e il sistema di Miami perchè non deve funzionare?Giulay27 wrote:
Un sistema,qualunque esso sia,potrebbe rendere miami ancor piu forte e imprevedibile di quanto nn lo sia ora,pm o meno.Dal mio punto di vista vale la pena provarci
Miami Heat Against the World - Revenge
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
unifaun1973 wrote:
Io, nonostante il tuo "svelare segreti", alla favoletta che la TPO sia un sistema vincente ci credo eccome. Senza infilarmi nel discorso "Jordan senza Triangolo" etc...mi pare che 11 anelli bastino e avanzino a dimostrare che sia un sistema vincente.Non la giocano tutti perchè, come spiegato diverse volte da Tex Winter e Jackson, è un sistema estremamente difficile e che richiede:
1. giocatori con un QI cestistico elevato...non si tratta solo di seguire "segni" sul parquet ed imparare i propri movimenti ma giocare "all'unisono" in campo con il resto della squadra. Non tutti sono portati a questo sistema perchè la capacità di leggere la difesa in tempo reale non è cosa facile.
2. è necessario molto tempo per assimilarla...i Bulls hanno cominciato a giocarla a memoria solo dopo un anno e mezzo dall'arrivo di Jackson mantenendo bene o male lo stesso roster. I Lakers idem. Un allenatore NBA, appena sbarcato in una franchigia, non può permettersi il lusso di giocare la TPO perchè se dopo 6 mesi non mostra un po' di risultati sul campo la dirigenza lo saluta.
Phil Jackson ai tempi dei Bulls ha potuto permetterselo perchè Krause voleva la Triangolo in campo (aveva ingaggiato Winter anni prima proprio per quello) e soprattutto perchè inizialmente la adattava al gioco in isolamento di Doug Collins dell'anno prima. Ai Lakers questo problema non si poneva perchè era già "Jackson".
3. sono necessari (a meno di adattamenti che richiedono tempo) dei lunghi che abbiano buone mani per il passaggio, e non sempre in passato l'NBA ne è stata piena.
Per chiudere, è chiaro che la TPO non basta per vincere i titoli, ma a parer mio è uno dei migliori sistemi che una squadra possa giocare.
Un esempio, i Bulls 1993-94 non arrivarono così distanti dal ripetersi senza Jordan e sono stati la squadra che meglio ha giocato la triangolo negli ultimi anni in NBA.
Messa cosi(nell'evidenziato) e` troppo semplicistica come cosa, non mi sembra che "mi pare che 11 anelli bastino e avanzino a dimostrare che sia un sistema vincente." siano stati vinti a Clevaland, Milwakee oppure se non ricordo male a Sacramento, rinfrescami un po la memoria che oramai son vecchio in che squadre li ha vinti "il messia della NBA"?
Se mettevi che ne so Adelman con quelle squadre, magari non 11 ma piu di una mano la riempiva(forse non avrebbe gestito cosi bene Rodman ma li c'e stato tanto MJ secondo me), secondo me con quelle squadre li (sopratutto i Lakers di Kobe + quello piccolo in mezzo all'area che era "leggermente" dominante) vinceva una manata di anelli anche D'Antoni.
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
Naturalmente non dico che ogni sua sconfitta sia solo demerito suo, il basket è un gioco di squadra, quindi non sarà mai la responsabilità totale di un singolo. Ovviamente ci sono stati casi in cui lui il suo l'ha fatto, ma non è bastato. Mettiamo il caso che per un qualsisai motivo la sua carriera finisse oggi, potresti non chiamarlo un giocatore dominante, ma perdente ?t mac#3 wrote:Per il 2011 e gara 2 e 5 contro Boston nel 2010 ti do ragione ma proprio come piace fare ai suoi critici hai veramente esagerato nel definirlo perdente!frog wrote: Purtroppo per voi, da quanto successo fino ad ora nella carriera di James, la normalità quando è messo con le spalle al muro è quella delle finali e non l'incontrario, poi può sempre succedere qualcosa.
L'esperienza ad oggi, mettendo insieme le finali del 2007 e del 2011, le varie eliminazioni contro Orlando e Boston, aggiungendoci pure le Olimpiadi e i Mondiali, perchè se non era per il 24 manco quelle avrebbe vinto, questo è il James delle grandi occasioni. Dominante, ma perdente.
