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Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 2:25
by Paperone
hanno trombato Galan, al suo posto Tosi (Sindaco di Verona) o Zaia

arrestato l'assessore regionale allo sport e al turismo della Lombardia per appalti relativi al turismo

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 2:28
by rene144
Spree wrote: C'è da dire che "sense du leadership" non è esattamente quanto "uomo solo al comando" o "figura carismatica" sei, perché altrimenti difficilmente potrebbe essere considerato un parametro positivo (a Hitler o a Stalin quanto gli davi?).
Infatti suppongo che sia interpretazione. Nel senso che la leadership per me non sia positiva da sola, ma solo se unita ad altri parametri. A (quasi) qualsiasi dittatore che riesca a durare, ed ancora di più a coalizzare la maggioranza degli (eventuali, se non ci fosse la dittatura) elettori io darei voti altissimi di leadership. Questo non li renderebbe migliori, anzi forse ne accentuerebbe le caratteristiche negative. Ma intanto sono leader.

Per esempio, avendo vissuto nella Libia di Gheddafi, posso tranquillamente sostenere che sia un leader per quel paese. Non un leader positivo (anche se da molti è visto in questa ottica), ma comunque un leader. Era visto positivamente dalla gente, ancora di più dopo i bombardamenti americani che lo hanno visto come vittima perdere una figlia adottiva (che poi tale non era, ma lui ne ha approfittato). Al contrario un Ahmadinejad ha bisogno di taroccare le elezioni per vincere e dopo deve usare la violenza estrema non per farsi accettare (perchè non lo accetteranno mai), ma per riuscire semplicemente a non essere cacciato: ecco, lui di leadership non ne ha.

Forse nella leadership ci vedo anche una componente di "abilità di manovra" della gente. Suppongo che usando i due esempi, Gheddafi sia più abile di Ahmadinejad nel manovrare la propria gente... ma anche quella per me è leadership (negativa).

Un leader, sempre per me, è semplicemente uno che guida. Un comandante. La direzione in cui guida è un altro discorso, in certi casi oggettivamente negativo (Hitler, Stalin), in certi altri opinabile. In un certo senso poi Berlusconi è al governo proprio per la sua leadership, e per il fatto che il centro-sinistra al contrario non sia mai riuscito ad esprimere un leader, o una voce unica. Anzi, le battaglie interne sono state una discreta caratteristica della sinistra. Invece a destra, nonostante tutto, lui c'è sempre da 15 anni ed è talmente "imponente" come leadership politica che nessuno mette in dubbio la sua posizione.

Che poi diciamocelo: qual è l'ideologia di Forza Italia, se non proprio il "berlusconismo"? Se, prima del PDL, Berlusconi avesse detto "io me ne vado", cosa sarebbe accaduto a FI?

Poi certo, se si vuole vedere la leadership in ottica positiva, allora Berlusconi non va tanto bene (neanche per i suoi elettori), perchè bene o male la sua figura ha trasformato l'Italia in un paese di "pro" e "contro" invece di unire, però è una qualità che io interpreto diversamente.

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 11:34
by Mahor
Paperone wrote: arrestato l'assessore regionale allo sport e al turismo della Lombardia per appalti relativi al turismo
Faceva il fascistone duro e puro e poi... :lmao:

I peggiori.

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 12:26
by Spree
rene144 wrote: Infatti suppongo che sia interpretazione. Nel senso che la leadership per me non sia positiva da sola, ma solo se unita ad altri parametri. A (quasi) qualsiasi dittatore che riesca a durare, ed ancora di più a coalizzare la maggioranza degli (eventuali, se non ci fosse la dittatura) elettori io darei voti altissimi di leadership. Questo non li renderebbe migliori, anzi forse ne accentuerebbe le caratteristiche negative. Ma intanto sono leader.

Per esempio, avendo vissuto nella Libia di Gheddafi, posso tranquillamente sostenere che sia un leader per quel paese. Non un leader positivo (anche se da molti è visto in questa ottica), ma comunque un leader. Era visto positivamente dalla gente, ancora di più dopo i bombardamenti americani che lo hanno visto come vittima perdere una figlia adottiva (che poi tale non era, ma lui ne ha approfittato). Al contrario un Ahmadinejad ha bisogno di taroccare le elezioni per vincere e dopo deve usare la violenza estrema non per farsi accettare (perchè non lo accetteranno mai), ma per riuscire semplicemente a non essere cacciato: ecco, lui di leadership non ne ha.

