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Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 21/10/2008, 9:37
by nefastto
BruceSmith wrote:
beh, il valore di rottura del soldato ryan sta nei primi 20 minuti.
la scenda dello sbarco in normandia viene raccontata con una una violenza così brutale che mi ricordo ancora la stretta allo stomaco.
pur apprezzando parecchio eastwood, flags of our father non mi ha convinto.
@nefa: pensavo che hamburger hill fosse piaciuto solo a me :D
Concordo in pieno su salvate il soldato Ryan. Inizio veramente fantastico. Peccato che dopo diventi un film di guerra molto vecchia scuola.
Hamburger Hill l'ho visto la prima volta in un cinema all'aperto di Pietra Ligure a 7 anni...alla faccia del moige

Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 21/10/2008, 11:06
by margheritoni10
Emmanuelle wrote:
Ho avuto l'occasione di vedere L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza, film brasiliano di Cao Hamburger. Il protagonista è un bambino affidato al nonno dai genitori, profughi in quanto dissidenti politici, con la promessa di tornare a riprenderlo dopo la "vacanza". Il bimbo non incontrerà mai il nonno, che è morto poco prima del suo arrivo; un anziano ebreo polacco si prende perciò cura di lui. Sullo sfondo i Mondiali del 1970, col Brasile campione del mondo. E proprio il giorno della finale..
Film molto tenero, con un (abbastanza) lieto fine; interessanti i rimandi alla situazione politica dell'epoca (che trapela da due scritte sul muro: abaixo a dictadura e libertade) e gli scorci della periferia di una città che mi ha sempre affascinato. Secondo me è da vedere, foss'anche per rivedere immagini di repertorio delle partite del grande Brasile di Pelè.
Mi è subito tornato alla mente Central do Brasil, di Walter Salles: anche qui un bambino, solo, che va alla ricerca (non ne aspetta il ritorno) del padre, e intraprende un lungo viaggio da Rio attraverso luoghi suggestivi..Altro gran film, che consiglio.
Concordo, però tra i due film, in termini di qualità, intensità, etc... passa il Rio delle Amazzoni. Il primo è un buon film, nato da una idea originale, alternativo, ben girato ma resta nel recinto dello spazio temporale in cui lo incroci. Il secondo no, fa parte di quei film che ti entrano dentro e ci restano per anni.
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 21/10/2008, 12:51
by Emmanuelle
margheritoni10 wrote:
Il secondo no, fa parte di quei film che ti entrano dentro e ci restano per anni.
Sottoscrivo pienamente.
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 21/10/2008, 17:00
by Jacoby
A proposito di cinema brasiliano, vorrei segnalare Cidade de Deus(City of God) del 2002 di di Fernando Mereilles, un film assolutamente da vedere anche se estremamente crudo......
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 21/10/2008, 17:14
by margheritoni10
Vero. Grandissimo film della categoria 2.
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 21/10/2008, 17:48
by Emmanuelle
Jacoby wrote:
A proposito di cinema brasiliano, vorrei segnalare Cidade de Deus(City of God) del 2002 di di Fernando Mereilles, un film assolutamente da vedere anche se estremamente crudo......
margheritoni10 wrote:
Vero. Grandissimo film della categoria 2.
Verissimo. Non posso che quotare..
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 21/10/2008, 17:58
by The Snake 12
diavolino wrote:
Con un bicchiere di Talisker in mano?
anche, e magari anche avvinghiato ad una top model norvegese
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 22/10/2008, 2:11
by SafeBet
Tornato da poco dalla visione di Vicky Cristina Barcelona, dopo una lotta intensa con me stesso per non rimanere sul divano a gustarmi per l'ennesima volta Mollo tutto con Renato Pozzetto.
Lo anticipo, non mi ha convinto.
Belli gli attori e i loro personaggi, belle le location, bello tutto per carità, ma non mi basta per rimanere soddisfatto di un film. I dialoghi a me sono sembrati un pochino banali, privi della consueta sagacia e di profondità. Abbondano i cliché sull'arte, sull'amore (mondo diviso tra razionali e passionali, tutti comunque insoddisfatti, ma poche sfumature in mezzo) e soprattutto sull'Europa latina, guardata con gli occhi di un turista americano benestante: vino, buon cibo, bei paesaggi, persone creative e sensuali, fascinose e pazzoidi.
La voce fuoricampo è pleonastica, spesso irritante.
Ci ho trovato anche poco di quello sguardo lucido sulla borghesia anglosassone che almeno pervadeva il trittico londinese (certo, il personaggio di Doug è piuttosto patetico, ma lo è più per la sua natura conforme all'ordine sociale che per appartenenza di classe).
Non mi ha fatto riflettere granché (tutto quello che si dice in questo film era già stato detto in precedenza), non mi ha fatto ridere, al massimo mi ha strappato qualche sorriso qua e là. Una gran confezione per un film soltanto discreto.
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 22/10/2008, 12:39
by Jakala
margheritoni10 wrote:
Vero. Grandissimo film della categoria 2.
Mi manca di vedere il finale, quando l'ho provato a vedere negli altri canali davano gli spot dei telefoni porno.
Ma mostrare questi film invece delle merdate di reality?
