18/10/09: ARMANI JEANS MILANO – CARIFE FERRARA 71 – 66 (20-16); (39-40); (56-54)
ARMANI JEANS MILANO: Acker 14, Mancinelli 7, Hall 10, Maciulis 4, Mordente 5, Finley 11, Bulleri 2, Rocca 4, Petravicius 14; Cacace e Beard ne. All.re Bucchi.
CARIFE FERRARA: Jamison 8, Farabello 12 (5 recuperi), Nnamaka, Salvi 2 (9 rimbalzi), Jackson 12, Mazzola, Sacchetti 2, Grundy 23 (8/13 da due, 6 rimbalzi, 4 assist), Sangarè 7; Borsato, Zanelli, Rizzo ne. All.re Valli.
LA PARTITA
Potete tranquillamente chiamarla “la maledizione di Milano”. Sembra destino, ma da quando la Carife ha incrociato l’Olimpia l’anno scorso, sono state solo dolorose sconfitte all’ultima curva. Ma quella di oggi è una sconfitta, ammettiamolo, con un minimo sindacale di retrogusto amaro. Poteva andare diversamente; con un pizzico di lucidità in più poteva starci lo scalpo illustre, perché mai la Carife ha dato l’impressione di essere fuori dal match. Poteva, e non è andata. Ma giocarsela alla pari contro lo strapotere fisico e tecnico dell’Armani Jeans è, al di là di tutto, un segnale di solidità.
Da una parte c’era Milano ferita, dopo il brutto esordio nel derby con Varese. Dall’altra Ferrara malconcia, con diversi uomini in condizioni precarie. Non si è visto all’inizio, complice l’orgoglio. Forse si è visto nel finale, quando la Carife si è trovata in affanno mentalmente. Nei momenti decisivi Grundy era esausto, e Jackson ha forse pagato il contraccolpo della seconda partita in un altro mondo dopo gli applausi dell’esordio. E non è bastata l’astuzia sublime di Farabello. Ma poco male: è una di quelle sconfitte dalla quale si costruisce il futuro.
Molte domande alla palla a due. Come starà Grundy? Anthony parte con due zingarate di energia e mestiere nel cuore dell’area (sarà per tutta la partita il bianconero più ispirato in attacco). Sangarè sentirà l’emozione? Yohann alla prima palla utile spara la bomba (poi sarà difesa arcigna). Morale, alle prime risposte la Carife è avanti 8-2. Poi l’Armani Jeans si sistema, trova nel piano partita la costante palla dentro per Petravicius, e il lungo lituano strascina i suoi al contro-parziale: 12-10 Milano. Ferrara perde un po’ di ritmo, rifiuta qualche tiro aperto per cercare l’extra pass, e la squadra di Bucchi prende le redini della partita.
Dopo il primo mini intervallo Valli prova a mandare in campo i tre lunghi per contrastare la fisicità sotto canestro dell’Olimpia. La trovata non funziona, anche perché Milano va in contropiede, e prova la fuga: 24-16. Jackson, pericolo pubblico numero uno, viene costantemente messo sotto pressione in difesa: i vari Mordente, Acker e Mancinelli lo attaccano. Lui si becca il secondo fallo, e per paura del terzo allenta un pelo l’aggressività; brutto affare per Ferrara. Ma il Club non ha paura, e non arretra: Grundy, animale da parquet, piazza un paio di canestri nelle vicinanze del ferro; Farabello va con la specialità della casa, il recupero, e infila anche una bomba dall’angolo su palla vagante. Guarda un po’: Carife di nuovo avanti (34-33). Acker risponde subito, ma nel complesso – paradosso – sono i bianconeri a sembrare più scafati.
Secondo tempo di nervi ed errori, da ambo le parti. Milano allunga la difesa, Hall al solito la mette da fuori, mentre la Carife affretta qualche conclusione. La grinta di Sacchetti sembra non bastare, l’Armani Jeans al 27° va al massimo margine (56-47). Appena il tempo di preoccuparsi, che Farabello prima, Jackson poi, piazzano le triple che riportano la sfida in perfetto equilibrio. Poi, ovviamente, c’è “san difesa” a tenere Ferrara ben avvinghiata al match.
