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Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 15:02
by rodmanalbe82
RR9 wrote: Io ho solo risposto al tizio che poi è scomparso
sciacquati la bocca quando parli con un 'forumista dell'anno'















:laughing: :laughing: :laughing: :laughing: :laughing: :laughing:

dai, su, scherzo. Esploso è una parola veramente grande per il periodo in cui AB ha sostituito Allen, certo ha fatto bene, ma per 'esplosione' io considero qualcosa simile a ciò che ha fatto Lin per i Knicks. E ringrazio Safe per aver cercato le stats.

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 15:10
by Gerry Donato
Maverick81 wrote:boh non capisco qual è il problema con Ray Allen a Miami
Il problema è che agonismo non vuol dire vincere, ma competere per farlo.
Contropelo wrote:
Gerry Donato wrote: La posizione di Allen è più grave rispetto ad altre per ragioni troppo enormi, che lui stesso conosce benissimo e decide di accettare.
Ma la più grave e abominevole di tutti è una, ovvero andare a giocare dove hai appena perso gli ultimi due anni. :shocking:
E questo perché? Seriamente, non ho capito che differenza faccia andare a giocare contro chi ti batte negli ultimi due anni, o in un'altra squadra.
Perché agonismo non vuol dire vincere, ma competere per farlo.
doc G wrote:
Gerry Donato wrote:Però paragonare tutte le situazioni di veterani che cercano la vittoria non mi sembra possibile. Ci sono piccole sottigliezze e differenze che non possono essere ignorate.

La posizione di Allen è più grave rispetto ad altre per ragioni troppo enormi, che lui stesso conosce benissimo e decide di accettare.
Ma la più grave e abominevole di tutti è una, ovvero andare a giocare dove hai appena perso gli ultimi due anni. :shocking:

Poi questo non toglie nulla al fatto che possa voler vincere, che possa aver spaccato (pure a ragione) con l'ambiente Celtics e che la visione del giocatore-lavoratore nella NBA è l'esatta trasposizione del mondo del lavoro degli USA (quoto in toto Safe sull'argomento).
Figuriamoci poi se toglie qualcosa alla grandezza dell'uomo e del giocatore, sublimi a prescindere.

E non è certo colpa di Miami se è sempre dal lato oscuro di queste manovre, perché chi vince esulta e chi perde spiega o rosica.

Ma non si può nemmeno far finta che le modalità vadano sempre bene a prescindere, perché se è vero che parliamo di professionismo ed agonismo ai vertici, parliamo pur sempre anche di sport. Ed allora, per definizione, l'intrattenimento non può essere un elemento sempre così trascurato e sottomesso agli altri.
Io francamente stavolta ti seguo solo fino ad un certo punto.
Se un giocatore simbolo va in una squadra con cui c'è una rivalità molto forte, come Shaq quando è venuto ai tuoi Celtics (esempio a caso, solo il primo che mi viene in mente, per carità, ce ne sono altri), posso capire il ludibrio.
Se un giocatore pretende giocatori per restare, quando si accorge che con quelli non vince pretende il licenziamento di GM ed allenatore ed alla fine se ne va lo stesso, lasciando macerie, (come Lebron e, probabilmente, Howard) per me merita una ricca e variegata collezione di insulti.
Ma queste sono porcate evidenti che restano in mente proprio perchè sono rare, quando un giocatore vuole cambiare aria di solito lo si sa da tempo come pure quando i cicli sono alla fine.
Ed anche quando un giocatore compie una delle porcate di cui sopra, oggi non si da più l'ergastolo manco agli assassini, la collezione di insulti non può durare all'infinito, a meno di essere monomaniaci. Francamente per Lebron e Shaq li ho terminati da quasi due anni, se esce l'argomento posso magari dire che la loro scelta non l'ho condivisa, ma per me li finisce.
Ma al di la di questi casi, che sono pochi e specifici, non possiamo pretendere che un giocatore la pensi come noi e condivida esattamente le nostre opinioni. Quando Shaq è andato agli Heat, per restare all'esempio di cui sopra, accettando 20 milioni mentre dai Lakers ne pretendeva 30, ci sono rimasto male, ed anche parecchio, ma che diritto avevo di compiere le scelte per lui? Avrà compiuto la scelta che riteneva più opportuna per la sua carriera, come aveva fatto anni prima quando era venuto ai Lakers. Allora dovremmo ancora oggi contestare Rodman, che è andato a pochi KM dalla sua Detroit per vincere ancora a Chicago, quando prima metteva all'opera le Jordan rules per fermare il suo nouvo compagno di squadra? A fine carriera, quando i 40 si avvicinano inesorabilmente (Allen è a 37, se non ricordo male), hai avuto enormi riconoscimenti individuali, la tua carriera si è sviluppata in almeno 3 città differenti, non è certo legata ad un solo posto, se hai bisogno di stimoli per giocare ancora, tipo la possibilità di vincere, perchè mai dovremmo sindacarla? Non c'è certo una rivalità tale fra Heat e Celtics da offendere i tifosi, alla fine se voleva giocare per il titolo le possibilità vere sono solo Heat, Thunder e Chicago, le altre contender dell'anno scorso sono vecchiotte e dipendono tanto da scelte da fare in off season, avrebbe rischiato di andare a trovarsi peggio di come si trovava ai Celtics, che, ne converrai, per un certo tempo non hanno possibilità vere di lottare per il titolo, con o senza Allen, ne converrai.
Un ciclo è finito, state provando a farne nascere un altro, non è certo un reato a 37 anni dire che non si ha voglia di ripartire da zero e cercare nuovi stimoli dove ci sono, non è certo un reato compiere scelte simili a quelle che hanno compiuto anche alcuni grandi del passato. Oltre a Rodman, magari Harper e Odom che perdevano dai Lakers quando erano ai Clippers e poi ci sono andati a giocare, o Kerr che da Cleveland è andato a Chicago e poi per vincere ancora agli Spurs, oltretutto con una capatina a Portland in mezzo.
Per comodità ti rispondo quotando le parole dal blog (http://wegotgame.playitusa.com/?p=8245):

