Bluto Blutarsky wrote:Piuttosto, ho una domanda seria da fare a chi ne sa più di me. L'ha sollevata anche Lerner nell'ultima puntata di Servizio Pubblico (in quei cinque minuti che ho visto), ma dopo la baracconata di ieri assume ancor più attualità:
In un sistema democratico come il nostro che si regge sulla divisione dei tre poteri, esternazioni come quelle del PdL al palazzo di giustizia di ieri (con intento a metà tra il manifestante e l'intimidatorio) o come le frasi di Berlusconi di oggi ("Ma basta con questi moderatismi! Vogliono arrestarmi, farmi fuori, dovete reagire!", corriere.it) non sono considerabili pericolosamente eversive?
Non è il giudizio sul nano e sui suoi cortigiani che mi interessa, tanto quello non può certo peggiorare ulteriormente, ma la mia è proprio una domanda di carattere tecnico-giuridico: un'entità politica che si macchia di tali comportamenti non dovrebbe subire l'interdizione perenne dai pubblici uffici?
non esiste un meccanismo di controllo sostanziale al di fuori del mero buonsenso dei protagonisti. l'Italia sarà si un sistema basato sulla divisione dei tre poteri, ma ha un sistema di pesi e contrappesi troppo fragile, che ha permesso il tutti contro tutti in atto da decenni (iniziato ben prima di Tangentopoli).
la Corte Costituzionale, da parte sua, nel corso della storia repubblicana ha perso fin troppo credito per svolgere un compito, quello di guardiano della Costituzione e - di conseguenza - delle basilari norme civiche e sociali, ripetutamente disatteso negli anni: si pensi ai numerosi partiti di ispirazione fascista che hanno visto e rivisto la luce, o alle leggi ordinarie approvate senza problemi e contrarie ai principi fondamentali e non della Costituzione.
per il resto non ci sono controlli, perchè quei pochi controllori che abbiamo sono eletti "democraticamente" dagli stessi che devono essere controllati. pensate per esempio al caso dell'Agcom e fatevi due risate.