Re: Joe - Baseball

Il Punto d'incontro dei Fans MLB di Play.it USA
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joesox
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Re: Joe - Baseball

Post by joesox »

Loro giocano, noi soltanto guardiamo, ma sono notti lunghe e faticose. In più c'è chi deve lavorare, chi deve studiare. Insomma la caffettiera è sempre rovente.

Il bullpen dei Phillies non è poi così male.
Fox come TV è peggio di Retequattro.
Barack Obama è un grandissimo.
Programma del secolo finora: il Daily Show di Jon Stewart.
Sarà un weekend “faticoso”, con la F1, il MotoGP, la NFL, il college football (Trojans-Irish), la NHL e le due corse per il pennant.
Vedremo come fare e di vincerne almeno un paio.
Fine OT.

ALCS Game One

L'ultima volta che lo Yankee Stadium ha visto le ALCS era cinque anni fa (2004). A New York sono rimasti molto male quella volta. Ed hanno buttato giù lo stadio, letteralmente.

Folla eccitata sotto una leggera, ma insistente pioggia.
Temperatura 7 gradi. Vento che sferza a 15 km all'ora da sinistra verso destra.
Quite a difference from California!

Forse non voleranno come hanno fatto per tutta l'estate le palline questa sera.
Joe Girardi con la giacca, Mike Scioscia, di rosso vestito, con la solita faccia perennemente preoccupata. Ne avrà subito conferma.

C.C. Sabathia, il gigante, sul monte, domina la scena. Apre Chone Figgins per Los Angeles. La valida di Torii Hunter non porta a nulla.

John Lackey ed un “errore” di tiro di Juan Rivera creano la prima palude per gli Angels. Merito soprattutto di Derek Jeter, il capitano, che trova la valida con due strike e di una fortunosa sberla alla palla di Johnny Damon. La volata di sacrificio di A-Rod (che ha preso il virus RBI) fa subito 1-0 Yankees. E poi Figgins ed Erick Aybar la fanno cadere sulla terra bagnata, inspiegabilmente. Jeter se la ride. Sarà il passamontagna che tappa le orecchie? Hideki Matsui è salvo, gli regalano singolo ed RBI, Damon segna il 2-0. Si può perdere, ma spararsi addosso è grave, specie con C.C. dall'altra parte. Visto che nessuno la tocca non c'è errore. Ma gli Angels ne hanno già fatti due. Dopo un po' qualcuno decide che quello di Rivera è un errore.
Ma Sabathia non pensa a nulla. E continua a demolire il lineup angelino.

Robinson Canò incappucciato come un terrorista, belle signore applaudono in prima fila, infreddolite con i baveri dei cappotti alzati. Il freddo punge, quanto la palla di C.C. Ma si riprende anche Lackey ed è sempre 2-0 dopo tre inning.

Potrebbe anche bastare. Ma Caballo Pazzo non è d'accordo. Vlad Guerrero alza una volata che sembra HR, ma che invece cade proprio sotto alla recinzione, profonda a sinistra, invisibile a Damon. È solo un doppio. Due battitori dopo è un altro caraibico, il cubano risorto Kendry Morales, a spedirlo a casa. LA fa 2-1 ed allunga l'inning di C.C. di un altro battitore. Lackey sopravvive al suo trouble nel quarto; con due uomini in base manda K il capitano.

La pioggia intanto ha smesso di cadere, ma è rimasto il freddo.

C.C. vola nel quinto, Lackey si incasina ancora. Dopo il doppio di Damon, Mark Teixeira va K (una breaking ball da manuale). Poi arriva il pass per A-Rod. Lackey vuole il doppio gioco su Hideki Matsui, ma arriva una valida che rotola nel gap di centro sinistra. Segna Damon il 3-1, A-Rod lo segue e decide di correre a casa contro l'ordine di stop. Arriva la palla dall'esterno. Collisione al piatto e Jeff Mathis fa catapultare A-Rod oltre il piatto di casa. Nessuno forse tocca niente, ma c'è l'out. Lackey si salva da una catastrofe. 

Sabathia vola 1-2-3 pure nel sesto, nonostante una peripezia di Damon in campo sinistro. Ma gli errori vengono tutti dalla parte di LA. Con due out nel sesto, BB a Cabrera, errore di Lackey, singolo di Jeter, errore di Hunter, 4-1 New York. Sono le docce per il partente degli Angels.

Arrivano altri K per CC. Mike Napoli va a farfalle andando a battere per Mathis. Restano sei out di speranza per LA. Ma la sensazione è che la notte sarà newyorkese.

Le note di Take Me Out to the Ballgame a metà del settimo.

Sabathia sbadiglia, mentre il bullpen degli Yankees resta immobile. La cornetta è ferma sul telefono. Intanto Jason Bulger pasticcia (due BB, un lancio pazzo ed un colpito) e riempie le basi per Nick Swisher. Bukger con una coraggiosa breaking ball tiene acceso un lumicino.

Ma Joe Girardi resta col suo asso, 113 lanci alla fine, ed il top del lineup di LA viene messo a sedere velocemente. Otto inning per Sabathia. C.C. canta lo Stadium. Mancano tre out. Si alza il panamense.

Melky Cabrera accoglie Matt Palmer con un singolo e finisce on base per la terza volta nella serata. Ma forse anche gli Yankees hanno voglia di finire.

E tocca a Mariano Rivera. Dopo la BB agd Hunter, Vlad gira senza senso e sebbene gli Angels alzino due palle in fila verso gli esterni, non c'è storia per l'omonimo Juan e per il cubano.

Vince NY 4-1 ed apre la serie dominando dal monte, dove conta di più.
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Re: Joe - Baseball

Post by webba2000 »

:applauso:
Ora le stampo e le porto al long game.....le leggeremo nel dugout così sarai con noi.
A presto
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kalle
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Re: Joe - Baseball

Post by kalle »

grande joe, avevo bisogno di queste pennelate d'autore.
grazie di cuore.
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Re: Joe - Baseball

Post by joesox »

Premessa doverosa.

Ci sono errori ed errori.
E’ vero, quando quella pallina è rotolata sotto il guanto di Robinson (Crusoe) Canò mi è venuto in mente Billy “the Goat” Buckner.
C’è poco da fare, ma è tutto un filo rosso da quel fatale 1986 ad oggi.
E se aggiungiamo tutto quello letto, anche da prima.

Ma ci sono momenti e momenti.
A-Rod passa da gamer a choker a clutch nell’arco di sei AB.
La tappa prevede il Tourmalet e qualcuno tenta la fuga su un cavalcavia.
E’ tutto esagerato, anche gli stipendi.

Ma ci sono momenti in cui bisogna giocare “fundamentals baseball”.
Come nel basket: i tiri liberi vanno segnati, non c’è difesa.
La palla a Maicer Izturis va tirata in prima, va fatto il secondo out.
Se poi l’uomo on deck batte un HR, un bravo a lui.

L’enorme differenza tra gli errori di Canò e quello di Izturis è che Canò ha sbagliato in campo, Izturis ha sbagliato a pensare, a prepararsi, a ragionare, a tirare.
A meno che non fosse stata una ovvia palla da doppio gioco, doveva tirare in prima.
E non era una palla da doppio gioco. Neppure se in seconda ci fosse stato Ozzie Smith.
Ed anche se avesse fatto l’out in seconda che cosa cambiava? Nulla.
Infatti probabilmente per Posada avrebbero difeso senza coprire le basi ed avrebbero lasciato avanzare in seconda il corridore su fielding indifference.
Il campo era bagnato, il punto della vittoria era comunque già arrivato in terza base.

Gli Angels stanno facendo piangere in difesa, stanno commettendo errori gravi, errori di concetto, errori di comunicazione. Errori fondamentali.
Small ball? Big fall!

