Re: Juventus F.C. (29) - Da "Perdere l'amore" alla Samba, si cambia musica
Posted: 24/07/2009, 15:28
Allora, manco da un'eternità e si sono accumulati tantissimi argomenti. Sarei voluto tornare con un post su Ranieri che stavo preparando, perché è un allenatore che ho difeso e ora è stato esonerato. Ormai, però, si stava parlando di tutt'altro, ossia di mercato, e non mi sembrava rispettoso tornarsene così, dal nulla, dopo molto tempo con un post lunghissimo che tratta un argomento che ormai non interessa più.
Così ne ho scritto uno sul mercato, l'argomento che tiene banco. Ma se ci fosse ancora qualcuno interessato all'esonero di Ranieri, potrei finire il post e pubblicarlo.
Vabbeh, parlo di mercato: comincerei da alcune dichiarazioni di Ferrara, che ha annunciato i moduli che prenderà in considerazione, ossia il 4-3-1-2 e il 4-2-3-1. Ma ha anche affermato che non si fossilizzerà su un unico modulo, e che la caratteristica principale della Juve della prossima stagione sarà un calcio in movimento e il tipo di preparazione atletica che la squadra sta effettuando, rispetto allo scorso anno, ne è la conferma.
Alla luce di questo tipo di gioco, l’acquisto di Felipe Melo risulta essere perfetto e forse addirittura il più importante dell’intera campagna acquisti. Dopo l’acquisto di Diego (su cui c’è molto meno da dire rispetto a quello di Felpe Melo, perché una volta detto che Diego è un fuoriclasse si è già detto tutto…), il problema principale era rappresentato dal regista basso, ossia colui che gioca davanti alla difesa. Due erano i partiti presenti nel topic: quelli che sostenevano che, con l’arrivo di Diego, un giocatore di qualità in questa posizione non fosse strettamente necessario e coloro che, nonostante l’arrivo di Diego, continuavano a preferire comunque un giocatore di qualità. Ebbene, non mi schieravo né con i primi né con i secondi; o meglio: mi schieravo sia con i primi che con i secondi, nel senso che rispetto al miglior regista del pianeta o al miglior centrocampista difensivo del pianeta, avrei preferito un giocatore in grado di fare entrambe le fasi, anche se magari in nessuna delle due raggiunge picchi di eccellenza, (che comunque non è il nostro caso...perché almeno la fase di interdizione di Melo raggiunge l'eccellenza...e anche in fase di impostazione è molto buono pur non essendo annoverabile tra i primissimi al mondo) e ora cerco di spiegare il perché: allora, se stando alle dichiarazioni di Ferrara sarà 4-3-1-2 (anche se solo per cominciare, perché Ferrara non ha escluso la possibilità di alternare più moduli durante la stagione), alla luce di una interpretazione classica del modulo a rombo, si diceva giustamente che mancavano tre giocatori: due terzini più tecnici di quelli di cui attualmente disponiamo in rosa e un regista basso, il vertice basso del rombo. Quindi, se Ferrara era in cerca di un giocatore in grado di occupare tale posizione, tali sarebbero dovute essere le sue caratteristiche: come è risaputo, colui che gioca da solo davanti alla difesa deve essere il metronomo della squadra, quindi deve essere capace di gestire la palla, di dettare tempi e ritmi di gioco, di verticalizzare, di giocare palla in orizzonatale per dare aria alla manovra e creare spazi che i compagni possano sfruttare. Bene, a noi serviva un giocatore capace di fare tutto ciò, e Melo ne è capace: quindi quello di Melo è stato un buon acquisto. Ma io non ho parlato di buon acquisto: ho parlato di un acquisto perfetto. Le caratteristiche prima enunciate sono necessarie, ma non più sufficienti per applicare il sistema di gioco che Ferrara ha in mente. Infatti, da qualche tempo a questa parte, qualcosa è cambiato: questa stagione in quel di Barcellona è successo qualcosa che difficilmente può essere ignorato: quello che sto cercando di dire è che il gioco espresso dal Barcellona di Guardiola segnerà, anzi, ha già segnato un punto di svolta nella storia di questo gioco e sono sicuro che farà letteralmente scuola. Credo che dalla prossima stagione qualsiasi allenatore che voglia organizzare un gioco basato su circolazione palla a terra e movimento senza palla dei giocatori passerà molte ore a guardare le registrazioni delle partite del Barcellona. E lo stesso Ferrara ha annunciato un calcio in movimento: se da un lato non sarà possibile clonare il sistema del Barcellona, anche perché non tutti gli allenatori hanno a disposozione la rosa di Guardiola, a partire dalla prossima stagione vi saranno alcuni topoi tattici che saranno esemplati dal calcio in movimento del Barcellona. Non sono mie supposizioni: alcune innovazioni tattiche introdotte da Guardiola sono già state ampiamente riprese da gran parte delle squadre che hanno giocato la Confederation Cup, innovazioni che, negli anni a venire, saranno imprescindibili per chiunque voglia fare un certo tipo di gioco.
