Re: Joe - Baseball
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Pablets
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Re: Joe - Baseball
Bene. Orioles, M's a Brewers cursed!
Ragazzo, quando partecipi a un evento sportivo quello che conta non è vincere o perdere, ma quanto ti ubriachi
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- kalle
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Re: Joe - Baseball
ieri mi vedevo la partita di sabato scorso, e ho realizzato che siamo cursed.
mi fa piacere che siamo anche scarsi, così ci penso di meno!
mi fa piacere che siamo anche scarsi, così ci penso di meno!
- joesox
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Re: Joe - Baseball
A richiesta...non so quante ne riuscirò a fare e con che frequenza. Ci provo.
Buonasera gente del baseball
MLB Postseason 2009
Sventola la bandiera con il 2008 bianco su campo rosso sopra il Citizens Bank Park. Volano alte le palline e creano problemi agli esterni dei Rockies e dei Phillies che aprono la stagione dei premi. Tocca proprio a Philadelphia, campione in carica, esordire nel primo pomeriggio.
Giornata soleggiata e molto ventosa. Il baseball di giorno è bellissmo, un sapore unico da Anni Trenta per palati sopraffini.
Molti out apparentemente semplici diventano complicati a causa del dio Eolo che gioca brutti scherzi, ma che tiene le palline dentro lo stadio. Il generale Cliff Lee sul monte per i Phillies esce vergine dai primi due inning, nonostante un paio di “errori” difensivi e grazie ad una chiamata dubbia in terza base. Ubaldo Jimenez compie delle autentiche magie con la palla curva – quella che non funziona nell'altura del Colorado. Si arriva al quinto ancora sulllo 0-0. Ed ecco che il lungolinea di Raul Ibanez salta il guanto proteso di Todd Helton, accarezza il muro ed apre la starda per due punti per Philadelphia. Nel sesto la partita si chiude. Due palle lunghe – Ryan Howard e Jayson Werth – prendono le ali e fanno doppio e triplo. Gli esterni di Colorado si schiantano contro la recinzione ed è subito 5-0. Lee rimane sul monte fino alla fine, entra un punto ma è fatta 5-1 e Phillies avanti 1-0 nella serie.
---
Il nuovo Yankee Stadium vede i suoi primi playoff. L'attesa è spasmodica. Nove anni senza titoli sono un'eternità per i Signori del Bronx. I Twins, avversari e vittime di turno, arrivano a garauno dopo una infinita rimonta – durata cinque mesi – su Detroit, dodici inning da infarto nello spareggio ed un volo notturno verso New York. Tutto per dare la palla in mano ad un rookie dal nome cinese, Duensing, Brian al battesimo. Lo Stadium sarà presto una prigione, Sing-Sing, per lui. Ma non prima che i Twins abbiano dato qualche grattacapo al partente newyorkese, l'enorme C.C. Sabathia, una motonave più che un lanciatore. Denard Span, l'esterno centro di Minnesota, apre la partita con un doppio, ma viene lasciato a morire in terza dopo un pasticcio di Jorge Posada.
Il Capitano di NY, Derek Jeter, stagione da MVP, risponde con un giro sul primo lancio che vede. Netto il singolo che apre la sua superba serata (2-2, 2 BB, HR, 3 runs, 2 RBI, mai out). Minnesota ha 4 K al passivo dopo solo due inning, ma per prima ferisce il gigante newyorkese. Con due out, Orlando Cabrera batte valido, Joe Mauer, il ricevitore dei Twins, che invece oltre alla stagione da MVP, pure lo vincerà, il premio, batte un gran doppio e Michael Cuddyer manda a casa OC per l'1-0. Un altro pasticcio marcato Posada fa 2-0. Ed è ancora il Capitano a rispondere colpo su colpo. Con Melky Cabrera in base la piazza sulle tribune di sinistra, imprendibile, 2-2. Duensing appare scosso, ma resiste. E' anche quasi fuori dal quarto inning, quando Nick Swisher, faccia da sberle, schiaffa un doppio e fa 3-2. Posada era andato in base con un singolo un po' ventoso. Il catcher di NY apparso in forma precaria per tutta la serata.
Nel quinto la partita prende una brutta piega per i ragazzi del Midwest. Jeter è sempre in base, avanza ed Alex Rodriguez, al suo primo RBI in postseason da tempi immemorabili, o almeno così sembra, lo spedisce a casa. Si rompe quel ghiaccio, vero o immaginario. Ron Gardenhire sceglie Francisco Liriano, mancino, per farsi punire da Hideki Matsui, mancino. Palla nel Monument Park e 6-2.
L'ultima scossa arriva nella parte alta del settimo. C.C. perde il controllo della sua veloce, colpisce Matt Tolbert e sciorina un lancio pazzo, 116 lanci per lui. Con uomini in seconda e terza Joe Girardi chiama Phil Hughes. OC va strikeout, impotente su una veloce bassa che cammina.
Diventa 7-2 nel settimo con la stessa combinazione Jeter-A-Rod. Jon Rauch questa volta la vittima venuta dal bullpen.
Hughes, Phil Coke, Joba Chamberlain si dividono equamente l'ottavo. Mariano Rivera, ieri sera non perfetto, chiude la partita con un vantaggio di cinque punti.
Da incorniciare la giocata di Nick Punto sulla palla scheggiata da Robinson Cano per aprire la parte bassa del sesto. Corre, raccoglie, si inarca, decolla, vola, tira, out! Un autentico tappo di spumante italiano.
---
Attenti al lupo!
Quello che stupisce è che una squadra arriva ai playoff, ha tempo per preparare la rotazione e mette sul monte Randy Wolf (i Los Angeles Dodgers)!
Mentre gli altri (i St. Louis Cardinals) calano l'asso, Chris Carpenter. E vince LA!
Muove la Torre! Bisogna stare attenti, il ragazzo ha esperienza. Ma anche fortuna. Quello che Wolf combina in meno di quattro inning è la cosa più vicina al Titanic fino a che non arrivò la/il Carpathia a salvare i superstiti.
Carpathia-Sabathia: ecco dove volevamo arrivare.
I Cards (che presentano NL MVP ed NL Cy Young Award in pectore) diventano pazzi per non aver vinto una partita che dovevano/potevano/volevano/sapevano di poter vincere. Ma gli dei oggi hanno parlato la lingua blu. L'unica cosa che consola Tony LaRussa è l'aver consumato il bullpen dei Dodgers. Ma senza partenti non si può vincere, a meno che non ci si chiami Colorado Rockies (versione 2007 in particolare).
Ma incominciamo.
Dopo due battitori c'è già il primo pass intenzionale ad Albert Pujols. Entra solo un punto – nonostante le sacche siano piene e non ci siano out, ma entra su una candelaccia che cade fra Rafael Belliard e Matt Kemp. L'out chiave lo strikeout su cinque lanci identici, alcuni ball, alcuni strike su Matt Holliday che abbaia qualcosa all'arbitro. Inning di assestamento per tutti. Il doppio gioco girato magistralmente dal mago Belliard, che si riscatta dall'incertezza di due minuti prima. Ma quanti anni ha 'sto ragazzo! 1-0 Cards, ma è già tutto un rimpianto.
E Kemp si riscatta ammazzando una polpetta lanciata da Carpenter, 2-1 Dodgers. Manny Ramirez la prende bene ma diretta nel guanto di Skip Shumaker. Poi ci si calma un pochino. Succedono cose con due out – un gran triplo di Rafael Furcal – ma resta 2-1.
Nel terzo altri due corridori – e sono già sei in tutto – quando Andre Ethier deve toccare il muro con la schiena per salvare una palla profondissima di Yadier Molina, non nuovo a colpi del genere.
Terzo complicatissimo per Carp. Un colpito, due basi su ball, un singolo. Non è lui. Entra il 3-1 anche perchè Mark DeRosa tira una fucilata nella terra di nessuno in campo destro. Lo salva il fatto che - a basi piene – Torre non ha ancora il coraggio di telefonare al bullpen per sparare al Lupo e far battere un battitore vero. Ci vorranno solo altri sei turni al piatto, due out, e la cornetta trillerà.
