Il replay di quello che dice Laraque prima dello scontro e' alla fine della rissa per cui puo' essere forviante, ma non possono tenere i microfoni che danno ai giocatori accesi per tutta la partita o sarebbe tutto un beep per cui devono filtrare quello che si sente. Cmq prima della rissa gli dice "buona fortuna" come per dire "ok, ma poi non ti lamentare se finisci per terra perche' te la sei cercata" pur essendo 10 chili di meno.. :D Dovrebbero mettere piu' microfoni a giocatori cosi' ^_^kachlex wrote:
mi son perso qualcosa?![]()
Re: Idoli
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Re: Idoli
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Re: Idoli
ah ok avevo colto la "spacconata", pensavo ci fosse un qualche retroscena a me ignotojovocop wrote: Il replay di quello che dice Laraque prima dello scontro e' alla fine della rissa per cui puo' essere forviante, ma non possono tenere i microfoni che danno ai giocatori accesi per tutta la partita o sarebbe tutto un beep per cui devono filtrare quello che si sente. Cmq prima della rissa gli dice "buona fortuna" come per dire "ok, ma poi non ti lamentare se finisci per terra perche' te la sei cercata" pur essendo 10 chili di meno.. :D Dovrebbero mettere piu' microfoni a giocatori cosi' ^_^
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Re: Idoli
ma che fine ha fatto Patrick Roy???? immagino si sia ritirato...ma lo dicevano anche di Hasek 
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Re: Idoli
pardon, non l'avevo visto.... 
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Re: Idoli
Mi sembra giusto postare una parata del meglio di Georges:jovocop wrote: E' stato ignorato forse perche' ancora in attivita' e forse perche' a molti e' sconosciuto o sta semplicemente antipatico (presente!) ma questa e' una perla di Laraque che ho visto solamente ora.. grazie a chiunque ha avuto l'idea di mettere il microfono ad alcuni giocatori durante le partite trasmesse in pay per view!
http://www.youtube.com/watch?v=TCabaJFDuYw
Do you want to? ..Ok. Good luck then!
http://www.youtube.com/watch?v=1vOUAdn5BEg
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Re: Idoli
che poi ho scoperto solo qualche giorno fa che questa hit fu l'antefatto del cosidetto "Blood game" che si giocò l'anno dopo (1997) a Detroit. Una normale gara di fine regular season tra due squadre praticamente già qualificate, Colorado e Detroit, che si trasformò in una carneficina in conseguenza del ritorno di Claude Lemieux alla Joe Louis Arena un centinaio di giorni dopo il fattaccio. Mi limito a dire che è una partita che è diventata storica per i tifosi dei Red Wings, che sono riusciti a battere gli Avs all'overtime per la prima volta in quella stagione. Vi posto le penalità della gara:bure wrote: mi permetto di far notare come il buon Claude nn fosse certo così incosciente da calpestare col pattino (e quindi la lama!) la faccia dell'avversario.. si limitò a fraccassarla contro la balaustra con una carica da dietro che lasciava la vaga sensazione della premeditazione. Come aggravante x il clima del resto di quella memorabile serie con Detroit, la parte di balaustra prescelta da Claude era quella bassa proprio in corrispondenza della panchina dei Red Wings...i compagni di Draper ebbero quindi una visione e una acustica privilegiate dell'impatto.......
FIRST PERIOD --
Penalties: Young, Col (interference), 1:20; Severyn, Col (fighting major),
4:45; Pushor, Det (fighting major), 4:45; Sakic, Col (interference), 5:12;
Corbet, Col (fighting major), 10:14; Maltby, Det (fighting major), 10:14;
Draper, Det (roughing), 10:14; Forsberg, Col (roughing), 18:22; Roy, Col
(roughing, fighting major), 18:22; Larionov, Det (roughing), 18:22;
Vernon, Det (roughing, fighting major), 18:22; Mccarty, Det ( double
roughing minor), 18:22; Deadmarsh, Col (cross checking, fighting major),
18:37; Konstantinov, Det (fighting major), 18:37.
SECOND PERIOD --
Penalties: Foote, Col (fighting major),
0:04; Shanahan, Det (fighting major), 0:04; Lapointe, Det (roughing),
0:56; Severyn, Col (fighting major, game misconduct), 3:34; Keane, Col
(fighting major), 3:34; Ward, Det (fighting major, game misconduct), 3:34;
Holmstrom, Det (fighting major), 3:34; Deadmarsh, Col (fighting major),
7:24; Mccarty, Det (roughing, fighting major), 7:24; Krupp, Col (fighting
major), 11:26; Pushor, Det (fighting major), 11:26; Deadmarsh, Col
(interference), 14:47; Young, Col (hooking), 18:38.
