Provo a dire la mia, che si dissocia abbastanza da tutte le cose scritte fin'ora.
Alla fine ne è venuto fuori un trattato socio-cultural-antropologico che potrebbe sembrare delirante. Sappiate che tutte le esagerazioni sono puramente volute, ma per farsi capire ogni tanto ci vuole. Altro che retrogrado clericale, qua siamo all'avanguardia tradizionalista

Chi avesse trovato la voglia di leggerlo tutto è autorizzato a sbranarmi, anche solo come premio. E poi non credo che mi ricollegherò per tutto il pomeriggio
Sarà che reputo la società come bisognosa di un'idea di fondo che muova e guidi il tutto, che abbia basi solide e ben riconoscibili, senza andarmi a impuntare su questioni tipo matrimoniogay-sìno/adozionigay-nosì per pura consuetudine o istinto. Sarà che la questione in questi ultimi decenni, specie riguardo a etica e diritti civili, è stata affrontata in modo fin troppo superficiale, causa rivoluzioni socio-culturali gigantesche ed entusiasmo conseguente, ma personalmente la cosa mi trova molto in disaccordo.
Il concetto di libertà e autodeterminazione che è venuto fuori nella seconda metà del secolo scorso ci ha portato a questo: sdrammatizzazione (relativa. Cercate di capire cosa intendo) dell'aborto, denatalità, conseguente tentativo di piegare con la tecnologia la natura umana una volta resisi conto che il tempo di certe possibilità fisiologiche è passato, vedasi inseminazione artificiale.
Tutto per un ideale di libertà assoluta e autodeterminazione individuale che evidentemente, se applicata in toto e in assoluto, come base pura e semplice della società, non può far altro che portarci all'estinzione.
Già ora il modello occidentale sta vivendo una denatalità sconvolgente. Poi dicono che i musulmani ci invaderanno.. ovvio. Ben che vada tra un paio di generazioni al massimo, quando saranno il doppio di noi.
E' l'Uomo come specie e come animale evoluto che non è fatto per questo tipo di esistenza. Per questo le religioni esistono e hanno buon giooco a proporsi anche come base sociale: seguono la natura umana in quanto tale. Proliferano.
Quello occidentale portato alle estreme conseguenze è un modello di società che va contro la natura stessa dell'essere umano in quanto specie. E la politica e le sue leggi lo stanno seguendo, incapace di darsi un argine o delle basi decenti su cui pianificare il futuro che non siano un puro e semplice richiamo alla libertà indistinta del singolo cittadino. A scapito di che e a quali conseguenze non è dato saperlo.
Ed è in questo contesto che si inserisce l'idea di matrimonio omosessuale. Che proprio come nucleo funzionale fondamentale della società non può esistere. Una società gay è condannata ad estinguersi, altro che nucleo fondamentale. Libertà assoluta, chiaro, ma la società non può prescindere da un ideale di fondo, da un valore basilare. Non dico tanto: la continuazione della specie. E basare su questo tutta la propria azione. Anche limata da ciò che è successo negli ultimi 50 anni, anche semplicemente come indicazione, direzione culturale ed educativa, lasciando ogn'uno a gestirsi la propria vita, con le proprie scelte lavorative, religiose e sessuali, cercando di limitare e mantenere in sicurezza quanto possibile quei fenomeni che sono inevitabili, come l'aborto. Ma rifiutandosi di mettere il proprio cappello su un concetto di rapporto che con la società che abbia bene in mente la situazione poco c'entra.
Per questo, secondo il mio modesto parere, bisognerebbe darsi tutti un'enorme addrizzata, capire che sta succedendo e cosa ci succederà molto presto se le cose non cambiano. Va bene tutto. Va bene l'aborto, il divorzio, il diritto di puntare sulla carriera fino ai cinquant'anni e poi andare a farsi inseminare in qualche clinica. Ci mancherebbe, si è lottato molto per ottenere certe conquiste. Ma si è persa di vista la realtà. Ci siamo talmente sbronzati di ideali individuali che non ci siamo resi conto di quello che stava succedendo, di quand'era abbastanza, e di quando fermarci, e manco ce n'è fregato molto. E tutt'ora non ce ne frega niente.
Si può fare tutto, ma diciamolo che è sbagliato. Diciamolo che così non se ne esce, letteralmente, vivi.
Senza un lavoro culturale che riporti in prima fila l'essere umano per quello che è possiamo allegramente salutare la compagnia e aspettarci il benservito da parte dei fedeli di tutto il mondo, grattandoci la panza e cullandoci sul nostro concetto di
diritto civile.
Ovviamente tutto questo portato alle estreme conseguenze, ma personalmente non capisco come possa esistere un modello di società senza delle basi ideali su cui appoggiarsi, che si avvia docile all'auto-annientamento. E l'idea stessa di matrimonio gay, tornando al punto che potrei aver perso un pò di vista durante la scrittura, è figlia di tutto questo.