Contro Orlando in 6 partite chiuse con un poco normale 38+8+8 e senza il miracolo di gara 2 si rischiava lo sweep; contro Boston nel 2008 giocava quasi da solo contro una grande difesa e quasi è riuscito a vincere gara 7; per chiudere nel 2007 li ha portati lui da solo in finale poi contro una San Antonio troppo forte era difficile far di più, inoltre non era ancora un giocatore che avesse percentuali decenti dalla medio-lunga distanza in quell'anno.
Quindi il problema di James è una questione di maturità non ancora raggiunta secondo me. Sempre in queste situazioni mi tocca difenderlo. Inoltre non è stato allenato da coach che gli abbiano dato una disciplina offensiva di cui necessita.
Io sono molto più incline all'analisi fatta da Ciombe, i suoi limiti sono principalmente mentali. La vittoria con Chicago è arrivata dopo dei numeri spaziali e 43 minuti di dominio assoluto, poi gli ultimi 5 ha pensato bene di fermare la palla, palleggiare 20 secondi e poi sparare un tiro che, per qualisvogliamotivo, non entrava. Troppe volte l'ho visto fare per non ritenere questo un limite che differenzia lui da un giocatore che sa come vincere. Probabilmente sarà sufficente arrivare a sgombrare la sua mente dai fantasmi del passato, ma fino a quel momento per me non si potrà definire un vincente.
Questo non è necessariamente legato al non essere riuscito a vincere, perchè io giocatori come Stockton, Nash, Miller, Sprewell e molti altri che non hanno mai vinto un anello, li ritengo dei vincenti. Loro avevano dei mezzi per arrivare fino a dove sono arrivati, poi causa, avversari, compagni, sfortuna, problemi fisici e chissà cosa, non hanno vinto, ma il loro lo hanno fatto in pieno.
Lebron secondo me, con i mezzi tecnici e atletici che ha a disposizione e con i compagni che ha avuto almeno negli ultimi anni, avrebbe dovuto portarsi a casa qualcosa, ma non l'ha ancora fatto.
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
Vittoria con Toronto..
Non abbiamo espresso un gran gioco!
Sopratutto nel finale, ci abbiamo messo del nostro, come al solito, per far tornare in corsa gli avversari.. a 4 min dalla fine in 2 possessi, sono passati da -11 a -5!
Tutta colpa del nostro classico atteggiamento, che abbiamo alla fine del 3° inizio del 4°...
Non abbiamo espresso un gran gioco!
Sopratutto nel finale, ci abbiamo messo del nostro, come al solito, per far tornare in corsa gli avversari.. a 4 min dalla fine in 2 possessi, sono passati da -11 a -5!
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
E' già pronto, ecco il recap del successo sui Raptors.
http://wewantheat.playitusa.com/2012/02 ... uper-bowl/
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
Non mi si fraintenda...nessuno dice che basta prendere la Triangolo, farla giocare a chiunque et-voilà, hai vinto un titolo NBA !! La storia ha per lo più dimostrato il contratrio (vedi Tex Winter ai Rockets, Tim "Pink" Floyd a Chicago, Buckner ai Dallas Mavericks...). Quello che volevo dire è che, sia i Bulls anni '90 sia i Lakers del nuovo millennio hanno saputo vincere anche grazie (e tante tante grazie) ad un ottimo sistema d'attacco.Porsche 928 wrote:unifaun1973 wrote:
Io, nonostante il tuo "svelare segreti", alla favoletta che la TPO sia un sistema vincente ci credo eccome. Senza infilarmi nel discorso "Jordan senza Triangolo" etc...mi pare che 11 anelli bastino e avanzino a dimostrare che sia un sistema vincente.Non la giocano tutti perchè, come spiegato diverse volte da Tex Winter e Jackson, è un sistema estremamente difficile e che richiede:
1. giocatori con un QI cestistico elevato...non si tratta solo di seguire "segni" sul parquet ed imparare i propri movimenti ma giocare "all'unisono" in campo con il resto della squadra. Non tutti sono portati a questo sistema perchè la capacità di leggere la difesa in tempo reale non è cosa facile.
