Re: Terremoto nel centro-Italia - Magnitudo 6 della scala Richter!
Posted: 09/04/2009, 21:59
sticazzi
è stata bella lunga
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hall of fame
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Mmmm....l'impressione era di più. Però avrà inciso la lunghezza ed il fatto che questa mi è sembrata un po' più sussultoria.Francesco81 wrote: La scossa è stata 5.1 Richter!
Aggiornata ora a 4.9!
Si è stata entrambe (sussultoria e ondulatoria). È durata 20 secondi. Dopo il 5.7 e 5.3 è la terza in ordine di intensità.Luca10 wrote: Mmmm....l'impressione era di più. Però avrà inciso la lunghezza ed il fatto che questa mi è sembrata un po' più sussultoria.
stavo guardando i sismografi, e in effetti anche la componente Z (che presumo essere quella alto/basso) è stata molto attiva.Francesco81 wrote: Si è stata entrambe (sussultoria e ondulatoria). È durata 20 secondi. Dopo il 5.7 e 5.3 è la terza in ordine di intensità.
L'AQUILA - "Cibo e coperte le abbiamo. Quello che veramente ci serve ora sono unità specializzate mobili, sale operatorie mobili. Sotto le tende possiamo medicare una ferita leggera, mettere un gesso, ma settantamila persone non hanno più un vero ospedale dove essere curate. Manca l'assistenza. Per un'appendicite, un infarto sono costrette ad andare altrove, e molte patologie non possono aspettare....".
Ha perso il figlio di nove anni, sotto le macerie. E la moglie, travolta dal cemento di quella palazzina di cemento armato venuta su negli anni 60, l'unica a sbriciolarsi in via Gabriele d'Annunzio. Luca Antonini, 46 anni, cardiologo dell'ospedale dell'Aquila ha perso il suo futuro in pochi attimi quando la terra ha tremato.
Nonostante il dolore che non da requie non smette di sentirsi profondamente e soprattutto un medico. Anzi, la voglia di aiutare chi è rimasto gli sembra essere l'unico modo per dare un senso a ore che il senso l'hanno perduto, inghiottito con l'ultimo respiro del piccolo Stefano.
"Per due giorni mi sono occupato della mia famiglia e non sono andato al lavoro", dice con pudore, quasi per giustificandosi sorvolando sullo strazio dei riconoscimenti, di vite stravolte e spezzate dal sisma.
Oggi è tornato qui, davanti all'ospedale "inagibile perché qualcuno lo ha costruito male, perché qualcuno ci ha lucrato sopra". E gira per le tende montate fuori dalla palazzina "che aveva diverse eccellenze", dove facevano trapianti, e tutte le specialità di un grande ospedale.
"Quattro tende o poco più ora sono tutto quello che resta per 70mila persone. Puoi curare qualche ferito, ma le patologie no. Quello no, non puoi farlo in una tenda senza strumenti". Si aggira tra i volontari, tra uomini e donne sfollati come lui, che ora dormono in una roulotte. Più che dormire aspetta il giorno, tira avanti con la voglia di dare una mano per non pensare, non ricordare, perché tutto questo dolore non finisca nel nulla.
"Ho visto che c'era un'unità mobile per fare la tac, ma cosa mi serve se poi qui non posso operare? Gli aiuti devono essere intelligenti, finalizzati" ripete chiedendo aiuti coordinati da esperti. "Non da politici"
Perché in questo ospedale di medici bravi ce n'erano dice pensando ai molti colleghi che come lui vorrebbero poter essere d'aiuto con le loro capacità, con l'esperienza maturata in anni di lavoro in corsia e sala operatoria "ma mancano le strutture". E così, lancia l'appello, chiede unità mobili per non lasciare 70mila persone senza assistenza sanitaria.
"Altrimenti cosa accadrà sino a quando non ci sarà un nuovo ospedale funzionante? Le urgenze, le emergenze ci sono sempre. Gli aquilani che non sono morti sotto la macerie rischiano di perdere la vita perche non possono curare qui le patologie".