Doveva tirare in prima perchè lo dice la legge del baseball.
Legge già infranta mille volte ieri notte.
E’ stato un Fail Classic.

ALCS Game Two

Freddo, pioggia, vento. E’ il Bronx duro newyorkese che accoglie le due squadre in garadue delle ALCS. Angels un pochino con le spalle al muro, Yankees con grande fiducia, meno scimmie sulle spalle, un ex-difensore all’esterno sinistro.
AJ Burnett sul monte. Il ragazzo, c’è poco da fare, ha la faccia da pazzo. Secondo me non arriva alla pensione. Comunque dopo CC tocca ad AJ. Poi ci sono JD in campo sinistro e DJ, il capitano, all’interbase. Peccato che non giochino al JFK, l’aeroporto di NY.
Dall’altra parte Joe Saunders. Di lui si sa poco. Un Joe qualunque.
Diventa subito un pitching duel. Ma con tante imperfezioni.

Il sabermetrico Nick Swisher provoca il primo punto quando (dopo la sua BB) corre a casa sul triplo di Canò. 1-0 Yankees nel secondo.

Gli Yankees fanno 2-0 nel terzo, quando Derek Jeter trova le tribune di destra, mentre Tex continua a fare out. Ma è la postseason, tutto è possibile. All’inizio del quinto gli Angels hanno una valida, il doppio di Torii Hunter, arrivato con due out nel primo inning, poi nulla.
Ci pensa Maicer Izturis ad aprire il mezzo inning con un doppio a destra. Erick Aybar lo manda a casa con una palla che cade in mezzo al campo. AJ colpisce Chone Figgine (unico modo che trova al momento per andare in base) ed Hunter ha pazienza per la base su ball. Il lancio pazzo fa 2-2.

Ma anche il capitano è un uomo. Con due sulle basi e nessun out batte in un sanguinoso doppio gioco. Johnny Damon va K lasciando Melky Cabrera in terza base. Gli Yankees si spengono, anche Godzilla batte in un doppio gioco e l’errore di Canò chiude la serata di AJ. Girardi telefona al bullpen. Non sa ancora che userà un esercito di rilievi.

Phil Coke regala la base a Figgins e manda K Bobby Abreu, altro uomo in crisi. Ed arriva il momento di Joba Chamberlain. L’uomo del Nebraska affronta due battitori. Perde con Hunter e riempie le basi. Vince con Vlad che – sorpresa, sorpresa – gira a vuoto quel bastone impertinente.

*Un giorno, all’Angel Stadium, Vlad ha colpito un lancio esterno che un pitcher dei Padres aveva lanciato al Dodger Stadium.*

Swisher tocca valido e Canò riesce a chiudere anche quella chance battendo, pure lui, nell’ennesimo doppio gioco.

Rivoluzione difensiva per l’ottavo. Brett Gardner in esterno centro, melky a destra, Phil Hughes sul monte. L’errore del capitano lascia due uomini in base. Mike Scioscia chiama Gary Matthews Jr. Hughes lo fa a fette. Girardi ha visto abbastanza. Tocca al panamense. Aybar non ha speranze.

Matthews resta a destra, Jeff Mathis dietro al piatto. Kevin Jepsen sul monte per gli Angels. E’ lui l’Angel più in forma. Si va al nono pari sul 2-2.

Rivera domina, mentre Jepsen con due out si fa buggerare da una girata del samurai. Canò spegne anche questa speranza. Si va agli extra inning. Qualcuno scopre che c’è Freddie Guzman sul roster e non Eric Hinske (l’uomo che sembra sempre finire in postseason).

Rivera resta per il decimo. Lo aiuta Scioscia che chiama tattiche vietnamite dalla panchina.
Naviga a vista Darren Oliver, il vecchio mancino riesce a fregare Tex con due uomini in base.

Undicesimo, la partita tocca e supera le quattro ore. Il freddo aumenta, se possibile, le tribune un pochino si svuotano. Mancano solo dei falò sugli spalti e potrebbe essere San Siro quando giocano in gennaio alla domenica sera. Non è certo il baseball di un caldo pomeriggio d’agosto.
Scioscia vuole vincerla con una smorzata, poco da fare. Contro Alfredo Aceves gli Angels segnano, è 3-2. Figgins, alla sua prima valida in settimane, manda a casa Matthews. Il braccio di Damon…ma perché Damon è ancora in campo? Misteri della postseason. Aybar era riuscito ad eseguire un perfetto bunt, quasi. Hunter ferma le segnature con un accurato giro di mazza che l’infield dei pinstripes, A-Rod-Canò-Tex, trasforma in un doppio gioco.

A-Rod apre il doppio gioco e riapre la partita. Il pseudo closer di Scioscia, Brian Fuentes, californiano, sarebbe anche in vantaggio 0-2, ma decide di lasciarne una in mezzo. E’ una polpetta. Rodriguez la divora. Sfiora la recinzione, manda la folla in delirio. Pareggiare agli extras è raro. Continuano i miracoli dello Stadium. Il momentum, se esiste, ora è tutto di NY. Fuentes come BH Kim otto anni fa e non vedo nessun Curt Schilling nel dugout di LA.
A-Rod fino adesso è andato: linea, linea, pop, ground ball, HR.
Il lineup degli Yankees è un po’ approssimato adesso e si finisce al dodicesimo.
Girardi usa tre rilievi. Damaso Marte, con un out, prende il posto di Aceves, fa il suo mandando K il cubano. Dave Robertson (ormai siamo al fondo del barile) concede un doppio a Mathis, regala l’intenzionale ad Izturis (!) e manda K Matthews.
Scioscia invece ricorre ai partenti. Le scarpe sono quelle di Ervin Santana. Conosce gli Yankees e li ha battuti in passato. Ma ce ne sono di nuovi questa volta. Con due out, Damon sbatte un singolo a destra e con uomini in seconda e terza, tra Tex ed A-Rod preferisce il secondo con le basi piene.
Misteri della fede. A-Rod la spedisce profonda ma non abbastanza. Vuol dire tredicesimo.

E’ tardi, è mattino, è ora di finirla, cinque ore. Non è stata una gran partita, è stata drammatica.
Una volta Joe Torre disse – prima di garasette – speriamo che la vinca una bella giocata, non vogliamo un capro espiatorio. Non andrà proprio così. Provano un po’ tutti ad andare sul giornale, ma per le ragioni sbagliate.

Altra atrocità di Canò. Altra smorzata degli Angels, altra base intenzionale. Altra palla da doppio gioco, ma Jeter, forse uno dei pochi con la testa sulle spalle, preferisce l’out sicuro in prima. Butta un occhio in terza e tira bene. Non sarà clutch, non avrà più range, ma sa quello che deve fare. Caballo Pazzo la scrosta male verso Robertson.

Parte bassa del tredicesimo.
Jerry Hairston Jr. (disclaimer - l’avevo al fantasy prima che lo prendesse NY) batte valido.
Girardi telefona.
-    Hello?
Dall’altra parte del filo.
- Smorzata!
- Ma chi è?
- Cosa? Chi sei?
- Parlo col bullpen?
- No, sono Mike!
- Mike? Mike chi?
- Mike Scioscia! Ma chi è che parla?
- ‘Azz, ehm, Joe.
- Joe chi?
- Joe Girardi.
Clunk.

Ma ormai la chiamata per la smorzata è fatta , e visto che ci siamo, anche quella per la base intenzionale.
Groundhog Inning. Lo stesso inning per la quarta, quinta, sesta volta. La fiera della controsabermetrica.
Joe Girardi e Mike Scioscia usano il bunt come fosse l’acqua santa di Trapattoni.

E si continua. Magari vogliono fare un record di durata. Li avvisano che se inizia a piovere la partita saddafinire domani. Che è domenica, il giorno del Signore. Che, giustamente, è sull’incazzato andante. Anche gli dei hanno sonno.