Il quarto – infatti – è la fine per il Lupo. Altra base intenzionale a Pujols, altri lanci interni ad Holliday con uno che lo copisce e le basi sono piene. Entra Jered Weaver, oppure è Jeff, il miracolato del 2006? Sveglia, sveglia, è proprio Jeff! I Dodgers sono salvi, sempre avanti, 3-2 adesso.
Ryan Ludwick salva Carp con una bella presa nella parte bassa del quarto. I partenti non ci sono. Nel quinto entra il 4-2, è solo una sac fly, ma le 4 BB regalate da Carp pesano.
Il 5-2 entra quando McClellan colpisce Russell Martin con le basi piene. Appare anche Jim Thome, che va K come pinch hitter.
Manny batte in un doppio gioco per chiudere il settimo. I Dodgers non segneranno più. I Cards sperano ancora, sotto di tre. Ma è National League, si segna poco.
I Dodgers hanno usato Ronald Belisario, Hideki Kuo, George Sherrill per silenziare St. Louis ed ora Joe Torre chiama Jonathan Broxton con due out nell'ottavo per mandare out Pujols. La mossa vince.
Si arriva al nono. Ludwick batte valido, con un out, DeRosa con un doppio (Kemp mostra la sua pessima lettura) fa 5-3, tocca al redivivo, l'ex pitcher, Rick Ankiel, che finisce a guardare il lancio 0-2 diventare strikeout.
A domani, spero...
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Giornata soleggiata e molto ventosa. Il baseball di giorno è bellissmo, un sapore unico da Anni Trenta per palati sopraffini.
Molti out apparentemente semplici diventano complicati a causa del dio Eolo che gioca brutti scherzi, ma che tiene le palline dentro lo stadio. Il generale Cliff Lee sul monte per i Phillies esce vergine dai primi due inning, nonostante un paio di “errori” difensivi e grazie ad una chiamata dubbia in terza base. Ubaldo Jimenez compie delle autentiche magie con la palla curva – quella che non funziona nell'altura del Colorado. Si arriva al quinto ancora sulllo 0-0. Ed ecco che il lungolinea di Raul Ibanez salta il guanto proteso di Todd Helton, accarezza il muro ed apre la starda per due punti per Philadelphia. Nel sesto la partita si chiude. Due palle lunghe – Ryan Howard e Jayson Werth – prendono le ali e fanno doppio e triplo. Gli esterni di Colorado si schiantano contro la recinzione ed è subito 5-0. Lee rimane sul monte fino alla fine, entra un punto ma è fatta 5-1 e Phillies avanti 1-0 nella serie.
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Il nuovo Yankee Stadium vede i suoi primi playoff. L'attesa è spasmodica. Nove anni senza titoli sono un'eternità per i Signori del Bronx. I Twins, avversari e vittime di turno, arrivano a garauno dopo una infinita rimonta – durata cinque mesi – su Detroit, dodici inning da infarto nello spareggio ed un volo notturno verso New York. Tutto per dare la palla in mano ad un rookie dal nome cinese, Duensing, Brian al battesimo. Lo Stadium sarà presto una prigione, Sing-Sing, per lui. Ma non prima che i Twins abbiano dato qualche grattacapo al partente newyorkese, l'enorme C.C. Sabathia, una motonave più che un lanciatore. Denard Span, l'esterno centro di Minnesota, apre la partita con un doppio, ma viene lasciato a morire in terza dopo un pasticcio di Jorge Posada.
Il Capitano di NY, Derek Jeter, stagione da MVP, risponde con un giro sul primo lancio che vede. Netto il singolo che apre la sua superba serata (2-2, 2 BB, HR, 3 runs, 2 RBI, mai out). Minnesota ha 4 K al passivo dopo solo due inning, ma per prima ferisce il gigante newyorkese. Con due out, Orlando Cabrera batte valido, Joe Mauer, il ricevitore dei Twins, che invece oltre alla stagione da MVP, pure lo vincerà, il premio, batte un gran doppio e Michael Cuddyer manda a casa OC per l'1-0. Un altro pasticcio marcato Posada fa 2-0. Ed è ancora il Capitano a rispondere colpo su colpo. Con Melky Cabrera in base la piazza sulle tribune di sinistra, imprendibile, 2-2. Duensing appare scosso, ma resiste. E' anche quasi fuori dal quarto inning, quando Nick Swisher, faccia da sberle, schiaffa un doppio e fa 3-2. Posada era andato in base con un singolo un po' ventoso. Il catcher di NY apparso in forma precaria per tutta la serata.
Nel quinto la partita prende una brutta piega per i ragazzi del Midwest. Jeter è sempre in base, avanza ed Alex Rodriguez, al suo primo RBI in postseason da tempi immemorabili, o almeno così sembra, lo spedisce a casa. Si rompe quel ghiaccio, vero o immaginario. Ron Gardenhire sceglie Francisco Liriano, mancino, per farsi punire da Hideki Matsui, mancino. Palla nel Monument Park e 6-2.
L'ultima scossa arriva nella parte alta del settimo. C.C. perde il controllo della sua veloce, colpisce Matt Tolbert e sciorina un lancio pazzo, 116 lanci per lui. Con uomini in seconda e terza Joe Girardi chiama Phil Hughes. OC va strikeout, impotente su una veloce bassa che cammina.
Diventa 7-2 nel settimo con la stessa combinazione Jeter-A-Rod. Jon Rauch questa volta la vittima venuta dal bullpen.
Hughes, Phil Coke, Joba Chamberlain si dividono equamente l'ottavo. Mariano Rivera, ieri sera non perfetto, chiude la partita con un vantaggio di cinque punti.
Da incorniciare la giocata di Nick Punto sulla palla scheggiata da Robinson Cano per aprire la parte bassa del sesto. Corre, raccoglie, si inarca, decolla, vola, tira, out! Un autentico tappo di spumante italiano.
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Attenti al lupo!
Quello che stupisce è che una squadra arriva ai playoff, ha tempo per preparare la rotazione e mette sul monte Randy Wolf (i Los Angeles Dodgers)!
Mentre gli altri (i St. Louis Cardinals) calano l'asso, Chris Carpenter. E vince LA!
Muove la Torre! Bisogna stare attenti, il ragazzo ha esperienza. Ma anche fortuna. Quello che Wolf combina in meno di quattro inning è la cosa più vicina al Titanic fino a che non arrivò la/il Carpathia a salvare i superstiti.
Carpathia-Sabathia: ecco dove volevamo arrivare.
I Cards (che presentano NL MVP ed NL Cy Young Award in pectore) diventano pazzi per non aver vinto una partita che dovevano/potevano/volevano/sapevano di poter vincere. Ma gli dei oggi hanno parlato la lingua blu. L'unica cosa che consola Tony LaRussa è l'aver consumato il bullpen dei Dodgers. Ma senza partenti non si può vincere, a meno che non ci si chiami Colorado Rockies (versione 2007 in particolare).
Ma incominciamo.
Dopo due battitori c'è già il primo pass intenzionale ad Albert Pujols. Entra solo un punto – nonostante le sacche siano piene e non ci siano out, ma entra su una candelaccia che cade fra Rafael Belliard e Matt Kemp. L'out chiave lo strikeout su cinque lanci identici, alcuni ball, alcuni strike su Matt Holliday che abbaia qualcosa all'arbitro. Inning di assestamento per tutti. Il doppio gioco girato magistralmente dal mago Belliard, che si riscatta dall'incertezza di due minuti prima. Ma quanti anni ha 'sto ragazzo! 1-0 Cards, ma è già tutto un rimpianto.
E Kemp si riscatta ammazzando una polpetta lanciata da Carpenter, 2-1 Dodgers. Manny Ramirez la prende bene ma diretta nel guanto di Skip Shumaker. Poi ci si calma un pochino. Succedono cose con due out – un gran triplo di Rafael Furcal – ma resta 2-1.