2. è necessario molto tempo per assimilarla...i Bulls hanno cominciato a giocarla a memoria solo dopo un anno e mezzo dall'arrivo di Jackson mantenendo bene o male lo stesso roster. I Lakers idem. Un allenatore NBA, appena sbarcato in una franchigia, non può permettersi il lusso di giocare la TPO perchè se dopo 6 mesi non mostra un po' di risultati sul campo la dirigenza lo saluta.
Phil Jackson ai tempi dei Bulls ha potuto permetterselo perchè Krause voleva la Triangolo in campo (aveva ingaggiato Winter anni prima proprio per quello) e soprattutto perchè inizialmente la adattava al gioco in isolamento di Doug Collins dell'anno prima. Ai Lakers questo problema non si poneva perchè era già "Jackson".
3. sono necessari (a meno di adattamenti che richiedono tempo) dei lunghi che abbiano buone mani per il passaggio, e non sempre in passato l'NBA ne è stata piena.
Per chiudere, è chiaro che la TPO non basta per vincere i titoli, ma a parer mio è uno dei migliori sistemi che una squadra possa giocare.
Un esempio, i Bulls 1993-94 non arrivarono così distanti dal ripetersi senza Jordan e sono stati la squadra che meglio ha giocato la triangolo negli ultimi anni in NBA.
Messa cosi(nell'evidenziato) e` troppo semplicistica come cosa, non mi sembra che "mi pare che 11 anelli bastino e avanzino a dimostrare che sia un sistema vincente." siano stati vinti a Clevaland, Milwakee oppure se non ricordo male a Sacramento, rinfrescami un po la memoria che oramai son vecchio in che squadre li ha vinti "il messia della NBA"?
Se mettevi che ne so Adelman con quelle squadre, magari non 11 ma piu di una mano la riempiva(forse non avrebbe gestito cosi bene Rodman ma li c'e stato tanto MJ secondo me), secondo me con quelle squadre li (sopratutto i Lakers di Kobe + quello piccolo in mezzo all'area che era "leggermente" dominante) vinceva una manata di anelli anche D'Antoni.
Mi spiego ancora meglio...solitamente si dice che la TPO ha fatto crescere prima Jordan e poi Shaq e Kobe...secondo me non è proprio così "liscia" la cosa. Io penso che, essendo proprio un sistema d'attacco che, se interpretato al meglio, porta in equal modo ogni ruolo a delle conclusioni "facili", chi venga davvero esaltato siano i comprimari (vogliamo parlare dello stesso Pippen dentro e fuori la Triangolo?!). Questo comporta che la superstella di turno non si senta più solo nel "dover tirare il caravan" (cit.) e piano piano impara a fidarsi dei compagni, integrandosi in un sistema che riconosce come vincente.
Poi, spesso ci si dimentica di quanto si importante la TPO anche per il bilanciamento difensivo della squadra, evitando i turnover e costringendo l'avversario a costruire il gioco d'attacco a difesa schierata. I Bulls anni '90 erano difensivamente molto tosti pur non essendo un squadra costruita partendo dalla difesa...
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
Ieri, quando c'era da chiudere la partita, anzichè andare da James siamo andati da Wade, e ha forzato 4 tiri/azioni consecutivi.
Toronto di là ha fatto canestro perchè siamo andati in bambola, poi grazie a un paio di azioni difensive a modino, abbiamo chiuso la partita.
Non è un problema solo di James, è proprio un problema in generale, quello nostro di chiudere le partite o fare le giocate clucht al momento giusto.
Toronto di là ha fatto canestro perchè siamo andati in bambola, poi grazie a un paio di azioni difensive a modino, abbiamo chiuso la partita.
Non è un problema solo di James, è proprio un problema in generale, quello nostro di chiudere le partite o fare le giocate clucht al momento giusto.
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
purtroppo visto il mio amore per il 3 è proprio vero,purtroppo anche perchè è facile far ricadere le colpe solo su lebron piazzando in secondo piano il resto della squadra,convincendosi così che i problemi sono solo nella testa del prescelto..Ciombe wrote:Ieri, quando c'era da chiudere la partita, anzichè andare da James siamo andati da Wade, e ha forzato 4 tiri/azioni consecutivi.