Forse nella leadership ci vedo anche una componente di "abilità di manovra" della gente. Suppongo che usando i due esempi, Gheddafi sia più abile di Ahmadinejad nel manovrare la propria gente... ma anche quella per me è leadership (negativa).

Un leader, sempre per me, è semplicemente uno che guida. Un comandante. La direzione in cui guida è un altro discorso, in certi casi oggettivamente negativo (Hitler, Stalin), in certi altri opinabile. In un certo senso poi Berlusconi è al governo proprio per la sua leadership, e per il fatto che il centro-sinistra al contrario non sia mai riuscito ad esprimere un leader, o una voce unica. Anzi, le battaglie interne sono state una discreta caratteristica della sinistra. Invece a destra, nonostante tutto, lui c'è sempre da 15 anni ed è talmente "imponente" come leadership politica che nessuno mette in dubbio la sua posizione.

Che poi diciamocelo: qual è l'ideologia di Forza Italia, se non proprio il "berlusconismo"? Se, prima del PDL, Berlusconi avesse detto "io me ne vado", cosa sarebbe accaduto a FI?

Poi certo, se si vuole vedere la leadership in ottica positiva, allora Berlusconi non va tanto bene (neanche per i suoi elettori), perchè bene o male la sua figura ha trasformato l'Italia in un paese di "pro" e "contro" invece di unire, però è una qualità che io interpreto diversamente.
Ineccepibile, ma appunto credo sia questione di interpretazioni. Secondo me, siccome quella voleva essere una lista di qualità positive per dei paesi democratici, la leadership per come l'hai intesa tu - nella quale, indubitabilmente, Berlusconi avrebbe avuto diritto ai primi posti della classifica - non poteva farne parte in alcun modo. Se invece si intende il "senso della leadership" (che non è la laeadership tout court) come ho provato a fare io, cioè come capacità di essere una guida senza essere un capo, di essere autorevole senza essere autoritario, di compiere al meglio il proprio ruolo di vertice dell'esecutivo senza cercare di sminuire/appropriarsi delle funzioni degli altri poteri democratici, di stemperare la tensione per il bene della comunità, allora i punti di Berlusconi stanno giustamente molto in basso.

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 15:38
by Spree
Da "Articolo21", di Simone Luciani.