Nel terzo altri due corridori – e sono già sei in tutto – quando Andre Ethier deve toccare il muro con la schiena per salvare una palla profondissima di Yadier Molina, non nuovo a colpi del genere.
Terzo complicatissimo per Carp. Un colpito, due basi su ball, un singolo. Non è lui. Entra il 3-1 anche perchè Mark DeRosa tira una fucilata nella terra di nessuno in campo destro. Lo salva il fatto che - a basi piene – Torre non ha ancora il coraggio di telefonare al bullpen per sparare al Lupo e far battere un battitore vero. Ci vorranno solo altri sei turni al piatto, due out, e la cornetta trillerà.
Il quarto – infatti – è la fine per il Lupo. Altra base intenzionale a Pujols, altri lanci interni ad Holliday con uno che lo copisce e le basi sono piene. Entra Jered Weaver, oppure è Jeff, il miracolato del 2006? Sveglia, sveglia, è proprio Jeff! I Dodgers sono salvi, sempre avanti, 3-2 adesso.
Ryan Ludwick salva Carp con una bella presa nella parte bassa del quarto. I partenti non ci sono. Nel quinto entra il 4-2, è solo una sac fly, ma le 4 BB regalate da Carp pesano.
Il 5-2 entra quando McClellan colpisce Russell Martin con le basi piene. Appare anche Jim Thome, che va K come pinch hitter.
Manny batte in un doppio gioco per chiudere il settimo. I Dodgers non segneranno più. I Cards sperano ancora, sotto di tre. Ma è National League, si segna poco.
I Dodgers hanno usato Ronald Belisario, Hideki Kuo, George Sherrill per silenziare St. Louis ed ora Joe Torre chiama Jonathan Broxton con due out nell'ottavo per mandare out Pujols. La mossa vince.
Si arriva al nono. Ludwick batte valido, con un out, DeRosa con un doppio (Kemp mostra la sua pessima lettura) fa 5-3, tocca al redivivo, l'ex pitcher, Rick Ankiel, che finisce a guardare il lancio 0-2 diventare strikeout.
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bruno capelli
Re: Joe - Baseball
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Sventola la bandiera con il 2008 bianco su campo rosso sopra il Citizens Bank Park. Volano alte le palline e creano problemi agli esterni dei Rockies e dei Phillies che aprono la stagione dei premi. Tocca proprio a Philadelphia, campione in carica, esordire nel primo pomeriggio.
Giornata soleggiata e molto ventosa. Il baseball di giorno è bellissmo, un sapore unico da Anni Trenta per palati sopraffini.
Molti out apparentemente semplici diventano complicati a causa del dio Eolo che gioca brutti scherzi, ma che tiene le palline dentro lo stadio. Il generale Cliff Lee sul monte per i Phillies esce vergine dai primi due inning, nonostante un paio di “errori” difensivi e grazie ad una chiamata dubbia in terza base. Ubaldo Jimenez compie delle autentiche magie con la palla curva – quella che non funziona nell'altura del Colorado. Si arriva al quinto ancora sulllo 0-0. Ed ecco che il lungolinea di ... salta il guanto proteso di Todd Helton, accarezza il muro ed apre la starda per due punti per Philadelphia. Nel sesto la partita si chiude. Due palle lunghe – Ryan Howard e Jayson Werth – prendono le ali e fanno doppio e triplo. Gli esterni di Colorado si schiantano contro la recinzione ed è subito 5-0. Lee rimane sul monte fino alla fine, entra un punto ma è fatta 5-1 e Phillies avanti 1-0 nella serie.
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Il nuovo Yankee Stadium vede i suoi primi playoff. L'attesa è spasmodica. Nove anni senza titoli sono un'eternità per i Signori del Bronx. I Twins, avversari e vittime di turno, arrivano a garauno dopo una infinita rimonta – durata cinque mesi – su Detroit, dodici inning da infarto nello spareggio ed un volo notturno verso New York. Tutto per dare la palla in mano ad un rookie dal nome cinese, Duensing, Brian al battesimo. Lo Stadium sarà presto una prigione, Sing-Sing, per lui. Ma non prima che i Twins abbiano dato qualche grattacapo al partente newyorkese, l'enorme C.C. Sabathia, una motonave più che un lanciatore. Denard Span, l'esterno centro di Minnesota, apre la partita con un doppio, ma viene lasciato a morire in terza dopo un pasticcio di Jorge Posada.
Il Capitano di NY, Derek Jeter, stagione da MVP, risponde con un giro sul primo lancio che vede. Netto il singolo che apre la sua superba serata (2-2, 2 BB, HR, 3 runs, 2 RBI, mai out). Minnesota ha 4 K al passivo dopo solo due inning, ma per prima ferisce il gigante newyorkese. Con due out, Orlando Cabrera batte valido, Joe Mauer, il ricevitore dei Twins, che invece oltre alla stagione da MVP, pure lo vincerà il premio, batte un gran doppio e Michael Cuddyer manda a casa OC per l'1-0. Un altro pasticcio marcato Posada fa 2-0. Ed è ancora il Capitano a rispondere colpo su colpo. Con Melky Cabrera in base la piazza sulle tribune di sinistra, imprendibile, 2-2. Duensing appare scosso, ma resiste. E' anche quasi fuori dal quarto inning, quando Nick Swisher, faccia da sberle, schiaffa un doppio e fa 3-2. Posada era andato in base con un singolo un po' ventoso. Il catcher di NY apparso in forma precaria per tutta la serata.
Nel quinto la partita prende una brutta piega per i ragazzi del Midwest. Jeter è sempre in base, avanza ed Alex Rodriguez, al suo primo RBI in postseason da tempi immemorabili, o almeno così sembra, lo spedisce a casa. Si rompe quel ghiaccio, vero o immaginario. Ron Gardenhire sceglie Francisco Liriano, mancino, per farsi punire da Hideki Matsui, mancino. Palla nel Monument Park e 6-2.
L'ultima scossa arriva nella parte alta del settimo. C.C. Perde il controllo della sua veloce, colpisce Matt Tolbert e sciorina un lancio pazzo, 116 lanci per lui. Con uomini in seconda e terza Joe Girardi chiama Phil Hughes. OC va strikeout, impotente su una veloce bassa che cammina.
Diventa 7-2 nel settimo con la stessa combinazione Jeter-A-Rod. Jon Rauch questa volta la vittima venuta dal bullpen.
Hughes, Phil Coke, Joba Chamberlain si dividono equamente l'ottavo. Mariano Rivera, ieri sera non perfetto, chiude la partita con un vantaggio di cinque punti.
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Re: Joe - Baseball
Casini vari mi impediscono di fare il recap.
Ho visto Aaron Cook, l'uomo che sconfigge l'altura, indurre i Phillies in cento groundball.
Il sole di Philadelphia splende oggi per i Rockies che pareggiano la serie 1-1.
Yorvit Torrealba saluta un compagno dopo l'HR del 3-0; ma se non ne batteva uno dal 6 maggio come sapevano che gesti fare per il saluto?
Ho visto i Cards buttarne un'altra. Matt Holliday con due out nel nono va in vacanza, sente la puzza di Manny che di solita campeggia da quelle parti, e CLANG!
Ma non è finita. Dodgers 2-0.
Nella notte ho sentito l'HR di Torii sbattere sulle rocce dell'esterno centro. La partita - emotivamente - finisce lì. John Lackey con il suo repertorio. Ma quanto è vecchio Darren Oliver!
Assistenza strepitosa di JD Drew a casa. Un arco teso e preciso inchioda il corridore al guantone di Victor. Ma è troppo poco.
Contemporanemente Teemu Selanne e Anaheim della NHL le suonavano ai Bruins, 6-1.
Quando non è serata.
Angels 1-0.
Ho visto Aaron Cook, l'uomo che sconfigge l'altura, indurre i Phillies in cento groundball.
Il sole di Philadelphia splende oggi per i Rockies che pareggiano la serie 1-1.
Yorvit Torrealba saluta un compagno dopo l'HR del 3-0; ma se non ne batteva uno dal 6 maggio come sapevano che gesti fare per il saluto?