Gli ultimi dieci minuti sembrano un lungo ciapa no, in perfetta tradizione meneghina. Salvi fa una gran confusione in attacco, ma poi dietro ripulisce l’area, quindi chi lo toglie?! Mordente si immola su Jackson: Luke prova a prendere in mano la squadra, ma la lucidità difetta. Allora è l’indomito Grundy a segnare con le penetrazioni. Il fatto è che, avanti 60-58, la Carife avrebbe diverse occasioni per spaccare la partita; il ferro sputa con regolarità prima la bomba di Farabello, poi il sottomano di Jackson.
A 120 secondi dal termine è ancora perfetta parità a quota 63. Finley da due, Farabello da tre. Sarà l’ultimo vero sussulto bianconero, perché poi Ferrara perderà due palloni sanguinosi. A 40 secondi dalla sirena ci sarebbe ancora spazio per impattare: sotto di tre e palla in mano. Si va ad un tiro rapido da fuori per avere l’eventuale ultima azione, ma il tentativo dall’angolo di Sangarè, manco a dirlo, trova solo il primo ferro. Per chiudere il cerchio, sulla successiva eccellente difesa di squadra con tiro maldestro di Milano, è Finley (il più piccolo in campo) a strappare l’ultimo rimbalzo partita.
GLI SPOGLIATOI
Perdere, ovvio, non fa mai piacere; soprattutto se si ha la sensazione di aver gettato al vento una bella occasione. Ma la faccia di Giorgio Valli a fine partita non è per nulla nera. Per il coach della Carife c’è molto da salvare nel match giocato dai suoi: «Contro un avversario nettamente più forte da ogni punto di vista, i miei ragazzi hanno comunque avuto il merito di rimanere sempre in partita. Certo, sul più due a pochi minuti dalla fine abbiamo avuto le occasioni per chiudere la partita, e non l’abbiamo fatto; con tutto il rispetto per la difesa aggressiva di Milano, direi che abbiamo fatto tutto noi, perdendo palloni che potevamo e dovevamo gestire meglio. Però dico anche che siamo arrivati a giocarcela fino in fondo per pochi episodi, e questo non va sottovalutato. Solo dodici mesi fa non ci saremmo nemmeno immaginati di poter fare una partita di questo livello in trasferta».
Valli si sofferma anche sugli errori: «Siamo stati poco lucidi, abbiamo perso palle banali. Ci siamo comportati da squadra che si sentiva aggredita, affrettando le giocate e dimenticandoci di dare la palla dentro a Jamison. Sarebbe servita un po’ più di pazienza e leadership. D’altronde, tutti i nostri esterni titolari sono nuovi, e credo sia necessario un periodo di adattamento. Senza dimenticare che Grundy ha avuto problemi fisici, e Zanelli non era in grado di scendere in campo».
Dal presente al futuro: «Naturalmente, c’è ancora molto lavoro da fare per vincere in trasferta contro certe squadre. Dobbiamo imparare ad essere più forti mentalmente, perché ogni domenica sarà così. Facciamo tesoro della lezione di oggi, e cominciamo a concentrarci sulla partita con Cremona, che è molto più importante per il nostro campionato».
Non stava bene, ha stretto i denti, ha dato tutto. Grundy, da buon combattente, non è contento di sé e del risultato: «La partita non l’abbiamo interpretata male, ma abbiamo avuto troppi alti e bassi. Dobbiamo fare di più. Io voglio fare molto di più per la mia squadra». Sul piano tecnico? «Siamo andati bene sotto il profilo difensivo, mentre abbiamo commesso errori nel passarci la palla e nell’esecuzione dei tiri». E contro una corazzata come Milano è tutto più difficile: «Incontrare squadre come Milano ci fa diventare più duri, ci migliora. Poi è chiaro che sarebbe sempre meglio tornare a casa con i due punti».
http://www.basketclubferrara.it/news/ne ... php?id=983
Ma che palle! Sempre uguale con Milano..sempre persa al fotofinish..e sempre con possibilità di vincerla!
Forse quella di oggi poi è stata la sconfitta più meritata, dato che abbiamo avuto anche più possibilità delle altre volte probabilmente..al ritorno al Palasegest se perdiamo tiro giù tutto!
A parte questo, grandi i ragazzi comunque..eravamo pur sempre ospiti di una squadra con grandi ambizioni, e che ci da un gap tecnico non indifferente. Ah, e tra l'altro Grundy non era neanche in forma (meno male

) dato l'infortunio di domenica scorsa e dato che non si era allenato..(idem Sacchetti, e ancora da mesi Zanelli..).
Una sconfitta "propedeutica" direi.