Re: Libri
Posted: 02/11/2009, 18:59
Al massimo te lo compro io :)Mahor wrote: Lo so, mi decisi a comprarlo per colpa tua. :D
Al massimo te lo compro io :)Mahor wrote: Lo so, mi decisi a comprarlo per colpa tua. :D
a me è piaciuto che me lo sono pure comprato e riletto in lingua originale, merita davvero per me.Sberl wrote: Febbre a 90 io lo adoro....
alta fedeltà è grandiosoSlicer wrote: pure io...e adoro pure alta fedeltà... e anche about a boy...e pure tutto per una ragazza non mi è dispiaciuto...insomma Hornby
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Il bello di questo libro è che per una volta non ci sono al centro le squadre più blasonate (tranne in qualche caso), ma realtà più piccole come Swansea, Norwich, Wimbledon...Sberl wrote: Grazie della segnalazione, lo metto in lista!
Se passi da Varese fammi un fischio. :DSberl wrote: Al massimo te lo compro io :)
Grazie lleo, ho finito di leggere l'Aleph e mi è piaciuto molto, alcuni racconti sono veramente intriganti. Ora mi procurerò Finzioni e ti farò sapere..lleo wrote: Che dire, senza ombra di dubbio uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Personalmente è fra i miei 2-3 preferiti in assoluto.
Prenditi queste raccolte di racconti: "L'Aleph" (la mia preferita) e "Finzioni" (che solo per "La biblioteca di Babele" vale il prezzo del biglietto).
Beato te che non li hai ancora letti
Spero che ti piaccia; se sei amante di Calvino, Cortàzar, ma anche Kafka o Eco (Nome della Rosa?), perchè no, credo non ci siano problemi![]()
Io non ci vedo mai niente di ironico in questo tipo di "recensioni". Le trovo sempre abbastanza cariche di un piu' o meno velato senso di "invidia" per cosi dire, che spesso scade piu' nell'insulto gratuito che nell'ironia.Spree wrote: Però, questa recensione la dovete leggere. E magari, anche qualche comento. E poi ditemi se l'autrice (o autore, ma mi pare una donna dalla firma) non è un genio che fa una pippa anche a Sine per l'abilità di usare l'ironia.
Fa-vo-lo-soTeo wrote: Comprati ieri su Bol.it
Actarus la vera storia di un pilota robot
Kondor di Altieri
Il mio giro in Italia dello chef Jamie Oliver
e
Il Suggeritore di Carrisi
Da un lato c'è quel pizzico di invidia, vero, come per Dan Brown, perchè uno che sa scrivere tende a pensare "Ok per i vari King, Follett, Cussler (ho fatto un mischietto, lo so, ma mica volevo fare una classifica sensata), che scrivono così così ma sanno creare una trama avvincente e svilupparla in modo da coinvolgere il lettore, ma questi qui non sanno scrivere, creano trame scontate e prevedibili, i loro personaggi sono piatti e dimenticabili, l'idea che danno della realtà è assurda ed irreale, come cazzo è che loro vendono ed io no?"kachlex wrote: Io non ci vedo mai niente di ironico in questo tipo di "recensioni". Le trovo sempre abbastanza cariche di un piu' o meno velato senso di "invidia" per cosi dire, che spesso scade piu' nell'insulto gratuito che nell'ironia.
Detto questo non ho mai neanche lontanamente visto un libro/film di moccia e potrebbero bruciare lui e chi li legge/vede, compresi quelli che li leggono per fare questo tipo di "recensioni".
Beh, d'accordo. Ma tra Follet (e anche Brown, in verità) e Moccia c'è la stessa differenza che passa tra uno Amarone Allegrini del '96 e un Tavernello. Non sono neanche vagamente paragonabili, sinceramente.doc G wrote:
Nessuno sta giustificando Moccia o chi per esso credo. Solo che secondo me si puo' dimostrare il fatto che qualcosa fa schifo (qualora non fosse gia' palese nel caso in esempio) in modi migliori e con miglior uso dell'ironia.Spree wrote: Beh, d'accordo. Ma tra Follet (e anche Brown, in verità) e Moccia c'è la stessa differenza che passa tra uno Amarone Allegrini del '96 e un Tavernello. Non sono neanche vagamente paragonabili, sinceramente.
Aggiungo solo che parlare sennza aver mai letto un libro di Moccia (o almeno un pezzo) fa ridere, ma tant'è, e che spiegare le critiche sempre e solo con il concetto di "invidia" è come minimo riduttivo. Lo fa anche il buon Silvio nazionale, pensatevi un po' voi: esistono delle persone - guarda che strano - che non vorrebbero fare i milioni scrivedo le stronzate che scrive Moccia. Incredibile, eh?