THIRD PERIOD --
Penalties: Ozolinsh, Col (cross
checking, roughing), 6:26; Maltby, Det (roughing), 6:26; Pushor, Det
(holding), 14:40; Ozolinsh, Col (tripping), 16:07.
:paper:
Diciamo che nei primi due si sono picchiati al primo contatto possibile, nel terzo se la sono giocata per la vittoria della partita.
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Re: Idoli
L'unico (credo) fighting tra fratelli nella storia della nhl: i fratelli PRIMEAU. Idoli!
Come me e mio fratello da piccoli.
http://www.youtube.com/watch?v=e2V4K41_U0w
Mum and dad watching! (cit.) :lol2:
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Re: Idoli
ahahahahah favoloso!! tra l' altro il primeau bianco è arrivato dal nulla a rissa ormai iniziata e poi l' ha pure gonfiato all' altro....therussianrocket wrote: L'unico (credo) fighting tra fratelli nella storia della nhl: i fratelli PRIMEAU. Idoli!
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Re: Idoli
ho perso qualche post o nessuno ha parlato del mitico Tahir TIE DOMI.....quello si che era un personaggio...

http://www.youtube.com/watch?v=e7RF9PVQ0S0
http://www.youtube.com/watch?v=YMwJ_ED0HJA
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"Ma coach, ci manca il runningback. Quello di prima segnava la metà dei punti."
"Non importa, andate con Cristo."
"Coach, non credo che sia elegibile come ricevitore..."
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Re: Idoli
Il nano si e' ritirato.. perche' riesumarlo?NHLfan wrote: ho perso qualche post o nessuno ha parlato del mitico Tahir TIE DOMI.....quello si che era un personaggio...![]()
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Re: Idoli
capitolo mafia russa, lo inserisco in questo topic che ci sta bene. Tema abbastanza attuale direi, non tanto per quanto riguarda il fanta, dove, come ben sapete, non esiste nessuna cupola (cit.), quanto per le continue dispute che in stile Guerra Fredda di anno in anno si susseguono riguardo il passaggio di giocatori della ex unione sovietica nel campionato professionistico americano. Solo grane contrattuali o qualcosa di più? Con l'aiuto di questo fantastico sito (che avevo gia accennato a bure parecchio tempo fa) http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/shows/hockey/ butto giù qualche riga, praticamente un copia e incolla per chi non volesse prendersi la briga di andare a leggere news in inglese, interviste e quanto altro (anche se le consiglio vivamente). Scrivo dei giocatori che sono citati nel link riportato, a loro modo veri e propri "idoli".
Partiamo da Valeri Kamensky, cresciuto a Voskresensk, Russia, piccola cittadina a 50 miglia da Mosca che ha prodotto alcuni dei migliori talenti dell’hockey russo. Nel 1991, Kamensky diventò il secondo giocatore (l’anno prima i Detroit Red Wings scelsero Slava Kozlov al terzo giro) proveniente da quella città ad approdare nella Nhl con la maglia dei Quebec Nordiques, prima che questi si trasferissero definitivamente in Colorado. Kamensky giocò un ruolo fondamentale nell’aiutare un famoso criminale russo, Vyacheslav Sliva, ad entrare in Canada. Kamensky chiese ai Nordiques un visto per Silva, i cui precedenti penali non gli avrebbero permesso di volare in Canada e il club lo accontentò allegando alla richiesta il fatto che Silva era un amico del giocatore.
Proseguiamo con Alexei Zhitnik, che nella sua città natale Kiev fu vittima di una estorsione l’estate successiva al suo primo anno nella Nhl con i Los Angeles Kings (1993), anche se il tentativo non andò a buon fine. Zhitnik, intervistato dal Los Angeles Times, fu chiaro sull’argomento (di cui pochi altri intendevano discutere): “Se paghi la prima volta, la volta successiva paghi ancora di più. Ma i miei amici mi hanno aiutato. La polizia non può fare nulla: niente regole, niente leggi”.
