l'evento culmine della stagione, e deve staccare per scrivere qualche pezzo anche su quella storia lì. Nel momento peggiore possibile.
Non ho parlato di divorzi, troiette, doping, chokeness, argomenti complicati ed insignificanti allo stesso tempo e per motivi diversi.
E poi lo ha detto lo stesso A-Rod ieri sera prima della partita a Fenway su ESPN.
“I’ve learned in my career that it’s always better to be remembered for some of the good things you do on the field, and good for him,”
Mi sono permesso.
Certo, non ha commesso nessun crimine, non è morto nessuno e non è questione di vita o di morte.
Ma certe sciocchezze sono da evitare, caro Alex.
Settimo di tutti i tempi nei fuoricampo è un traguardo prestigiosissimo. Fra lui e quota 600 ci sono ora solo 14 HR. Sammy Sosa al numero sei è a soli 23 HR. A-Rod lo raggiungerà quest'anno. Poi c'è Ken Griffey Jr., 40enne, al suo ultimo anno in carriera, che è al momento a 630. Junior, nel 2010, ha 0 HR in 83 PA e sta battendo .208/.265/.234. Slugging a .234! Trecentocinque punti sotto la sua media carriera, lui che nel 1997-1998 andò 56 HR-56 HR back to back.
A-Rod sarà certamente nei top 5 entro aprile 2011, forse anche prima.
[Timeout, ma che coincidenza! Mentre sto scrivendo il Tacoma News Tribune sta dicendo che i Mariners hanno deciso di rilasciare Junior. A parte che sta battendo pochissimo, sembra che si sia addormentato nella clubhouse in attesa di essere chiamato come ph. Dai Junior dacci un taglio. Teniamoci solo i ricordi belli delle tue imprese. Fine TO.]
E poi...
Poi ci sono solo i grandi quattro - gli evangelisti - i cavalieri dell'Apocalisse - Bonds, Aaron, Ruth e Mays. Bonds, Aaron, Ruth, Mays. 762, 755, 714, 660. Numeri a memoria, impossibili da dimenticare.
Ed Alex Rodriguez, uno dopo l'altro, li prenderà tutti. Come detto, ha solo 34 anni.
Hank Aaron battè 274 HR dopo il 34esimo anno di età. Mays ne battè 207. Perfino Junior, con tutti i suoi malanni, da 34 anni ad oggi, ne battè 149.
A-Rod è a 586, appunto, Bonds ha finito con 762. Ne mancano 176. E 177 per essere primo.
Ma ieri sulle prime pagine di tutti i giornali di oggi, in primo piano, c'è invece la faccia lunga col pizzetto di un lanciatore mancino californiano, di Stockton (dove ha sede la Gonzaga University, no?) che gioca con gli Oakland Athletics. Di nome fa Dallas, come la città. Al college è andato a Texas Tech (Lubbock, Texas). I Red Raiders. Non certo una fucina di talenti per il baseball. Oltre a lui i più "famosi" major leaguer prodotti sono Josh Bard e Jeff Karstens. Comunque in 18 da Lubbock sono finiti nella MLB.
Di cognome fa Braden e ieri dal monte (che ora possiede di diritto) dell'Oakland Alameda (ora sponsorizzato McAfee, quello dell'antivirus, credo) Coliseum ha lanciato - in scioltezza, direi - il diciannovesimo perfect game nella storia del baseball.
Affrontando i Tampa Bay Rays, la squadra più in forma del momento, la squadra col miglior record di vinte-perse, ha mandato out 27 battitori su 27. Perfetto.
Come Mark Buehrle degli White Sox lo scorso anno, sempre contro i Rays.
Perfetto, guidato dal catcher...di riserva Landon Powell, perfetto, con 6 K, 7 GB e 14 FB. 109 lanci 77 strike.
Lui che, in 52 GS precedenti, non aveva mai lanciato più di 7 inning ed un terzo, traguardo raggiunto solo una volta in carriera. Insomma un autentico capolavoro uscito quasi dal nulla.