E così ci pensa Izturis, Maicer.
MAI CERcare l’impossibile.

La rimbalzante sul bagnato di Melky salta nel guanto che è un piacere. Il prima base, Kendry Morales, l’ha vista e si è piazzato sul sacchetto. Vede Izturis che la raccoglie e che si annoda per tirarla … in seconda!   
Orrore!
La palla schizza via. Figgins la insegue. Hairston corre sul contatto, si ferma intorno alla terza, vede il pasticcio, riparte.
Non crede alla sua fortuna, è diventato Ray Knight!

Finisce 4-3 per New York. La serie 2-0 per gli Yankees.
Che stanno veleggiando verso le World Series.

Beh, in questa immensa crisi mondiale, ecco almeno un investimento finanziario che sta regalando qualche soddisfazione, se non economica, almeno emozionale per gli amanti degli uomini in pinstripes.
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Re: Joe - Baseball

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Re: Joe - Baseball

Post by joesox »

Domenica di football

Dopo tanto football è l'ora del generale. E mentre A-Rod scippa il titolo di Mr. October a Reggie Jackson, riparte la serie finale della National League. Le squadre in una simmetria East Coast-West Coast perfetta volano cross country e si incrociano probabilmente sopra il fiume Mississppi.

NLCS Game Three

Non piove, fa freddo, ma Philladelphia è calda. La vittoria del 2008 non ha spento gli entusiasmi, anzi. Gli Eagles stentano e la città appartiene ai Phillies. Cliff Lee, l'asso venuto da Cleveland, parte per i rossi. Gli ospiti diretti da Joe Torre, vestiti in grigioblu, si affidano al convalescente Hiroki Kuroda, giapponese di Osaka.

Lee parte a razzo, due volate a Raul Ibanez ed uno strikeout ad Andre Ethier e la folla comincia a cantare “Beat LA! Beat LA!”

Kuroda invece non c'è. Con un out, Shane Victorino sbatte un doppio a destra, ruba la seconda ed arriva in terza sul line drive di Chase Utley. Con uomini agli angoli Kuroda vede la sagoma enorme di Ryan Howard e perde la testa, resta indietro nel conto e crack! Howard la spacca lungo linea. È piazzata proprio nell'angolo, Howard non tentenna e dal box galoppa fino in terza. Entrano a casa i due corridori. Jayson Werth non aspetta i ball, sventola ad una cosa che voleva essere una veloce. La spara diretta verso la foresta dell'esterno centro, 4-0. Apoteosi rossa per la folla. Ibanez va K e Pedro Feliz gira di fretta al suo omonimo di ruolo in terza.

Lee combatte con Manny Ramirez, ma cede un singolo. L'uomo sa battere, poco da fare. Matt Kemp batte un'insalata verso Utley e James Loney rimbalza in un facile doppio gioco, prima-interbase-prima.

Dopo un inning e mezzo sia Kuroda che Lee hanno 29 lanci. Kuroda non ne metterà molti altri.

Carlos Ruiz, che sta battendo .600 contro i Dodgers nel 2009, martella un doppio nell'angolo di centro sinistra e completa il cycle per Philadelphia dopo solo otto battitori. Lee mette giù la smorzata e Ruiz arriva in terza con un out. Dopo il doppio di Jimmy Rollins, il 5-0, il giapponese viene mandato a fare harakiri. Torre sceglie il giovanissmo Scott Elbert per finire l'inning. Il suo pitcher infatti sarebbe terzo a battere nell'inning successivo e non vuole sprecare l'at bat, ma Elbert (sul roster al posto del portafortuna Jeff Weaver) ha le farfalle. Lancia 12 volte, 9 sono ball, 1 addirittura un wild pitch. Quando Howard va out con le basi piene, unica giocata difensiva in prima, entra il 6-0. Torre ha visto abbastanza e chiama Chad Billingsley.
Billingsley mostra come si fa, slider assassina e Werth sventola alle mosche.

Con due out nella parte bassa del terzo Lee si vendica anche del pitcher (Torre lo fa battere perchè ha bisogno di Chad per inning dal monte per non devastare il proprio bullpen) facendolo andare a vuoto miseramente. Billingsley, spera Torre, vuole scacciare quei demoni apparsi nella seconda metà di stagione, tenere Phila buona e dare una chance ai suoi di rientrare in partita. Ci dicono che era il 1956 quando i Dodgers, allora targati Brooklyn, riuscirono a rimontare sei punti di svantaggio in una partita di postseason. Come oggi, era 6-0 (per gli Yankees) dopo un inning e mezzo. Ne segnarono sei nella parte bassa del secondo contro un tale di nome Don Larsen, che – tre giorni dopo – lancerà un perfect game. Finirono per vincere quella garadue per 13-8. Ma perdere la serie 4-3.

Billingsley ne elimina sette in fila; interrompe la striscia Victorino, l'hawaiano tascabile, che finisce on base per la terza volta, ricevendo la BB. Ma ci sono due out ed Utley la spedisce in bocca a Ronnie Belliard. Dopo quattro inning sempre risultato tennistico, 6-0 Philly.

Lee prosegue nella sua demolizione dei Dodgers (due valide, entrambe di Manny, in cinque inning). Billingsley, invece, vede spezzata la sua no-hit, da una bomba di Feliz che batte alta sul tabellone segnapunti, laggiù all'esterno destro, Ethier vola ma non raccoglie. Entra Ibanez, e poi l'ennesima valida di Ruiz fa 8-0. Feliz, con un cerotto bianco sulla punta del naso olivastro, era 0-8 nella serie. Feliz cammina poco, ha solo .308 on base,  ma viene da Santo Domingo, dove si dice “You don't walk off the Island”, annegheresti infatti.

Lee viaggia ad un K per inning e dopo il sesto ha 84 lanci nel braccio, solo tre in meno di Pedro Martinez l'altro giorno; ma Pedro aveva sette inning. Non penso che Charlie Manuel giochicchi con l'idea di toglierlo dal monte molto presto.

Ramon Troncoso si prende cura del sesto prima con due K e poi spedendo Kemp ad appoggiare la schiena sul recinto su una lunghissima legnata di Utley. 8-0 dopo sei.
Nella nera notte, da qualche stanza, ormai illuminata solo dallo schermo acceso di un pc, si invoca la manifesta.
Ma non esiste, questi sono pro e devono dare tutto fino in fondo.

Lo fa, tra gli altri, soprattutto, Cliff Lee, che dopo otto inning ha concesso la miseria di tre valide ed è arrivato in doppia cifra nella casella dei K. E non contento batte pure una valida contro Ronald Belisario, il quinto pitcher di LA. Sbuffano le guance di Belisario quando Victorino incoccia la veloce e la deposita sulle gradinate di destra, è HR, è l'11-0. 11 punti, 11 valide, 7 basi su ball, 7 strikeout. Attacco preciso.

Charlie Manuel lascia il nono a Chad Durbin, Lee ha 114 lanci.

Finisce così, con Ruiz che agguanta una candela, cgh sta cadendo nel dugout dei Phillies. Tutti guardano in alto e Ruiz arriva di corsa e fa 27!

Suonano forti le note della musica. Philadelphia guida la serie 2-1.

Domani (ormai oggi) Joe Blanton contro Randy Wolf in garaquattro.
E ripartono le ALCS.
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Re: Joe - Baseball

Post by joesox »

E ripartono le ALCS.

ALCS Game Three

Ho scritto pochissimo, alle volte c'è bisogno di riposo o di stare zitti. Si deve andare in ufficio, ci sono tante cose da fare. E poi quando c'è una partita ed è finalmente di giorno, dura 20 inning e finisce che sono sempre le tre di notte!

