Rasheed wrote:
è considerata sfascia braccia perchè li fa lanciare troppo e senza riposo o perchè i coach lavorano sui pitcher impostandoli con una meccanica che strappa e li mette a rischio rotture?
Più la prima, anche se molti pitchers di Rice sono usciti anche con una meccanica molto violenta nel tempo (il primo David Aardsma, con un braccio "lunghissimo", o i minor leaguers Bryce Cox e Bryan Price, per indicarne solo 3). Soprattutto si basa su quello che è successo al trio Niemann-Humber-Townsend, tutti e 3 scelti nei primi 8 assoluti nel 2004 (Townsend poi non ha firmato ed è rientrato nel draft successivo, scelto ancora all'ottava assoluta). Tutti rotti e sfioriti... adesso Niemann faticosamente dopo tanti anni sembra essersi finalmente un po' risollevato, mentre Townsend credo che sia ad un passo dal ritiro dopo anni di minor league ed infortuni senza fine, e Humber a sua volta è stato tormentato ed a questo punto non combinerà più niente di livello.
Il prodotto più integro degli ultimi anni (sul monte) pare essere David Aardsma, ed è tutto dire perchè anche lui ha avuto problemi in passato, mentre in tempi recentissimi gente come Bryce Cox e Joe Savery, considerata ottima, ha perso velocità e qualità con braccia esasperate, e ristagna nelle minors (anche se poi magari una comparsata in MLB riusciranno a farla, specie Savery).
Secondo me ci sono delle esagerazioni in questo (non si può incolpare Rice di TUTTI i fallimenti dei lanciatori), ma c'è anche una discreta verità. Il punto è che il draft del 2004 ha fatto puntare su Rice molti occhi, ma le stesse cose succedono altrove, solo che altrove magari smontano un ragazzo all'anno (e magari è un non-prospect), mentre lì il discorso è stato troppo eclatante perchè c'erano 3 super-prospetti tutti nello stesso preciso momento, e quindi è stato troppo visibile. In generale credo che abbiano una filosofia improntata sulla vittoria (che quindi mette in secondo piano la salute dei ragazzi), ma non diversa dalle altre università. Sennò nel link che vi ho dato cercate "Anthony Ranaudo" (o solo Ranaudo, non so), probabile miglior pitcher collegiale 2010, e vedrete che anche LSU lo stia usando tantissimo. Purtroppo succede. L'NCAA è capace di schifezze sulla pelle di questi ragazzi. Io odio i pitch counts rigidi, ma ad un certo punto bisognerà adottarli. Non dico bassi, anche 120 (che comunque sono tantissimi per ragazzi dai 18 ai 21 anni), ma comunque esistenti. Buonsenso.
E non è che al liceo siano messi meglio. Solo che abbiamo meno dati ancora da utilizzare. I problemi iniziano direttamente in Little League, e sono sempre i soliti. I genitori che insistono che i figli giochino, gli allenatori che pretendono di vincere, ecc... ad ogni livello, sempre. In Italia a volte le partite di calcio fra pulcini sono imbarazzanti per quello che si sente contro gli arbitri (già a quel livello). Negli USA non è che sia molto diverso, e per loro il calcio è il baseball. Ed ovviamente spingono i ragazzini, incuranti della loro salute. Da qualche anno James Andrews (il più grande esperto al mondo sulla Tommy John e non solo) è un consulente della Little League, perchè anche a quei livelli il numero delle TJ stava diventando troppo elevato. Hanno iniziato a mettere pitch counts dopo qualche anno (e con tanti "distinguo" e dopo tante resistenze, e non adottando tutti i suggerimenti di Andrews comunque). Vi suggerisco, per capire meglio la situazione ed avere degli esempi pratici, di leggere
questo pezzo (breve) e
quest'altro del NY Times, molto più lungo, ma anche molto ben scritto ed interessante, che parla del povero Alden Manning, un adolescente che lanciava sempre e tanto.