Non vorrei entrare in polemica con nessuno, mi pare però che si stia creando una polemica tipo quelle su Kobe nella sezione NBA, che difficilmente porterà da qualche parte.
Prima di tutto distinguiamo i casi.
A) Misteri italiani.
1) Ustica: per forza sapeva, come per forza sapevano tanti altri politici dell'epoca, diciamo almeno i membri del governo di allora e tutti i segretari politici almeno dei partiti più importanti. Nessuno ha parlato. Di sicuro non è una cosa giusta, di sicuro la mia simpatia va alle famiglie delle vittime e non a questi politici, ma ridurre il tutto a Kossiga che non parla è abbastanza riduttivo. Fra i politici che sicuramente sapevano ci sono come minimo tutti i membri del governo di allora, guidato da Andreotti e che come ministro dei trasporti aveva Formica, e tutti i segretari dei partiti che lo sostenevano, come DC, vero, il cui segretario allora era Piccoli, ma anche il PCI di Berlinguer, eravamo in periodo di compromesso storico, e di sicuro sapeva anche il Presidente della Repubblica Pertini. Comunque non ci sono dubbi che su Cossiga debba indirizzarsi una bella parte di sdegno, in queste cose non può valere il mal comune mezzo gaudio.
2) Bologna: mi sfugge perchè lui dovrebbe saperne di più dei magistrati inquirenti per forza di cose, comunque lui subito parlò di palestinesi, poi di neofascisti, quindi asserì di essere stato depistato pure lui e tornò a parlare di palestinesi. Quale delle due versioni è quella giusta? I giudici hanno stabilito che la versione corretta è quella della strage neofascista. Chi contesta questa decisione dovrebbe spiegare in base a cosa la contesta, perchè si sostiene la teoria del complotto e cosa avrebbero avuto da guadagnarci i complottisti. Uno sdegno della popolazione comune contro i terroristi? Nel 1980? Sarebbe stato difficile aumentarlo. Contro le sinistre? Ed allora perchè permettere che fossero condannati neofascisti? In ogni caso ormai la sinistra parlamentare era da tempo apertamente dissociata dai terroristi, non a caso le BR colpirono Moro, il politico DC più legato al PCI ed artefice del compromesso storico. E per quale motivo in questo presunto complotto dovrebbe essere stato coinvolto proprio Cossiga? Che la verità processuale non soddisfi posso anche comprenderlo, ma dopo 30 anni complotti nascosti per proteggere gente che è morta o è all'ergastolo lo comprendo meno.
3) Terroristi palestinesi: si muovevano abbastanza liberamente sul territorio italiano, secondo Cossiga sarebbero i responsabili involontari della strage di Bologna. In questo ci fu senza alcun dubbio un accordo generale di tutti i segretari politici, questo accordo evitò qualsiasi problema di terrorismo internazionale all'Italia per anni, fino alla fine del '900. I terroristi vennero protetti in modo assoluto, anche gli assassini più feroci, ma di questo sono responsabili tutti i leaders politici degli anni '70 ed '80. Evitiamo per favore di far passare Sigonella come un atto di coraggio, si fece scappare un assassino che aveva organizzato e diretto un dirottamento di una nave italiana nel corso del quale venna assassinato un disabile perchè aveva un nome che pareva ebraico, come avrebbe fatto Hitler, questo tizio qui, per la cronaca:
http://it.wikipedia.org/wiki/Abu_Abbas
Perchè ci si indigna per alcune cose e per queste no mi rimane un mistero, questo vero. Si protessero i terroristi perchè non ci colpissero, coraggio non ne vedo. Anche qui Cossiga fu uno dei responsabili, a lui vanno gli eventuali plausi o sdegni (a seconda di come si valutino le cose) assieme a tutta la classe politica di quegli anni, da Forlani ed Andreotti a Craxi a Berlinguer ed Occhetto.
4) Gladio, P2 e simili: sicuramente ne era coinvolto, sicuramente sapeva. Non penso però ci siano ulteriori misteri da sviscerare. Semmai possiamo discutere se la giustificazione data da lui e da altri fosse accettabile o meno. E se su Gladio si può discutere, pare non abbia compiuto alcun atto, sulla P2 c'è poco anche da discutere. Sarò io allergico a queste cose, ne ho viste o sentite tante ma ancora non mi vanno giù.
B) Terrorismo italiano.
Quando si parla del trattamento dei manifestanti, non confondiamo quello che avvenne allora con le cose che conosciamo oggi. Sbagliamo a pensare alle vicende dei No Global, del popolo viola, dei no tax o quel che pare a voi.
Oggi si parla a sproposito di colpi di Stato, regimi e si sparano cazzate simili ogni volta che il governo in carica non piace o prende provvedimenti che non piacciono. Mi si dovrebbe spiegare poi perchè un regime (si parli di Berlusconi o di "sinistra comunista", ovviamente cit., non cambia) si dovrebbe sottoporre ad elezioni e perderle regolarmente, in quanto dal 1994 ad oggi le elezioni politiche le hanno sempre vinte le opposizioni.
All'epoca le cose erano differenti. C'era davvero una guerra civile, c'era davvero gente che voleva sovvertire lo Stato, c'era davvero un rischio fisico per gli avversari politici.
http://it.wikipedia.org/wiki/Brigate_Rosse
Ricordiamo solo che Eco e Scalfari vennero fischiati sonoramente perchè si permisero di dire che assassinare un fascista è un reato.
Che lo Stato ed i suoi rappresentanti abbiano reagito in modi che oggi paiono rivoltanti oserei dire che è quasi normale. Ricordiamo solo che le sole brigate rosse rivendicarono un centinaio di omicidi a sangue freddo. Tanto per intenderci, un assassinato fu Guido Rossa, un sindacalista della CGIL che scacciò dalle rappresentanze sindacali affiliati alle brigate rosse che facevano propaganda attiva e cercavano complici per eventuali "azioni" (cioè omicidi) e li denunciò perchè voleva restare nell'alveo della legalità. Certo, allora parte delle BR si dissociò perchè volevano solo che Rossa venisse gambizzato e costretto su una sedia a rotelle, erano così pacifici, poverini.
Fatta questa distinzione si può cominciare a discutere. Fare un minestrone di Ustica, caso Moro, Gladio, Genova 2001 non porterà da nessuna parte, se non a liti furibonde.
Mike wrote:
"......." bisognerebbe capire perchè credere ad una persona che non si è fatto scrupoli in più occasioni di dichiarare il falso.
lo ha fatto per sparigliare le carte e nascondere meglio le sue conoscenze dei fatti? si diverte con poco e non credo che questa malizia possa giustificare un epiteto come "il più grande della storia".
è stata invece colpa della salute cagionevole e delle crisi depressive? non starò di certo a dispiacermene.
e francamente, non so se sia peggio credere che non sapesse oppure credere alle dichiarazioni rilasciate a distanza di anni.
Ecco, concordando con quel che dice qui Mike, avverto che mescolare avvenimenti di oggi con avvenimenti di allora e mescolare anche solo gli avvenimenti di allora porterebbe a quel che ha sempre voluto fare lui, nascondere i fatti ed impedire una analisi razionale.