aeroplane_flies_high wrote:In questo articolo si spiega chiaramente la strategia degli avvocati dei giocatori
http://espn.go.com/nba/story/_/id/72391 ... t-lawsuits
I proprietari lanciando un ultimatum hanno chiuso il tavolo delle trattative, non lasciando altro scampo ai giocatori se non quello di farsi valere in tribunale.
A mio parere questo argomento è molto ragionevole! E' probabile che i giocatori possano veramente avere chance di rivalsa sui proprietari... l'avvocato Boies cita che i danni richiesti si stimano in 6 miliardi di dollari, il triplo di quanto i giocatori guadagnano complessivamente in un anno, perchè con un carriera corta il lockout è un danno pesante per i giocatori.
Molti (giocatori) hanno criticato la scelta tardiva di far partire un'azione legale; ma alla luce di questa considerazione è stata per loro una mossa azzeccata.
Ora i giocatori fanno notare che i proprietari hanno forzato la mano scorrettamente, dimostrando di non affidarsi completamente al negoziato. I giocatori di contro sono sempre stati disponibili alla trattativa, scendendo progressivamente dal 57% al 53, poi al 52,5, poi al 52, poi al 51... fino ad arrivare al 50% del BRI. Son stati i proprietari ad interrompere le trattative.
Occhio che c'è il rischio che se vanno in tribunale vincono pure! a quel punto Stern verrebbe lanciato su Plutone assieme a Jordan e Paul Allen.
Ripercorrendo le orme del lockout 98, l'accordo si trovò ai primi di dicembre.
Se i proprietari si rendono conto di rischiare grosso possono ammorbidire un attimo l'ultima proposta e siglare l'accordo che dal punto di vista tecnico è già in fase avanzata.
I proprietari di "ultimatum" ne hanno lanciato più di uno, segno che ultimatum non era. Anche perché, ricordo a tutti, non hanno detto "O cosi o non si inizia", ma hanno detto semplicemente che questa sarà l'ultima offerta che prevede il 50-50 del BRI, perché da oggi in poi si passa a considerare una stagione da 60 partite e i conti di ieri non sono più validi. Non è riscontrabile alcuna interruzione delle trattative sotto questo aspetto, sono i media che hanno parlato di ultimatum (con tutta l'opinione pubblica che gli è andata dietro) e non vedo come un giudice possa considerare "rottura delle trattative" l'apposizione di una deadline temporale per una determinata offerta, considerando che ogni giorno che passa vengono meno degli introiti alla lega. Anche perché "negoziare su di un ultimatum" è un ossimoro: o c'è il negoziato o c'è l'ultimatum, le due cose non possono coesistere! Il danno stipendio x3 è la prassi delle cause per antitrust, anche nel caso NFL c'era lo stesso discorso.
Sulla negoziazione del BRI tutto sta a vedere quale punto di partenza considerare: i giocatori vedevano i due estremi posti tra il 57-43 del vecchio CBA e il 50-50 come numero simbolico, mentre i proprietari vedevano un 57-43 da una parte e un 43-57 dall'altra, in linea con le altre leghe di sport professionistiche. Più volte la NBPA ha dichiarato che il loro pensiero era che la lega dovesse chiudere in pareggio, ma sotto il profilo economico è ovvio che sia una bestialità!
I giocatori del resto prima hanno fatto intendere di accettare un sistema più ristretto, poi hanno negoziato sul BRI arrivando a 50-50 e a quel punto hanno ritrattato la maggior parte dei punti dove sembrava esserci accordo riguardo il sistema stesso. Se questo è trattare in buona fede, auguri! Se da giugno ad oggi ripescassimo tutte le proposte della lega troveremmo ogni genere di argomento, ma se vediamo le proposte dei giocatori, cosa troviamo? Quasi niente, se non le concessioni sul BRI, per altro d'obbligo vista la situazione di passività della lega. Questo perché mentre i proprietari hanno delle idee sulla direzione in cui spingere la lega, i giocatori non ne hanno. Loro vogliono mantenere lo status quo e per questo non sono capaci di fare ed accettare proposte, per questo non hanno negoziato in buona fede, perché avevano solo interesse ad ascoltare e rifiutare.
E sopratutto questa è la grande differenza tra i due gruppi: mentre gli owner non hanno bisogno di consiglieri perché sanno cosa sta accadendo, i giocatori (non capendoci una mazza) si devono affidare a degli intermediari e tutti questi soggetti (agenti ed avvocati) hanno solo di che guadagnarci a spingerli verso la decertificazione. Adesso i giocatori sanno che l'unico modo di mettere pressione agli owner è decertificare e sono stati informati di cosa potrebbe accadere se volessero continuare nel percorso intrapreso e vincessero la causa, cosi hanno deciso per la linea dura. Ma la domanda è: sanno anche cosa accadrebbe in caso di sconfitta? Conoscono un minimo di diritto antitrust? Sanno cos'è successo nel precedente Tom Brady vs NFL? Io ne dubito seriamente, semplicemente perché chi gli stava intorno non aveva alcun interesse nel farglielo sapere!
Ora vedremo come riprenderanno le trattative. I giocatori sperano di ripartire praticamente da capo, mentre gli owner decideranno il da farsi col passare del tempo, a seconda di come andranno le vie legali e fregandosene di trattare realmente se non messi con le spalle al muro (e per questo dubito di un accordo, se non last minute, quindi anche le possibilità di avere una stagione svaniscono rapidamente) . Se però subdorano una vittoria all'orizzonte, a questo punto scordiamoci che si siedano a trattare, proveranno a fare piazza pulita di tutto: vecchio CBA, contratti, vecchia NBPA e agenti. Via chiunque si era messo di mezzo, fine dei privilegi e lega plasmata a loro immagine e somiglianza. Chi accetta bene, gli altri sono fuori e considerando che tutti i top players hanno solo che da perderci a non giocare in NBA, il futuro della lega a livello di talento certo non sarebbe in pericolo.