Un allenatore (allargo il concetto: una società) non fa goal, non chiude un triangolo e non calcia le punizioni... come non tira da tre, non serve l'assist e non chiude la rotazione sul lato debole... però condiziona con le proprie scelte, con il proprio atteggiamento, con l'impostazione tattica, con i propri cambi, con le proprie parole lo spirito di una squadra. Non è sempre tutto così automatico, ma il toppare praticamente sempre le partite "senza domani" è un fortissimo indizio che qualcosa nel sistema non funzioni. Perchè poi, vai a guardare, gli stessi giocatori, magari da altre parti, nelle stesse situazioni assumono comportamenti diversi.IL Poz wrote: ALT! Ma voi credete veramente che le squadre di calcio sono dei robot che eseguono tutto quello che chiede l'allenatore? Credete davvero che l'allenatore abbia il joystick e piloti i giocatori a tirare all'angolino, a calciare bene i calci di punizione, ad usare il triangolo per i passaggi in profondità? Credete davvero che al mondo esista un allenatore che prima della partita dice alla squadra "ragazzi giocate tranquilli e scazzati"? Rimango allibito di fronte a certe accuse, ma è proprio così scandaloso dare le colpe ai giocatori per l'atteggiamento?? Dai scendiamo dal pero
Magari nello spogliatoio non ha detto: "Oh ragazzi, oggi giochiamo per il pareggino e ci giochiamo tutto con il Siena" però qualsiasi giocatore sceso in campo, quando ha visto che il vertice alto del rombo era Maniche, e quando ha sentito Mancini dire al portoghese "Mi raccomando, mai stare a più di 5 metri da quello brutto con il numero 21...." o alla squadra "Apparte Crespo in fase di loro possesso nessuno deve permettersi di stare oltre la linea della palla altrimenti ci entrano dentro manco fossimo Cicciolina ai tempi d'oro" ha percepito qual'era l'antifona. E, inconsciamente o meno poco importa, s'è adeguato.