Ray Allen a Miami non si può vedere perché manca un presupposto fondamentale per rendere accettabile questo passaggio: la separazione temporale, la scissione tra dove hai appena perso e dove vai a giocare.

Kidd è stato un Net amato come pochi altri dal pubblico del New Jersey, ma prima di accettare l’offerta dei sempre più cugini Knicks ha fatto ben 4 anni a Dallas con titolo annesso.
Persino Shaq, irriverente, oltraggioso, che aveva mandato su di giri i tifosi gialloviola con le sue scelte successive ai Lakers, aveva raggiunto provocatoriamente i Celtics dopo aver almeno giocato in altre tre squadre e dopo 6 anni.

Già Nash è più borderline in questo senso, essendo stato enorme rivale dei Lakers ed avendo perso da loro in finale di conference solo nel 2010. Ma dalla sua ci sono anni ed anni di sofferenza a Phoenix, il fatto di non aver mai vinto ai Suns ed una squadra che non poteva più avvicinarlo nemmeno a playoff da protagonista.

Ray Allen invece è semplicemente indifendibile per il metodo, perché va a giocare da chi l’ha appena sconfitto e da chi lo può far vincere ancora, in piena modalità not one.


Piccola aggiunta: nel momento in cui Boston prende Jason Terry con un triennale, quel ciclo dei Celtics non è finito e soprattutto Boston non vuole far "nascere altro", se è vero (come è vero) che Ray era ancora la prima scelta rispetto a Jason.

Allen non riparte da zero cercando nuovi stimoli dove ce ne sono, ma riparte dai campioni in carica che l'hanno battuto negli ultimi due anni. :shocking:
Spaccando volontariamente una legacy dall'oggi al domani, per precisa scelta programmatica.

Agonismo non è vincere, ma competere per farlo (questa l'avevate già sentita forse? :penso: :laughing: ).

P.S.: se poi Miami (anche nella figura di LeBron) e Boston non sono una rivalità di questi anni, ho perso di vista il significato di rivalità applicato alla NBA. :gogogo:

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 15:19
by jason
Gerry Donato wrote:Però paragonare tutte le situazioni di veterani che cercano la vittoria non mi sembra possibile. Ci sono piccole sottigliezze e differenze che non possono essere ignorate.

La posizione di Allen è più grave rispetto ad altre per ragioni troppo enormi, che lui stesso conosce benissimo e decide di accettare.
Ma la più grave e abominevole di tutti è una, ovvero andare a giocare dove hai appena perso gli ultimi due anni. :shocking:

Poi questo non toglie nulla al fatto che possa voler vincere, che possa aver spaccato (pure a ragione) con l'ambiente Celtics e che la visione del giocatore-lavoratore nella NBA sia l'esatta trasposizione del mondo del lavoro degli USA (quoto in toto Safe sull'argomento).
Figuriamoci poi se toglie qualcosa alla grandezza dell'uomo e del giocatore, sublimi a prescindere.

E non è certo colpa di Miami se è sempre dal lato oscuro di queste manovre, perché chi vince esulta e chi perde spiega o rosica.