Pare che solo oggi, soprattutto tra i suoi più stretti seguaci, si siano accorti che esiste in Italia un sentimento di odio, anche discretamente diffuso, nei confronti di Silvio Berlusconi. Pare essersene accorto oggi (anzi, ieri) Fabrizio Cicchitto, che lo imputa a Repubblica, al Fatto, alle procure e chissà chi altro. Paiono essersene accorti oggi diversi editorialisti. Diamo a Berlusconi la fortissima attenuante di essere comprensibilmente sotto shock e di porsi solo oggi la domanda ‘ma perché mi odiano’. Tutti fingono di non capire, pur essendo persone colte e preparate.
E così, saltano fuori le spiegazioni più disparate. E sbagliate. C’è chi vede l’origine dell’odio nelle presunte collusioni con la mafia e la loro diffusione a mezzo stampa. Chi nella poca attenzione ai ceti sociali più deboli. Altri in alcune voci del curriculum di Berlusconi (e, francamente, la tessera P2 non è oggetto di cui menar vanto). Altri ancora nelle riforme promesse e mai fatte (neanche una). Tutti questi sono motivi molto forti di dissenso politico e morale dal leader Berlusconi e dall’uomo Berlusconi. Ma non sono le vere ragioni dell’odio.
E’ vero, l’odio si batte con l’amore, come ha detto ieri il premier. Eppure, sono due dimensioni che si pongono sullo stesso asse, che è quello emotivo, e non certo quello razionale. Difficilmente l’amore può esistere laddove non c’è l’odio. Si pensi alla figura più limpida, amata, solare, pulita della storia: anche attorno a essa, l’amore sarà accompagnato dall’odio viscerale, magari da parte di esigue minoranze. Perché, dunque, questi due sentimenti così forti circondano Silvio Berlusconi che, col rispetto che è dovuto a una figura istituzionale, difficilmente può essere considerato un grande della Storia alla stregua di Gesù, Alessandro Magno o Napoleone? Per l’estrema personalizzazione del suo agire politico. Fin dalla sua discesa in campo, Berlusconi non ha fatto altro che costruire non solo il proprio consenso o la sua comunicazione, ma perfino la sua azione politica, attorno a se stesso e alla sua immagine. Solo così poteva governare con coalizioni che andavano dal cattolicesimo liberale al leghismo. Solo così (giacché i risultati conseguiti sono stati tutt’altro che brillanti, tanto da non essere mai riconfermato per due legislature consecutive) ha potuto resistere. E’ stato lui a presentarsi come uomo di successo, e ciò doveva bastarci per dargli in mano un paese, al di là di ogni ragionevolezza e razionalità. E’ stato lui a mettere in gioco la propria vita privata (un tantino edulcorata, come abbiamo saputo con certezza durante la scorsa primavera) e a farne motivo di campagna elettorale. E’ lui ad aver costruito la più forte formazione politica italiana, variamente composta (ex socialisti, ex democristiani, ex laici, perfino ex comunisti) e tenuta assieme, solidamente e non con la colla, unicamente attorno alla sua immagine.
E’ vero ciò che dicono alcuni colonnelli della PDL: i loro elettori non odiano le persone che guidano i partiti d’opposizione. Non li odiano perché quasi nessuno di loro esprime una così forte personalizzazione. Qualcuno, come Prodi, non l’ha mai cercata. Altri, come Veltroni, non l’hanno trovata. Dunque, perché odiarli? Piuttosto, l’odio viene convogliato verso figure ‘archetipiche’, come ‘i comunisti’ (senza che si sappia chi siano), o verso figure idealizzate (Santoro o Repubblica dipinti come l’incarnazione del male). Figure di volta in volta indicate da un leader che fonda la sua popolarità nella dimensione emotiva e dell’immaginario.
E’ per questo che di fronte a una così estrema personalizzazione, voluta dallo stesso Berlusconi, il premier deve accettare che ci sia chi lo ama svisceratamente ma anche chi lo odia con tutte le sue forze. Questo, ovviamente, non implica che un folle possa scagliargli in viso una statuetta del Duomo, né che suoi avversari politici possano lasciarsi andare a commenti bene che vada infelici, male che vada terrificanti, in ogni caso sbagliati. Ma non necessita neanche di sconcertanti attacchi agli organi di stampa da parte dei più diretti collaboratori di Berlusconi.


Da "Micromega", di Andrea Scanzi

L’immagine del Presidente del Consiglio italiano, sanguinante e trasfigurato, mi ha fatto paura. Mi ha offeso, impaurito, avvilito. Non ci ho trovato nulla da ridere, meno ancora appigli per esultare. Non mi sono piaciuti i distinguo, i ma, i se, i però. A volte non c’è spazio ed era questo il caso.

La violenza, sia essa per le istituzioni o un povero Cristo, dovrebbe rinsaldare un paese. Non dividerlo ulteriormente.

Quel sangue e quel volto, peraltro mai amati e meno ancora beatificati, mi hanno dato il senso della misura (colma) di questo paese. Ma – quello stesso senso della misura (colmo) – me l’ha dato anche la controreazione empia e belluina di gran parte (non tutta) della maggioranza, degli amici del Premier, dei suoi organi militarizzati d’informazione; delle sue veline Rai, dei fascisti malamente risciacquati nell’acqua di Fiuggi, dei compagni radicali che già facevano paura quando qualcuno cantava Io se fossi Dio (e Dio poteva anche esserlo, se no non vedo chi, cit).

Così ho pensato che, in questa vicenda, ci sono dieci verità uguali e contrarie. Dieci moti di indignazione. Dieci stazioni del calvario Italia.


1.
Mi fa paura chi lancia statuine bonsai del Duomo di Milano, fatte peraltro di ghisa a giudicare dalla devastazione provocata su un volto umano, ma mi fa ugualmente paura chi – dall’alto di scranni ampiamente ridicolizzati – pretende di far passare il messaggio che, quella statua, quel gesto, quell’aggressione, è partita non da un’isolata mente malata ma da un esercito (viola) di esagitati violenti e criminosi, che si fanno scudo dell’antipolitica per minare al cuore le fondamenta del potere costituito. Già che ci sono, e per dirla tutta, mi fa paura che La Russa sia ministro e Cicchitto in Parlamento. E la lista sarebbe lunga.