Vero, ci vuola anche fortuna. Il primo battitore della partita, Jason Bartlett, ha sparato una linea che Kevin Kouzmanoff, il terza base degli A's ha preso al volo con una reazione quasi d'istinto. E già lì poteva finire tutto, anzi poteva non iniziare neppure. Ed invece dopo quell'out è tutto filato liscio. Una linea di Dioner Navarro nel nono inning, ma nulla in paragone a ciò che prese Dewayne Wise per Buehrle nel 2009, e poi l'ultimo out, su un conto di 3-1, una ground ball all'interbase Cliff Pennington.
E ci vuole classe. Non certo quella esibita da Evan Longoria (il marito di Antonia Parker) che battendo leadoff per aprire il quinto inning d'attacco di Tampa ha tentato la smorzata. No Evan, sono cose che non si fanno. Erano "solo" dodici out consecutivi ed il tuo fiuto per il baseball forse ti aveva suggerito che non ce n'era per nessuno ieri, ma lo stesso sono cose che è meglio lasciar fare ad altri terza base.
Ed arriviamo per forza al punto in questione. I quindici minuti "extra" di notorietà che A-Rod non ha voluto regalare respingendo una domanda, sono diventate due ore e sette minuti di immortalità.
Oggi Dallas Braden fa parte di quel ristretto gruppo di pitcher che hanno toccato il paradiso con un dito.
Lee Richmond
John Montgomery Ward
Cy Young
Addie Ross
Charlie Robertson
Don Larsen
Jim Bunning
Sandy Koufax
Catfish Hunter
Len Barker
Mike Witt
Tom Browning
Dennis Martinez
Kenny Rogers
David Wells
David Cone
Randy Johnson
Mark Buehrle
Come fa l'MVP a riuscire a farsi coprire di merda anche quando, in teoria, non c'entra nulla?
Mah, perchè sostanzialmente è uno stupidino. Non voglio usare termini offensivi, perchè non è altro che uno sciocco bambinone viziato. E per colui che oggi è il miglior talento del baseball mondiale è un vero peccato. E non è questione di invidia o di rivalità. Perchè Derek Jeter certe fesserie non le ha mai fatte, Mariano Rivera non le ha mai fatte e non sono certo un loro tifoso. Ma non ho nulla da dire al loro modo di comportarsi.
Il fatto è che io, nella mia breve vita di tifoso del baseball...
non ho mai visto un corridore che prende a sberle il guantone di un lanciatore che sta facendo un out in prima base o con un tag per far schizzare fuori la pallina,
non ho mai visto un corridore che ritorna sulla base di partenza, dopo una foul ball, passando per il monte di lancio come fosse una scorciatoia,
non ho mai visto un corridore che grida “Mia!” al terza base avversario, facendogli credere di essere il suo interbase compagno di squadra e lo induce ad un errore,
(Non l'ho visto perchè – to my knowledge – l'unico che lo fece fu Tris Speaker nell'aprile del 1917, il 27 credo, quando giocando per gli Indians era corridore in seconda base, con un suo compagno in terza e due out. Il punteggio era (verso il settimo inning) di 1-0 per gli White Sox. Il battitore degli Indians alzò una candela fra terza ed interbase. Il corridore in terza corse a casa, mentre Tris dalla seconda correva verso la terza. Passando dietro al terza base di Chicago, Buck Weaver che era di schiena, Tris gridò “I'll take it, Buck!”. Weaver, pensando che la chiamata venisse dal suo compagno di squadra, l'interbase Swede Risberg, si scansò e la palla caddè a terra. Tris corse fino a casa per il punto del 2-1. Gli Indians vinsero la partita, ma gli White Sox vinsero le World Series.
Weaver se lo meritava un pochino perchè – come tanti terza base dell'epoca, che per qualche strano motivo poi si chiamavano quasi tutti Buck – aveva imparato dal grande manager John McGraw a dare il colpo d'anca ai corridori che passavano dalle parti della terza base per mandarli fuori rotta e ben dentro la zona foul. Colpi proibiti che gli arbitri impegnati a vedere la presa all'esterno, il rilancio e la scivolata, non avevano poi tutto 'sto gran tempo di notare.