Ho visto i Cards buttarne un'altra. Matt Holliday con due out nel nono va in vacanza, sente la puzza di Manny che di solita campeggia da quelle parti, e CLANG!
Ma non è finita. Dodgers 2-0.
Nella notte ho sentito l'HR di Torii sbattere sulle rocce dell'esterno centro. La partita - emotivamente - finisce lì. John Lackey con il suo repertorio. Ma quanto è vecchio Darren Oliver!
Assistenza strepitosa di JD Drew a casa. Un arco teso e preciso inchioda il corridore al guantone di Victor. Ma è troppo poco.
Contemporanemente Teemu Selanne e Anaheim della NHL le suonavano ai Bruins, 6-1.
Quando non è serata.
Angels 1-0.
Last edited by joesox on 09/10/2009, 9:00, edited 1 time in total.
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bruno capelli
Re: Joe - Baseball
joesox wrote: Contemporanemente Teemu Selanne e Anaheim della NHL le suonavano ai Bruins, 6-1.
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Re: Joe - Baseball
Bella serata domenica. Tra Sox e Pats molte lacrime.
Anyway...siamo alle ultime quattro.
Qualche nota.
Le cose più atroci in campo sinistro.
Jason Bay che la rilancia a caso verso l'infield ma (per fortuna) non entra un punto.
Matt Holliday che la manca clamorosamente ed entra la sconfitta.
Raul Ibanez che lo imita allungando a caso il guanto ed entra subito Ben Francisco a difendere.
Johnny Damon che insiste a saltare fuori tempo, ma gli Yankees passano.
L'unico highlight, Torii Hunter, che chiude una porta che si apre misteriosamente nel Green Monster.
Era la porta dove scompariva Manny...
La porta invece non la chiude Paps in garatre, non la chiude Joe Nathan in garadue, non la chiude Huston Street in garaquattro.
Mentre quello fuori forma ne chiude due per i campioni in carica, Brad Lidge.
E poi...
...come ogni anno sui roster della postseason riappaiono i fantasmi, Darren Oliver, Jose Molina, Jerry Hairston, Chad Gaudin, Miguel Cairo, Jason Giambi, Rafael Belliard, Jose Contreras, Jeff Weaver, Randy Wolf, Chan Ho Park, gente dimenticata, scambiata, rilasciata, ritrovata, ed i roster pieni di ex-Indians, Cliff Lee, Victor Martinez, Manny Ramirez, Rafael Betancourt e ne dimentico altri...ma colui che tutti aspettiamo è solo uno e non serve neppure il cognome, basta il nome...Pedro!
Buona corsa per il pennant a tutti, si parte domani notte.
Anyway...siamo alle ultime quattro.
Qualche nota.
Le cose più atroci in campo sinistro.
Jason Bay che la rilancia a caso verso l'infield ma (per fortuna) non entra un punto.
Matt Holliday che la manca clamorosamente ed entra la sconfitta.
Raul Ibanez che lo imita allungando a caso il guanto ed entra subito Ben Francisco a difendere.
Johnny Damon che insiste a saltare fuori tempo, ma gli Yankees passano.
L'unico highlight, Torii Hunter, che chiude una porta che si apre misteriosamente nel Green Monster.
Era la porta dove scompariva Manny...
La porta invece non la chiude Paps in garatre, non la chiude Joe Nathan in garadue, non la chiude Huston Street in garaquattro.
Mentre quello fuori forma ne chiude due per i campioni in carica, Brad Lidge.
E poi...
...come ogni anno sui roster della postseason riappaiono i fantasmi, Darren Oliver, Jose Molina, Jerry Hairston, Chad Gaudin, Miguel Cairo, Jason Giambi, Rafael Belliard, Jose Contreras, Jeff Weaver, Randy Wolf, Chan Ho Park, gente dimenticata, scambiata, rilasciata, ritrovata, ed i roster pieni di ex-Indians, Cliff Lee, Victor Martinez, Manny Ramirez, Rafael Betancourt e ne dimentico altri...ma colui che tutti aspettiamo è solo uno e non serve neppure il cognome, basta il nome...Pedro!
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Re: Joe - Baseball
hai voglia....CC Sabathia, Ben Francisco, Casey Blake, Belliard e Jim Thomejoesox wrote: i roster pieni di ex-Indians, Cliff Lee, Victor Martinez, Manny Ramirez, Rafael Betancourt e ne dimentico altri..
( e se poi proprio vogliamo esagerare Nick Swisher era l'idolo di Ohio State)
Avessimo avuto le possibilità economiche di firmare tutti ora avremmo una squadra pazzesca...
Questi considerando anche le due DS 2009 (anche se Byrd era fuori roster)
LF- Manny Ramirez
CF- Ben Francisco
RF- Ryan Ludwick
SS- Mark DeRosa
3B- Casey Blake
2B- Ronnie Belliard
1B- Jim Thome
C- Victor Martinez
SP- Cliff Lee, CC Sabathia, Carl Pavano, Paul Byrd
RP- Rafael Betancourt
Last edited by webba2000 on 15/10/2009, 18:07, edited 1 time in total.
"That's a clown question, bro."
- joesox
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Re: Joe - Baseball
Non male, eh, e se aggiungiamo pure Carmona, Asdrubal e Sizemore abbiamo un championship club.webba2000 wrote: ...
LF- Manny Ramirez
CF- Ben Francisco
RF- Ryan Ludwick
SS- Mark DeRosa
3B- Casey Blake
2B- Ronnie Belliard
1B- Jim Thome
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SP- Cliff Lee, CC Sabathia, Carl Pavano, Paul Byrd
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Re: Joe - Baseball
se trovate un vecchietto con 500Mil$ da spendere ce la fate senza problemijoesox wrote: Non male, eh, e se aggiungiamo pure Carmona, Asdrubal e Sizemore abbiamo un championship club.
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Re: Joe - Baseball
Mi è venuto in mente questo post di joe quando la TBS ha inquadrato Pedro nel dogout subito dopo l'HR di Manny. Bellissima scena e bellissima espressione di Pedro, come stesse pensando "...he did it again...".joesox wrote: ...ma colui che tutti aspettiamo è solo uno e non serve neppure il cognome, basta il nome...Pedro!

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Re: Joe - Baseball
Sono rimasti in 100 ad inseguire la Gloria, quella con la G maiuscola. Venticinque uomini in quattro corazzate.
Quattro, e per fortuna ed un poco di merito, sono quest’anno le quattro migliori del campionato. Non capita sempre, ma fa piacere quando succede. Forse potevano esserci i Cardinals, ma non credo nessun altro. Alla postseason dovrebbero andare in quattro.
La bellezza del cortissimo primo turno non è stata vanificata dalla tre rapide sweep. Ci sono stati eventi drammatici e partite decise, letteralmente, all’ultimo out. Maggiore pubblicità al baseball era davvero chiedere troppo.
Tre grandi città sono rimaste in piedi, Los Angeles, New York e Philadelphia. Anche gli uomini del mercato televisivo e della pubblicità possono stare contenti.
NLCS Game One
Gli occhi di Pedro Martinez nel tramonto della bassa California.
Per chi scenderà la notte losangelina intorno alle colline di Chavez Ravine?
Ombre lunghe anticipano la sera. L'unico spicchio di sole illumina i bleachers in fondo al campo destro.
Come due pistoleri mancini, Clayton Kershaw e Cole Hamels si affrontano al Dodger Stadium inondato di blue.
CK contro Cool H.
Tocca a Jimmy Rollins far vedere quanto è grande la zona foul dello stadio alzando una candela che Russell Martin raccoglie con destrezza. Chase Utley fa correre Matt Kemp, ma poi Shane Victorino trasforma il suo singolo in un pick off.
