Re: L'uomo è per natura un animale politico
Posted: 21/02/2009, 18:11
In realtà, al di la di quanto raccontatoci in primis dagli stessi politici, al 90% gli strumenti di lotta all'evasione sono cambiati pochissimo da un governo all'altro; a partire dal primo governo Prodi, in cui Visco ha inventato questo strumento infernale, il principale metodo sono gli studi di settore, che a me francamente non piace affatto, per il semplice motivo che deduce il reddito di una impresa o di un professionista dalle spese che fa relativamente allo svolgimento dell'attività.Hank Luisetti wrote: Tasse: è evasione di massa
Un’emorragia di oltre 200 miliardi l’anno per i conti pubblici italiani. Questo il peso dell’economia sommersa nel nostro Paese. Stando a quanto riferito dal Ministero dell’Economia per combattere chi evade si dovrebbe procedere all’integrazione delle banche dati e aggiornare lo strumento del redditometro “rivisto e aggiornato, per esempio con dati che oggi dimostrano meglio il tenore di vita, come possono essere i viaggi all’estero o i club per i figli”.
L’evasione fiscale e’ un fenomeno di portata molto ampia, possiamo parlare di evasione di massa. Lo ha detto il direttore generale del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, Fabrizia Lapecorella, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria.
Le strategie di lotta all’evasione -ha aggiunto- debbono dunque essere rapportate alla dimensione del fenomeno che e’ enorme. Il direttore del Dipartimento ha ricordato poi che secondo le ultime stime disponibili, l’ampiezza dell’economia sommersa sia fra i 230 e i 250 miliardi di euro. Per quanto riguarda in particolare l’evasione fiscale, il Dipartimento delle Finanze, ha sottolineato, stima che l’ammontare del valore aggiunto lordo evaso stimato per il 2004 sia di circa 200 miliardi di euro.
Settori “caldi”
Ma dove si evade di più? Stando alle rilevazioni i più colpiti dal “sommerso” sarebbero i settori
dei servizi personali , del commercio e della ristorazione, delle costruzioni. Per combattere l’evasione, secondo Lapecorella, bisogna procedere all’integrazione delle banche dati e aggiornare lo strumento del redditometro. Una ipotesi condivisa dal presidente della Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria, Maurizio Leo. Un redditometro rivisto e aggiornato, per esempio con dati che oggi dimostrano meglio il tenore di vita, come possono essere i viaggi all’estero o i club per i figli potrebbe facilitare gli accertamenti automatici, ovvero i cosiddetti accertamenti sintetici, dando un contributo importante alla lotta all’evasione con un minore impiego del lavoro degli uffici
Indebitamento da record!
Il preoccupante quadretto dei conti pubblici ritrae anche un’altra allarmante realtà. Secondo i dati aggiornati sull’indebitamento dei Comuni in prodotti derivati, risulterebbe che il debito complessivo di Comuni e Province ammonta a 55,4 miliardi di euro. Secondo la Corte dei Conti di questi il 57,5% (31,9 miliardi) è costituito da prodotti derivati. “Più della metà del debito -spiega la magistratura contabile - è assistito da strumenti derivati”. In particolare per quanto riguarda i comuni il totale del debito ammonta a 46,6 miliardi di cui 27,3 miliardi sono in prodotti derivati. Mentre per quanto riguarda le province di complessivi 8,8 miliardi di debito i derivati ammontano a 4,6 miliardi.
In realtà alcune spese vanno fatte per forza, che si guadagni o meno, ed addirittura in momenti di crisi si può investire di più per cercare di far ripartire l'attività. Per fare un esempio sciocco, un rappresentante anche se non guadagna deve andare in giro, fare benzina, quando è fuori mangiare al ristorante o in tavola calda, e se non può presentare le fatture relative per non incorrere negli studi di settore che fa? Non chiede le fatture preferendo uno sconto, aumentando di conseguenza l'evasione, anzichè ridurla. Per contro in caso di guadagno più elevato del normale lo studio di settore non coglie il bersaglio.
Impensabile oggi rinunciare a questo strumento, gli uffici delle entrate ormai sono troppo legati al suo esame, ma almeno renderlo meno vincolante sarebbe necessario. Se io accetto di sottopormi ad una eventuale verifica fiscale da parte dell'ufficio delle entrate (non della guardia di finanza, e chi mi contesta questo vuol dire che non ha mai ricevuto la visita della guardia di finanza!) allora dovrei poter contestare lo studio di settore, invece ora mi tocca eventualmente andare in un processo fiscale, oltretutto per forza di secondo grado.
Finisce che invece o si paga anche più del dovuto, oppure si accetta di non prendere fatture.
Maurizio Leo qui ha ragione: l'uso del redditometro, tolto da Visco per introdurre gli studi di settore, è di applicazione molto più complessa, ma è molto più efficace, e sarebbe uno strumento utilizzabile, non una cavolata gigantesca come l'invito alla delazione delle dichiarazioni pubblicate su internet.
Fra l'altro oggi, con il progressivo aumento delle banche dati e della loro integrazione, il corretto utilizzo del redditometro non sarebbe una utopia.
Cito sempre Visco perchè, nel bene e nel male, è il padre degli attuali strumenti di lotta all'evasione, strumenti che anche Tremonti ha confermato. L'uno accusa l'altro di essere un pazzo paranoico, l'altro accusa l'uno di tollerare e favorire l'evasione fiscale, in realtà hanno finora seguito strade simili.
Leo a mio parere dice una cosa poco corretta solo relativamente al settore dell'edilizia, che ormai ha tali e tanti controlli che l'evasione è abbastanza difficile.
