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Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:22
by Calimera
quaingo wrote: io con mia figlia parlo solamente in italiano, indipendentemente da chi mi e' vicino in quel momento. L'ho fatto sin dal primo giorno e non ho mai avuto problemi. Per lei e' assolutamente naturale che le parli in italiano.
Ora sto iniziando a obbligarla a rispondermi in italiano: quando sono piccoli i bimbi non sono in grado di distinguere le lingue, per cui lei attualmente mescola le parole, alcune cose le dice in norvegese, altre in italiano. Ovviamente ha un vocabolario piu' ampio in norvegese (stiamo parlando di qualche decina di parole in tutto  :D).
Pero' per esempio se vuole avere ancora di qualcosa (mettiamo una cosa da mangiare), lei dice "mere" - in norvegese. Ogni volta che dice "mere", io la guardo e le chiedo: "ancora?" e aspetto che mi dica di si'. Ho fatto cosi' negli ultimi mesi, ora da qualche settimana se lei dice "mere", io non faccio niente. Se continua a dire "mere", io le chiedo: "come si dice?", lei allora mi risponde: "ancora" e a quel punto le do la cosa che mi ha chiesto.

In realta' le cose sono molto piu' semplici di quello che sembra: i bambini non nascono con un linguaggio in testa, ma lo sviluppano piano piano. Per mia figlia non fa nessuna differenza se qualcuno le parla in italiano o in norvegese. Quello che e' importantissimo soprattutto nei primi anni di vita e' essere coerenti, in altre parole io le parlo sempre in italiano, per cui non le creo nessuna confusione.

Ma tu mi dirai, e con gli altri, come fanno a capire quando le parlo in italiano? be' sinceramente non me ne puo' fregare di meno. Mia moglie lo capisce l'italiano (eppoi se consideri la semplicita' dell'italiano che parlo con mia figlia, non e' che ci voglia molto  :naughty:), per gli altri, come ho detto non me ne puo' fregare di meno (almeno in questi primi anni), se c'e' qualcosa che ritengo fondamentale che capiscano, mi rivolgo a loro (e non a mia figlia) e glielo spiego in norvegese.
Poi magari fra 10 anni, nel caso voglia che anche gli altri capiscano, parlero' in alcuni casi in norvegese, pero' a quel punto mia figlia avra' gia' imparato l'italiano
bravissimo! anch'io vorrei fare così con serena, ma dato che quando parlo in tedersco tutti mi guardano come se fossi un comico di zelig ( a partire da pol) e non fanno altro che ridere e prendere per i fondelli mi è un pò passata la voglia. io vorrei insegnarle un tedesco pulito e non il dialettaccio che parlano in altoadige. la parte tedesca della mia famiglia purtroppo parla quella mer**.
forse le parlerò in tedesco quando siamo sole, mentre quando c'è il papà (che il tedeco non lo capisce) in italiano.
con me mia mamma ha sempre parlato in dialetto tedesco, mentre mio padre l'italiano. però a tavola era brutto perchè lei parlava in tedesco con noi e noi le rispondevamo sempre in tedesco e mio padre non capiva nulla. a volte, già da piccola, mi faceva così pea che traducevo o rispondevo in italiano. insomma, a me non va che il padre venga escluso dal dialogo famigliare. non so se è per questo motivo, ma mio padre è sempre e comunque escluso da ogni decisione. mia mamma e mia sorella non lo rendono partecipe di nulla. io non voglio essere una moglie del genere. voglio che la mia famiglia sia unita e che ognuno possa esprimere la sua opinione liberamente, senza sentirsi messo da parte. se non si dialoga c'è davvero poco da fare. un buon rapporto coi genitori è alla basi di una sana vita familiare. già abbiamo il vantaggio di essere genitori abbastanza giovani. spero di non sprecare quesa occasione.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:28
by koufax75
Ovviamente mio fratello parla con sua figlia in italiano. Altrimenti, come cavolo potrebbe comunicare con i nonni italiani e suo zio? In inglese? :disgusto:

C'è un divertente episodio riguardo l'ultima visita in Italia di mia nipote. Elisa ha una particolare predilezione per il formaggio, che in norvegese si dice OST. Non appena vedeva del formaggio, lo indicava e gridava "OST! OST!". Allora mio padre (il nonno) le chiedeva in italiano: "Elisa, vuoi un po' di formaggio?". Lei con un grandissimo sorriso gli rispondeva "JAAAA!".

