[intanto vado avanti...avevo già scritto]
1980.
E' l'epoca delle dinastie.
Nel 1972-1973-1974 tocca agli Oakland A's dominare il baseball, nel 1975-1976 è la volta della Big Red Machine di Cincinnati, nel 1977-1978 vincono gli Yankees (due volte sui Dodgers). Nel 1979 tutti credono sia arrivata l'ora dei Phillies.
I Phillies avevano vinto la NL East nel 1976-1977-1978. Nel 1976 guidati dal 20-7 di Steve Carlton e dai 38 HR di Mike Schmidt erano andati 101-61. Nel 1977 si erano ripetuti, sempre 101-61, con un 23-10 per Carlton e 38 HR per Schmidt, 39 per Greg Luzinski. Nel 1978 era bastato un 90-72 per avere ragione dei Pirates. Ma ancora una volta la caduta sull'ostacolo NLCS.
Nel 1979 appunto era arrivato dai Reds nientemeno che Pete Rose e tutti si aspettavano che Philadelphia superasse quell'ultimo scalino ed approdasse al paradiso. I Phillies, fondati nel lontano 1883, non avevano mai assaporato la gioia di diventare i campioni del baseball!
Come era stato possibile?
Intanto c'erano stati gli A's che avevano dominato la scena della città dell'amore fraterno dal 1901 al 1950, mezzo secolo, un solo manager, Connie Mack, due dinastie, nove pennant dell'American League e ben cinque World Series con non meno di quindici Hall of Famer, sei MVP della lega, cinque no-hitter e due Triple Crown. Tra l'altro, un grande scopritore di talenti, Mack, aveva pure depredato i Phillies per costruire la sua dinastia. Era stata una delle cause principali dell' “odio” fra le due leghe, che sfocierà nella “pace” della creazione delle World Series.
Nel 1954 gli Athletics, sommersi dai debiti, se ne erano andati a Kansas City per volontà del nuovo proprietario, Arnold Johnson, che aveva acquistato la franchigia dalla famiglia Shibe, anzi da Connie Mack stesso, visto che tutti gli Shibe erano ormai morti.
Ironicamente proprio nel 1950 i Phillies danno il colpo di grazia agli A's riempiendo lo Shibe Stadium, mentre lo stesso resta vuoto per gli A's. Sono i famosi Whiz Kid che fanno impazzire Philadelphia, riescono ad arrivare in finale, dove sono purtroppo demoliti dai formidabili Yankees. La sola altra volta in cui avevano giocato le World Series era stato nel 1915 quando avevano preso una batosta da un'altrettanto formidabile edizione dei Boston Red Sox.
Due sole stagioni davvero vincenti in poco meno di un secolo.
Dunque, liberatisi degli A's, la città di Philadelphia era tutta per i Phillies, che altrettanto ironicamente finiscono per giocare nello stesso stadio, ma ora ribattezzato Connie Mack Stadium, il nome del manager dei rivali cittadini che non ci sono più.
Ma per rivederli protagonisti bisogna aspettare il 1964. Altra storia, tutta da raccontare, ma che ricorda molto il crollo dei New York Mets dello scorso 2007. Phillies in testa alla National League fino a due settimane dalla fine e poi il disastro.
Insomma arriviamo al 1979, ma la canzone è questa.
http://www.youtube.com/watch?v=Vw6F3Sf-PGw
Vincono i Pirates e mai una canzone è legata ad una stagione del baseball come quella delle Sister Sledge.
E così arrivano gli Anni Ottanta. Ed i Phillies sono ancora all'asciutto.
Hanno un nuovo manager, Dallas Green, installatosi in regia alla fine della stagione precedente, stagione conclusa con 18 vittorie nelle ultime 29 gare. Sinonimo di qualcosa di buono?
Ma il 1980 non sarà una passeggiata per Philadelphia. Il 16 maggio i Sixers perdono garasei e la finale NBA, il 24 maggio i Flyers perdono garasei e la Stanley Cup, nel gennaio 1981 gli Eagles perderanno il Superbowl...quattro su quattro?) I Phillies sono 23-18 a fine maggio, in testa per due giorni a metà luglio, poi di nuovo a rincorrere. La mattina dell'11 agosto si svegliano con sei partite di ritardo dai Pirates, in mezzo c'è anche Montreal. Philadelphia ha un record di 55-52.
Quel giorno combattono per quasi cinque ore e per 15 inning prima di avere ragione dei Chicago Cubs. Mike Schmidt li guida con un triplo, un HR, due singoli e tre RBI. Finirà con 48 HR e 121 RBI.
Con un solo triplo e con un solo HR finirà, invece, Pete Rose, ma battendo primo o secondo infila 141 singoli e 42 doppi, oltre ad andare K solo 33 volte.
Da quel giorno, insomma, perdono poco. Vanno 44-18. E si ritrovano alla pari con gli Expos a tre partite dalla fine. 44-18 con ben 8 vittorie e sole 2 sconfitte in partite finite agli extrainning. Nel mezzo pure uno Shea Massacre, cinque vittorie a New York contro i Mets per un punteggio combinato di 40-12. Il 21 agosto con i Padres prevalgono dopo 17 inning e come con i Cubs, subiscono due punti nel nono, ma poi resistono e, alla fine, vincono con un walk off triplo di Bake McBride che manda a casa Schmidt.
Per 22 volte andranno agli extras in quel lunghissimo 1980.
Terzultima di campionato. Dick Ruthven contro Scott Sanderson. Subito singolo-doppio-volata di sacrificio di Schmidt ed è 1-0 Phillies. Poi è pitching duel. Schmidt batte un HR e fa 2-0. Quando Ruthven è stanco, e gli Expos fanno 2-1, entrano dal bullpen di Phila prima Sparky Lyle (arrivato da Texas) e poi Tug McGraw. Concedono una sola valida in tre inning e due terzi. McGraw manda strikeout Bob Pate, Andre Dawson e Gary Carter nell'ottavo, mentre nel nono dopo l'out di Warren Cromartie, finiscono K Larry Parrish ed un certo Jerry Manuel. Per McGraw è la ventesima salvezza.
Il giorno dopo se i Phillies vincono sono campioni dell'Est. Altrimenti si andrà pari all'ultima di campionato. Per quel giorno i Phillies potrebbero usare l'asso, Steve Carlton, il Magnifico, 24-9, 2.34 ERA, 286 K in stagiuone.
Ma intanto la penultima. Larry Christenson, recuperato dopo i guai al gomito, contro Steve Rogers. Montreal ha usato l'1-2 per queste due partite. Questa volta è Montreal che mette il naso avanti, 2-0, HR di Jerry White. Phila segna un punto e riempie la basi nel settimo. Greg Luzinski, l'ormai ex-slugger, anche se solo 29enne, batte un singolo all'esterno centro, entrano due punti, ma Luzinski viene colto mentre sta tentando di andare in seconda e Schmidt viene colto a casa in un incredibile doppio gioco con due RBI, che va 8-5-4-5-3-2, sembra un numero di telefono, come le corse dei Phillies. Philadelphia sente che ha perso una grande occasione di spaccare in due la partita. Gli Expos approfittano subito e da 3-2 sotto vanno 4-3 sopra, con due errori ed una base rubata da Tim Raines. Si entra nel nono e tutta Montreal sta pregustando già il giorno dopo, ma Pete Rose si guadagna una base ball in apertura di nono. Dopo due out è il singolo del catcher Bob Boone a mandare a casa il punto del 4-4. McGraw lancia il nono (due K su tre) e si va ancora una volta agli extarinning.
Nell'undicesimo Rose batte valido e Schmidt la fa sparire sulle tribune. McGraw manda K Larry Parrish per l'ultimo out. I Phillies, vincitori di dodici delle ultime quindici, sono ai playoff. Ironicamente perdono al decimo inning l'ultima partita, ormai inutile, della stagione.
Ad Ovest la sfida è altrettanto calda, gli Astros vanno a Los Angeles per l'ultima serie della stagione. Hanno tre partite di vantaggio sui Dodgers. Venerdì sera, 3 ottobre, data maledetta per i Dodgers. Ken Forsch contro Don Sutton. Forsch lancia un 7-hitter e manda pure a casa l'1-0. Poi è 1-1, poi 2-1 Astros. Sembra fatta. Ma un errore di Joe Morgan sul possibile doppio gioco finale lascia aperta la porta a LA. Ron Cey manda a casa Rudy Law con due out. E' 2-2. Intanto è entrato in rilievo di Sutton un diciannovenne mancino messicano, di nome fa Fernando, di cognome Valenzuela. Nel decimo Valenzuela manda K Alan Ashby per il terzo out (per Fernando tre K in due inning) e tiene il 2-2. Joe Ferguson, il catcher di riserva, fa 3-2 con una bomba contro Forsch. LA è a due partite.
Sabato pomeriggio Nolan Ryan contro Jerry Reuss. HR di Steve Garvey per il 2-1 nel quarto. Reuss lancia un 7-hitter, Ryan dura “solo” sette inning. Finisce 2-1. LA è a una partita.
Domenica Vern Ruhle contro Burt Hooton. Entrambi sono andati dopo due inning. Houston avanti 3-0 dopo la parte alta del quinto. Bobby Castillo lancia quattro inning in rilievo per LA, Valenzuela due. Intanto i Dodgers iniziano a rimontare. 3-1, poi 3-2 nel settimo. Un 22enne Steve Howe entra per l'ottavo. L'HR di Ron Cey fa 4-3. Nel nono, con uomini agli angoli, Don Sutton rimpiazza Howe, un terzo di inning per la salvezza. E' ancora una partita con una solo run di differenza, la terza consecutiva. Dodgers e Astros sono alla pari. Serve lo spareggio ed i Phillies attendono.
Joe Niekro contro Dave Goltz. Per Houston Niekro in nove inning concede sei singoli, una base ball ed un punto su errore. Per i Dodgers non c'è scampo, l'attacco di Houston, guidato da un HR di Art Howe, infila 12 valide e gli Astros vincono 7-1.
Sarà Phillies-Astros nelle NLCS
Nell'American League gli Yankees di Tommy John, Ron Guidry e Reggie Jackson, Lou Piniella e Willie Randolph hanno vinto l'Est (103-59) davanti agli Orioles (100-62) di Eral Weaver. Nell'Ovest Kansas City ha dominato (97-65), 14 partite davanti agli A's. George Brett ha battuto .390 avvicinandosi più di tutti al fatidico FOUR-O-O di Ted Williams (.406 nel 1941).
Sarà Yankees-Royals nelle ALCS.
Continua...