Altra drammatica gara - questa volta nel tiepido clima della California. Il freddo est tocca a Dodgers e Phillies.
Si vede un vecchio amico, Scott Boras che sta telefonando, piazzato dietro al piatto di casa base e poi appare nel topic delle somiglianze intervistando l'autore della valida decisiva. Sembra proprio lui.

Gli Yankees dopo un paio di lanci sono già avanti, il capitano Derek Jeter punisce la sfrontatezza di Jered Weaver con un leadoff HR.
Saranno Bombers questo pomeriggio gli uomini di New York.
Andy Pettitte col suo gancio mancino tiene buoni gli Angels per quattro inning interi.
Resta 1-0 fino al quarto, appunto, quando A-Rod batte, verso il Messico, il suo quarto HR della postseason, anche lui come DJ a basi vuote. E JD, Johnny Damon, fa 3-0 quando ne alza una che finisce sulle tribune di destra nel quinto alto.
Il 3-1, HR di Howie Kendrick, non cambia il momentum, la sensazione è che NY vada per la giugulare. Invece...

Invece tocca a Caballo Pazzo, Vlad “ormai su una gamba” Guerrero rimettere in piedi la serie. Con Bobby Abreu in prima incontra con potenza immane la veloce di Pettitte e la spedisce al mittente. 3-3 ed Yankees infastiditi. Specie manager Joe Girardi che aveva parlottato con Pettitte e Posada prima dell'at bat.

Finisce invece con una certa dialettica la partita di Weaver dopo solo cinque inning. Mike Scioscia non sente ragioni. E' l'ora del dinosauro, Darren Oliver. Affronta sette battitori e ne manda K tre. Concede un singolo ed una base su balle lascia la palla al nuovo/vero closer, il rookie barbuto Kevin Jepsen. Jepsen non scherza con A-Rod e chiude con sicurezza l'inning.

Con un out nel settimo pure Girardi va al pozzo del bullpen. Sale Joba Chamberlain e non saranno rose e fiori. Anzi.
Uno dopo l'altro Kendrick con un triplo, Maicer Izturis con una volata profondissima e Erick Aybar con un doppio letteralmente martellato fanno 4-3. Tocca a Damaso Marte salvare la baracca.

L'ottavo alto è il primo dei mezzi inning decisivi, dove tutto ed il contrario di tutto potrebbe accadere. Nuovo catcher per LA, il noto Yankee-killer Jeff  Mathis. Subito BB per Godzilla, pinch runner Brett Gardner. Rubata? Certo. Colto rubando? Pure. Fine dei problemi? No. Jorge Posada col quarto HR della giornata per NY, 4-4.
Jepsen rimbalza bene, dopo la valida di Canò e la BB al sabermetrico, manda K Melky e ritira il capitano su innocua palla a se stesso.

Parte bassa ottavo. Phil Coke parte male. Bobby Abreu la spedisce profonda al centro, Melky annaspa, quasi annega, ma la recupera. Abreu pensa al triplo, ma cambia idea, frena, torna indietro, troppo tardi, Jeter raccoglie, assiste a Tex e gli Angels perdono sanguinando un altro prezioso corridore. Peccato mortale. Phil Hughes rimpiazza Coke e chiude, K tremendo su Torii Hunter.

Brian “il rischio sono io” Fuentes lancia per Scioscia nel nono. Con due out e basi vuote, c'è l'intenzionale ad A-Rod. Scioscia si fida di lui, ma va comunque sul monte a spiegarglielo. Vuol dire quattro ball. Jerry “capelli di pietra” Hairston va K battendo per Gardner. Godzilla è in panchina, hanno già corso per lui.

Hughes pulito nel nono basso.

Sospiro di sollievo, Fuentes ha finito. Joe Bulger, non è il QB, ma fa lanci da TD. K per Posada e Swisher, ground ball a Canò.

Decimo basso.
Jeff Mathis spacca un doppio a sinistra, profondo, corre e si ferma sulla base. Girardi va allora con Mariano Rivera. E ci sono i fantasmi del 2001. Palla messa a terra da Aybar, il panamense raccoglie e tira il terza per forzare Mathis. Schizza alta sopra il guanto proteso di A-Rod, Damon ha coperto bene in left field e la ferma e LA non segna, ma adesso ci sono uomini agli angoli e nessun out. Facile, no? Figgins batte un rimbalzo a Tex in prima ed il corridore resta congelato in terza, Aybar finisce in seconda. A questo punto Girardi diventa Picasso e prevede che gli Yankees diventino i New York Knights di redfordiana memoria, una squadra di National League. Dopo aver dato la IBB ad Abreu per rimepire le basi e forzare i giochi, decide di sacrificare (sull'altare degli dei del baseball) il posto di DH, mette Hairston in campo sinsitro (E grazie Damon della bella giocata! Prego!) e schiera il pitcher come DH, mossa a questo punto obbligata. Per fortuna c'è Rivera sul monte: Hunter e Vlad però battono cattive palline e si resta 4-4.

Undicesimo alto. E riappare Ervin Santana, ex-starter, ora rilievo per gli extras. Domina i tre uomini che deve affrontare.

Undicesimo basso. David Robertson rimpiazza Rivera. Con due out Girardi apre il grande libro della sabermetrica. Sfoglia frenetico le pagine e trova il numero che cerca. È un numero da circo.
Telefona al bullpen.
Per Kendrick vuole Alfredo Aceves, il messicano.
È tardi, la gente vuole andare a cena, qui, in California e nei Caraibi. Incombono pure le puntate di Doctor House. Per cena ci saranno fettuccine Alfredo.
Kendrick ne sbatte una in mezzo. Con due out è il catcher Mathis a frantumare i sogni di un vantaggioso 3-0, spara una botta che vola e si infrange sul muro del centrosinistra. Corpi di esterni Yankees volano sul prato verde, come cadaveri abbattuti da una mitragliata. Kendrick è partito al crack della mazza. Non tentenna neppure, giunge salvissimo a casa per il 5-4 vincente.

Yankees sempre avanti nella serie, ora per 2-1.

Domani CC contro Kazmir, altro notorio Yankee killer.
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NLCS game Four

Il Lupo Randagio, Randy Wolf contro Joe Blanton, scelto un giorno da Billy Beane, quindi non certo uno scemo.

Si gela a Phila, ma non troppo.
Dodgers subito feriti dalla martellata di Ryan Howard. 2-0 e tutto appare bello e rosso. Ma siamo adesso nel sesto e Phila ha ancora solo quelle due valide iniziali. Il freddo piace al lupo e sono 12 out in fila per Wolf.

Blanton inizia bene, dieci Dodger out consecutivi per aprire. Ma poi regala la BB a Matt Kemp (visto che poi sarà punito da un HR dello stesso Kemp, magari non è poi così male). Dopo l'out di Andre Ethier, Manny Ramirez e James Loney con singoli back to back fanno 2-1. Joe Blanton si incasina e regala un'altra BB a Ronnie Belliard  e Russell Martin, a basi piene, trova il 2-2.
Casey Blake va out su Chase Utley.

Ma i Phillies – come detto – non segnano più. Matt Kemp – come detto – fa 3-2 con una bomba all'estremo centro, con Shane Victorino, che ne ha già salvate un paio, che scala la recinzione ma non può nulla.

Nella parte alta del sesto Manny si trova salvo su errore di Pedro Feliz. Singoli di Belliard e Blake, tra gli out di Loney e Martin, fanno 4-2. La folla cade muta, intrappolata nella morsa del gelo.