Aggressivi pure i Dodgers, girano subito a tutto ciò che Hamels offre. Il singolo di Andre Ethier però non porta a nulla, perchè Manny Ramirez (allenato dal grande Don Mattingly) resta vivo a lungo con due strike ma poi finisce per girare a vuoto su una changeup. Ed intanto ha visto otto lanci di Hamels ed ha immagazzinato utile info. Kemp trova un singolo e mette la prima pressione su Cole. Ma è il barbuto Casey Blake a fare il terzo out nel guanto facile di Utley. 0-0 dopo il primo inning.
Ryan Howard la manda lunga, ma Manny si ritrova sotto. La curva di CK inchioda Jayson Werth, il terzo strike è una veloce, 93mph in mezzo. Raul Ibanez, la sorpresa dell'anno, in raffreddamento dopo il malanno all'inguine, chiude il secondo alto, ammanettato da un'altra curva speciale.
È James Loney, il solitario, a fare 1-0 con una linea che spacca la pallina a metà, finisce sulle scale di destra tra papà e bimbo con cheeseburger in salvo. Salva invece un sicuro doppio di Ronnie Belliard, l'hawaiano tascabile, andando indietro magistrale. Dopo l'out di Russell Martin, rimbalza al terza base Pedro Feliz, Hamels regala la base al suo opposto e deve vedere il top del lineup Dodger prima di quando avrebbe voluto.
L'impazienza di Rafael Furcal fa il resto.
Scivola veloce il terzo. CK, texano di Dallas, 21enne, giovanissimo starter per una NLCS, dimostra maturità. Hamels invece dimostra talento disegnando un cambio interno che mette i dubbi in testa ad Ethier, e lo fa sedere con una palla che perde il fondo. Manny vede altri sette lanci (e sono quindici in tutto) ma alza un pop che Utley accoglie. Manny sembra ancor più lento alla moviola, ma l'osservazione pagherà. Fuori tempo va Kemp.
Quarto alto che potrebbe costare a CK quando Howard va strikeout due volte, ma finisce col vedersi regalata la BB dalla zona strike di Randy Marsh, piccola ma consistente. Werth la fa volare, ma Manny corricchia calmo a recuperarla in fondo a sinistra. Terzo K e quarta candela diretta ad Utley per Hamels. Sempre 1-0 Dodgers dopo quattro. Hamels con dieci lanci in più.
Il quinto dice trouble. Singolo di Ibanez, lancio pazzo e BB a Feliz. Rick Honeycutt va sul monte a parlare col ragazzo. Due on base, nessun out. Carlos Ruiz al piatto.
Non è certo il primo ricevitore che trasforma se stesso in un bombardiere. Mazzata da tre punti che fa 3-1. La palla vola nelle gradinate di sinistra, un arco bellissimo che non lascia speranze. CK è sotto shock: BB al lanciatore. Con un out, altra BB ad Utley. Joe Torre si muove, resta, tentenna. Alla fine decide di lasciare CK affrontare Howard. Paga dazio quando Ryan la spedisce oltre la testa di Ethier, entrano due corridori. 5-1 Phillies. Entra pure Ramon Troncoso. Serata finita per il 21enne mancino di Dallas.
Los Angeles tenta di rispondere subito. Martin batte un doppio a sinistra che rimbalza sulle tribune. Ragazze bionde in prima fila applaudono. Orlando Hudson va però K battendo al posto del pitcher. Furcal mette uomini agli angoli con una valida che rotola a destra fra prima e seconda.Hamels vuole la ground ball. La ottiene ma Rollins ed Utley pasticciano ed invece del doppio gioco arriva una palla nel dugout dei Phillies. Risultato: 5-2 e Manny al piatto. Conto subito 2-0, e Manny vede il suo diciottesimo lancio della serata. Sa come trattare il cambio di velocità che Cool osa lanciare.
La frantuma. Non la guarda neppure, guarda nel dugout di Philadelphia.
Pedro sorride ”...he did it again...” (cit.), due vecchi leoni, uno coi rossi, uno coi blu, Manny trotta a casa, 5-4. Hamels sopravvive, just.
Ed è l'ora di Ronald Belisario, altro rookie. La folla entra nella partita. Ogni out è un'ovazione. Siamo alla metà del sesto. Resta Hamels sul monte per la parte bassa. Phillies avanti di uno. Arriva il lancio numero cento, gocce di sudore solcano il viso del ragazzo, arrivano anche due valide ed anche Charlie Manuel telefona ai rilievi.
Tocca a Chad Durbin, il conte D'Urbin. Lo scorso anno, lo scorso maggio, scorrono le inutili immagini del passato. La linea di Martin scorre fino al guanto di Werth.
Ma c'è un'altra linea calda, quella che va dal dugout dei Phillies al bullpen. Suona forte per J.A. Happ che viene chiamato per affrontare Jim Thome. Pericolo. Arriva la base su ball. Un delirio di fazzoletti. Le basi sono piene, tutti in piedi. Dopo che Randy Wolf trova le scarpe per correre per Thome Happ va 3-2 su Furcal. Rimbalzante ad Utley. Fine del sesto. 5-4 Phillies.
Torre va col taiwanese Hong-Chih Kuo per affrontare il veterano Miguel Cairo, potrebbe benissimo essere egiziano da come va K. Ma Rollins la fa rotolare sotto il guanto di Furcal e vede le basi per la prima volta. Victorino cambia posto con Rollins dopo il gioco forzato. La partita rallenta, si allunga. Tocca ad Utley andare K questa volta.
Stiracchiamento necessario a metà del settimo.
Il suo nome Antonio, il cognome Bastardo. La fabbrica di mancini ne ha prodotto un altro. Ethier lo punisce con un gran doppio. Bastardo bestemmia e se ne va. Tocca all'ex. Chan Ho Park per Manny. Park lo frega con quattro lanci interni. Ethier non avanza. Ora batte Kemp. Altro conto pieno. Altro K su una veloce molto golosa da 96mph. E Park li porta all'ottavo, Phillies sempre avanti. Ma il cuore batte forte.
Ottavo alto. È ormai una parata di rilievi. George Sherrill, arrivato da Baltimore, un tempo star delle Indipendent Leagues. Howard non abbocca e finisce in prima. Werth pure. Back to back BB ed Honeycutt deve tornare sul monte. È la grande occasione per Raul. Non aspetta, bomba da tre punti, la curva non mette dubbi ad Ibanez, uno dei quattro uomini da 30+ HR dei Phillies nella stagione regolare. 8-4 Phillies.
Ottavo basso. Ryan Madson è accolto da Loney con una valida. La folla si risveglia. Belliard lo imita. Undici valide per i Dodgers. Diventano dodici quando Martin la infila fra seconda e terza. Entra Loney, 8-5. Punto del pareggio al piatto nella forma di Juan Pierre. Altro meeting sul monte.
Pierre con un casco che lo fa sembrare un bambino mostra pazienza. Cose incredibili.
Sono tutti di nuovo in piedi. Ma Pierre gira ad una cosa nelle scarpe. Madson gronda di sudore, Ruiz esce a parlargli. Scott Eyre e Brad Lidge a lanciare nel bullpen. Non è garasette ma qui si usa già tutto l'arsenale. Conto pieno anche per Furcal. È lunga, ma resta una volata di sacrificio, ora stanno 8-6. I Dodgers accorciano. Ethier al piatto, Manny on deck. Andre forza un 3-0, Madson forza il conto pieno. Singolo.
Uomini agli angoli. Due out.
Qui si gioca la partita, forse la serie.
Chi vince garauno è 14-3 per andare alle World Series.
Mannywood, casacca 99, treccine, think blue.
L'uomo Ramirez va al piatto.
È un film.
Swish, 95mph. Veloce interna. 0-1
Spreca all'interno. 1-1
4-seamer, a vuoto, gira per le sedie. 1-2
Foul contro il guanto di Ruiz. Manny ancora salvo. 1-2
Il crack è quello della mazza, la palla rotola a Feliz, raccoglie, tira, Madson è salvo.
Nono alto per Jonathan Broxton. 294 libbre, nato nella città del Masters di Golf, Augusta, ha toccato le 103 miglia contro i Padres nel 2009. Era una veloce. Rollins vola a Pierre, ma Victorino chiude la sua serata come la aveva aperta, con un singolo.
