Porsche 928 wrote:
La parte poi sui pastori quando c'e il pastore che dice "30 anni fa il latte(di pecora) costava 1200 lire e oggi 60 eurocents" posso avvalorarla io, mio padre ha ancora delle ricevute di fatture in cui lui a inizio anni 80 vendeva il latte a 1300 lire e all'inizio degli anni 2000 a 1400/1450, garantisco io al 100% sulla veridicità di quell'affermazione.
Cioè vedere l'eccellenza italiana mandata a fanculo cosi c'è da restarci male male male.
Velo lo giuro, da nipote di agricoltore(e figlio di pastore), mi e` venuto il magone, poi sfido chiunque a dar torto ai produttori.
Purtroppo stiamo riuscendo a difendere solo le eccellenze, cioè i prodotti dop o docg, e nemmeno tantissimo.
Questione di prestigio europeo, ma non solo, anche di sensibilità.
Tralasciando le vicende del governo Berlusconi e delle quote latte, è una vicenda che conosciamo tutti e non ho voglia di ricordarla tafazzianamente, basta ricordare quando un giornalista chiese a Prodi di come voleva affrontare i problemi dei produttori italiani di carne, e lui rispose
"E che ne so, mica faccio il veterinario!"
Ad oggi si riesce ad avere un tutela del prodotto solo se c'è un consorzio prestigioso e riconosciuto. Basti pensare alla vicenda del Tocai friulano. L'UE ha deciso che per la tutela di una denominazione di un prodotto prevale il criterio geografico, e direi che questo per noi è un vantaggio enorme. Altrimenti io creo in un paese extraeuropeo una società che si chiama Parmigiano Reggiano o magari metto come amministratore delegato di una azienda vinicola un tizio che si chiama Brunello e viene da Montalcino e mi metto a produrre con quei nomi.
In Francia si sono adeguati per tempo, il vino che si chiamava Tocai e prendeva il nome dal prodotto per alcuni anni è diventato "Tocai-Pinot Gris" e quindi quando è sparito il marchio Tocai il prodotto è rimasto riconoscibile. In Italia siamo rimasti sorpresi dalla decisione ed abbiamo addirittura fatto ricorso contro una decisione che è in realtà totalmente a nostro favore.
Non penso che si tratti nemmeno di corruzione, si tratta semplicemente di menefreghismo verso un settore, aggravato dal fatto che quando qualcuno chiede qualcosa, come i produttori di latte furbetti (non tutti, ovviamente) o i forconi chiedono sovvenzioni e non politiche più attente.
Un vero problema, grave, che rischia di distruggere totalmente un settore importante.