Toronto di là ha fatto canestro perchè siamo andati in bambola, poi grazie a un paio di azioni difensive a modino, abbiamo chiuso la partita.
Non è un problema solo di James, è proprio un problema in generale, quello nostro di chiudere le partite o fare le giocate clucht al momento giusto.
non riusciamo a mordere gli avversari alla giugulare tra il 3 e 4 quando magari siamo sul +8-10 e cosi ci troviamo gli ultimi minuti a prenderci tiri che forse solo su marte risulterebbero essere buoni tiri...perchè sono convinto che gli 1 versus 1/2/3 statici dei nostri bei bambolotti non sono ottimi tiri..
e non si parla di una singola partita,della stanchezza,della deconcentrazione e menate varie perchè è tutto fuorchè la prima volta che ci troviamo in ste situazioni
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
e aggiungo che non è un problema di schemi o play... perchè ad esempio anche Mike Miller ha eseguito alla lettere uno schema e poi ha sbagliato un tiro da tre piazzato che mette nel sonno...
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
No non lo chiamerei perdente. Semplicemente perchè solo nella scorsa stagione ha avuto l'opportunità di vincere. Ha toppato le Finali ok, ma le ha toppate lui come le ha toppate Wade, piuttosto che Spoelstra. Non è che la colpa deve sempre andare solo a lui.frog wrote: Naturalmente non dico che ogni sua sconfitta sia solo demerito suo, il basket è un gioco di squadra, quindi non sarà mai la responsabilità totale di un singolo. Ovviamente ci sono stati casi in cui lui il suo l'ha fatto, ma non è bastato. Mettiamo il caso che per un qualsisai motivo la sua carriera finisse oggi, potresti non chiamarlo un giocatore dominante, ma perdente ?
Io sono molto più incline all'analisi fatta da Ciombe, i suoi limiti sono principalmente mentali. La vittoria con Chicago è arrivata dopo dei numeri spaziali e 43 minuti di dominio assoluto, poi gli ultimi 5 ha pensato bene di fermare la palla, palleggiare 20 secondi e poi sparare un tiro che, per qualisvogliamotivo, non entrava. Troppe volte l'ho visto fare per non ritenere questo un limite che differenzia lui da un giocatore che sa come vincere. Probabilmente sarà sufficente arrivare a sgombrare la sua mente dai fantasmi del passato, ma fino a quel momento per me non si potrà definire un vincente.
Questo non è necessariamente legato al non essere riuscito a vincere, perchè io giocatori come Stockton, Nash, Miller, Sprewell e molti altri che non hanno mai vinto un anello, li ritengo dei vincenti. Loro avevano dei mezzi per arrivare fino a dove sono arrivati, poi causa, avversari, compagni, sfortuna, problemi fisici e chissà cosa, non hanno vinto, ma il loro lo hanno fatto in pieno.
Lebron secondo me, con i mezzi tecnici e atletici che ha a disposizione e con i compagni che ha avuto almeno negli ultimi anni, avrebbe dovuto portarsi a casa qualcosa, ma non l'ha ancora fatto.
A Cleveland ha giocato con Mo Williams che si sta ritagliando il suo ruolo di 6 uomo ai Clips, ma che mai al mondo può essere un secondo violino di una squadra che punta al titolo; con Ilga buon comprimario ma non certo un all star, con Shaq che nel 2010 faceva quel che poteva, Jamison che si è rivelato un giocatore perdente a tutti gli effetti in quell'annata, dove da lui ci si aspettava moltissimo, Gibson che a parte gara 6 contro Detroit poi non si è più visto a livelli medio-alti.
Se si guarda al gioco di Lebron, vedi che la palla ferma non la tiene solo negli ultimi 5 minuti di partita ma anche nel 1, 2 e 3 quarto gli capita a volte. Contro Chicago e Boston ha vinto le serie col suo tiro da fuori quindi il problema mentale non sta nell'essere decisivo in momenti clutch a mio avviso. Io continuo a insistere che sia un problema legato alla fiducia nel suo jumper. Ha lavorato molto sull'affidabilità del suo tiro e quando è in fiducia gli entra, mentre in altre partite in cui il tiro non gli entra perde fiducia e finisce con il compiere scelte sbagliate com è successo nelle Finals. Per me Lebron negli ultimi 3-4 minuti di una partita dovrebbe attaccare il ferro e non limitarsi ai jumper.