2.
Mi fa paura che Di Pietro non misuri mai le parole, prestando ingenuamente e sistematicamente il fianco alle più facili delle critiche (“esagera”, “non sa parlare”, “non ha il senso della politica”), ma mi fa ugualmente paura chi va in prima fila per gridare in tivù la sua solidarietà a Berlusconi e se ne sbatte quando muore un Aldrovandi qualsiasi. Ed è una morte un po’ peggiore (cit).


3.
Mi fa paura chi si fa prendere la mano dalla goliardata e si iscrive su Facebook ai fan club di Massimo Tartaglia, ma mi fa ugualmente paura chi cambia i nomi di gruppi Facebook preesistenti, facendo sì che un anonimo “No a Facebook a pagamento” diventi “Solidarietà a Berlusconi”. In questo modo, persone ignare si trovano iscritte a gruppi a loro estranei. Una truffa mediatica. Eppure, in questi casi, di editoriali accorati ne ho letti pochi.


4.
Mi fa paura chi usa i blog o i social network come cloache cibernetiche, ce ne son stanti, anonimi non poco sfigati che darebbero cuore ulna e duodeno per essere al posto di chi scrive, ma mi fa ugualmente paura chi – con questa scusa – batte la lingua sul tamburo (cit) dell’ignoranza, lasciando intendere che il problema non sia l’uso ma il mezzo. Che la colpa sia della Rete, del web, di Internet. Come dire che la colpa di Auschwitz era delle docce.


5.
Mi fa paura chi prova piacere nel vedere sanguinante il Presidente del Consiglio, perché non capisce che l’opposizione si fa sul contenuto, che la forma è essa stessa contenuto e che – soprattutto – ogni vita è sacra. Ma mi fa ugualmente paura il giornalismo (?) di destra (?) per il quale il mandante di Tartaglia è Travaglio, o magari Grillo, o già che ci siamo pure Flores d’Arcais, Saramago e Tabucchi, noti violenti al soldo delle nuove BR.


6.
Mi fa paura quel politico che gode di fronte ai dolori del Premier, ma mi fa anche paura – oltre che la sua scarsa sensibilità – la sua infinita miopia. Quell’aggressione ha avuto come primo effetto una degenza ospedaliera e come seconda il rinsaldarsi di un governo fin lì sfilacciato. Più che un Predellino 2, è stato una flebo ricostituente. Berlusconi, domani, sarà più forte di ieri. E non mi stupisce che quasi tutta l’opposizione non l’abbia capito. In Italia l’opposizione si fa non capendo. Altrimenti un D’Alema non si spiega.


7.
Mi fa paura l’integralista che ti dà del buonista se esprimi solidarietà a Berlusconi, magari adesso lo diranno anche a Sabina Guzzanti. Però quell’integralista lo conosco, è lo stesso che ieri tirava i sassi a De André perché osava cantare con la Pfm e oggi insulta Saviano perché pubblica con Mondadori. Non sono integralisti: sono disoccupati intellettuali che, non avendo trovato nessuno che gli ha dato corda e spazio, spacciano adesso la loro frustrazione per coerenza. Diffido sempre dei khomeinisti, soprattutto se di sinistra. E’ gente brutta e pallosa. Sono quelli che oggi canticchiano Battisti, ma ieri no perché “era di destra”. E sticazzi se era di destra: era bravo.


8.
Mi fa (forse) paura una Rosy Bindi che da catto-comunista formigoniana diventa (quasi) estremista, ma mi fa ugualmente paura un Bersani, e più ancora il suo Partito, che paiono quasi sollevati dal poter andare a trovare il loro avversario (?) all’ospedale. Così, finalmente, hanno un impegno. E – già che ci sono – possono dettare alla Pravda del Proraso (sì, il Riformista) che loro, a differenza degli altri, di “quelli lì”, sono buoni, democratici, riformisti. Loro, al Premier, gli hanno sempre voluto bene. Fin dai tempi della Bicamerale e del Violante di Viva Zapatero!.


9.
Mi fa paura l’immagine all’estero dell’Italia, definitivamente sputtanata dopo quel sangue, ma volevo dire che, anche prima, non è che ci stimassero poi così tanto.


