Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 01/08/2008, 0:36
Qualche frecciata passamela, dai, si fa per scherzare e un minimo di ironia aiuta a motivare meglio! :lol2: :lol2:Steve Mix! wrote: Per BR e mafia l'approccio ha funzionato molto bene, ma nello sport c'è un problema non da poco di cui tener conto; mi spiego: dopo la squalifica un corridore ha l'obiettivo di ritornare in gruppo, e se vuole farlo non può permettersi di fare nomi per non subire ritorsioni.
Un mafioso credo abbia molta più facilità e convenienza a pentirsi, dopo il carcere (se è previsto un dopo) non va per la maggiore il desiderio di tornare nei ranghi: chi vuole farlo se ne sta zitto, gli altri diventano pentiti.
Ammetto che mi sono fatto prendere la mano con sta storia della squalifica ed ho inteso bene le frecciatine del tuo internìvento; obiettivamente due anni di squalifica sono tanti, ma sono serviti? hanno funzionato come deterrente? qualcuno ha imparato qualcosa? A me pare che a dieci anni dall'affaire Festina non sia cambiato niente; ho meglio, l'antidoping ha fatto tantissima strada, ma nella testa di corridori, medici e dirigenti la cultura del baro non è stata smossa di un millimetro. Le pene sono andate via via aumentando: 15 giorni ai tempi di Pantani, 6 mesi in quelli di Rumsas e 2 anni oggi senza che si sia riusciti a fare pulizia. Si vede che non basta, e se davvero come tempi di squalifica non si può andar oltre che si comincino a toccare i portafogli dei responsabili con pene pecuniarie rilevanti; e magari si offra ai corridori una pensione da pentito, così da offrire loro un'alternativa e provare a convincere qualcuno a fare nomi.
In linea di massima sarei d'accordo col tuo post, un ciclista vuole tornare in gruppo e non può farsi troppi nemici. Teniamo conto però di due cose: la prima che i dirigenti ed i ciclisti in linea di massima non sono Provenzano e Riina, fra farsi, che so io, due anni di squalifica o farsi sei mesi c'è differenza per una carriera; se un atleta di un certo livello come Riccò parlasse, scaduta la squalifica troverebbe comunque una squadra. Non dimentichiamoci che il campione italiano di quest'anno, Simeoni, era il nemico dichiarato nientepopodimeno che di Lance Armstrong, che più volte scattò in prima persona per andarlo a prendere dopo che aveva provato ad andare in fuga, perchè aveva testimoniato contro il dottor Ferrari, medico di Armstrong, dai metodi quantomeno dubbi.
Le squalifiche di 15 giorni ai tempi di Pantani non esistevano, il Pirata fu fermato perchè aveva l'ematocrito alto, ed il blocco di 15 giorni aveva come scusa la tutela della salute dell'atleta, ma nessuno riuscì mai a provare che si dopava, altrimenti avrebbe beccato una squalifica ben più lunga. Bugno si prese sei mesi per eccesso di caffeina! Ed un presunto giornalista, in realtà autore di filmati pubblicitari aziendali a favore dei suoi amici, come Gianni Minà, con la faccia di uno che dice verità ineluttabili osò affermare da Chiambretti "Se dovete doparvi usate la caffeina anzichè l'efedrina, vi daranno sei mesi anzichè due anni", per difendere Maradona, dimenticando che Maradona era recidivo, Bugno superava di pochissimo i limiti di caffeina tollerati, che la caffeina può derivare anche da troppi caffè ed è un doping molto più blando della cocaina (che l'efedrina serviva a mascherare) e che la carriera di Bugno, fino a quel punto, era stata specchiata. Disse pure che se si voleva far partecipare Maradona ai mondiali, cosa buona per il calcio mondiale, bisognava tollerare che prendesse la cocaina, perchè ormai era dipendente e non poteva disintossicarsi in poco tempo. Vaccate simili grazie a Dio non mi è toccato più ascoltarle, magari c'è tanta gente che cerca di prenderci in giro in mille modi sfruttando l'etere, ma nessuno più in modo così maldestro e pacchiano.
Dopo l'affare festina per la prima volta qualcuno ha iniziato a parlare, da allora sempre più spesso gli atleti confessano, a volte qualcuno fa nomi, come nell'operation puerto.
Prima di Millar io non mi ricordo di un ciclista che abbia dichiarato "si, mi sono dopato"! Persino Merkx e Polentier, beccati a versare nelle provette dell'antidoping urina da una fialetta che avevano nascosta, parlarono di complotto! Pantani è morto per overdose dichiarando di essere pulito! Per giustificarsi dell'autoemotrasfusione Moser chiede la legalizzazione del doping! Già sono rivoluzionarie le confessioni postume di Riis, che pure fa il dirigente, ma ora abbiamo avuto atleti, come appunto Simeoni, che hanno denunciato medici, l'operation puerto, gli ultimi due vincitori del Tour de France prima di Sastre squalificati, le cose stanno cambiando.
Se in un paio di anni vengono beccati quasi tutti i migliori ciclisti per le corse a tappe, Basso, Ullrich, Landis, Rasmussen, Vinokurov, e Valverde e Contador sono gravemente sospettati e nell'occhio del ciclone, vuol dire che nessuno può sentirsi al sicuro, cosa che negli anni scorsi non accadeva. Il caso Pantani ed il caso Festina fecero scalpore, oggi sono routine, non sarà facile farla pagare a chi dovesse parlare, e questo favorirà il fatto che i Riccò della situazione parlino per vedersi ridurre la pena. Se ha continuato a correre Simeoni, figuriamoci Riccò.
Certo, mi piaceva di più in teoria lo spettacolo di fine anni '80, ma se devo scegliere scelgo mille volte il ciclismo attuale, saranno pochi a confessare e fare nomi, ma pochi è sempre meglio di nessuno, e quei pochi aumentano. Non voglio far credere che le cose vadano bene, ma che migliorino si. Negli anni '80 tutti dicevano che Rooks e Theunisse si bombassero, c'erano sospetti su Lemond, Delgado e Roche, Hinault e Fignon erano considerati sospetti, ma nessuno di questi fu mai beccato. In venti anni il mondo del ciclismo si è rivoltato, spero continui a farlo e mi sembra che lo stia facendo.