dicmod wrote:
Confermo.
Tornando a fare i seri io gioco 2b e quindi ti faccio questa domanda. Una squadra con migliori lanciatori avrà meno giocatori in base rispetto ad altre e il loro 2b dovrà posizionarsi meno volte vicino alla seconda base e quindi potrà fare più giocate profondo aumentando così il suo range. Ha senso questo ragionamento? Quello che voglio dire è questo senza uomini in base posso mettermi in modo da ottimizzare la zona, con uomini sulle basi la mia posizione viene costretta obbligandomi ad aumentare eventualmente la posizione degli interventi fuori zona.
Si e no. Ogni volta che un giocatore cambia posizione lo fa perchè ritiene di poter effettuare più eliminazioni nella nuova posizione. Se così non è, sta commettendo un errore (lui, o chi gli dice di spostarsi).
Intendiamoci: quando ci sono uomini in base, le giocate sono più delicate, ma ci sono anche più possibilità di effettuare eliminazioni. C'è stata una giocata di Lugo nei playoffs, nel "buco" profondo tra interbase e terza base in cui lui ha tirato in terza (con l'eliminazione forzata). Se non ci fossero stati uomini in base non avrebbe mai completato l'eliminazione... ma magari si sarebbe posizionato differentemente: alla fine le cose si bilanciano.
Altro caso: lo shift per Ortiz, Bonds, Howard, Dunn, ecc... l'interbase va dall'altro lato della seconda base, ed il 2B gioca profondo, magari sull'erba. Se la configurazione difensiva è questa, chiaramente permetterà di effettuare più eliminazioni rispetto a quella tradizionale. E' vero che se Ortiz batte una palla nella tradizionale posizione del 3B, questa diventerà una valida (perchè il 3B va a fare l'interbase in pratica), ma è anche vero che ne batte poche, molte meno di quante ne batte nelle posizioni "non convenzionali" in cui si posizionano i difensori. Altrimenti lo shift non avrebbe assolutamente alcun senso. Quindi magari per i Blue Jays (squadra a caso), Glaus si mette a fare l'interbase contro Ortiz ed ha 15 turni di battuta. Una palla passa dove l'avrebbe presa di sicuro (facendo del male alla sua difesa in zona), ma riesce a prenderne 2-3 fuori zona, aiutando il proprio range.
Al mio sistema questo non interessa perchè tanto normalizza le giocate. Se la posizione difensiva è sbagliata, naturalmente il giocatore viene penalizzato, ma penso che sia ovvio.
Per quanto riguarda le giocate molto poco convenzionali (infield in, con meno di 2 out e uomo in terza), ce ne sono così poche di differenza tra le varie squadre che non influenzano il rating individuale di fine stagione, anche perchè le linee non vengono considerate per gli interni (contano solo groundballs e popups), dal momento che le linee possono essere prese soltanto ed esclusivamente se sono "addosso" al giocatore. Se sono a 3 metri di distanza, un difensore non volante non potrebbe mai prenderle. In poche parole, semmai i diversi posizionamenti difensivi dovrebbero aiutare i difensori e non danneggiarli. D'altronde è qualcosa che supplisce anche agli "istinti". Se io so che la palla verrà battuta in una posizione diversa (vedi pubblicità su MLB.tv di Kotsay che corre all'indietro prima della battuta), mi sposto. Che io lo sappia per: istinto, scouting report o perchè il pitcher mi ha detto che lancerà interno all'hitter destro (facendomi spostare due passi verso destra), è irrilevante. Il punto è che alla fine viene valutato il giocatore come abilità difensiva completa. Ovviamente ci saranno alcuni che saranno marginalmente più aiutati di altri dal loro reparto di scouting, ma questo accade anche per le statistiche offensive ("attento che quello quando è dietro nel conto lancia solo slider!") e per le statistiche dei lanciatori ("attento che quando quello è in vantaggio nel conto gira la fastball fuori dalla zona!"), ma questo è qualcosa di relativamente poco importante. Peraltro quando avremo ancora più dati (per ora abbiamo solo 4 anni), potremo valutare l'impatto del cambio di squadra e dunque di allenatori. Al momento possiamo valutare la qualità del difensore e basta.
lephio: il campo viene diviso in tante piccole zone. Supponiamo che dobbiamo considerare la zona di responsabilità di un interbase: si prendono tutte le giocate di tutti gli interbasi in MLB e si vede in percentuale quante giocate vengano fatte dagli SS in ogni zona. Chiaramente nella posizione "tradizionale" la percentuale sarà maggiore, sfumando man mano che ci si allontana (verso la seconda o verso la terza base). Tutte le zone in cui vengono fatte almeno il 50.1% di giocate, sono considerate di responsabilità del giocatore. Non ci si aspetta naturalmente che vengano fatte sempre le giocate, ma serve ad identificare una zona di responsabilità, contro la quale viene tarato il rendimento di ogni difensore. Alla fine l'importante è avere un parametro di riferimento valido ed uguale per tutti, non certo aspettarsi che un giocatore effettui il 100% di giocate (infatti neanche Everett ce la fa, per intenderci). Il punto è che se io dico che un difensore "gioca .600", non ha alcun significato di alcun tipo fuori da un contesto specifico. Se invece inizio a usare la media dei suoi colleghi come parametro e dico quante giocate abbia effettuato rispetto a quella media, starò usando un parametro valido e giusto per tutti gli interbase come gruppo. Infatti non provo neanche a paragonare difensori di ruoli diversi perchè sarebbe ingiusto, avendo zone di responsabilità diverse e medie diverse (anche se Ryan Braun è il peggiore della storia - non temo di dirlo).
