Avevo sottolineato che era un'ipotesi teorica, adotatta proprio per sottolineare come, a mio giudizio, in questo momento un play di carisma e talento valga più di un centro mestierante per la nostra nazionale.libertàxgliultras wrote: mcintyre ti hanno già detto che non può diventare italiano. e sinceramente, a me fa anche schifo quella mentalità. siamo italiani, che giochino gli italiani. ero l'unico, o comunque uno dei pochi, che non voleva damiao, ero l'unico che non voleva rocca, sono l'unico che non vuole stonerook, così come son l'unico che non vuole camoranesi nel calcio.
italia?bene, che giochino gli italiani. e non si scambi questo con certe ideologie politiche, perchè non è proprio lo stesso discorso, anzi.
lo sport, per me, è uno di quegli ambiti in cui ci dev'essere il patriottismo più puro, altro che oriundi, passaportati, eccetera eccetera.
Quanto al discorso "patriottico", lo condivido, ma credo vada letto in un'ottica dinamica.
La patria di elezione, che rappresenta il paese in cui ci si è radicati e ci si è costruiti una vita, non vale meno di quella dove risiedevano i nostri genitori.
Perchè un atleta non può rappresentare quella "patria"?
Perchè può votare e vivere in quel paese come tutti gli altri cittadini, ma non rappresentarlo nelle competizioni sportive? Solo perchè è nato altrove?
E' chiaro che anche in questo caso devono essere identificati criteri validi per evitare "nazionalizzazioni" di comodo, poco coerenti con le scelte di vita degli atleti.