Con Jimmy Rollins (perennemente) out, è il catalista venuto dalle Hawaii ad infilare una palla tra guanto di Blake e terza base. Rotola fino a sotto il muro nell'angolino di sinistra. No Manny non siamo a Fenway dove le palle rimbalzavano facili, spesso docili, verso di te. Qui un pochino il culo te lo devi fare. Manny ciondola, raccoglie e tira a metà strada fra i due cut off man, Victorino ha un triplo. Utley fa 4-3 battendo singolo a destra. La BB ad Howard e Joe Torre chiama Ronald Belisario per Wolf.
Esplode la mazza di Jayson Werth che batte in un sicuro doppio gioco, ma Belliard si perde per strada l'assistenza di Blake e c'è solo il secondo out. Uomini agli angoli, due out e Torre manda su Hong-Chih Kuo. Un lancio, line drive, Manny si piega e raccoglie a due pollici dall'erba. Che culo... o forse posizione?

Mancano tre inning o forse più.

Manny chiude il settimo infilando nel guanto con sicurezza la volata di Ben Francisco che la prende un pelo bassa e Manny apre l'ottavo, andando K su tre lanci, uno più interno e fastidioso dell'altro. Firmato Ryan Madson.

Tocca al solitario James Loney. Da come gira la mazza sulle traiettorie di Madson sembra più un personaggio di Looney Tunes, un cartone animato che spala la neve.
E Manny se la ride.
Pedro, dall'altro dugout lo vede e si spancia a sua volta.
Quante ne hanno passate i due muchachos!
Ma che giro di mazza è?
E' Loney, fa sempre così! Sembra che spali la neve!

Loney scheggia una tre rimbalzi che diventa singolo, Belliard la prende male tanto che Rollins può solo andare in seconda e non completa il doppio gioco. Con due out Belliard ruba la seconda e pesta il piede di Utley che lo tocca sulla schiena per il terzo out. Ma l'uomo nero non riesce a distinguere nulla in quel groviglio di gambe e braccia. Ci pensa Casey Blake a sprecare tutto andando K su una veloce ad altezza naso.

Parte bassa dell'ottavo, Phillies con il top del lineup. Sul monte George Sherrill, quello delle due BB in garauno; va dietro 3-1 contro un paziente Rollins ma lo induce ad una palla a terra che Blake spara in prima. Ma il controllo tradisce Sherrill che punzecchia l'alluce dell'hawaiano volante regalandogli la prima base. Utley al piatto, Howard on deck. Conferenze sul monte.
Sherrill suda, mastica, scalcia la terra. Tre ball, uno strike.
Fazzoletti sventolano. Canti di BEAT LA risuonano. Utley gira al quarto ball, la palla schizza via e Victorino corre in seconda. Tecnicamente una palla mancata, cambia poco quando Utley riceve di nuovo il quarto ball e questa volta trattiene.
È l'ora di Ryan Howard. Pandemonio sugli spalti. Due in base, un out.
Torre corre sul monte. E ritorna a sedersi. Jonathan Broxton è pronto, ma per il momento resta nel bullpen. Momento di alta livrea. Howard K su un'alta veloce.
Torre ritorna sul monte, questa volta per dare la partita (ed un bel pezzo della serie) al gigante Broxton. Jayson Werth tra Broxton ed il nono inning.
98, 99, 101! Le veloci di JB fanno male. Facce di ragazze spaventate in prima fila. La slider va a 93! Vola altissima e profonda a destra, Ethier la vede, con sicurezza la mette a nanna.

Nono inning. Scott Eyre affronta Orlando Hudson, entrato in difesa l'inning precedente. Alto foul sulla linea di destra. Accorrono Howard ed Utley ma è Werth che comunica bene e raccoglie. LA cerca il secondo punto di vantaggio per regalare il famoso spazio di manovra a Broxton. Quando Furcal batte valido, Charlie Manuel decide che è l'ora di Brad Lidge. Mettono la grafica. Ma allora è vero. Lidge quest'anno è andato 0-8, con 7.21 ERA ed 11 salvezze bruciate su 42 opportunità. Lo scorso anno era andato 48 su 48. Mah! Nella postseason è tre su tre. Oggi deve solo tenere in corsa i suoi, la partita deve vincerla, semmai, l'attacco con quella che sarebbe la rimonta numero 44 dell'anno per Philadelphia. Intanto tocca a Lidge.
Per Lidge c'è Matt Kemp.
Per Kemp c'è il K.
Per Furcal la base rubata.
Andre Ethier va subito 0-2 e la folla si risveglia. Ci vuole un grande out per caricare per bene la parte bassa del nono. Il lancio pazzo spinge Furcal in terza.
La breaking ball lascia Ethier stupefatto.

Si va alla ricerca del walk off. Juan Pierre all'esterno sinistro. Raul Ibanez al piatto, subito out.
Flashback! Battitore emergente, Matt Stairs. Broxton ricorda bene. E va 4-0. Eric Bruntlett correrà per Stairs.
Tocca a Carlos Ruiz. Un lancio, Ruiz è colpito.
Punti vincenti sulle basi.
Torre urge un meeting sul monte. Istruzioni. Furcal dà le direzioni.
Altro panchinaro, Greg Dobbs. Mancino. Corridori impazienti sulle basi.
Dobbs la prende male e la schiaffeggia dritta nel guanto di Blake. due out.
Tocca a Rollins. O adesso o è finita. Un out dal 2-2, una valida dal 3-1.
Broxton non scherza.
98, foul.
Esterna ball 1-1
E poi eccola, la secca linea bianca che taglia la notte della Pennsylvania. Corrono Ethier e Kemp, ma è già passata, e si avvicina felice verso la recinzione. Era 99 miglia all'ora, adesso rotola lentamente nell'erba verde e nella terra rossa come fosse una pallina da biliardo.
Bruntlett corre, Ruiz galoppa, Rollins corre, braccio alzato, applaude. Esplode il dugout!
Semafori verdi per tutti! Arriva il camion dei pompieri!
Arriva Bruntlett, 4-4, arriva Carlos e balza sul piatto, 5-4.
E poi tutti a sotterrare Jimmy che è già oltre la terza base.
Broxton scende veloce le Stairs del dugout, i Dodgers spariscono.
I Phillies avanti 3-1, dopodomani possono chiudere.

What a finish in Philly tonight! 

 
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Re: Joe - Baseball

Post by gex »

Complimenti Joe! :applauso:
I would like to introduce to you, directly from the bar... Mr. Paul Weller
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Re: Joe - Baseball

Post by koper »

joesox wrote:
Corpi di esterni Yankees volano sul prato verde, come cadaveri abbattuti da una mitragliata.
LIRICO !!!  :thumbup:
D'altronde il baseball è così: alle volte si vince, alle volte si perde, altre volte...... piove  (Cit.P)
Bikinis & statistics show a lot, but not everything (cit.)
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Re: Joe - Baseball

Post by joesox »

Profumo di World Series

Ad un certo momento la coperta diventa corta.
Alla quarta sinfonia le mazze dei Bombers battono come tamburi bollenti.
Il povero Casimiro diventa Calimero. Nero per le legnate.

Joe Girardi vince la sua scommessa di usare CC Sabathia solo con tre giorni di riposo. La tattica forse non era necessaria, ma forse è l’ammissione che un quarto partente di qualità manchi alla corazzata del Bronx. Nessun forse invece sulla prestazione del gigante mancino californiano.

ALCS Game Four

Si parte.
Derek Jeter, dopo la valida, forza le cose e viene colto rubando. Johnny Damon spezza la mazza, Tex va K.
Tre out facili anche per CC Sabathia, a parte la BB data a Bobby Abreu.
Ma nel secondo Scott Kazmir si impantana. Base su ball as A-Rod, con rubata e base su ball a Jorge Posada. Ma Kazmir scappa via con destrezza. A parte la valida di Caballo Pazzo, nulla per LA. NY minacciosa anche nel terzo, ma Tex va K per chiudere l'inning. La palla non esce dall'infield per l'1-2-3 di CC nel terzo basso.