John McGraw (manager, ma terza base, ma non lo chimavano Buck, bensì Mugsy, giocò con i primi Orioles “those bush leaguers from the American League” li definì poi ed era stato uno di loro!
Beh, ci sarebbe da scrivere un libro su di lui... McGraw insegnò il “throwing the hip” e quando era manager dei Giants ebbe come terza base Buck, ovviamente, Herzog.
In garadue delle World Series del 1912, le migliori di sempre, Speaker, nel decimo inning con i Red Sox sotto 6-5, battè una linea – off Christy Mathewson, mica uno qualunque – sopra la testa di Fred Snodgrass, che per qualche cavolo di motivo aveva iniziato la partita in LF ed ora giocava in RF. Comunque non ci arrivò. Trentamila capirono che Speaker sarebbe andato a casa. Come un treno a vapore si fumò la seconda e girava ormai in terza quando Herzog mandò in fuori l'anca facendolo incespicare. La palla intanto era arrivata dall'esterno fino all'interbase (Tillie Shafer, quello di riserva, non che Art Fletcher, il titolare fosse stato tanto meglio fino a quel momento, visto che aveva già 4 errori) comunque Shafer fa cadere il relay, lo raccoglie e tira a casa; Speaker si è rialzato intanto e sta correndo verso il pareggio. Lo aspetta il catcher (di riserva) Art Wilson. Lui invece è decisamente peggio di Chief Meyers, il titolare. Arriva il tiro di Shafer, arriva la scivolata di Speaker con gli spikes ben alti e la palla schizza via, 6-6. Speaker salta su, ritocca il piatto di casa col piede davanti all'arbitro per sicurezza e vola in terza a farsi giustizia con Buck Herzog. Sedata la rissa si gioca un altro inning. Mathewson lancia anche l'undicesimo. E' il 9 ottobre 1912, è Boston, non ci sono le torri dell'illuminazione. E poi viene buio. I Giants non vincono, i Red sox non vincono. Resta uno dei tre pareggi nella storia delle World Series (gli altri nel 1907 e nel 1922).
Resta – probabilmente – una delle partite più emozionanti mai giocate.
La serie finirà in garaotto.
e non ho mai visto un campione che tenta distogliere l'attenzione dalla gara decisiva delle World Series per annunciare i piani futuri della sua carriera, sapendo benissimo che la stampa è tutta riunita, appunto, a seguire l'evento culmine della stagione, e deve staccare per scrivere qualche pezzo anche su quella storia lì. Nel momento peggiore possibile.
Non ho parlato di divorzi, troiette, doping, chokeness, argomenti complicati ed insignificanti allo stesso tempo e per motivi diversi.
E poi lo ha detto lo stesso A-Rod ieri sera prima della partita a Fenway su ESPN.
“I’ve learned in my career that it’s always better to be remembered for some of the good things you do on the field, and good for him,”
Mi sono permesso.
Certo, non ha commesso nessun crimine, non è morto nessuno e non è questione di vita o di morte.
Ma certe sciocchezze sono da evitare, caro Alex.
The rare occurence of the expected.
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Re: Joe - Baseball
La Gonzaga è di Spokane, WA.di Stockton (dove ha sede la Gonzaga University, no?)
Per il resto:
Il problema è che non lo fa apposta...è proprio fatto così....che è peggio forse.
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- Rocky
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Re: Joe - Baseball
Io l'ho interpretata come una dedica a John Stockton, alunno della Gonzaga University appunto.webba2000 wrote: La Gonzaga è di Spokane, WA.
p.s. Joe, riesci a farmi apprezzare un post anti-Rodriguez. Non ci siamo. Complimenti.
Last edited by Rocky on 11/05/2010, 10:30, edited 1 time in total.

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