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Re: Miami Heat Against the World - Revenge
Quello che dici tu lo condivido e la tua analisi non è per forza di cose in contrasto con la mia, differiscono le conclusioni. Semplicemente io dico che se uno con i suoi mezzi perde fiducia, vuol dire che si è costruito una maschera di super uomo e chosen one e tutto quello che vuoi , per sopperire a dei limiti mentali.t mac#3 wrote:No non lo chiamerei perdente. Semplicemente perchè solo nella scorsa stagione ha avuto l'opportunità di vincere. Ha toppato le Finali ok, ma le ha toppate lui come le ha toppate Wade, piuttosto che Spoelstra. Non è che la colpa deve sempre andare solo a lui.frog wrote: Naturalmente non dico che ogni sua sconfitta sia solo demerito suo, il basket è un gioco di squadra, quindi non sarà mai la responsabilità totale di un singolo. Ovviamente ci sono stati casi in cui lui il suo l'ha fatto, ma non è bastato. Mettiamo il caso che per un qualsisai motivo la sua carriera finisse oggi, potresti non chiamarlo un giocatore dominante, ma perdente ?
Io sono molto più incline all'analisi fatta da Ciombe, i suoi limiti sono principalmente mentali. La vittoria con Chicago è arrivata dopo dei numeri spaziali e 43 minuti di dominio assoluto, poi gli ultimi 5 ha pensato bene di fermare la palla, palleggiare 20 secondi e poi sparare un tiro che, per qualisvogliamotivo, non entrava. Troppe volte l'ho visto fare per non ritenere questo un limite che differenzia lui da un giocatore che sa come vincere. Probabilmente sarà sufficente arrivare a sgombrare la sua mente dai fantasmi del passato, ma fino a quel momento per me non si potrà definire un vincente.
Questo non è necessariamente legato al non essere riuscito a vincere, perchè io giocatori come Stockton, Nash, Miller, Sprewell e molti altri che non hanno mai vinto un anello, li ritengo dei vincenti. Loro avevano dei mezzi per arrivare fino a dove sono arrivati, poi causa, avversari, compagni, sfortuna, problemi fisici e chissà cosa, non hanno vinto, ma il loro lo hanno fatto in pieno.
Lebron secondo me, con i mezzi tecnici e atletici che ha a disposizione e con i compagni che ha avuto almeno negli ultimi anni, avrebbe dovuto portarsi a casa qualcosa, ma non l'ha ancora fatto.
A Cleveland ha giocato con Mo Williams che si sta ritagliando il suo ruolo di 6 uomo ai Clips, ma che mai al mondo può essere un secondo violino di una squadra che punta al titolo; con Ilga buon comprimario ma non certo un all star, con Shaq che nel 2010 faceva quel che poteva, Jamison che si è rivelato un giocatore perdente a tutti gli effetti in quell'annata, dove da lui ci si aspettava moltissimo, Gibson che a parte gara 6 contro Detroit poi non si è più visto a livelli medio-alti.
Se si guarda al gioco di Lebron, vedi che la palla ferma non la tiene solo negli ultimi 5 minuti di partita ma anche nel 1, 2 e 3 quarto gli capita a volte. Contro Chicago e Boston ha vinto le serie col suo tiro da fuori quindi il problema mentale non sta nell'essere decisivo in momenti clutch a mio avviso. Io continuo a insistere che sia un problema legato alla fiducia nel suo jumper. Ha lavorato molto sull'affidabilità del suo tiro e quando è in fiducia gli entra, mentre in altre partite in cui il tiro non gli entra perde fiducia e finisce con il compiere scelte sbagliate com è successo nelle Finals. Per me Lebron negli ultimi 3-4 minuti di una partita dovrebbe attaccare il ferro e non limitarsi ai jumper.
La conclusione sia per me che per te è che deve maturare, diciamo che abbiamo una diversa definizione di immaturo
Il fatto che non abbia perso solo per colpa sua sta nelle cose del basket, che è uno sport di squadra.
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