Per Calimera: è importante evitare la confusione di lingue. Tu dovresti comunicare con tua figlia sempre nella stessa lingua. Per quanto riguarda Lilpol: la nascita di Serena potrebbe essere una buona occasione per insegnare il tedesco anche a lui.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:30
by davidvanterpool
In quel modo però, crei confusione. Se vuoi farla essere bilingue come te, devi parlarle sempre in tedesco. Se inizi a mescolare (come fa la ragazza di mio cugino con il figlio, che gli parla mezzo spagnitaliano :roll: ) la bambina va in confusione e non ti impara neanche mezza lingua. Ha ragione Quaingo, ci vuole coerenza.

(l'ho studiato eh, mi insegnano anche queste baggianate qui)

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:33
by Paperone
koufax75 wrote: Per Calimera: è importante evitare la confusione di lingue. Tu dovresti comunicare con tua figlia sempre nella stessa lingua. Per quanto riguarda Lilpol: la nascita di Serena potrebbe essere una buona occasione per insegnare il tedesco anche a lui.
esatto, questo è fondamentale.
non parlo per esperienza personale (per (s)fortuna), però conosco alcune persone che sono bilingue, e un genitore parla al pargolo solo in italiano mentre l'altro genitore parla solo l'altra lingua.
è ovvio che quando si è insieme si parla la lingua "normale", ovvero l'italiano, però è importante che quando sarai sola con Serena le parli in tedesco

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:36
by Calimera
koufax75 wrote: Ovviamente mio fratello parla con sua figlia in italiano. Altrimenti, come cavolo potrebbe comunicare con i nonni italiani e suo zio? In inglese? :disgusto:

C'è un divertente episodio riguardo l'ultima visita in Italia di mia nipote. Elisa ha una particolare predilezione per il formaggio, che in norvegese si dice OST. Non appena vedeva del formaggio, lo indicava e gridava "OST! OST!". Allora mio padre (il nonno) le chiedeva in italiano: "Elisa, vuoi un po' di formaggio?". Lei con un grandissimo sorriso le rispondeva "JAAAA!".

Per Calimera: è importante evitare la confusione di lingue. Tu dovresti comunicare con tua figlia sempre nella stessa lingua. Per quanto riguarda Lilpol: la nascita di Serena potrebbe essere una buona occasione per insegnare il tedesco anche a lui.
:lol2: e poi sembriamo la famiglia loacker... veniamo giù dai montiiiiiiiiii...  :stralol:

episodi simili ci sono stati anche nella mia famiglia.  :lmao: per non parlare delle traduzioni sbagliate. io invece di servire dicevo sempre pedinare (da bedienen). e mio padre non capiva.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:41
by Calimera
Paperone wrote: esatto, questo è fondamentale.
non parlo per esperienza personale (per (s)fortuna), però conosco alcune persone che sono bilingue, e un genitore parla al pargolo solo in italiano mentre l'altro genitore parla solo l'altra lingua.
è ovvio che quando si è insieme si parla la lingua "normale", ovvero l'italiano, però è importante che quando sarai sola con Serena le parli in tedesco
jetzt ist mir nichts mehr klar!
devo parlare in tedesco sempre o solo quando sono sola con lei? il post che hai quotato mi sembra dire il contrario  :penso:

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:43
by koufax75
Sarebbe meglio che tu parlassi in tedesco anche quando c'è Lilpol.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:46
by Paperone
koufax75 wrote: Sarebbe meglio che tu parlassi in tedesco anche quando c'è Lilpol.
è quello che volevo dire, solo che l'ho detto male :sbadat:
con Pol parli in italiano, in dialetto, a gesti, come preferisci, però quando ti rivolgerai a lei, anche in sua o di altri presenza, lo dovresti fare in tedesco.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:47
by Teo
Calimera wrote: bravissimo! anch'io vorrei fare così con serena, ma dato che quando parlo in tedersco tutti mi guardano come se fossi un comico di zelig ( a partire da pol) e non fanno altro che ridere e prendere per i fondelli mi è un pò passata la voglia. io vorrei insegnarle un tedesco pulito e non il dialettaccio che parlano in altoadige. la parte tedesca della mia famiglia purtroppo parla quella mer**.
forse le parlerò in tedesco quando siamo sole, mentre quando c'è il papà (che il tedeco non lo capisce) in italiano.
Senza offesa, ma tu sei italiana e Lilpol è italiano, perchè devi parlare in tedesco?

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:48
by Paperone
Teo wrote: Senza offesa, ma tu sei italiana e Lilpol è italiano, perchè devi parlare in tedesco?
perchè Serena crescerebbe bilingua, e credo che sia una cosa molto utile al giorno d'oggi.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:51
by Teo
Paperone wrote: perchè Serena crescerebbe bilingua, e credo che sia una cosa molto utile al giorno d'oggi.
Non sono molto d'accordo. Non voglio far polemica, ma non mi son mai piaciuti gli altoatesini che parlano in tedesco e sembra che non capiscano cosa gli dici, quando gli parli nella lingua italiana.

Ormai i bambini iniziano a studiare subito le lingue straniere (fin dalle elementari) quindi può benissimo impararlo li'.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:56
by Calimera
Teo wrote: Senza offesa, ma tu sei italiana e Lilpol è italiano, perchè devi parlare in tedesco?
perchè sono un'italiana di madrelingua tedesca.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:56
by hispanico82
Teo wrote: Non sono molto d'accordo. Non voglio far polemica, ma non mi son mai piaciuti gli altoatesini che parlano in tedesco e sembra che non capiscano cosa gli dici, quando gli parli nella lingua italiana.

Ormai i bambini iniziano a studiare subito le lingue straniere (fin dalle elementari) quindi può benissimo impararlo li'.
Sinceramente mi permetto di dubitare della qualità della scuola italiana in merito all'insegnamento delle lingue straniere. Inoltre penso che una lingua straniera debba essere praticata (passate il termine), e studiarla per la scuola non permette questo, visto anche che in classe non possono parlare solo in lingua per i vari livelli tra gli alunni.

Personalmente, mi sono ripromesso di parlare ai miei figli in inglese, per cercare di insegnarlo a loro fin da piccoli, oltre alla loro lingua madre. Conoscere bene, parlandola fluentemente, una lingua straniera è molto importante.

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 15:57
by Paperone
Teo wrote: Non sono molto d'accordo. Non voglio far polemica, ma non mi son mai piaciuti gli altoatesini che parlano in tedesco e sembra che non capiscano cosa gli dici, quando gli parli nella lingua italiana.

Ormai i bambini iniziano a studiare subito le lingue straniere (fin dalle elementari) quindi può benissimo impararlo li'.
io conosco un ragazzo altoatesino che parla benissimo il tedesco, ma parla un italiano perfetto, a parte ovviamente un leggero accento.
diciamo che a volte la usa come scusa quella di essere altoatesino :D

Re: CASA LILPOL ---L'erede del Boykins del trentino?--- no è SERENA :-)