Il singolo di A-Rod ed il doppio di Posada aprono la voragine. Dopo il K a Hideki Matsui, Howie Kendrick diventa l'Izturis di turno e sulla rimbalzante di Robinson Canò, tira a casa per evitare l'1-0. A-Rod chiamato salvo ed uomini agli angoli con un solo out. BB a Nick Swisher e le basi sono piene. Melky Cabrera trova il buco fra seconda e terza ed entrano due punti. Il 3-0 su un altra chiamata strettissima. Quando Swisher si avventura in cerca di gloria, Kazmir lo vede, Aybar sbuca da dietro. Terza scivolata con tag del guanto nell'inning e terza chiamata salvo. Questa volta era un out. Errore numero uno. Casimiro irretito regala la BB a Jeter, Damon manda a casa il 4-0 volando al centro. Ma gli Angels fanno appello, il corridore è partito forse prima. Gli arbitri sbagliano ancora e riportano indietro il punteggio a 3-0. Errore numero due.

CC intanto non ha bisogno degli esterni. Dopo il singolo di Tex, dal bullpen viene chiamato Joe Bulger. Quando aHRod la smazza fuori con Tex in prima base si capisce che la cosa sta prendendo una brutta piega per i rossi. 5-0. Dopo la base regalata a Posada, Mike Scioscia ne ha abbastanza anche di Bulger e chiama il dinosauro. Darren Oliver ne ha viste a bizzeffe ma quello che accade nel resto del quinto inning non è proprio una cosa frequente. E non è la rubata di Posada sul K a Godzilla!
Non è neppure il doppio di Canò he manda Jorge in terza. 
È quando Nick Swisher la batte dritta ad Oliver, Posada dorme e si trova a metà strada fra terza e casa. Oliver tira a Mike Napoli che insegue Posada fino in terza, Posada corre per permettere a Canò di avanzare a sua volta in terza base. Si fanno correre I difensori per permettere ai propri corridori di avanzare.
“Who's on third?”
Quando Napoli arriva in terza trova Posada e trova Canò e come un bimbo che, sotto l'albero di Natale e trova due pacchi entrambi col suo nome scritto sopra, non riesce a credere ai suoi occhi, li trova entrambi fuori base! E con un rapido 1-2 li tocca entrambi per un rarissimo doppio gioco visto, ennesimo riferimento Hollywoodiano, l'ultima volta ne “Il migliore” (in quella carrellata di stupidaggini offensive e difensive che Hobbs dalla panchina deve guardare per settimane mentre i suoi Knights perdono, perdono, perdono). Ma non è finita qui. Tim McClelland*, il capo arbitro di questa crew, ne chiama out soltanto uno! Errore clamoroso numero tre. Certo McClelland non ha visto che Canò era – stupidamente per nessuna ragione – fuori base. McClelland non poteva immaginare che un corridore, che ha avuto tutto il tempo per arrivare salvo, dopo aver messo il piede sul sacchetto, sia inspiegabilmente sceso dallo stesso.
L'immediato out di Melky rende il tutto superabile senza troppi rimorsi.

CC cede l'unica cosa della sua partita allo strepitoso cubano. Finisce appena oltre la recinzione ma l'HR di Kendry Morales sembra eccitare una folla infiammata di rabbia contro gli uomini in nero. Gli Angels si esaltano. I singoli di Napoli ed Aybar, con un out, mandano on deck il punto del pareggio. Una ground ball governata bene da Jeter ed una candelaccia sparata in alto da Abreu spengono I sogni di rimonta.

Sul monte sale Ervin Santana. Affronta nove battitori e ne manda K tre, ne colpisce uno e regala una BB. Solo Jeter batte valido. Quella BB a Melky segnerà quando Matt Palmer, in rilievo di Santana, lascia una polpetta in mezzo al piatto che Damon spedisce profonda a destra per il 7-1.

Intanto CC (dopo un patema nel sesto, con la partita ancora sul 5-1, con la BB a Vlad ed singolo fortunoso di Torii Hunter, chiusi da un doppio gioco targato Jeter ed una linea a Tex) manda K tre degli ultimi sei che affronta nel settimo e nell'ottavo. Altri due inning in cui gli esterni Yankee restano disoccupati.

NY fa 10-1 nel nono. A-Rod batte un doppio e segna su un pessimo errore di tiro di Abreu, altre due palline rotolano nell'infield e nell'outfield di Los Angeles tirate un po' a casaccio. Entra Chad Gaudin per gli ultimi tre inesorabili out.

Dopodomani, come abbiamo scritto anche ieri per Phila, può essere ticket for the World Series per gli Yankees.



* io non parlo mai degli arbitri, non ne so neppure i nomi; quando hanno citato tale Bucknor sul forum una settimana fa ho dovuto fare google per sapere con chi giocava! Pensavo fosse un riferimento a Buckner o altro. Non ritengo che gli arbitri siano da incolpare o usare come capri espiatori. Sono essere umani che sbagliano come sbagliano battitori, lanciatori e difensori. Devono, certamente, essere messi nelle migliori condizioni di fare il loro lavoro e se la tecnologia può aiutarli, ben venga. Credo ciecamente alla loro buona fede, sia nella MLB, che nella NHL che nella NFL. Un po' meno nella NBA dove alcune partite di playoff del recente passato hanno avuto troppe chiamate estremamente dubbie tutte a favore della stessa squadra. Ma ho dovuto citare McClelland!
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Re: Joe - Baseball

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NLCS Game Five

Grande attesa a Philadelphia. L'ultima volta che una squadra si era ripetuta come campione della National League era stato nel 1996 quando i Braves (che nel 1995 avevano vinto pure le World Series) erano riusciti a riapprodare al Fall Classic. Migliaia di fazzoletti bianchi sventolano l'aria già frizzante della Pennsylvania.

Cole Hamels, il giovane asso mancino, va sul monte per Charlie Manuel. Joe Torre ripropone l'uomo che non ama i mancini, Vicente Padilla. Sono i Dodgers, nonostante la folla carica, a mettere il naso avanti. Bomba di Andre Ethier, con due out, 1-0 Dodgers. Los Angeles vuole tornare a casa per garasei. Philadelphia vuole aspettare la vincente dell'altra lega.

Padilla sale sul monte fiducioso. Ha dominato le mazze dei Phillies in garadue, l'unica vittoria losangelina della serie (contro un magnifico Pedro Martinez). Parte con due out, ma poi perde il controllo, senza motivo, improvvisamente. Due basi su ball consecutive ed la bella sventolata di Jayson Werth diventa un 3-run HR quando cade in mezzo alla folla assiepata all'esterno centro.
Padilla alza gli occhi al cielo, il sudore lo avvolge, sembra abbia fatto la doccia, riccioli neri bagnati sbucano da sotto al cappellino. Rimbalza obbligando Raul Ibanez ad un facile out in seconda base.

Ehi! Le palle costano! James Loney esattamente come in garauno apre il secondo inning d'attacco dei Dodgers con una lunghissima volata profonda a destra che segna il 3-2. Hamels ne esce con tre out consecutivi.

Fino ad ora, tre mezzi inning, tre HR. Slugfest o i pitcher prenderanno il controllo?
Non con Pedro Feliz. Ding dong, risuona la campana di Philly. Solo shot, 4-2, Padilla sembra tornato il vecchio Vicente. Tra l'altro i due HR battuti da due destri. Certo che se si continua così finiamo con 18 HR!

Ma dopo la botta di Feliz inizia una lunga serie di out. Tre per Padilla per chiudere il secondo inning. Tre per Hamels che mette il primo zero sul tabellone. Padilla lo imita. Hamels, nel quarto, evita attentamente Loney (BB), ma mette un altro zero. Padilla invece nel suo quarto trova davvero la via delle docce. Singolo di Werth e doppio di Raul Ibanez, palla che vola alta e cade all'apice dell'erba sul centro-destra, Ethier ancora una volta ad inseguirla. 5-2 Philadelphia.

