SafeBet wrote:
Aggiungo però una postilla: l'aspetto che maggiormente differenzia Facebook rispetto ad altri social network è la sistematicità e la facilità con cui può raccogliere informazioni sulle persone e catalogarle in cartelle sopra cui c'è scritto il nostro nome (è vero, uno può anche non mettere il suo nome reale, ma a quel punto FB perde gran parte della sua utilità). In questo le applicazioni sono fondamentali, perché ne esiste una per quasi ogni aspetto della nostra vita. Ecco, ciò che forse mi spaventa di Facebook è proprio questa sua pervasività, la capacità di varcare le porte della privacy e immagazzinare informazioni su di noi.
Ovvio, è da quando esiste internet che succede tutto ciò, ma con FB a mio modo di vedere si raggiunge un livello precedentemente sconosciuto.
Quoto in pieno. Io pure non lo demonizzo, ma mi guardo bene dall'iscrivermi. Anche perché fra social networks, blog, tumblr, flickr, twittr, chat e non so che altro 1) non si usa più un numero sufficiente di vocali

e 2) si rischia di avere più aggregatori sociali che amici veri.
Stupidaggini a parte, la pervasività di FB è nota, così come il fatto che in sostanza non puoi cancellarti, e che comunque loro una copia di tutti i dati che ci hai messo se la tengono.
Inoltre, anche il tono amicale ma patinato, da studenti universitari della buona borghesia americana, mi fa più che altro venire il nervoso.
La comodità di restare in contatto con gli amici? Beh se sono amici siamo già in contatto, e se non lo siamo più ci sarà qualche buon motivo.
Tornare in contatto con persone che non vedevo da 10 anni? Beh se non le vedo da 10 anni ci sarà qualche buon motivo.
Non liquidate come semplicistiche queste affermazioni, ho assistito "dall'esterno" all'organizzazione di una cena di classe del tipo "7 anni dopo" e sinceramente è uscito fuori il peggio delle persone coinvolte. Dopo 7 anni si è completamente diversi, e se si partecipa alla socializzazione come se fosse un giochino online i risultati dipendono in massima parte dal buon senso delle persone. Ergo, è la fine.