Ma non si può nemmeno far finta che le modalità vadano sempre bene a prescindere, perché se è vero che parliamo di professionismo ed agonismo ai vertici, parliamo pur sempre anche di sport. Ed allora, per definizione, l'intrattenimento non può essere un elemento sempre così trascurato e sottomesso agli altri.
Chapeau :notworthy:

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 16:01
by mackzone87
Io consiglierei a tutti di leggere questo articolo: http://sports.yahoo.com/news/nba--heat- ... nM-;_ylv=3


La sostanza è: Allen non avrebbe lasciato i Celtics se non fosse stati per l'orrendo rapporto con Rondo, e per il fatto che ha vissuto come una mancanza di rispetto i ripetuti tentativi di cessione di parte di Boston ai suoi danni.... e sicuramente anche l'arrivo di Terry, che possiamo vederla come vogliamo, ma che sarebbe costato dei minuti ad Allen è chiaro come il sole.

Boston ha fatto quello che doveva, l'anno scorso a un certo punto della stagione i Celtics erano fuori dai PO, giustamemente hanno iniziato a guardarsi intorno... ma non si può pretendere che questo non abbia effetti sui giocatori.

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 16:03
by MVPizza
i motivi della scelta di Allen http://sports.yahoo.com/news/nba--heat- ... nM-;_ylv=3

anch'io sono amareggiato ma fino ad un certo punto. francamente mi preoccupa più il lato tecnico di questa firma piuttosto che quello sentimentale.
comunque comprendo il discorso di gerry. se allen fosse andato ad okc non avrebbe scosso le opinioni personali dei tifosi, perchè i thunder
non sono stati una rivale dei celtics. così come avrebbe dato fastidio (non odio, questo mai) se fosse andato ai lakers.

da oggi tiferò contro allen. perché è un giocatore di miami. non perché ci ha "traditi"

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 16:08
by Maverick81
MVPizza wrote:se allen fosse andato ad okc non avrebbe scosso le opinioni personali dei tifosi
vallo a dire per le strade di Seattle :biggrin:

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 16:40
by MVPizza
Maverick81 wrote:
MVPizza wrote:se allen fosse andato ad okc non avrebbe scosso le opinioni personali dei tifosi
vallo a dire per le strade di Seattle :biggrin:
LOL
ovviamente parlavo dei tifosi di boston :biggrin:

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 16:46
by RR9
rodmanalbe82 wrote:
RR9 wrote: Io ho solo risposto al tizio che poi è scomparso
sciacquati la bocca quando parli con un 'forumista dell'anno'















:laughing: :laughing: :laughing: :laughing: :laughing: :laughing:

dai, su, scherzo. Esploso è una parola veramente grande per il periodo in cui AB ha sostituito Allen, certo ha fatto bene, ma per 'esplosione' io considero qualcosa simile a ciò che ha fatto Lin per i Knicks. E ringrazio Safe per aver cercato le stats.
:thumbup:

Comunque, "esploso" perchè prima giocava 3 minuti a partita ed erano già troppi, poi ha cominciato a mettere canestri (alcune partite è stato il leader in punti della squadra), ed è diventato una pedina importante di questa squadra. Quindi era impossibile rimettere Ray in quintetto.

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 17:42
by steve
anche Artest dopo aver perso gara 7 coi Lakers ha detto, va beh l'anno prossimo vengo a giocare con voi ok?

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 17:59
by DROGBA86
Chi è che non vorrebbe giocare con il giocatore più forte del Mondo a fine carriera? :fischia:

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 18:00
by BomberDede
DROGBA86 wrote:Chi è che non vorrebbe giocare con il giocatore più forte del Mondo a fine carriera? :fischia:
ah ma quindi ha firmato per i lakers? :gogogo:

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 18:11
by DROGBA86
BomberDede wrote:
DROGBA86 wrote:Chi è che non vorrebbe giocare con il giocatore più forte del Mondo a fine carriera? :fischia:
ah ma quindi ha firmato per i lakers? :gogogo:
Meglio sia stato solo Nash a sbagliare. In 2 sarebbero stati troppi. :forza: :forza:

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 18:38
by Contropelo
Gerry Donato wrote: Per comodità ti rispondo quotando le parole dal blog (http://wegotgame.playitusa.com/?p=8245):
Ray Allen a Miami non si può vedere perché manca un presupposto fondamentale per rendere accettabile questo passaggio: la separazione temporale, la scissione tra dove hai appena perso e dove vai a giocare.
Kidd è stato un Net amato come pochi altri dal pubblico del New Jersey, ma prima di accettare l’offerta dei sempre più cugini Knicks ha fatto ben 4 anni a Dallas con titolo annesso.
Persino Shaq, irriverente, oltraggioso, che aveva mandato su di giri i tifosi gialloviola con le sue scelte successive ai Lakers, aveva raggiunto provocatoriamente i Celtics dopo aver almeno giocato in altre tre squadre e dopo 6 anni.
Già Nash è più borderline in questo senso, essendo stato enorme rivale dei Lakers ed avendo perso da loro in finale di conference solo nel 2010. Ma dalla sua ci sono anni ed anni di sofferenza a Phoenix, il fatto di non aver mai vinto ai Suns ed una squadra che non poteva più avvicinarlo nemmeno a playoff da protagonista.
Ray Allen invece è semplicemente indifendibile per il metodo, perché va a giocare da chi l’ha appena sconfitto e da chi lo può far vincere ancora, in piena modalità not one.

Piccola aggiunta: nel momento in cui Boston prende Jason Terry con un triennale, quel ciclo dei Celtics non è finito e soprattutto Boston non vuole far "nascere altro", se è vero (come è vero) che Ray era ancora la prima scelta rispetto a Jason.
Allen non riparte da zero cercando nuovi stimoli dove ce ne sono, ma riparte dai campioni in carica che l'hanno battuto negli ultimi due anni. :shocking:
Spaccando volontariamente una legacy dall'oggi al domani, per precisa scelta programmatica.
Agonismo non è vincere, ma compete per farlo (questa l'avevate già sentita forse? :penso: :laughing: ).
P.S.: se poi Miami (anche nella figura di LeBron) e Boston non sono una rivalità di questi anni, ho perso di vista il significato di rivalità applicato alla NBA. :gogogo:
Con tutto il rispetto, Gerry, agonismo sarà per te quel che è, e per un professionista come Ray Allen sarà quel che importa a lui.
A te per esempio pare che interessi molto questa faccenda della rivalità e della non-separazione-temporale tra "perdo da una squadra" e "firmo con la stessa squadra che mi ha battuto". Ecco, già io non riesco minimamente a comprendere questo "problema". Figuriamoci Ray Allen, immagino, che di agonismo e professionismo non ne parla, ma ne fa il proprio lavoro.
Secondo me più che parlare di scelte indifendibili (chi lo decide poi non l'ho proprio capito), bisognerebbe pensare più, come tifosi, a porsi in maniera più realistica e meno censoria rispetto ai giocatori NBA. Voglio dire, dopo tutti questi discorsi sembra quasi che questa gente debba agire in base alle categorie morali - applicate allo sport, create sul momento e con criteri soggettivi - di una parte dei tifosi. E questo, per fortuna, non succede.
E se comunque l'agonismo è competere per vincere, Ray Allen può avere scelto tranquillamente di voler competere a Miami. Non riesco proprio a pensare di avere abbastanza elementi - o di poterne avere - per giudicare le scelte lavorative e personali di questa gente, sarò troppo permissivo io eh!
Dici "non riparte da zero, cercando stimoli, ma riparte dai campioni in carica", e anche "spaccando una legacy per precisa scelta programmatica". Ancora: di che parliamo? Se Ray Allen parte da zero, non da zero, con stimoli o senza (come poi tu possa conoscere gli stimoli di un giocatore personalmente , mi è ignoto) a noi tifosi non riguarda, eh. O almeno, di certo non possiamo parlarne con cognizione di causa, figuriamoci improvvisare dei giudizi basati su questa roba. Sul fatto che abbia spaccato volontariamente una legacy, per "precisa scelta programmatica", sembra quasi abbia fatto un crimine. Ma visto che ha agito assolutamente nelle regole, e per di più abbiamo già capito quali possono essere stati i suoi motivi, perché mettere su tutto questo processo basato sostanzialmente su pura soggettività e voglia di giudicare? (con annessa "pagella" di altri casi incriminati tipo Shaq o Nash)

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 19:19
by Ciombe
Quante esagerazioni... Ma con che criterio valutate l'etica di un giocatore/uomo/professionista?

Voi volete vedere un NBA romantica, che forse non è neppure mai esistita...

Rivalità, tra squadre e giocatori, etica ecc... Sono tutte bischerate propinate per promuovere la lega negli anni 80 e 90 per rilanciare un immagine che poi in Jordan ha avuto il suo triano.

Mosse alla Allen se ne sono viste a 100ina nella storia della lega. Pero ci piace vedere quello che vi pare eh...

Re: Tanto Rumors per nulla...

Posted: 07/07/2012, 19:34
by longinus
Ciombe wrote:Pero ci piace vedere quello che vi pare eh...
no,ma va'...

The truth is I'm a bit old school,For me, it would be hard to put on a Lakers jersey. That's just the way it is. You play against them so many times in the playoffs, and I just use them as an example, and I have the utmost respect for them and their organization.

Figli e figliastri,come accaduto con LBJ e con le altre superstar,come accade sempre.
e quoto tutto il resto del discorso,sacrosanto.