Ma resta 8-6, Howard fa 0 su 10 (sesto K) in carriera contro Broxton, per quello che vale.
Bottom of the ninth. Manuel sceglie Brad Lidge. Settimo rilievo per i Phillies.
Kemp trova una linea sopra il guanto esteso di Rollins ed il Dodger Stadium erutta.
Il mormone, Blake, vincerà la barba di Lidge o quella di Blake? Il doppio gioco lo ha tagliato un sarto che ha la bottega affacciata sul Sunset Boulevard. Tramonto. Lidge regala a Loney la BB, solo la seconda regalata dallo staff di Philadelphia, ma poi annoda Belliard per il ventisettesimo out ed i Phillies sono avanti 1-0.
Wow! Che partita!
Ed è già ora di garadue. E Torre ha scelto Vicente Padilla.
Ma io voglio vedere gli occhi di Pedro.
Quattro, e per fortuna ed un poco di merito, sono quest’anno le quattro migliori del campionato. Non capita sempre, ma fa piacere quando succede. Forse potevano esserci i Cardinals, ma non credo nessun altro. Alla postseason dovrebbero andare in quattro.
La bellezza del cortissimo primo turno non è stata vanificata dalla tre rapide sweep. Ci sono stati eventi drammatici e partite decise, letteralmente, all’ultimo out. Maggiore pubblicità al baseball era davvero chiedere troppo.
Tre grandi città sono rimaste in piedi, Los Angeles, New York e Philadelphia. Anche gli uomini del mercato televisivo e della pubblicità possono stare contenti.
NLCS Game One
Gli occhi di Pedro Martinez nel tramonto della bassa California.
Per chi scenderà la notte losangelina intorno alle colline di Chavez Ravine?
Ombre lunghe anticipano la sera. L'unico spicchio di sole illumina i bleachers in fondo al campo destro.
Come due pistoleri mancini, Clayton Kershaw e Cole Hamels si affrontano al Dodger Stadium inondato di blue.
CK contro Cool H.
Tocca a Jimmy Rollins far vedere quanto è grande la zona foul dello stadio alzando una candela che Russell Martin raccoglie con destrezza. Chase Utley fa correre Matt Kemp, ma poi Shane Victorino trasforma il suo singolo in un pick off.
Aggressivi pure i Dodgers, girano subito a tutto ciò che Hamels offre. Il singolo di Andre Ethier però non porta a nulla, perchè Manny Ramirez (allenato dal grande Don Mattingly) resta vivo a lungo con due strike ma poi finisce per girare a vuoto su una changeup. Ed intanto ha visto otto lanci di Hamels ed ha immagazzinato utile info. Kemp trova un singolo e mette la prima pressione su Cole. Ma è il barbuto Casey Blake a fare il terzo out nel guanto facile di Utley. 0-0 dopo il primo inning.
Ryan Howard la manda lunga, ma Manny si ritrova sotto. La curva di CK inchioda Jayson Werth, il terzo strike è una veloce, 93mph in mezzo. Raul Ibanez, la sorpresa dell'anno, in raffreddamento dopo il malanno all'inguine, chiude il secondo alto, ammanettato da un'altra curva speciale.
È James Loney, il solitario, a fare 1-0 con una linea che spacca la pallina a metà, finisce sulle scale di destra tra papà e bimbo con cheeseburger in salvo. Salva invece un sicuro doppio di Ronnie Belliard, l'hawaiano tascabile, andando indietro magistrale. Dopo l'out di Russell Martin, rimbalza al terza base Pedro Feliz, Hamels regala la base al suo opposto e deve vedere il top del lineup Dodger prima di quando avrebbe voluto.
L'impazienza di Rafael Furcal fa il resto.
Scivola veloce il terzo. CK, texano di Dallas, 21enne, giovanissimo starter per una NLCS, dimostra maturità. Hamels invece dimostra talento disegnando un cambio interno che mette i dubbi in testa ad Ethier, e lo fa sedere con una palla che perde il fondo. Manny vede altri sette lanci (e sono quindici in tutto) ma alza un pop che Utley accoglie. Manny sembra ancor più lento alla moviola, ma l'osservazione pagherà. Fuori tempo va Kemp.
Quarto alto che potrebbe costare a CK quando Howard va strikeout due volte, ma finisce col vedersi regalata la BB dalla zona strike di Randy Marsh, piccola ma consistente. Werth la fa volare, ma Manny corricchia calmo a recuperarla in fondo a sinistra. Terzo K e quarta candela diretta ad Utley per Hamels. Sempre 1-0 Dodgers dopo quattro. Hamels con dieci lanci in più.
Il quinto dice trouble. Singolo di Ibanez, lancio pazzo e BB a Feliz. Rick Honeycutt va sul monte a parlare col ragazzo. Due on base, nessun out. Carlos Ruiz al piatto.
Non è certo il primo ricevitore che trasforma se stesso in un bombardiere. Mazzata da tre punti che fa 3-1. La palla vola nelle gradinate di sinistra, un arco bellissimo che non lascia speranze. CK è sotto shock: BB al lanciatore. Con un out, altra BB ad Utley. Joe Torre si muove, resta, tentenna. Alla fine decide di lasciare CK affrontare Howard. Paga dazio quando Ryan la spedisce oltre la testa di Ethier, entrano due corridori. 5-1 Phillies. Entra pure Ramon Troncoso. Serata finita per il 21enne mancino di Dallas.
Los Angeles tenta di rispondere subito. Martin batte un doppio a sinistra che rimbalza sulle tribune. Ragazze bionde in prima fila applaudono. Orlando Hudson va però K battendo al posto del pitcher. Furcal mette uomini agli angoli con una valida che rotola a destra fra prima e seconda.Hamels vuole la ground ball. La ottiene ma Rollins ed Utley pasticciano ed invece del doppio gioco arriva una palla nel dugout dei Phillies. Risultato: 5-2 e Manny al piatto. Conto subito 2-0, e Manny vede il suo diciottesimo lancio della serata. Sa come trattare il cambio di velocità che Cool osa lanciare.
La frantuma. Non la guarda neppure, guarda nel dugout di Philadelphia.
Pedro sorride ”...he did it again...” (cit.), due vecchi leoni, uno coi rossi, uno coi blu, Manny trotta a casa, 5-4. Hamels sopravvive, just.
Ed è l'ora di Ronald Belisario, altro rookie. La folla entra nella partita. Ogni out è un'ovazione. Siamo alla metà del sesto. Resta Hamels sul monte per la parte bassa. Phillies avanti di uno. Arriva il lancio numero cento, gocce di sudore solcano il viso del ragazzo, arrivano anche due valide ed anche Charlie Manuel telefona ai rilievi.
Tocca a Chad Durbin, il conte D'Urbin. Lo scorso anno, lo scorso maggio, scorrono le inutili immagini del passato. La linea di Martin scorre fino al guanto di Werth.
Ma c'è un'altra linea calda, quella che va dal dugout dei Phillies al bullpen. Suona forte per J.A. Happ che viene chiamato per affrontare Jim Thome. Pericolo. Arriva la base su ball. Un delirio di fazzoletti. Le basi sono piene, tutti in piedi. Dopo che Randy Wolf trova le scarpe per correre per Thome Happ va 3-2 su Furcal. Rimbalzante ad Utley. Fine del sesto. 5-4 Phillies.
Torre va col taiwanese Hong-Chih Kuo per affrontare il veterano Miguel Cairo, potrebbe benissimo essere egiziano da come va K. Ma Rollins la fa rotolare sotto il guanto di Furcal e vede le basi per la prima volta. Victorino cambia posto con Rollins dopo il gioco forzato. La partita rallenta, si allunga. Tocca ad Utley andare K questa volta.
Stiracchiamento necessario a metà del settimo.
