Visto "
The Boogeyman", film del 2004 diretto da Stephen Kay e prodotto dalla Ghost House Pictures di Sam Raimi.
Mah, non un bruttissimo film, non pienamente riuscito.
Diciamo che l'idea di base non è male. Prende spunto da una leggenda diffusissima nella mentalità americana, l'uomo nero, insomma il babau dell'armadio che porta via i bambini che non vogliono dormire. L'inizio è più che buono e certi spunti sono davvero interessanti, come i salti spazio-tempo attraverso le porte giusto per fare un esempio. Ho trovato molto intrigante anche l'ambiguità di fondo che costella buona parte del film, che spinge lo spettatore a chiedersi se sia tutto vero e se sia tutto frutto della follia del protagonista. (a questo proposito mi ha ricordato
Frailty, pellicola tutta incentrata su questo tema e decisamente più interessante di questo
boogeyman)
C'è anche qualche scena abbastanza inquietante e anche gli attori se la cavano piuttosto bene.
Ma veniamo alle note dolenti. La storia in sè è bella, ma non è che sia condotta poi così bene... gli avvenimenti si susseguono in modo abbastanza schematico (a parte i salti temporali già citati e decisamente ben realizzati), ma il tutto risulta prevedibile e stereotipato. Registicamente ci si ispira a Raimi (ma no! :D) ma il risultato è una macchina da presa sovraeccitata che si esibisce in ogni genere di movimento ma che perde un po' di vista le questioni davvero fondamentali del film. Ma soprattutto... pur di spaventare il regista si affida a tutti i classici clichè del cinema horror: porte che scricchiolano, bambini inquietanti (ancora?

), improvvisi (ed irritanti) aumenti di volume, flashback videoclippari ultraveloci, insomma tutto sa di già visto.
Per non parlare del finale... vero punto debole del film, che come al solito esagera nel "mostrare" e toglie tutto l'appeal che aveva creato.
Insomma, un film discreto, con buone idee di base ma che lascia abbastanza a desiderare per il modo in cui sono state realizzate. Si poteva fare di più, decisamente.