10.
Mi fa paura un paese arrivato al colmo dell’esasperazione, della schizofrenia, della follia. Diviso e spaccato, come in attesa di un’imprecisata guerra civile. Ma continua a farmi paura quel Presidente del Consiglio che - non più tardi di tre giorni prima dell’aggressione – insultava la Costituzione, quei colleghi senza amor proprio e quella pletora di ministri senza meriti e senza morale, geneticamente brutti o vuotamente avvenenti, che non hanno detto un cazzo – o era meglio se non lo dicevano – quando hanno visto sbattuto in prima pagina la foto devastata di un ragazzo che si chiamava Stefano Cucchi, e lui non era “solo” ferito ma morto ammazzato, e non era un Premier ma un anoressico drogato (cit), e in fondo chi se ne frega se è morto.

Vada al Presidente del Consiglio il mio più sentito augurio per una pronta guarigione. Che torni in forma, come sempre arrogante e mai condivisibile. Che questo paese, da una parte e dall’altra, faccia un passo indietro. Che si ricominci (se mai lo si è fatto) a darsele di santa ragione, senza inciuci, senza servi, senza bugie. Forti di contenuti, coerenza, intelligenza. Come dovrebbe capitare in un paese ideale o anche solo normale, in cui la democrazia non è né sospesa né in bilico, ma semplicemente immanente.


Li linko, perché li ho trovati interessanti e mi sembra che colgano abbastanza il punto. A dire il vero sull'articolo di Scanzi avrei qualcosa da ridire, ma non si può essere d'accordo su tutto.

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 16:20
by Hobbit83
Non so di chia sia, ma merita:
Aggressione a Berlusconi. Bonaiuti: "Il Premier è stanco e sofferente". I medici: "Si nutre con fatica". Beppino Englaro: "Potrebbe ancora avere dei figli".
A scanso di equivoci, è solo una battuta e Englaro NON l'ha detto, eh...
Che qua di casini ne abbiamo già avuti abbastanza in sti giorni.

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 16:21
by Hank Luisetti
Tutti si sono giustamente risentiti per le parole di Di Pietro ed il suo tardivo chiarimento sulla situazione..

..ma di Fabrizio Cicchitto:
«A condurre la campagna d’odio contro Silvio Berlusconi è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, da quel mattinale delle procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia-politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi».
..continua si Di Pietro:
«È un partito come l’Idv, con il suo leader Di Pietro, che in questi giorni sta evocando la violenza, come se volesse trasformare lo scontro politico in atto in guerra civile fredda, che coinvolge anche settori più giustizialisti del suo partito, caro onorevole Bersani»[/i]«la mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. Ci auguriamo che questa aggressione e questo ferimento servano a qualcosa di più e che dal male venga qualcosa di bene».«Da questa situazione si esce solo disinnescando con leggi funzionali quell’uso politico della giustizia, un cancro che ha distrutto la prima Repubblica e sta minando anche la seconda»

Evvai...

Solo per dovere d'informazione (e non per altro) posto anche questo video:

425,350

Ps: PINNO era già diversi passi avanti a me :D

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 16:27
by kanon
da segnalare che dopo la crocifissione pubblica di questi "mascalzoni" un campione della libera informazione come il direttore de "Il Riformista" Polito ha spiegato di aver rifiutato stasera di partecipare ad Annozero perchè non vuole rendersi complice stando nella stessa stanza in cui c'è Marco Travaglio...Letteralmente "evitare ogni contatto è una questione di deontologia".

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 17:39
by nefastto
Hank Luisetti wrote:

Solo per dovere d'informazione (e non per altro) posto anche questo video:

425,350

Ps: PINNO era già diversi passi avanti a me :D
all'ultima domanda rispondo io...perchè a Milano se sei un po furbo e devi andare in ospedale (e come in questo caso non sei in pericolo di vita) vai al S. Raffaele  :D

Parlando seriamente il video fa venire dei dubbi ma dovremmo pensare che tutti i presenti, le tv, i dottori e tutti i "diretti" interessati siano daccordo con silvio? Stiamo parlando di parecchie persone

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 17:56
by lele_warriors
nefastto wrote: all'ultima domanda rispondo io...perchè a Milano se sei un po furbo e devi andare in ospedale (e come in questo caso non sei in pericolo di vita) vai al S. Raffaele  :D

Parlando seriamente il video fa venire dei dubbi ma dovremmo pensare che tutti i presenti, le tv, i dottori e tutti i "diretti" interessati siano daccordo con silvio? Stiamo parlando di parecchie persone
il suo dottore,le persone erano simpatizzanti pdl quindi volendo erano anche tutti concordi con  silvio

detto questo non penso prorpio sia una montatura,a dir la verità non ci ho nemmeno pensato a questa possibilità