Si certo.francilive wrote: dopo l'ennesimo post cancellato in maniera ignobile, volevo segnalarvi questo articolo, fonte repubblica.it, che ho trovato molto interessante e deve giustamente far provare sdegno verso i soliti ladri governanti che abbiamo
E' terribile. Ho visto le foto sul sito della Repubblica. Davanti ad una scena simile non puoi che provare una tristezza assoluta, ho trattenuto a stento le lacrime davanti al pc.BruceSmith wrote:
Riposino in pace.
Per l'ennesima volta, credo che in questo preciso momento sia più pressante stabilire cosa fare ora e non interrogare e interrogarci su cosa non sia stato fatto per il verso giusto prima. Arriverà, dovrà arrivare, il momento in cui chi ha sbagliato dovrà essere messo di fronte alle proprie responsabilità, a qualunque livello. Francamente non lo so se accadrà o in che termini. Devo convenire che quando si tratta di eludere responsabilità in questo nostro paese non siamo -quantomeno- secondi a nessuno, ma io non riesco davvero a condividere quest'idea che siccome ora siamo tutti quanti emotivamente coinvolti sia indispensabile agitare il dito puntato in ogni direzione anche -se non te ne rendi conto- col rischio di sparare nel mucchio; così che la colpa è -rispettivamente- di chi non ha voluto dar credito allo scienziato (?) che aveva scoperto il metodo sicuro e affidabile per predire l'evento sismico, di chi ha lucrato nella costruzione di condomini privati e persino di edifici pubblici (come addirittura l'ospedale!), e via delinquendo. Non c'è nulla di sbagliato nel voler sottolineare le mancanze e sarebbe assurdo porre la questione come una sorta di lotta tra i conniventi e coloro che invece vorrebbero giustizia. Ma adesso credo che sia meglio -piuttosto- che l'attenzione sia posta su chi fa o non fa le cose di cui c'è bisogno; come ad esempio raccogliere il grido d'allarme lanciato dal medico di cui hai postato l'intervista. Oltre ad esprimere umano cordoglio è, sì, giusto che tutti quanti (compresi i politici di tutte le colorazioni) si dia ascolto alle persone che sono in grado di agire concretamente -a patto che gli si dia quello di cui necessitano- come sono i medici di quell'ospedale (o altri che sono giunti lì per prestare aiuto) o la protezione civile. Mentre lamentarsi dei post cancellati -scusa se te lo dico- non serve proprio a niente. Se tu reclami il diritto di lamentarti e ritenerti l'unico virtuoso io mi permetto di farti notare che stai sbagliando tempi e soprattutto modi.francilive wrote: dopo l'ennesimo post cancellato in maniera ignobile, volevo segnalarvi questo articolo, fonte repubblica.it, che ho trovato molto interessante e deve giustamente far provare sdegno verso i soliti ladri governanti che abbiamo
Per lo meno, in questi meandri di finti piagnistei sulle spalle di chi il dolore lo deve sopportare veramente, talvolta queste testimonianze sono l'unico modo di superare un minimo l'omertà giornalistica nei confronti della classe dirigente ed imprenditoriale che in fin dei conti è loro datore di lavoro.Dino N wrote: Si certo.
Ma io un pochetto di sdegno lo provo anche per il giornalista che trasforma un pezzo di cronaca, in una prosa narrativa caricandola di espressioni come "la voglia di aiutare chi è rimasto gli sembra essere l'unico modo per dare un senso a ore che il senso l'hanno perduto, inghiottito con l'ultimo respiro del piccolo Stefano".
Rispetto assoluto per la perdita tragica di questo dottore.
Ma non tollero si debba fare intrattenimento giornalistico e televisivo in questo modo.
Un articolo colorito con certe espressioni come questo lo si può paragonare solo al giornalista televisivo che condisce il suo pezzo con musiche d'accompagnamento o che prima del servizio si studia l'inquadratura con camminatina annessa per fare l'effetto scenico migliore. Per la serie "getta il mostro in prima pagina".
Non è cosi che si racconta l'accaduto di una vicenda tragica e non è cosi che si mostra rispetto per il dolore di qualcuno. Stucchevole.