Nel 1994, invece, il diciottenne Oleg Tverdovsky fu scelto con il secondo pick assoluto dagli Anaheim Mighty Ducks e il suo salario gli attribuiva 4.2 milioni di $ in tre anni, uno dei più onerosi mai pagati ad un rookie. Nel gennaio del ’96, la madre Alexandra fu rapita nella sua città, Donetsk, in Ucraina e fu chiesto un riscatto. Cosa clamorosa, il capo dei rapitori era un ex coach di Tverdovsky nelle minors. Secondo un ufficiale di polizia ucraino, l’uomo, identificato solamente con il nome di “Nikolai V.”, aveva visitato la sfarzosa residenza californiana del giocatore e aveva deciso che gli spettava una parte delle ricchezze di cui la giovane stella era in possesso. Del tentativo di estorsione, più tardi Tverdovsky dichiarò ad un giornale canadese: “Questo era il mio problema e dovevo farci attenzione. Qualche volta mi ha dato fastidio ed era dura giocare”. Dopo undici giorni la madre di Tverdovsky fu rilasciata, i rapitori presi e processati. I genitori del giocatore ovviamente si trasferirono negli Stati Uniti in tempi brevi.
Altra vittima della mafia russa fu sicuramente Alexender Moginly, giovane dal futuro luminoso che, all’età di 20 anni, immediatamente dopo aver vinto il World Junior Championship lasciò l’Europa per trasferirsi negli States (tanto che volò direttamente da Stoccolma, luogo in cui si era tenuta la competizione, a New York). Si creò un caso internazionale per questa dipartita senza precedenti, con i compatrioti del talento russo che non esitarono a definirlo un traditore, finchè Moginly non si sistemò ai Buffalo Sabres. Nel 1994, Sergei Fomitchev, colui che aiutò Moginly ad arrivare negli Stati Uniti e che per un periodo breve visse con lui a Buffalo, pretese di essere risarcito per i suoi sforzi e chiese al giocatore una somma compresa tra 150 e 200 mila dollari. Moginly si rivolse all’FBI e il tentativo di estorsione fu impedito. Fomitchev passò due mesi in carcere prima che il giudice pronunciasse la definitiva sentenza di espulsione…
Facendo un passo a ritroso nel tempo, i due casi che suscitarono più clamore furono quelli di “Slava” Fetisov e Pavel Bure. Il primo, dopo aver giocato per più di una decade con la Red Army e aver vinto un World Championship e una olimpiade con la sua nazionale, decise giustamente di mettersi alla prova nella Nhl (anche se il suo trasferimento oltreoceano non fu privo di tensioni) e fu scelto dai Devils nel 1989. Trascorse sei anni nel New Jersey prima di trasferirsi a Detroit dove vinse due Stanley Cup nel 1997 e 1998. Nei primi anni ’90, nel corso di una indagine su Vyacheslav Ivankov, un uomo che fu considerato uno dei maggiori leader della criminalità organizzata in Nord America, fu scoperto un collegamento tra il giocatore e il boss: Fetisov aveva fatto da prestanome per una società mediante la quale Ivankov gestiva le sue attività illegali, la Slavic Inc. Fetisov, ripetutamente intervistato sulla questione, ha sempre negato qualsiasi tipo di rapporto d’affari con Ivankov.
Pavel Bure, invece, approdò nella Nhl nel 1991 e diventò in breve tempo una stella con la maglia dei Vancouver Canucks, dopo aver rifiutato di rinnovare per altri tre anni il suo contratto con la Red Army. Tuttavia, nel 1993, anche Bure fu vittima di un tentativo di estorsione da parte del crimine organizzato. Successivamente, il suo nome fu accostato, come amico e socio in affari, a quello di Anzor Kikalishvili, capo dell’associazione 21st Century, compagnia di marketing sospettata di essere coinvolta in attività illecite. Bure dal canto suo ha sempre negato di aver avuto un qualsiasi tipo di posizione nella società gestita da Kikalishvili, con il quale era solo un buon amico e ha catalogato alla voce “rumors” tutti i collegamenti tra lo stesso Kikalishvili e la criminalità organizzata. Fu sicuramente inquietante l’episodio capitato a Pavel, subito collegato dai giornalisti, nonostante la smentita del giocatore, alla mafia russa e all’amicizia con Kikalishvili, che avvenne durante la sua permanenza a Vancouver. Bure chiese ad un amico di prelevargli la macchina dal parcheggio e gli porse le chiavi. Questi si diresse al parcheggio, salì in macchina e dopo averla avviata questa esplose.
