Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 22/01/2013, 13:09
siamo tutti connessi.

PS quanto lo odio.

PS quanto lo odio.
hall of fame
https://oldforum.playitusa.com/

7 ore lorde, 5 1/2 netteRadiofreccia wrote:La verità è che ormai dormo 6 ore a notte se tutto va bene. Voi, in media, quante ore dormite a notte?
io in questi giorni (non ho l'università) dormo dalle 6 alle 9 ore. Durante le lezioni dalle 6 alle 8, a seconda dell'ora a cui vado a dormire e dell'ora in cui ho lezione.Bonaz wrote:7 ore lorde, 5 1/2 netteRadiofreccia wrote:La verità è che ormai dormo 6 ore a notte se tutto va bene. Voi, in media, quante ore dormite a notte?
OMFGride_the_lightning wrote:siamo tutti connessi.
PS quanto lo odio.
uno dei personaggi più odiosi mai visti in vita mia da quando seguo telefilm, quasi peggio della "signora in giallo"Teo wrote:Un bambino del cazzo.
razzista (cit.)Teo wrote:Un bambino del cazzo.
io ho capito che è in un telefilm che non ho mai vistoSafeBet wrote:tutte risposte che non fanno capire un cazzo.
Mi è capitata una storia simile un paio di giorni fa. Senza i fastidi del treno però, diciamo che da questo punto vivere tra i teutonici mi tutela abbastanza.Bluto Blutarsky wrote:La verità è che ieri, alle 18.05, dopo una giornata di duro (vabbè, si fa per dire) lavoro, salgo sul mio solito treno per farmi la mia solita mezz'oretta di strada e tornare al caro paese natale. Due ore e venti minuti dopo, sono sceso dal treno, assistendo così anche a scene piuttosto rimarchevoli, come i pendolari che fotografavano il tabellone degli arrivi\partenze con indicati su ogni riga i minuti di ritardo che potevano andare anche in tripla cifra (come il mio treno, ad esempio).
La situazione non è stata delle più gradevoli, è vero. Fermi tutto quel tempo nel nulla delle campagne della bassa, nel buio totale e per giunta su una carrozza senza riscaldamento, senza uno straccio di annuncio che ci spiegasse la situazione. Insomma, eravamo a metà tra un'esperienza pre-morte e una riproduzione esatta dello stato di prigionia di Ingrid Betancourt.
A questo aggiungete una giornata non esattamente esaltante. Anzi, sul piano personale ero anche lievemente demoralizzato da qualche sms mandatomi da esemplari femminili e non del tenore sperato.
Però, visto che come dicono di là "things happen", su quel vagone mi è capitata anche la cosa che meno mi sarei aspettato al mondo. Ho reincontrato la primissima ragazzina di cui mi sia mai invaghito, che evidentemente ha sempre preso il mio treno senza che mai ci si incrociasse. Il tutto a distanza di tredici anni dall'estate gloriosa che passammo insieme (nulla di particolare eh, a quell'età non sarei stato nemmeno in grado...), e ad almeno dieci anni dall'ultima volta che la vidi.
E i minuti di ritardo si sono rivelati addirittura utili per fare due chiacchiere tenute lì da un po'. Niente di che, non le ho chiesto il numero, però adesso l'idea di ricontattarla su qualche social network non mi sembra più così fuori dal mondo. Per curiosità, mica per altro.
E la giornata si è decisamente risollevata, nella più improbabile delle situazioni. Che forse è la morale di questa storia.
O forse, più probabile, questa storia non significa una mazzafionda di niente. Boh. Nel dubbio...
Feltrinelli in Duomo, lolo. Feltrinelli. faccio una petizione per "facce nuove fra i dipendenti" e poi al posto di andare a lezione vengo a trovarti.mvp18 wrote:Quanto è brutto essere disoccupato nel 2013
Bluto Blutarsky wrote:La verità è che ieri, alle 18.05, dopo una giornata di duro (vabbè, si fa per dire) lavoro, salgo sul mio solito treno per farmi la mia solita mezz'oretta di strada e tornare al caro paese natale. Due ore e venti minuti dopo, sono sceso dal treno, assistendo così anche a scene piuttosto rimarchevoli, come i pendolari che fotografavano il tabellone degli arrivi\partenze con indicati su ogni riga i minuti di ritardo che potevano andare anche in tripla cifra (come il mio treno, ad esempio).
La situazione non è stata delle più gradevoli, è vero. Fermi tutto quel tempo nel nulla delle campagne della bassa, nel buio totale e per giunta su una carrozza senza riscaldamento, senza uno straccio di annuncio che ci spiegasse la situazione. Insomma, eravamo a metà tra un'esperienza pre-morte e una riproduzione esatta dello stato di prigionia di Ingrid Betancourt.
A questo aggiungete una giornata non esattamente esaltante. Anzi, sul piano personale ero anche lievemente demoralizzato da qualche sms mandatomi da esemplari femminili e non del tenore sperato.
Però, visto che come dicono di là "things happen", su quel vagone mi è capitata anche la cosa che meno mi sarei aspettato al mondo. Ho reincontrato la primissima ragazzina di cui mi sia mai invaghito, che evidentemente ha sempre preso il mio treno senza che mai ci si incrociasse. Il tutto a distanza di tredici anni dall'estate gloriosa che passammo insieme (nulla di particolare eh, a quell'età non sarei stato nemmeno in grado...), e ad almeno dieci anni dall'ultima volta che la vidi.
E i minuti di ritardo si sono rivelati addirittura utili per fare due chiacchiere tenute lì da un po'. Niente di che, non le ho chiesto il numero, però adesso l'idea di ricontattarla su qualche social network non mi sembra più così fuori dal mondo. Per curiosità, mica per altro.
E la giornata si è decisamente risollevata, nella più improbabile delle situazioni. Che forse è la morale di questa storia.
O forse, più probabile, questa storia non significa una mazzafionda di niente. Boh. Nel dubbio...