Torre telefona ed appare Ramon Troncoso. Dopo un out, c'è la base su ball a Carlos Ruiz, il catcher, poi la smorzata di Hamels che manda i corridori in seconda e terza. E sul conto di 2-2 Troncoso colpisce Jimmy Rollins. Torre va con George Sherrill per Shane Victorino. Sherrill era l'uomo del nono inning a Baltimora, l'uomo dell'ottavo con i Dodgers in stagione regolare. Ma ora è solo il quarto inning, la porta del bullpen dei Dodgers si è già aperta due volte e Sherrill nei giorni scorsi ha avuto grossi roblemi di controllo. Ma Torre sa che non c'è domani. Far l'impossibile per non andare in vacanza. Sherrill va sul 3-0, poi tira uno strike, Victorino pazienta. Poi un altro strike, interno. Conto pieno, basi piene, corridori partono. Sherrill va ancora più interno e Victorino ne prende una nel costato per il 6-2. Chase Utley invece guarda annodato al terzo strike. 

Hamels – dopo 26 minuti – d'attesa si libera facile di Casey Blake. Ma non di Orlando Hudson, che batte al posto del lanciatore, e prende in pieno il disco arancione della benzina Gulf piazzato dietro al palo di foul di sinistra. Serata con 4 HR.
Immaginiamo questi Phillies e quegli Yankees nei due rispettivi stadi fra una settimana. Necessario un pallottoliere? Dopo l'HR Rafael trova il suo terzo hit delle NLCS con un doppio a sinistra. È tutto per Hamels. 94 lanci in poco più di quattro inning. Manuel vuole spegnere subito la rimonta di LA. Il nome quello di J.A. Happ. Il primo affrontato, Ronnie Belliard, forza ball quattro. Tocca ad Ethier, un lancio, in mezzo, Andre la alza troppo, facile per Ibanez. Happ attende Manny Ramirez, ma esce Manuel. Per l'uomo con le treccine c'è Cnad Durbin. Altro inning che si allunga. Il conte D'Urbin, uomo della Louisana, cosa farà? Interno, esterno, Chad ha una veloce tagliata. Basi piene. Momento importante.
La tagliata arriva subito. 0-1.
Poi la palla interna che Manny si batte dolorosa sullo stinco. 0-2
Alta per l'1-2.
Bassa esterna. 2-2.
Manny gira, la sfiora appena. Ma la palla è in campo, quando Manny scatta è troppo tardi. Facile tiro in prima e resta 6-3.

Mancano quattro attacchi dei Dodgers per metter il primo nome nella casella delle World Series. Intanto Torre usa uno dei suoi starter, Kershaw, giovane texano senza paura. E Kershaw con qualche minimo patema resiste, per il momento.

Durbin resta sul monte per il sesto e manda Kemp strikeout, mentre girano fuori tempo Loney, out per la via 6-3 e Martin che ne sbatte una proprio nel guanto del pitcher. Con due out nel sesto basso l’ennesimo 2-out rally chiude – di fatto – la partita. Rollins viene colpito e Victorino trova un altro HR decisivo, smazzandola profonda a sinistra, è l’8-3.

Il coreano spegne i Dodgers nel settimo. Il Taiwanese manda K tre Phillies – sempre nel settimo – ma, nel mezzo, Werth batte il secondo HR della sua partita, anche questo all’esterno centro, profondo. 9-3.

Nella parte alta dell’ottavo l’ultimo sussulto per Los Angeles. Singoli di Ronnie Belliard ed Ethier mettono uomini agli angoli. Manuel chiama Ryan Madson a spegnere il fuoco. Madson non ne vuole sapere di Manny e riempie le basi concedendo quattro ball.
Kemp fa 9-4 legnando un singolo in mezzo. Ma finisce tutto, Loney alza una candela in zona foul, Martin va K e Casey batte su Utley.
La folla lievita. Tre out e ritorniamo al grande ballo.

Un doppio di Victorino è la chiave del 10-4 che entra su lancio pazzo di Ronald Belisario. Nessun rilievo Dodger è apparso all’altezza questa sera.

Viene il momento di Brad Lidge. Improvvisamente in forma, ha comunque sei punti di vantaggio. Non c’è spazio per un collasso che non arriva. Quando la volata di Belliard finisce nel guanto dell’hawaiano il Citizen Bank Park esplode di gioia.
Pedro Martinez torna alle World Series con i Philadelphia Phillies.
Il palato degli dei è sopraffino.

La NLCS finisce 4-1. Come previsto da alcuni.
Il biglietto per le World Series è stampato.
Philadelphia, dopo tanti anni di fallimenti, può andare meravigliosamente back-to-back.
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Re: Joe - Baseball

Post by azazel »

Mi sono addormentato nel terzo inning :polliceverso: ma dal sonno quasi per miracolo ho riaperto gli occhi durante l' ottavo prima del singolo di Kemp, con le basi piene (ma il punteggio già compromesso), giusto il tempo per vedere i 3 out consecutivi che hanno spento ogni flebile speranza di vedere una gara6 a LA e darmi modo di spegnere la tv e riposare in santa pace. Apprendo dal recap di joe che le basi erano state riempite un' altra volta, non era serata, peccato perchè Hamels sembrava propizio per tenere la serie aperta.
Join the third.
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Re: Joe - Baseball

Post by joesox »

Sleepless in California

Il destino non dorme mai. E’ allergico ai pigiami.
La calda e rumorosa folla californiana questa volta arriva puntuale.
Potrebbe essere l’ultimo volo degli Angels 2009.

Due pensieri.
Se gli Yankees vincono, sarebbe per la franchigia di New York, il pennant numero 40! Quaranta volte campioni dell’American League, una galleria infinita di immagini scorre davanti agli occhi, da Babe Ruth a Lou Gehrig, da Joe DiMaggio a Mickey Mantle, da Reggie Jackson a Derek Jeter, il capitano, la vera anima di quest’ultima dinastia.
Se gli Yankees vincono, non si gioca fino a mercoledì prossimo. Pazzia del calendario. Incongruenza estrema, perchè sarebbe assurdo sprecare un weekend di bel tempo sulla East Coast (anche se a New York sono, in realtà, previsti temporali) e poi ritrovarsi a giocare in novembre con vento e pioggia. Le giornate di sole si stanno rapidamente riducendo.

ALCS Game Five

Mike Scioscia va col suo asso, John Lackey. Joe Girardi, che usando CC con tre giorni di riposo, ha spareggiato le coppie, risponde con AJ Burnett, occhi da pazzo.

A Lackey serve un inning di rodaggio. Singoli di Jeter e Johnny Damon mettono subito pressione. Un grande K su Tex inizia a sistemare le cose. Seguono gli out innocui di A-Rod e Godzilla e gli Angels vanno a battere carichi come molle.

Prima che AJ faccia un out, cinque uomini sono arrivati in base e quattro punti sono entrati. Niente smorzate o giochetti alla Scioscia, gli Angels pestano le mazze sulle traiettorie incerte di AJ. Dopo la BB a Chone Figgins, c’è il doppio di Bobby Abreu. La valida di Torii Hunter fa 2-0. La battuta da due basi di Caballo Pazzo fa 3-0, il cubano fa 4-0. Perfino Maicer Izturis rischia di diventare uno slugger mandando Nick Swisher sulla recinzione di destra.