Opinione personale è che ormai dalle nostre parti ne abbiamo sentito parlare a vagonate di certe faccende che questa potrebbe essere robetta (cit.). Fra l’altro mi pare, tanto per citarne uno, che Barbosa (anche se in epoca più recente) nella nba abbia subito lo stesso tipo di trattamento dei giocatori sopraccitati quindi non so nemmeno se possiamo dire che si tratti di una peculiarità della mafia russa....Leggendo un po’ in giro ho trovato delle segnalazioni interessanti, ma per saperne di più bisognerebbe leggersi qualche libro e ovviamente se ne trovano solo in lingua. Da quanto ho capito il fenomeno della criminalità organizzata di stampo russo nasce intorno agli anni ’80, epoca in cui molti criminali abbandonarono i gulag per trasferirsi negli Usa. Questa mafia paragonata a quella italiana è altrettanto brutale, pone le sue radici nelle istituzioni locali e nazionali, controlla banca ed è arrivata a penetrare anche nella Nhl. Lascio a voi ulteriori approfondimenti e concludo con una dichiarazione un “filino” omertosa che anche se sa di dejavu qualche malsano pensiero lo fa ancora venire…meglio non dire chi è il peccatore.
Q: There's been a suggestion that Russian hockey players are in danger of things like extortion and pressures --

Partiamo da Valeri Kamensky, cresciuto a Voskresensk, Russia, piccola cittadina a 50 miglia da Mosca che ha prodotto alcuni dei migliori talenti dell’hockey russo. Nel 1991, Kamensky diventò il secondo giocatore (l’anno prima i Detroit Red Wings scelsero Slava Kozlov al terzo giro) proveniente da quella città ad approdare nella Nhl con la maglia dei Quebec Nordiques, prima che questi si trasferissero definitivamente in Colorado. Kamensky giocò un ruolo fondamentale nell’aiutare un famoso criminale russo, Vyacheslav Sliva, ad entrare in Canada. Kamensky chiese ai Nordiques un visto per Silva, i cui precedenti penali non gli avrebbero permesso di volare in Canada e il club lo accontentò allegando alla richiesta il fatto che Silva era un amico del giocatore.
Proseguiamo con Alexei Zhitnik, che nella sua città natale Kiev fu vittima di una estorsione l’estate successiva al suo primo anno nella Nhl con i Los Angeles Kings (1993), anche se il tentativo non andò a buon fine. Zhitnik, intervistato dal Los Angeles Times, fu chiaro sull’argomento (di cui pochi altri intendevano discutere): “Se paghi la prima volta, la volta successiva paghi ancora di più. Ma i miei amici mi hanno aiutato. La polizia non può fare nulla: niente regole, niente leggi”.
Nel 1994, invece, il diciottenne Oleg Tverdovsky fu scelto con il secondo pick assoluto dagli Anaheim Mighty Ducks e il suo salario gli attribuiva 4.2 milioni di $ in tre anni, uno dei più onerosi mai pagati ad un rookie. Nel gennaio del ’96, la madre Alexandra fu rapita nella sua città, Donetsk, in Ucraina e fu chiesto un riscatto. Cosa clamorosa, il capo dei rapitori era un ex coach di Tverdovsky nelle minors. Secondo un ufficiale di polizia ucraino, l’uomo, identificato solamente con il nome di “Nikolai V.”, aveva visitato la sfarzosa residenza californiana del giocatore e aveva deciso che gli spettava una parte delle ricchezze di cui la giovane stella era in possesso. Del tentativo di estorsione, più tardi Tverdovsky dichiarò ad un giornale canadese: “Questo era il mio problema e dovevo farci attenzione. Qualche volta mi ha dato fastidio ed era dura giocare”. Dopo undici giorni la madre di Tverdovsky fu rilasciata, i rapitori presi e processati. I genitori del giocatore ovviamente si trasferirono negli Stati Uniti in tempi brevi.
Altra vittima della mafia russa fu sicuramente Alexender Moginly, giovane dal futuro luminoso che, all’età di 20 anni, immediatamente dopo aver vinto il World Junior Championship lasciò l’Europa per trasferirsi negli States (tanto che volò direttamente da Stoccolma, luogo in cui si era tenuta la competizione, a New York). Si creò un caso internazionale per questa dipartita senza precedenti, con i compatrioti del talento russo che non esitarono a definirlo un traditore, finchè Moginly non si sistemò ai Buffalo Sabres. Nel 1994, Sergei Fomitchev, colui che aiutò Moginly ad arrivare negli Stati Uniti e che per un periodo breve visse con lui a Buffalo, pretese di essere risarcito per i suoi sforzi e chiese al giocatore una somma compresa tra 150 e 200 mila dollari. Moginly si rivolse all’FBI e il tentativo di estorsione fu impedito. Fomitchev passò due mesi in carcere prima che il giudice pronunciasse la definitiva sentenza di espulsione…
Facendo un passo a ritroso nel tempo, i due casi che suscitarono più clamore furono quelli di “Slava” Fetisov e Pavel Bure. Il primo, dopo aver giocato per più di una decade con la Red Army e aver vinto un World Championship e una olimpiade con la sua nazionale, decise giustamente di mettersi alla prova nella Nhl (anche se il suo trasferimento oltreoceano non fu privo di tensioni) e fu scelto dai Devils nel 1989. Trascorse sei anni nel New Jersey prima di trasferirsi a Detroit dove vinse due Stanley Cup nel 1997 e 1998. Nei primi anni ’90, nel corso di una indagine su Vyacheslav Ivankov, un uomo che fu considerato uno dei maggiori leader della criminalità organizzata in Nord America, fu scoperto un collegamento tra il giocatore e il boss: Fetisov aveva fatto da prestanome per una società mediante la quale Ivankov gestiva le sue attività illegali, la Slavic Inc. Fetisov, ripetutamente intervistato sulla questione, ha sempre negato qualsiasi tipo di rapporto d’affari con Ivankov.