Il suo nome Antonio, il cognome Bastardo. La fabbrica di mancini ne ha prodotto un altro. Ethier lo punisce con un gran doppio. Bastardo bestemmia e se ne va. Tocca all'ex. Chan Ho Park per Manny. Park lo frega con quattro lanci interni. Ethier non avanza. Ora batte Kemp. Altro conto pieno. Altro K su una veloce molto golosa da 96mph. E Park li porta all'ottavo, Phillies sempre avanti. Ma il cuore batte forte.
Ottavo alto. È ormai una parata di rilievi. George Sherrill, arrivato da Baltimore, un tempo star delle Indipendent Leagues. Howard non abbocca e finisce in prima. Werth pure. Back to back BB ed Honeycutt deve tornare sul monte. È la grande occasione per Raul. Non aspetta, bomba da tre punti, la curva non mette dubbi ad Ibanez, uno dei quattro uomini da 30+ HR dei Phillies nella stagione regolare. 8-4 Phillies.
Ottavo basso. Ryan Madson è accolto da Loney con una valida. La folla si risveglia. Belliard lo imita. Undici valide per i Dodgers. Diventano dodici quando Martin la infila fra seconda e terza. Entra Loney, 8-5. Punto del pareggio al piatto nella forma di Juan Pierre. Altro meeting sul monte.
Pierre con un casco che lo fa sembrare un bambino mostra pazienza. Cose incredibili.
Sono tutti di nuovo in piedi. Ma Pierre gira ad una cosa nelle scarpe. Madson gronda di sudore, Ruiz esce a parlargli. Scott Eyre e Brad Lidge a lanciare nel bullpen. Non è garasette ma qui si usa già tutto l'arsenale. Conto pieno anche per Furcal. È lunga, ma resta una volata di sacrificio, ora stanno 8-6. I Dodgers accorciano. Ethier al piatto, Manny on deck. Andre forza un 3-0, Madson forza il conto pieno. Singolo.
Uomini agli angoli. Due out.
Qui si gioca la partita, forse la serie.
Chi vince garauno è 14-3 per andare alle World Series.
Mannywood, casacca 99, treccine, think blue.
L'uomo Ramirez va al piatto.
È un film.
Swish, 95mph. Veloce interna. 0-1
Spreca all'interno. 1-1
4-seamer, a vuoto, gira per le sedie. 1-2
Foul contro il guanto di Ruiz. Manny ancora salvo. 1-2
Il crack è quello della mazza, la palla rotola a Feliz, raccoglie, tira, Madson è salvo.
Nono alto per Jonathan Broxton. 294 libbre, nato nella città del Masters di Golf, Augusta, ha toccato le 103 miglia contro i Padres nel 2009. Era una veloce. Rollins vola a Pierre, ma Victorino chiude la sua serata come la aveva aperta, con un singolo.
Ma resta 8-6, Howard fa 0 su 10 (sesto K) in carriera contro Broxton, per quello che vale.
Bottom of the ninth. Manuel sceglie Brad Lidge. Settimo rilievo per i Phillies.
Kemp trova una linea sopra il guanto esteso di Rollins ed il Dodger Stadium erutta.
Il mormone, Blake, vincerà la barba di Lidge o quella di Blake? Il doppio gioco lo ha tagliato un sarto che ha la bottega affacciata sul Sunset Boulevard. Tramonto. Lidge regala a Loney la BB, solo la seconda regalata dallo staff di Philadelphia, ma poi annoda Belliard per il ventisettesimo out ed i Phillies sono avanti 1-0.
Wow! Che partita!
Ed è già ora di garadue. E Torre ha scelto Vicente Padilla.
Ma io voglio vedere gli occhi di Pedro.
Last edited by joesox on 16/10/2009, 22:13, edited 1 time in total.
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- koper
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Re: Joe - Baseball
joesox wrote:
finisce sulle scale di destra tra papà e bimbo con cheeseburger in salvo.
D'altronde il baseball è così: alle volte si vince, alle volte si perde, altre volte...... piove (Cit.P)
Bikinis & statistics show a lot, but not everything (cit.)
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Re: Joe - Baseball
NLCS Game Two
Altissimo il sole californiano illumina un verdissimo prato.
Giornata splendida, brezza leggerissima senza particolare direzione.
Caldo, ma quello giusto.
Vicente Padilla, l'uomo ucciso dai mancini, parte a modo suo, lanciando strike. Jimmy Rollins vola a sinistra e Shane Victorino a destra. Combattono con il sole prima Manny Ramirez e poi Andre Ethier. Vincono entrambi. Chase Utley trova la prima valida delle sue NLCS, ma Ryan Howard alza solo una debole candela.
Pedro Martinez. Vengono a galla ricordi personali, sportivi e di assurde trade. I Dodgers – alla ricerca di un seconda base – mandarono il fratello di Ramon a Montreal per Delino DeShields. Ecco perchè a LA arrivano al quarto inning.
Poi Dan Duquette mandò Carl Pavano agli Expos per portare a Boston il grande Pedro (miglior change-up di sempre?). Pedro elimina i primi sette uomini che affronta, poi un catcher a caso trova un fortunoso candelotto che cade a metà strada tra interni ed esterni. Intanto sono tutti zero sul tabellone.
Ed ecco la curvissima di Padilla da 55mph (41 in meno della sua miglior veloce) ed anche Victorino se la ride. Più che un lancio un'onda da surf direttamente da North Shore, Oahu, Hawaii, un altro paradiso. Padilla insiste ed, a sorpresa, elimina Philly dopo Philly fino a che – con un out nel quarto – Ryan Howard la prende in pieno, la distrugge. 1-0 Philly.
Pedro continua nella sua opera, cambi di velocità a 70mph, a 71mph, curve, veloce a 88mph, a 90mph. Arrivano, su Casey Blake e Ronnie Belliard anche due strikeout.
Matt Kemp in netto ritardo su una cosa ad 89mph. Meraviglioso. Un artista.
Forse due palle colpite forte, forse nessuna.
Vicente naviga con destrezza fino al settimo. Ha concesso un punto e quattro valide. E' sotto 1-0.
Ci stiracchiamo.
E' un classico. Il primo vero pitching duel di questa postseason.
Parte bassa del settimo.
Pedro con 77 lanci. Economico, preciso, tranquillo.
Ethier. Ball. Curva a 69mph. Cambio a 75mph. Veloce presa male, che rimbalza in bocca ad Utley.
Manny. Ball. Foul. Foul. Breaking ball a 79mph. Whoooosh.
Loney. Legnata lunga a Victorino.
Pedro ad 87 lanci. Chiude con 7-2-0-0-0-3.
Charlie Manuel non fa il Grady Little. Anche se la tentazione di lasciare Pedro sul monte deve essere grande. Ricordo un Frank Castillo tolto da Jimy Williams con 85-2 contro gli Yankees. Pedro è 87-2. E speriamo abbia visto bene.
Joe Torre lascia Padilla, ma dopo la BB a Carlos Ruiz se ne pente. Ed è “King Kong” Kuo, il ragazzo di Taiwan, a indurre Ben Francisco, ph del ph di Pedro, in un doppio gioco. Secondo inning in fila che i Dodgers escono con il doppio gioco da una situazione delicata.
Ottavo basso da leggenda.
Anche Manuel va in oriente e se ne esce con un coreano, Chan Ho Park, riposatissimo. Ma la palla del mormone passa oltre al guanto di Feliz.
Tocca agli starteghi. Torre manda Juan Pierre a rubare. Belliard al piatto mostra la smorzata. Park tira in prima. Cane e gatto. Peccato che Belliard tenga la mazza come fosse un piccone. E poi...gli dei decidono.
Smorzata troppo forte che però passa tra Park ed Howard. Tutti salvi.
Cold Play in sottofondo.
Bullpen Philly. Qualcosa di avventuroso. Conto 3-0. Russell Martin prega che sia ball quattro ed invece è conto pieno.
Li hanno dove vogliono. Rimbalzante, Feliz, Utley, dugout. Per il secondo giorno in fila Utley non trova il guanto di Howard! Wow! Da Chase non ti aspetti certe cose.
Aveva tempo da morire.