Dopo i botti del primo inning il silenzio. AJ e Lackey prendono in mano le redini delle loro diligenze e viaggiano in una prateria fatta di ground ball e strikeout.
Infatti Lackey, dopo i due singoli iniziali, ritira 17 dei successivi 19 Yankee che affronta, disegnando delle curve degne di Elle Macpherson.
Mentre AJ ne affronta solo due oltre al minimo, permettendo tre piccoli eventi: il singolo di Jeff Mathis nel secondo inning, cancellato dal doppio gioco in cui batte l’inefficace Erick Aybar; la base su ball ad Hunter nel terzo (Torii sarà out a casa sulla rimbalzante di Vladimir Guerriero, dopo essere finito in terza con rubata e lancio pazzo); il doppio dell’Yankee killer (ancora lui!) Jeff Mathis nel quarto.

Un singolo di Hunter con due out nel quinto non porta a nulla.
Le sensazioni sono strane. Forse Lackey la porta a casa e si torna a New York per garasei, forse gli Yankees monteranno un’ultima inarrestabile rimonta e chiuderanno qui la serie. Ed intanto arriva il settimo. Los Angeles avanti 4-0.

Più che un settimo inning sembrerà il Settimo Cavalleria. Far West che più selvaggio non si può. Un tornado che alzerà un polverone mai visto fin dai tempi dell’harpastum.

Dopo che la nube di polvere si è ridepositata sulla terra rossa saranno stati segnati nove punti, saranno state battute sette valide con cinque basi su ball, la immancabile smorzata sciosciana ed un solo strikeout.

Apre la scatola del latte Melky Cabrera, con un out, sparando un gran doppio lungo la linea di destra. Lackey diventa improvvisamente cauto (o stanco) a seconda delle versioni. La traduzione di Annibale Caro usa il termine inefficace. Il Bignami semplifica in ‘Lackey is done.’
Arrivano due basi su ball consecutive a Jeter e Jorge Posada (entrato nel quinto a battere per Jose Molina, il personal catcher di AJ). Le basi sono improvvisamente piene con Johnny Damon al piatto. Il dinosauro è caldo nel bullpen, ma Scioscia resta con il suo asso. Damon vola out a sinistra, troppo corto per segnare, e Melky sta per fare il Bobby Abreu, avventurandosi lungo la linea di terza base e spegnere così, alla nascita l'inning più ricco della postseason. Ma Scioscia decide che vuole vedere Tex battere da destra, e che con 104 lanci Lackey va tolto. Non ha concesso ancora un punto. Ci sono due out. Arriva sul monte Darren Oliver, e come tutti i rilievi che si rispettano, dopo alcune belle apparizioni, fa schifo.

Mark Teixeira entra prepotentemente nella serie, sbattendo un doppio profondissimo a centro sinistra, la palla cade alla base del muro, rimbalza, ma intanto le basi si sono pulite. È la carica che gli Yankees, ora sotto 4-3, hanno preparato e non c'è verso di fermarla. Dopo l'intenzionale ad A-Rod, Hideki Matsui batte valido, salvo su una palla che Chase Utley invano insegue in tuffo, è il 4-4. E' anche l'ora di Kevin Jepsen. Ci sono dei giorni in cui il bullpen è una palude. Tocca a Robinson Canò battere il triplo del vantaggio, palla che rotola non accompagnata verso il muro di centrodestra. Corrono gli Yankees sulle basi ed il lancio verso casa colpisce il corridore sull'elmetto e schizza via. Canò intanto sta celebrando con un gran sorriso mentre A-Rod a casa base si sbraccia per farlo segnare. Nick Swisher fa il terzo out volando a sinistra. Ma è ormai 6-4. Sono gasati ora gli Yankees, mentre nel dugout californiano puzza aria di trasloco. Potrebbe essere stata l'ultima di Lackey in casacca biancorossa. Non certo una bella fine, nonostante i suoi superbi inning di lavoro.

Tocca a Mathis ubbidire la Rally Monkey che appare sul tabellone. È a sinistra, è presa bene e cade nell'erba per un singolo. Dopo la BB ad Aybar, Girardi rileva AJ. La palla a Damaso Marte. Il dio della guerra viene lasciato per solo due uomini, Figgins avanza i corridori con il bunt e Abreu ne manda uno a casa, rimbalzando facile a Tex. Arriva il momento di Phil Hughes, e come tutti i rilievi che si rispettano..., le prende. Prima regala un quarto ball sul quale Hunter a stento trattiene lo swing. Poi, con due out e uomini agli angoli, Guerrero batte una mille rimbalzi che Jeter vede alla sua sinistra. DJ corre, annaspa, si tuffa (un po' goffamente in ritardo, oh mio capitano! Devo scriverlo), ma la birichina rotola oltre impertinente. È il 6-6.  la legnata di Kendry Morales passa come un missile, invece, tra prima e seconda e fa 7-6. Hughes recupera mandando K Izturis, ma la palla scappa a Posada. Guerrero corre a casa, Posada recupera e centra il guantone di Tex un attimo prima che il Caballo abbia raggiunto casa. Resta un punto di distacco fra le due squadre.

Scioscia, vista la serata teatrale dei suoi rilievi, apre il sipario di garasei, ne preleva il partente e lo manda in battaglia. Jered Weaver risponde. Non lo so cosa passi per la mente di un partente quando (in pieni playoff) viene chaimato in anticipo. Credo ci sia un senso del dovere superiore, un senso di emergenza che gli fa dimenticare che avrebbe dovuto lanciare in garasei.

Weaver, un cognome da playoff, manda K Cabrera, trova la grounder di Posada ai suoi piedi e manda a farfalle Jeter, che sorride beffardamente. Weaver batte forte sul guanto con soddisfazione. Gli Angels sono esaltati, la folla in delirio, tre out da un ticket per garasei. Esplode il gran doppio di Juan Rivera, alla prima valida della serie o così ci sembra, contro il nuovo arrivato Joba Chamberlain. Dopo il K a Mathis, ora è nuovamente catcher e non pittore, il singolo interno di Aybar che mette gli uomini agli angoli, forza la mano di Girardi. Vuole andare al nono sotto di uno, i Bombers possono segnare sempre. E così telefona per avere il panamense.

Mariano Rivera lascia che Aybar rubi la seconda e poi costringe Figgins ad una linea a destra. Swisher accorre, Reggie Willits, che ha preso il posto dell'invisibile Juan, parte per andare a casa, ma poi ci ripensa. Abreu vola facile a Melky.

Si va al nono. È l'ora della paura. Gli Yankees non se ne andranno facilmente. Brian Fuentes è il nome che esce dalle labbra di Scioscia. E vengono subito due facili out. Damon in prima e Tex altissimo a destra.
Quattro ball intenzionali ad A-Rod, quattro ball non intenzionali a Godzilla, un ball molto esterno a Canò che lo prende sulla schiena e le basi sono piene. Girardi si gioca tutto, Freddie Guzman corre per A-Rod. Brett Gardner per Matsui.
È altissima, sembra che non verrà mai più giù, Aybar aspetta, aspetta, aspetta, Swisher l'ha presa proprio sotto. E finalmente eccola, paf, nel guanto. 

Gli Angels sono vivi.
Michael Jackson ora sta a casa di Elvis.
Si torna a New York e sull'aereo ci sono 50 giocatori, non 25.
Rudy Giuliani telefona a chi conosce lui per i biglietti di garasei.
Holly Madison ha chiesto anche quelli di garasette, lei vuole passare tutto l'weekend nella Grande Mela e poi festeggiare.

A New York sabato notte è previsto temporale.
In cielo e sul diamante.
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NBA Team: Boston Celtics
NHL Team: Boston Bruins
Location: Friuli

Re: Joe - Baseball

Post by joesox »

Temporale a New York.

E alle volte piove.

Garasette rinviata a domani, domenica.
Gli starter restano, sembra, Andy Pettitte e Joe Saunders.
Se vanno a garasette e giocano Lackey e Sabathia la vincente userà il suo asso solo in garatre delle WS, fuori casa.

Domani sera in contemporanea a New York: Angels-Yankees e Cardinals-Giants.
The rare occurence of the expected.
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