Pavel Bure, invece, approdò nella Nhl nel 1991 e diventò in breve tempo una stella con la maglia dei Vancouver Canucks, dopo aver rifiutato di rinnovare per altri tre anni il suo contratto con la Red Army. Tuttavia, nel 1993, anche Bure fu vittima di un tentativo di estorsione da parte del crimine organizzato. Successivamente, il suo nome fu accostato, come amico e socio in affari, a quello di Anzor Kikalishvili, capo dell’associazione 21st Century, compagnia di marketing sospettata di essere coinvolta in attività illecite. Bure dal canto suo ha sempre negato di aver avuto un qualsiasi tipo di posizione nella società gestita da Kikalishvili, con il quale era solo un buon amico e ha catalogato alla voce “rumors” tutti i collegamenti tra lo stesso Kikalishvili e la criminalità organizzata. Fu sicuramente inquietante l’episodio capitato a Pavel, subito collegato dai giornalisti, nonostante la smentita del giocatore, alla mafia russa e all’amicizia con Kikalishvili, che avvenne durante la sua permanenza a Vancouver. Bure chiese ad un amico di prelevargli la macchina dal parcheggio e gli porse le chiavi. Questi si diresse al parcheggio, salì in macchina e dopo averla avviata questa esplose.
Opinione personale è che ormai dalle nostre parti ne abbiamo sentito parlare a vagonate di certe faccende che questa potrebbe essere robetta (cit.). Fra l’altro mi pare, tanto per citarne uno, che Barbosa (anche se in epoca più recente) nella nba abbia subito lo stesso tipo di trattamento dei giocatori sopraccitati quindi non so nemmeno se possiamo dire che si tratti di una peculiarità della mafia russa....Leggendo un po’ in giro ho trovato delle segnalazioni interessanti, ma per saperne di più bisognerebbe leggersi qualche libro e ovviamente se ne trovano solo in lingua. Da quanto ho capito il fenomeno della criminalità organizzata di stampo russo nasce intorno agli anni ’80, epoca in cui molti criminali abbandonarono i gulag per trasferirsi negli Usa. Questa mafia paragonata a quella italiana è altrettanto brutale, pone le sue radici nelle istituzioni locali e nazionali, controlla banca ed è arrivata a penetrare anche nella Nhl. Lascio a voi ulteriori approfondimenti e concludo con una dichiarazione un “filino” omertosa che anche se sa di dejavu qualche malsano pensiero lo fa ancora venire…meglio non dire chi è il peccatore.
Q: There's been a suggestion that Russian hockey players are in danger of things like extortion and pressures --
Da aggiungere subito in hockey quotesA: Ah, yeah, well, you know, it just make me laugh. For you to understand, you have to born in Soviet Union, in Russia, to understand whole society, whole mentality of the people -- which you never will. I can explain you, but it never would make sense to you.
"What's so special about Crosby? I don't see anything special there. Yes, he does skate well, has a good head, good pass. But there's nothing else." (Alexander Semin)
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Re: Idoli
dalla regia mi suggeriscono che Bure va inserito nel topic idoli per essersi fatto la Kournikova, non per altro :paper:
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Re: Idoli
In 1998 Yashin had promised to give a million dollars to the National Arts Centre, the Centre's largest ever donation.When the NAC learned that one of the conditions of this donation was for them to pay Yashin's parents $425,000 in consulting fees for "loosely defined" services, they balked and Yashin cancelled the deal. The failed arrangement served to further damage Yashin's already strained relationship with the public in Ottawa.