Posted: 21/02/2008, 16:00
by quaingo
Calimera wrote: bravissimo! anch'io vorrei fare così con serena, ma dato che quando parlo in tedersco tutti mi guardano come se fossi un comico di zelig ( a partire da pol) e non fanno altro che ridere e prendere per i fondelli mi è un pò passata la voglia. io vorrei insegnarle un tedesco pulito e non il dialettaccio che parlano in altoadige. la parte tedesca della mia famiglia purtroppo parla quella mer**.
forse le parlerò in tedesco quando siamo sole, mentre quando c'è il papà (che il tedeco non lo capisce) in italiano.
con me mia mamma ha sempre parlato in dialetto tedesco, mentre mio padre l'italiano. però a tavola era brutto perchè lei parlava in tedesco con noi e noi le rispondevamo sempre in tedesco e mio padre non capiva nulla. a volte, già da piccola, mi faceva così pea che traducevo o rispondevo in italiano. insomma, a me non va che il padre venga escluso dal dialogo famigliare. non so se è per questo motivo, ma mio padre è sempre e comunque escluso da ogni decisione. mia mamma e mia sorella non lo rendono partecipe di nulla. io non voglio essere una moglie del genere. voglio che la mia famiglia sia unita e che ognuno possa esprimere la sua opinione liberamente, senza sentirsi messo da parte. se non si dialoga c'è davvero poco da fare. un buon rapporto coi genitori è alla basi di una sana vita familiare. già abbiamo il vantaggio di essere genitori abbastanza giovani. spero di non sprecare quesa occasione.
i motivi per cui dovresti parlare in tedesco con tua figlia sono molti e molto importanti.

1. e' la tua lingua madre e quindi e' molto bello poter parlare la propria lingua madre con i figli
2. regali a tua figlia una lingua gratis! la cosa peggiore che ti puo' capitare e' che a 15 anni venga da te e ti rinfacci di non averle insegnato il tedesco. Certo le lingue si imparano a qualsiasi eta' (ho imparato il norvegese a 30 anni!!), pero' piu' passa il tempo e piu' fai fatica e soprattutto una lingua imparata dopo i 6-7 anni non sara' mai una lingua madre
3. le mamme, soprattutto nei primi mesi/anni hanno un rapporto tutto speciale con i figli: avrai tantissime opportunita' di parlarle (e parlarle da sole, senza papa' o nonni o famigliari vicini): sfrutta questa possibilita'
4. all'inizio parlerai con tua figlia in maniera semplice (non credo che pol avra' difficolta' nel capire)
5. i primi mesi sono fondamentali nella comprensione di una lingua, e' incredibile, pero' i bimbi hanno una capacita' di comprensione e apprendimento eccezionale sin dall'inizio

per esperienza ti posso dire che:
1. mia figlia capisce il 100% di quello che le dico
2. avendo 21 mesi ha un vocabolario ridotto di parole sia norvegesi che italiane. quando parla mescola le parole, non credo abbia ancora capito a distinguere le due lingue
3. da quello che mi dicono un po' alla volta iniziera' a distinguerle, a quel punto il passo successivo sara' quello di parlare in italiano con gli italiani e in norvegese con in norvegesi. Non credo che sia semplice, pero' abbiamo un grandissimo vantaggio: nessuno in italia capisce il norvegese, per cui se vorra' farsi capire con i nonni, zio e amici dovra' usare parole italiane, non c'e' verso. Con me ovviamente sara' piu' difficile, perche' io capisco il norvegese e ovviamente mia figlia capira' presto (se non l'ha gia' capito) che capisco il norvegese. Non ho ancora deciso che tecnica utilizzero', ma ci sto pensando su. In pratica il problema nascera' quando lei mi rispondera' in norvegese ed il rischio e' che fra noi due la conversazione sara' io che parlo in italiano e lei che mi risponde in norvegese. Mi sto documentando per capire quale sia l'approccio migliore, in altre parole, lo sviluppo di una lingua avviene quando uno trova piacere nel parlarla, utilizzare la tecnica del "se non mi chiedi le cose in italiano, io non te le vado a prendere, o non ti rispondo", puo' creare l'effetto opposto a quello desiderato e creare una forma di rigetto della lingua.

Rispondo a paperone: secondo me il parlare la lingua normale quando si e' insieme non e' corretto, crea confusione al bambino/a. Io parlo in italiano con mia figlia anche in presenza di mia moglie e nello stesso tempo parlo in norvegese con mia moglie in presenza di mia figlia. Il concetto e': "quando mi rivolgo a mia figlia, parlo solo in italiano, indipendentemente da chi mi sta di fronte", se ritengo importante che gli altri capiscano quello che sto dicendo, allora lo ripeto in norvegese (pero' rivolgendomi agli altri e non a mia figlia). Ti dico che sono talmente metodico che non canto nemmeno le canzoni per bambini in norvegese.