koper wrote:
x Joe
leggendo la tua splendida biografia di Roberts mi ha colpito in particolare il numero di complete games ..
mi sembravano tantissimi .. poi ho fatto una breve ricerca su wiki e ho scoperto che i 305 CG non erano un valore straordinario ma erano ben distanti dalla classifica dei primi 20 (primo il mitico Cy Young con 749 !! e 20.mo Tommy Bond con 386)
A quei tempi era più facile per uno starter completare un game e perchè ?
E' una domanda che mi intriga parecchio ..
istintivamente ti direi "dead-ball era". Insomma, quando i lanciatori "dominavano" era più facile per loro stare in campo tutta la partita.
Però il fenomeno va oltre quel periodo, quindi bisogna pensare anche ad altro.
Da en.wiki:
in the late 1800s, it was common for most good pitchers to pitch a complete game almost every start. Pitchers were expected to complete games they started and to be relieved was seen by many as a mark of failure.
(cfr.: "A league of their own", in Italiano "Ragazze vincenti": quando Tom Hanks, il manager, va per togliere la lanciatrice partente, lei lo implora dicendo "Non farmi questo, non sono mai stata tolta fino a oggi!")
[...]
This change has been brought about by strict pitch counts and new pitching philosophies in general. Many have come to believe that the risk of arm injuries becomes far more prevalent after a pitcher has thrown 100 to 120 pitches in a single game. Though Hall-of-Famer Nolan Ryan once threw well over 200 pitches in a single game (a 1974 contest in which he pitched 13 innings)[citation needed], it is now rare for a manager to allow a pitcher to throw more than 120 pitches in a start.
Ricordo che la gestione di Halladay, leader tra i pitchers in attività in CG, è stata più e più volte criticata, anche su questo forum, perchè metteva a rischio la sua integrità fisica.
Inoltre se è vero che "il lancio di una fastball è il gesto sportivo che più si avvicina alla rottura volontaria del braccio" (o qualcosa del genere), è anche vero che più le velocità di punta dei lanci si alzano più ci si avvicina ai limiti di "rottura" di un fisico umano, per cui credo sia una naturale conseguenza che all'aumentare delle velocità di punta richieste ai lanciatori corrisponda un'equivalente diminuizione della lunghezza dello sforzo. Insomma palle lanciate più forte o con movimento più "estremo", ma meno volte.
Un'altro elemento ancora che potrebbe aver influito è....la free agency :D
Con l'aumento dei costi di un grande lanciatore, sempre meno responsabili di una squadra sono disposti a rischiare di perdere il loro asso solo per fargli fare tanti CG. La rottura di un All star non è solo una perdita sportiva, ma ancora di più è una grande perdita economica. Una volta erano solo mancati incassi, oggi sono mancati incassi E spese cospicue senza un ritorno adeguato.