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 23/10/2008, 10:32
by Ciombe
ho visto ieri sera Reign Over Me con Cheadle e uno strepitoso ed atipico Adam Sandler, che si dimostra un attore a 360° in una parte insolita per lui.
E' stato un film che mi ha preso molto, la cui trama parte da un pretesto molto semplice (amicizia tra due che non si vedevano da molto) e che però si svolge in modo impeccabile tra gli squilibri mentali del personaggio di Sandler e l'insoddisfazione del personaggio di Cheadle, che trovano sostentamento l'un l'altro in situazioni diversissime tra loro.
Nota a margine la grande interpretazione di Donald Sutherland in veste di giudice.
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 23/10/2008, 10:54
by nefastto
Ciombe wrote:
ho visto ieri sera Reign Over Me con Cheadle e uno strepitoso ed atipico Adam Sandler, che si dimostra un attore a 360° in una parte insolita per lui.
E' stato un film che mi ha preso molto, la cui trama parte da un pretesto molto semplice (amicizia tra due che non si vedevano da molto) e che però si svolge in modo impeccabile tra gli squilibri mentali del personaggio di Sandler e l'insoddisfazione del personaggio di Cheadle, che trovano sostentamento l'un l'altro in situazioni diversissime tra loro.
Nota a margine la grande interpretazione di Donald Sutherland in veste di giudice.
Molto bello e toccante questo film...qundo lo vidi rimasi veramente sorpreso
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 23/10/2008, 15:33
by PENNY
SafeBet wrote:
Tornato da poco dalla visione di Vicky Cristina Barcelona, dopo una lotta intensa con me stesso per non rimanere sul divano a gustarmi per l'ennesima volta Mollo tutto con Renato Pozzetto.
Lo anticipo, non mi ha convinto.
Belli gli attori e i loro personaggi, belle le location, bello tutto per carità, ma non mi basta per rimanere soddisfatto di un film. I dialoghi a me sono sembrati un pochino banali, privi della consueta sagacia e di profondità. Abbondano i cliché sull'arte, sull'amore (mondo diviso tra razionali e passionali, tutti comunque insoddisfatti, ma poche sfumature in mezzo) e soprattutto sull'Europa latina, guardata con gli occhi di un turista americano benestante: vino, buon cibo, bei paesaggi, persone creative e sensuali, fascinose e pazzoidi.
La voce fuoricampo è pleonastica, spesso irritante.
Ci ho trovato anche poco di quello sguardo lucido sulla borghesia anglosassone che almeno pervadeva il trittico londinese (certo, il personaggio di Doug è piuttosto patetico, ma lo è più per la sua natura conforme all'ordine sociale che per appartenenza di classe).
Non mi ha fatto riflettere granché (tutto quello che si dice in questo film era già stato detto in precedenza), non mi ha fatto ridere, al massimo mi ha strappato qualche sorriso qua e là. Una gran confezione per un film soltanto discreto.
I protagonisti erano appunto turisti americani benestanti,ti aspettavi che andassero in un BedandBreakfast e mangiassero da McDonalds? :D
Lo stesso Allen ha ammesso di aver voluto dare una visione della Spagna (e degli europei in generale) molto idealizzata,siamo visti tutti come "artisti",intellettuali o comunque gente che vede aldilà del proprio naso al contrario dell'americano medio.
Non rispecchia necessariamente la realtà,ma l'intento non era certo quello.
Rispetto ai film londinesi vi è una spensieratezza e una leggerezza che ci ricordano il vecchio Allen,il quale è tornato al suo genere preferito,la commedia.Non sono quindi paragonabili le ultime opere del regista con questa.
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 23/10/2008, 15:46
by Emmanuelle
PENNY wrote:
I protagonisti erano appunto turisti americani benestanti,ti aspettavi che andassero in un BedandBreakfast e mangiassero da McDonalds? :D
Lo stesso Allen ha ammesso di aver voluto dare una visione della Spagna (e degli europei in generale) molto idealizzata,siamo visti tutti come "artisti",intellettuali o comunque gente che vede aldilà del proprio naso al contrario dell'americano medio.
Non rispecchia necessariamente la realtà,ma l'intento non era certo quello.
Rispetto ai film londinesi vi è una spensieratezza e una leggerezza che ci ricordano il vecchio Allen,il quale è tornato al suo genere preferito,la commedia.Non sono quindi paragonabili le ultime opere del regista con questa.
Per fortuna, oserei dire. A me Match Point e Scoop non sono piaciuti granchè. Stasera dovrei andare a vedere l'ultima fatica di Allen. Poi vi dirò.
Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 23/10/2008, 16:03
by PENNY
Emmanuelle wrote:
Per fortuna, oserei dire. A me Match Point e Scoop non sono piaciuti granchè. Stasera dovrei andare a vedere l'ultima fatica di Allen. Poi vi dirò.
Su Scoop ti posso dar ragione,così come su Sogni e delitti.Film non esattamente all'altezza della sua fama.
Ma Match Point è una chicca

Re: Les Cahiers du cinéma
Posted: 23/10/2008, 17:03
by davidvanterpool
PENNY wrote:
Ma Match Point è una chicca
A me non è piaciuto per niente, anzi, mi ha fatto venire un'angoscia allucinante.