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 18:04
by Hank Luisetti
nefastto wrote: all'ultima domanda rispondo io...perchè a Milano se sei un po furbo e devi andare in ospedale (e come in questo caso non sei in pericolo di vita) vai al S. Raffaele  :D

Parlando seriamente il video fa venire dei dubbi ma dovremmo pensare che tutti i presenti, le tv, i dottori e tutti i "diretti" interessati siano daccordo con silvio? Stiamo parlando di parecchie persone
Le tv?? :D

I diretti interessati chi sarebbero esattamente? qualche medico di certo.. i presenti? e credi forse che sarebbe difficile in una situazione concitata e con scarsa visibilità combinare il tutto?(ovviamente non lo penso..ma visto che mi ci fai pensare..)

Come detto sopra nemmeno io credo in un complotto..diciamo che mi puzza un pò specie per quel tramenare in macchina..perchè da quel che si vede nel filmato non è affatto chiara la cosa..(anche se è vero anche che il sangue non scorre subito a meno di non prendere un arteria o vena..)

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 18:23
by Kratòs
a combinare una cosa del genere basta comprarsi quel gruppo di persone che ti fa la scorta, l'autista (che essendo già gente pagata non è manco così difficile), il cameraman, qualche fotografo e tartaglia.
ah, e non dimentichiamo i 5 euro alla bancarella per comprarsi il duomo... :forza:

sinceramente non credo che sia impossibile realizzare una messinscena del genere.

altro discorso è il credere o meno che sia andata così. io non credo, ma nemmeno mi stupirei se fra qualche anno si scoprisse che era tutta una montatura.
berlusconi avrebbe tutti i motivi per organizzare una cosa del genere, basta pensare a chi è che ci avrà guadagnato di più alla fine di questa storia...

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 18:40
by The blues brothers
Hank Luisetti wrote: Le tv?? :D

I diretti interessati chi sarebbero esattamente? qualche medico di certo.. i presenti? e credi forse che sarebbe difficile in una situazione concitata e con scarsa visibilità combinare il tutto?(ovviamente non lo penso..ma visto che mi ci fai pensare..)

Come detto sopra nemmeno io credo in un complotto..diciamo che mi puzza un pò specie per quel tramenare in macchina..perchè da quel che si vede nel filmato non è affatto chiara la cosa..(anche se è vero anche che il sangue non scorre subito a meno di non prendere un arteria o vena..)

In effetti vi dico dove sorgono i miei dubbi.
1-Prendere contemporaneamente sia l'immagine di Tartaglia che tira il duomo,che quella di Berlusconi colpito è secondo me perlomeno difficile.Non impossibile,ma più facile se si sa prima da dove partirà l'oggetto.
2-Quel fazzoletto nero...che cazzo è?
3-Perchè Berlusconi si erge sulla macchina(io suppongo per far veder a tutti e aumentare il proprio ego  :thumbup:)?Perchè entra in macchina,riesce e poi rientra?Non era più prudente gettarsi subito in macchina e andare via?
4-Non avremo mai le prove imho si farà vedere solo quando le ferite saranno rimarginate o comunque con le medicazioni.
5-Alcuni punti sono simili a quelli del video,ma il video non l'avevo visto e sti dubbi mi sono venuti 2 minuti dopo che ho visto il tutto la prima volta.
6-La faccia che fa Berlusca mi sembra da attore consumato.
7-Probabilmente questo rimarrà un dubbio per molti anni

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 18:47
by Kratòs
in effetti la prudenza raccomanda, dopo che uno prova ad ammazzarti, di scappare a gambe levate.
quindi o berlusconi è stato coglione/poco lucido (e ci sta) a chiedere di uscire di nuovo (ma quelli della sicurezza che ci stanno a fare, se non possono decidere per il bene della persona che stanno proteggendo e che hanno appena visto attaccata da un folle?)
oppure qualcosa non torna.

in ogni caso non mi pare abbiano fatto un bel lavoro quelli della scorta. anche se la situazione era particolare e c'era poco tempo per agire: metti che tartaglia s'era organizzato con un complice, e quest'ultimo invece di un mini-duomo portava una pistola, lì in mezzo succedeva una strage.

Re: Il topic della Politica (vol.17) Precariezza, Pessimismezza all'interno.

Posted: 17/12/2009, 18:56
by nefastto
Hank Luisetti wrote: Le tv?? :D
:lol2: :lol2: :lol2: