Spree wrote:
E' molto difficile a dirsi. Secondo me alcune cose che si stanno snetendo in questi giorni sono baggianate, come quella secondo cui Berlusconi non si sarebbe neanche canddidato. Si candiderebbe contro sua figlia, figuriamoci. Così come anche l'idea che una massa di elettori "moderati" avrebbero improvvisamente perso ogni astio per il passato comunista e sindacalista rappresentato dal PD.
il punto è proprio questo: un PD guidato da Renzi non ha più un passato comunista e sindacalista. non dico che lo rinneghi, ma sicuramente non lo richiama e non lo considera un valore.
questo fa incazzare di brutto chi invece lo considera un valore (ma è poca gente, sempre i soliti due milioni al massimo), che quindi alza le tende, ma per tutti gli altri è una buona notizia.
Detto questo, rimarrebbe la domanda di cosa avrebbe fatto Monti, che in effetti è meno facile da decifrare. Io penso che probabilmente si sarebbe candidato lo stesso, un po' per sopraggiunti impulsi di megalomania che colgono quasi tutti quelli che si mettono in un ruolo di responsabbilità tale, un po' perché comunque un Renzi candidato premier non gli avrebbe dato le garanzie che voleva e lo avrebbe - per personalità e strategia - relegato in posizione fortemente subalterna.
gli "impulsi di megalomania" di Monti sono innegabili, ma il suo impulso primario rimane comunque il paraculismo. è "salito in politica" perché, non considerando Grillo come un'opzione, era convinto che nell'area politica dove andava a posizionarsi non avrebbe avuto concorrenza. era convinto di "vincere facile ponzi ponzi ponzi po".
non si sarebbe mai messo a gareggiare se avesse avuto il dubbio di non farcela, di fare una figuraccia. e con renzi come concorrente quantomeno il dubbio gli sarebbe venuto.
Oltretutto, non so quanto dei voti di Grillo si sarebbe ripreso. Probabilmente un po' - soprattutto in quell'elettorato di delusi dal centro-sinstra ma non ideologici, che compongono una delle componenti dell'elettrato a cinque stelle (le altre sono i "massimalisti" decrescitisti di cui sopra, e i qualunquisti fascisteggianti).
Quindi, probabilmente il saldo netto di voti sarebbe stato, anche se non nelle grottesche e ridicole proporzioni citate da qualcuno, positivo. Però non so se un PD, ancorché guidato da Renzi, avrebbe potuto far breccia in Veneto o in Lombardia, per dire. Quindi non so se sarebbe stata vittoria piena.
guarda che le "grottesche proporzioni" non sono tanto grottesche, se guardi i numeri. non le percentuali, i VOTI SINGOLI.
in lombardia, tanto per dire, il PD ha chiuso con circa 420.000 voti di distacco. è la regione "moderata" per eccellenza, lì la sinistra "pura" è veramente irrilevante (SEL ne ha presi 114.000, Fare 81.000, tanto per dire).
Monti ha preso 570.000 voti, Grillo 970.000, e ci sono stati 400.000 astenuti in più rispetto al 2008.
vogliamo parlare del veneto? hanno perso di 200.000, SEL 42.000, Fare 50.000, Monti 299.000, Grillo 670.000.
renzi poteva vincere in lombardia e in veneto, eccome se poteva vincere, guarda quei numeri.