Come detto per gli shifts difensivi: se un giocatore effettua uno shift, è per fare più eliminazioni. Se non effettua più eliminazioni, è un errore. Ma c'è la stessa influenza del coach che per le statistiche offensive o dei pitchers. Se vai al piatto e ti dicono di girare tutto quando hai 2 strike perchè tanto il pitcher ti lancia uno strike, e poi invece quello ti lancia una palla per terra e tu la giri, le tue statistiche sono state inficiate, ma lo sono state anche dallo scouting report che ti hanno fornito. Funziona in maniera identica per ogni ambito del gioco, e pertanto le statistiche difensive hanno la stessa efficacia di quelle offensive e dei pitchers e sono sempre in parte influenzate da chi ti allena e gestisce: vale per tutti gli ambiti del gioco, non certo solo per la difesa. Per quanto riguarda i posizionamenti comunque, il mio sistema li annulla compensando gli spostamenti. Prendi il caso Hudson: poche giocate in zona e molte fuori. Chiaramente c'è un discorso di posizionamento, ma il mio sistema lo compensa e lo annulla. Chiaro che chi non fa giocate in zona e non ne fa fuori sia debole, e chiaro che chi fa giocate sia in zona che fuori sia forte. Mi pare indiscutibile. Chi ne fa un po' ed un po' viene bilanciato e compensato dal sistema.
Poi a te potrà non piacere il vocabolo "oggettivo", ma se uno fa 130 giocate su 150 palle battute nella sua zona, questo è un discorso oggettivo. Poi non tutte le giocate avranno la stessa semplicità/difficoltà, ed è per questo che noi usiamo grossi campioni di dati, perchè le cose si bilanciano nel lungo termine (mentre magari sul singolo turno di battuta può succedere di tutto, per il lanciatore, battitore e difensore). Anche quando un giocatore va al piatto non tutti i turni di battuta sono uguali. Ortiz vedrà meno fastballs di Pierre, ma quando si dice che un giocatore abbia .950 di OPS contro uno da .750, non mi pare che nessuno dica "eh beh, ma quello da .750 ha avuto tutti turni di battuta difficilissimi contro pitchers al massimo della forma" perchè con tanti turni di battuta c'è un bilanciamento, ma è anche ovvio che tra un hitter da .950 OPS ed uno da .945 OPS la casualità potrà avere un'influenza notevolissima, ed è semplicemente stupido affermare che uno (per 5 millesimi di OPS) sia più forte dell'altro... ma non lo fa nessuno e nessuno dovrebbe farlo neanche per la difesa, dove la differenza è di 1-2 giocate. Ma quando le giocate diventano 5, poi 10, poi ancora di più, c'è sempre un maggiore significato. Il punto è che come detto, man mano che i dati aumentano diventano più fedeli. A fine stagione è piuttosto difficoltoso affermare che (esempio) Barfield sia stato più bravo di Utley in difesa. Magari per i giocatori che si differenziano di 2-3 giocate si può parlare di variazioni casuali, ma lo si può fare anche tra gli hitters con 2-3 HR in più o in meno o 5 punti di media battuta in più o in meno. Insomma, la validità è la stessa, e l'incidenza di fortuna e caso pure. Se accetti che Punto abbia avuto una stagione offensivamente inferiore a quella di David Wright, puoi accettarlo anche dal punto di vista difensivo. Punto è stato sotto media, non di tanto quanto pensassi inizialmente, ma lo è stato. Vuoi discutere che sia stato un po' sfortunato (o posizionato male dal dugout dei Twins)? Si, certo, ci può stare, ma di sicuro non ha avuto una grande annata. Al massimo può risalire attorno alla media, "regalandogli" 5-6 giocate (e siamo generosi perchè 5-6 non sono poche). I difensori forti sono altra roba. Magari è stata solo un'annata storta come gli è capitato con la mazza. Può succedere a chiunque, ma nel 2007 Nick Punto è stato un difensore sotto media. Non mi elevo a creatura soprannaturale cercando di spiegare le cause (manager cretino, sfiga cosmica, ecc) non avendo visto tutte le sue partite, ma mi limito a misurare oggettivamente il suo rendimento. Il suo rendimento oggettivo è stato sotto media. E' come uno che ti dice che X abbia battuto .300. Non cerca di affermare niente in senso assoluto, se sia ripetibile, se sia stato fortunato, se sia stato casuale, ecc... ma solo che in quel determinato anno abbia battuto .300, fine.
Peraltro come sempre, le statistiche potranno essere influenzate in minima parte da fortuna e casualità sul singolo anno, ma con l'ampliarsi dei dati diventano sempre più efficaci, e sono
sempre più efficaci dell'osservazione individuale, proprio perchè oggettive, com'è oggettivo uno che batte valido 3 volte su 10 al piatto.