Con un po' di ritardo, faccio il consueto post post-draft.
#1 (1) Bradford, Sam
QB 6-4 x 236, Oklahoma
#33 (2) Saffold, Rodger
OT 6-4 x 316, Indiana
#65 (3) Murphy, Jerome
CB 6-0 x 196, South Florida
#99 (4) Gilyard, Mardy
WR 6-0 x 187, Cincinnati
#132 (5) Hoomanawanui, Michael
TE 6-4 x 264, Illinois
#149 (5) Davis, Hall
DE 6-4 x 271, Louisiana-Lafayette
#170 (6) Onobun, Fendi
TE 6-6 x 252, Houston
#189 (6) Sims, Eugene
DE 6-6 x 235, West Texas A&M
#211 (7) Johnson, Marquis
DB 5-11 x 192, Alabama
#226 (7) Selvie, George
DE 6-3 x 252, South Florida
#254 (7) Hull, Josh
LB 6-3 x 237, Penn State
Questo draft ci permetteva la possibilità di scegliere il miglior giocatore disponibile dell'intera classe. Da almeno 3 mesi era chiaro che si trattasse di lotta a due.
Sam Bradford vs Suh. Franchise QB da cui ripartire per costruire un progetto vs DL dominante in grado di far fare il salto di qualità alla difesa. Dopo qualche tentennamento (secondo me più smoke screen che altro) si è scelto di andare con l'ex QB dei Sooners. Si sa già tutto di lui. QB completo, accuracy impressionante, rilascio veloce, capacità di lettura, agilità per andare anche fuori dalla tasca. Le visite mediche e il Pro Day praticamente perfetto hanno sciolto gli ultimi dubbi. Ha tutto per diventare un grande.
Le modalità un po' particolari di questo draft (secondo e terzo giro al Day 2) ci permettevano di poter valutare offerte per fare trade down cedendo la prima scelta del secondo giro. Devaney dopo aver analizzato le 12 offerte a lui pervenute, ha deciso di rifiutare il pacco e andare avanti. E così si è deciso di puntare su un tackle offensivo, il terzo in sei anni scelto tra i primi 35 giocatori selezionati al draft. Trattasi di
Rodger Saffold, omone di linea che al college giocava LT. Tra i pro probabilmente non giocherà mai a sinistra perché manca dell'agilità necessaria per proteggere il lato cieco del QB. Il giocatore è solido, grande forza unita ad equilibrio. Dubbi sul fatto di aver scelto così in alto un RT, ma la priorità era proteggere l'investimento (Bradford).
Al terzo giro qualcuno si aspettava un WR, qualcun altro un uomo di linea difensiva. Alla fine la scelta è ricaduta su un CB,
Jerome Murphy, che avrà da subito la possibilità di giocarsi un ruolo da starter con Bradley Fletcher, terzo giro (anche lui) dello scorso draft. Big CB come piace a Spagnuolo, ottime cover skills a cui abbina istinto e aggressività. Non velocissimo, ma grande fisicità.
Dopo i primi due giorni, restavano ancora diversi need da colmare. La priorità era scegliere i BPA buttando un occhio sui giocatori rimasti fuori dai primi tre giri. Uno dei più interessanti era certamente
Mardy Gilyard, WR recordman a Cincinnati per ricezioni e yard ricevute. Da molti pronosticato al secondo giro, ha forse qualche mancanza sul piano della stazza, ma al college ha dimostrato di poter essere una minaccia costante per le difese avversarie grazie a grande velocità e capacità di prendersi yards after catch. Se Bradford riuscirà ad innescarlo adeguatamente in campo aperto, potrà fare parecchi danni. E' anche un discreto KR.
Al quinto giro, una scelta un po' a sorpresa. Qualcuno pensava fosse giunto il momento del DL o del LB, invece è arrivato un TE,
Michael Hoomanawanui, impronunciabile forse più di un suo predecessore, Manumaleuna, che qui ha lasciato discreti ricordi. Blocking TE, molto fisico grazie ad una stazza importante. Al college era arrivato con grandi aspettative, ma alcune mancanze e qualche infortunio di troppo ne hanno frenato la crescita. All'occasione, è in grado anche di ricevere nel medio-corto.
Dopo aver speso 5 delle prime 6 scelte per l'attacco, alla sesta si è deciso di andare a rimpolpare il reparto difensivo. La scelta è ricaduta su
Hall Davis, end dei Ragin' Cajuns. Braccia lunghe e discreta combinazione velocità-massa. Deve migliorare la sua tackling technique e aggiungere qualche movimento al repertorio.
Sesto giro, altro TE. Si tratta di
Fendi Onobun, scommessa vera e propria. Praticamente nessuna esperienza al college con il football, visto che per quattro anni ha giocato prevalentemente a basket. Lo scorso anno ha ricevuto solamente due palloni nell'annata dei Cougars di football. La stazza (quasi due metri) e le grandi doti atletiche mostrate al Pro Day hanno attirato l'attenzione degli scout dei Rams. Viene dalla stessa università di Avery, la University of Houston, Division II. Speriamo sia di buon auspicio.
Con il secondo pick del sesto giro, è arrivato il secondo DE del draft. Dopo la perdita di Little in estate, era necessario dare profondità al reparto. E così dopo il pick al quinto giro speso per Hall Davis, ecco un altro end,
Eugene Sims, dal poco noto college di West Texas A&M. Game changer in Division II, è un pass rusher efficace, deve lavorare sul movimento dei piedi e aggiungere a quei 6-6 d'altezza qualche kg in più.
Al settimo giro, 3 pick.
Marquis Johnson, CB di Bama che lo scorso anno è emerso dopo l'infortunio di Javier Arenas diventando un protagonista della corsa dei Crimson Tide verso il titolo nazionale.
Josh Hull, LB scelto con gli ultimi pick che ci si augura possa avere lo stesso impatto che ha avuto Mr.Irrilevant Vobora lo scorso anno (io forse avrei scelto un LB qualche giro prima). Ma soprattutto
George Selvie, DE di South Florida che fino a due anni fa era considerato un top nel ruolo a livello collegiale. Poi è caduto un po' in disgrazia nella considerazione degli scout, in concomitanza con la crescita di Pierre-Paul. Se Spagnuolo lo prende sotto la sua ala, può entrare a far parte da subito della rotazione degli end vista la concorrenza non irresistibile nel reparto.