Re: La cultura degli alibi
Posted: 30/04/2012, 23:23
Però un conto è la reazione/adattamento/alibi all'episodio, un altro è l'effettiva incisività dell'errore arbitrale. Sono due cose e due livelli differenti.
Da un lato c'è la realtà, che come direbbe Velasco "è quella che è e non quella che vorremmo che fosse". Essere vincenti, avere cultura sportiva e fare sport vuol dire reagire a questa realtà per migliorarla, a prescindere da cosa l'abbia causata. Perfettamente d'accordo.
Ma questa leggenda che l'errore arbitrale nel calcio faccia parte del gioco e vada accettato, la trovo (personalmente ed anno domini 2012) insopportabile.
Intanto la decisione di un giudice terzo ha due caratteristiche che tutti gli altri possibili alibi non hanno: è esterna, perché non dipende dalle due squadre, e non ha equilibrio, perché - giusta o sbagliata che sia - va per forza a favore di una e contro l'altra.
Ma soprattutto l'errore arbitrale nel calcio ha due caratteristiche che non ha o non sempre ha negli altri sport: è decisivo ed è sanabile.
Se si vuole dire che bisogna reagire anche al peggior errore arbitrale, da Velaschiano* convinto sono più che d'accordo; se invece si vuole far finta che l'errore arbitrale non incida nel calcio e sia equiparabile ad un errore di un giocatore, non potrò mai essere d'accordo.
* = la teoria di Velasco delle "tre vittorie" ("devi prima sconfiggere i tuoi limiti, poi le difficoltà ed infine l'avversario") non è del tutto applicabile nel calcio proprio perché una palla dentro o fuori nella pallavolo è solo uno dei 25 punti necessari per vincere uno dei 3 set necessari per vincere una partita: non è mai decisiva. Mentre una palla dentro o fuori nel calcio può decretare l'1-0 definitivo, per quanto tu possa reagire e non avere la cultura degli alibi.
Da un lato c'è la realtà, che come direbbe Velasco "è quella che è e non quella che vorremmo che fosse". Essere vincenti, avere cultura sportiva e fare sport vuol dire reagire a questa realtà per migliorarla, a prescindere da cosa l'abbia causata. Perfettamente d'accordo.
Ma questa leggenda che l'errore arbitrale nel calcio faccia parte del gioco e vada accettato, la trovo (personalmente ed anno domini 2012) insopportabile.
Intanto la decisione di un giudice terzo ha due caratteristiche che tutti gli altri possibili alibi non hanno: è esterna, perché non dipende dalle due squadre, e non ha equilibrio, perché - giusta o sbagliata che sia - va per forza a favore di una e contro l'altra.
Ma soprattutto l'errore arbitrale nel calcio ha due caratteristiche che non ha o non sempre ha negli altri sport: è decisivo ed è sanabile.
Se si vuole dire che bisogna reagire anche al peggior errore arbitrale, da Velaschiano* convinto sono più che d'accordo; se invece si vuole far finta che l'errore arbitrale non incida nel calcio e sia equiparabile ad un errore di un giocatore, non potrò mai essere d'accordo.
* = la teoria di Velasco delle "tre vittorie" ("devi prima sconfiggere i tuoi limiti, poi le difficoltà ed infine l'avversario") non è del tutto applicabile nel calcio proprio perché una palla dentro o fuori nella pallavolo è solo uno dei 25 punti necessari per vincere uno dei 3 set necessari per vincere una partita: non è mai decisiva. Mentre una palla dentro o fuori nel calcio può decretare l'1-0 definitivo, per quanto tu possa reagire e non avere la cultura degli alibi.