Ma chi ti ha paragonato i due?Spree wrote: Beh, d'accordo. Ma tra Follet (e anche Brown, in verità) e Moccia c'è la stessa differenza che passa tra uno Amarone Allegrini del '96 e un Tavernello. Non sono neanche vagamente paragonabili, sinceramente.
Aggiungo solo che parlare sennza aver mai letto un libro di Moccia (o almeno un pezzo) fa ridere, ma tant'è, e che spiegare le critiche sempre e solo con il concetto di "invidia" è come minimo riduttivo. Lo fa anche il buon Silvio nazionale, pensatevi un po' voi: esistono delle persone - guarda che strano - che non vorrebbero fare i milioni scrivedo le stronzate che scrive Moccia. Incredibile, eh?
Cioè, Follet e King non saranno dei nuovi Tolstoj ma sanno creare una trama, dei personaggi credibili e con il loro modo di scrivere coinvolgono il lettore, Moccia e Brown no.doc G wrote: Da un lato c'è quel pizzico di invidia, vero, come per Dan Brown, perchè uno che sa scrivere tende a pensare "Ok per i vari King, Follett, Cussler (ho fatto un mischietto, lo so, ma mica volevo fare una classifica sensata), che scrivono così così ma sanno creare una trama avvincente e svilupparla in modo da coinvolgere il lettore, ma questi qui non sanno scrivere, creano trame scontate e prevedibili, i loro personaggi sono piatti e dimenticabili, l'idea che danno della realtà è assurda ed irreale, come cazzo è che loro vendono ed io no?"
E qui siamo già sul pesante, ma almeno c'è un commento dell'opera letteraria, non del libro singolo come si dovrebbe, per lo meno un qualche accenno di commento c'è. Ma poi leggiamo:perché le cose che scrive Federico Moccia sono brutte, stupide e fatte male, stupidamente - quell’essere umano là dev’essere per forza un po’ stupido anche lui, perché nemmeno un comunissimo ingenuotto dodicenne, sempre che sia sano di mente e con una minima porzioncina funzionante di cervello, potrebbe sopportare lo sconclusionato guazzabuglio di idee mentecatte, il confuso dilettantismo e l’incapacità narrativa di cui sono fatti i libri di Federico Moccia.
Quindi Moccia è affetto da vacuità mentale.(la vacuità mentale, la povertà di vocabolario, la noiosa e futile ripetitività, il totale disfacimento di qualunque coerente unità di pensiero); e in un certo senso è vero, tra le simpatiche beghette proto-adolescenziali di Amore 14 Federico Moccia ci sguazza perfettamente a suo agio, si vede che è il suo mondo mentale di riferimento,
Cioè a dire che Federico Moccia s’è comprato un mobile IKEA, ma siccome non è una cima (e qui possiamo metterci la parola fine: i mobili IKEA sono a prova di cretino - quasi) non è riuscito a metterlo insieme com’era sulle istruzioni (probabilmente è rimasto intrappolato tra le tavole di una Flarke e l’hanno dovuto portare al pronto soccorso), e maledice queste infernali modernità così labirinticamente cervellotiche.
non conosce e non capisce niente dell’universo nella sua interezza, e in ogni sua più spicciola manifestazione; Federico Moccia è un privilegiato viziatone da record che ha sempre vissuto protetto e coccolato dal deddi dentro una campana di vetro, non ha mai avuto la minima idea di cosa ci fosse realmente là fuori, e per questo commette una valanga di errori grossolani anche sulle cosette più banali.
La presa per i fondelli di parti del libro, come la scaletta della discoteca, il motorino, il telofonino, sono anche divertenti, e commentano il libro. In questi tratti invece si parla di Moccia, insultandolo ripetutamente. La cosa può anche andar bene nella satira, ma allora ci deve essere un variare di toni, commenti sul testo che solo alla fine scivolino nell'insulto alla Beppe Grillo, se si insiste troppo sullo stesso tema, sempre quello, Moccia è ignorante e stupido, alla fine non si ride nemmeno più.le cose che scrive Federico Moccia sono brutte, stupide e fatte male, stupidamente - quell’essere umano là dev’essere per forza un po’ stupido anche lui, perché nemmeno un comunissimo ingenuotto dodicenne, sempre che sia sano di mente e con una minima porzioncina funzionante di cervello, potrebbe sopportare lo sconclusionato guazzabuglio di idee mentecatte, il confuso dilettantismo e l’incapacità narrativa di cui sono fatti i libri di Federico Moccia.
