Gerry Donato wrote:
Per comodità ti rispondo quotando le parole dal blog (
http://wegotgame.playitusa.com/?p=8245):
Ray Allen a Miami non si può vedere perché manca un presupposto fondamentale per rendere accettabile questo passaggio: la separazione temporale, la scissione tra dove hai appena perso e dove vai a giocare.
Kidd è stato un Net amato come pochi altri dal pubblico del New Jersey, ma prima di accettare l’offerta dei sempre più cugini Knicks ha fatto ben 4 anni a Dallas con titolo annesso.
Persino Shaq, irriverente, oltraggioso, che aveva mandato su di giri i tifosi gialloviola con le sue scelte successive ai Lakers, aveva raggiunto provocatoriamente i Celtics dopo aver almeno giocato in altre tre squadre e dopo 6 anni.
Già Nash è più borderline in questo senso, essendo stato enorme rivale dei Lakers ed avendo perso da loro in finale di conference solo nel 2010. Ma dalla sua ci sono anni ed anni di sofferenza a Phoenix, il fatto di non aver mai vinto ai Suns ed una squadra che non poteva più avvicinarlo nemmeno a playoff da protagonista.
Ray Allen invece è semplicemente indifendibile per il metodo, perché va a giocare da chi l’ha appena sconfitto e da chi lo può far vincere ancora, in piena modalità not one.
Piccola aggiunta: nel momento in cui Boston prende Jason Terry con un triennale, quel ciclo dei Celtics non è finito e soprattutto Boston non vuole far "nascere altro", se è vero (come è vero) che Ray era ancora la prima scelta rispetto a Jason.
Allen non riparte da zero cercando nuovi stimoli dove ce ne sono, ma riparte dai campioni in carica che l'hanno battuto negli ultimi due anni.
Spaccando volontariamente una legacy dall'oggi al domani, per precisa scelta programmatica.
Agonismo non è vincere, ma compete per farlo (questa l'avevate già sentita forse?

).
P.S.: se poi Miami (anche nella figura di LeBron) e Boston non sono una rivalità di questi anni, ho perso di vista il significato di rivalità applicato alla NBA.

Con tutto il rispetto, Gerry, agonismo sarà per te quel che è, e per un professionista come Ray Allen sarà quel che importa a lui.
A te per esempio pare che interessi molto questa faccenda della rivalità e della non-separazione-temporale tra "perdo da una squadra" e "firmo con la stessa squadra che mi ha battuto". Ecco, già io non riesco minimamente a comprendere questo "problema". Figuriamoci Ray Allen, immagino, che di agonismo e professionismo non ne parla, ma ne fa il proprio lavoro.
Secondo me più che parlare di scelte indifendibili (chi lo decide poi non l'ho proprio capito), bisognerebbe pensare più, come tifosi, a porsi in maniera più realistica e meno censoria rispetto ai giocatori NBA. Voglio dire, dopo tutti questi discorsi sembra quasi che questa gente debba agire in base alle categorie morali - applicate allo sport, create sul momento e con criteri soggettivi - di una parte dei tifosi. E questo, per fortuna, non succede.
E se comunque l'agonismo è competere per vincere, Ray Allen può avere scelto tranquillamente di voler competere a Miami. Non riesco proprio a pensare di avere abbastanza elementi - o di poterne avere - per giudicare le scelte lavorative e personali di questa gente, sarò troppo permissivo io eh!
Dici "non riparte da zero, cercando stimoli, ma riparte dai campioni in carica", e anche "spaccando una legacy per precisa scelta programmatica". Ancora: di che parliamo? Se Ray Allen parte da zero, non da zero, con stimoli o senza (come poi tu possa conoscere gli stimoli di un giocatore
personalmente , mi è ignoto) a noi tifosi non riguarda, eh. O almeno, di certo non possiamo parlarne con cognizione di causa, figuriamoci improvvisare dei giudizi basati su questa roba. Sul fatto che abbia spaccato volontariamente una legacy, per "precisa scelta programmatica", sembra quasi abbia fatto un crimine. Ma visto che ha agito assolutamente nelle regole, e per di più abbiamo già capito quali possono essere stati i suoi motivi, perché mettere su tutto questo processo basato sostanzialmente su pura soggettività e voglia di giudicare? (con annessa "pagella" di altri casi incriminati tipo Shaq o Nash)