Pierre corre a casa, 1-1. Manuel invece corre sul monte. Chiama Scott Eyre, un uomo, non un lago, col gomito sospetto ed una caviglia malconcia.
Jim Thome sale a battere. Mancino per mancino. E Thome colpisce.
Uomini agli angoli. Un out. Corridore per Thome.
Altra telefonata al bullpen. Ed altro rilievo. Ryan Madson chiamato a fare Houdini.
Infield in per Philadelphia.
Pedro inasprisce in panchina.
Madson riempie le basi.
Magicamente Kemp a battere. Momento chiave.
Cambio assassino e Kemp perde mazza, scarpe e calzini.
Manuel non ha finito. J.A. Happ per Ethier.
Happ è di ghiaccio. Due strike subito e poi cominciano i foul.
Tensione a mille. Fazzoletti sventolano incerti, note sincopate dell'organo.
Inning lunghissimo. Lanciatore nel sole, battitore nell'ombra.
Cosa possa vedere Ethier, non si sa.
Conto pieno.
È il momento.
Arriva proprio sul filo basso! Ethier trattiene.
Ball quattro.
2-1 Ddodgers, Broxton si alza nel pen.
C'è il conte Durbin per Manny. Quinto rilievo per Manuel in questo ottavo infinito.
Fra un'ora iniziano le ALCS.
Manny un lancio, pop a Feliz, ma è vantaggio LA.
Tocca a Jonathan Broxton provare a chiuderla.
Pressione.
Rollins la prende sopra. Orlando Hudson – ora in 2b – la confeziona.
Batte l'hawaiano, ma c'è Furcal.
Utley (con 31 HR in stagione) vuole una cosa sola: Redemption. Howard on deck.
The 2-2 pitch: la prende bene, ma è nel guanto di Ethier.
Finisce 2-1 per i Dodgers.
Serie 1-1.
Ora i Dodgers devono affrontare due volte (forse) Cliff Lee.
Altissimo il sole californiano illumina un verdissimo prato.
Giornata splendida, brezza leggerissima senza particolare direzione.
Caldo, ma quello giusto.
Vicente Padilla, l'uomo ucciso dai mancini, parte a modo suo, lanciando strike. Jimmy Rollins vola a sinistra e Shane Victorino a destra. Combattono con il sole prima Manny Ramirez e poi Andre Ethier. Vincono entrambi. Chase Utley trova la prima valida delle sue NLCS, ma Ryan Howard alza solo una debole candela.
Pedro Martinez. Vengono a galla ricordi personali, sportivi e di assurde trade. I Dodgers – alla ricerca di un seconda base – mandarono il fratello di Ramon a Montreal per Delino DeShields. Ecco perchè a LA arrivano al quarto inning.
Poi Dan Duquette mandò Carl Pavano agli Expos per portare a Boston il grande Pedro (miglior change-up di sempre?). Pedro elimina i primi sette uomini che affronta, poi un catcher a caso trova un fortunoso candelotto che cade a metà strada tra interni ed esterni. Intanto sono tutti zero sul tabellone.
Ed ecco la curvissima di Padilla da 55mph (41 in meno della sua miglior veloce) ed anche Victorino se la ride. Più che un lancio un'onda da surf direttamente da North Shore, Oahu, Hawaii, un altro paradiso. Padilla insiste ed, a sorpresa, elimina Philly dopo Philly fino a che – con un out nel quarto – Ryan Howard la prende in pieno, la distrugge. 1-0 Philly.
Pedro continua nella sua opera, cambi di velocità a 70mph, a 71mph, curve, veloce a 88mph, a 90mph. Arrivano, su Casey Blake e Ronnie Belliard anche due strikeout.
Matt Kemp in netto ritardo su una cosa ad 89mph. Meraviglioso. Un artista.
Forse due palle colpite forte, forse nessuna.
Vicente naviga con destrezza fino al settimo. Ha concesso un punto e quattro valide. E' sotto 1-0.
Ci stiracchiamo.
E' un classico. Il primo vero pitching duel di questa postseason.
Parte bassa del settimo.
Pedro con 77 lanci. Economico, preciso, tranquillo.
Ethier. Ball. Curva a 69mph. Cambio a 75mph. Veloce presa male, che rimbalza in bocca ad Utley.
Manny. Ball. Foul. Foul. Breaking ball a 79mph. Whoooosh.
Loney. Legnata lunga a Victorino.
Pedro ad 87 lanci. Chiude con 7-2-0-0-0-3.
Charlie Manuel non fa il Grady Little. Anche se la tentazione di lasciare Pedro sul monte deve essere grande. Ricordo un Frank Castillo tolto da Jimy Williams con 85-2 contro gli Yankees. Pedro è 87-2. E speriamo abbia visto bene.
Joe Torre lascia Padilla, ma dopo la BB a Carlos Ruiz se ne pente. Ed è “King Kong” Kuo, il ragazzo di Taiwan, a indurre Ben Francisco, ph del ph di Pedro, in un doppio gioco. Secondo inning in fila che i Dodgers escono con il doppio gioco da una situazione delicata.
Ottavo basso da leggenda.
Anche Manuel va in oriente e se ne esce con un coreano, Chan Ho Park, riposatissimo. Ma la palla del mormone passa oltre al guanto di Feliz.
Tocca agli starteghi. Torre manda Juan Pierre a rubare. Belliard al piatto mostra la smorzata. Park tira in prima. Cane e gatto. Peccato che Belliard tenga la mazza come fosse un piccone. E poi...gli dei decidono.
Smorzata troppo forte che però passa tra Park ed Howard. Tutti salvi.
Cold Play in sottofondo.
Bullpen Philly. Qualcosa di avventuroso. Conto 3-0. Russell Martin prega che sia ball quattro ed invece è conto pieno.
Li hanno dove vogliono. Rimbalzante, Feliz, Utley, dugout. Per il secondo giorno in fila Utley non trova il guanto di Howard! Wow! Da Chase non ti aspetti certe cose.
Aveva tempo da morire.
Pierre corre a casa, 1-1. Manuel invece corre sul monte. Chiama Scott Eyre, un uomo, non un lago, col gomito sospetto ed una caviglia malconcia.
Jim Thome sale a battere. Mancino per mancino. E Thome colpisce.
Uomini agli angoli. Un out. Corridore per Thome.
Altra telefonata al bullpen. Ed altro rilievo. Ryan Madson chiamato a fare Houdini.
Infield in per Philadelphia.
Pedro inasprisce in panchina.
Madson riempie le basi.
Magicamente Kemp a battere. Momento chiave.
Cambio assassino e Kemp perde mazza, scarpe e calzini.
Manuel non ha finito. J.A. Happ per Ethier.
Happ è di ghiaccio. Due strike subito e poi cominciano i foul.
Tensione a mille. Fazzoletti sventolano incerti, note sincopate dell'organo.
Inning lunghissimo. Lanciatore nel sole, battitore nell'ombra.
Cosa possa vedere Ethier, non si sa.
Conto pieno.
È il momento.
Arriva proprio sul filo basso! Ethier trattiene.
Ball quattro.
2-1 Ddodgers, Broxton si alza nel pen.
C'è il conte Durbin per Manny. Quinto rilievo per Manuel in questo ottavo infinito.
Fra un'ora iniziano le ALCS.
Manny un lancio, pop a Feliz, ma è vantaggio LA.
Tocca a Jonathan Broxton provare a chiuderla.
Pressione.
Rollins la prende sopra. Orlando Hudson – ora in 2b – la confeziona.
Batte l'hawaiano, ma c'è Furcal.
Utley (con 31 HR in stagione) vuole una cosa sola: Redemption. Howard on deck.
The 2-2 pitch: la prende bene, ma è nel guanto di Ethier.
Finisce 2-1 per i Dodgers.
Serie 1-1.
Ora i Dodgers devono affrontare due volte (forse) Cliff Lee.
The rare occurence of the expected.
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Re: Joe - Baseball
joe
in neanche 10 minuti!
Ragazzo, quando partecipi a un evento sportivo quello che conta non è vincere o perdere, ma quanto ti ubriachi
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