Allora, per applicare un calcio come quello di Guardiola servono certamente giocatori di qualità: Iniesta, Xavi, Messi, Henry, Dani Alves...Ma, cosa che potrebbe apparire strana, all'interno di una rosa che letteralmente trabocca di qualità, ci accorgiamo che il ruolo in cui noi esigiamo più qualità (regista basso, ovvero colui che gioca davanti alla difesa) al Barcellona è ricoperto da un giocatore che ha un po'meno qualità degli altri: Yaya Tourè, che è innanzitutto un interditore. In questa sessione di mercato, pare che Guardiola stia comunque cercando un nuovo giocatore per quella posizione: ma non si fanno i nomi di Pirlo, Xabi Alonso o D'Agostino, anche perché, e la cosa dovrebbe far pensare, se al Barcellona servisse un giocatore di questo tipo la cifra che dovrebbe investire sul mercato sarebbe pari a 0 euro, avendo già in rosa Xavi, che Guardiola si è inventato mezz'ala (stesso esperimento tentato da Lippi in Nazionale con Pirlo). No, si parla di Mascherano, di Poulsen, quindi di centrocampisti difensivi. Il mio intento sarebbe ora quello di spiegare il perché di tutto questo: ossia perché, quasi paradossalmente, una squadra che giochi un calcio spettacolare come quello del Barcellona schieri proprio nel ruolo di regista basso, il cui compito è tradizionalmente proprio quello di far girare e dettare i tempi alla squadra, l'unico giocaotre più di quantità che di qualità di tutto l'undici titolare (eccettuati ovviamente i due centrali difensivi): voglio arrivare a sostenere che per fare un gioco in movimento come quello del Barcellona è necessario avere un giocatore di quantità davanti alla difesa.
Allora, una circolazione di palla fluida presuppone movimenti dei giocatori senza palla; questi movimenti non sono altro che inserimenti nello spazio, ovvero i giocatori senza palla vanno ad occupare (o aggredire o attaccare o riempire che dir si voglia) gli spazi liberi in fase offensiva; ma l'inserimento (o aggressione o riempimento) nello spazio presuppone la creazione dello spazio in fase offensiva. E' per questo che le squadre in fase di non possesso cercano di restare corte e strette: per negare alla squadra in fase di possesso lo spazio (soprattutto lo spazio tra le linee e quello alle spalle della difesa) in cui i giocatori possono inserirsi per ricevere palla. Quindi per creare lo spazio in fase offensiva è necessario allungare e allargare la squadra in fase di non possesso sempre attraverso movimenti senza palla, finalizzati in questo caso proprio alla creazione dello spazio prima ancora che alla ricezione di palla: allungare la squadra è compito del reparto avanzato, effettuando il contromovimento lungo-corto; la squadra avversaria viene invece allargata dai propri giocatori esterni, allorché si propongono in avanti. Quindi, cosa quasi paradossale, per una squadra che adotta un gioco come quello del Barcellona, che cerca di evitare il più possibile la palla lunga e cerca sempre di arrivare in zona gol per vie centrali e giocando palla a terra, spingere sulle fasce è altrettanto necessario che per una squadra come, ad esempio, la Juve di Capello, ossia quelle squadre che sfruttano moltissimo il gioco sulle fasce per arrivare al cross. Quindi, tanto per una squadra che giochi come il Barcellona di Guardiola tanto per una squadra che giocasse come la Juve di Capello, il gioco sulle fasce, ovvero la ricerca dell'ampiezza, è altrettanto fondamentale:
- per una squadra come la Juve di Capello sfruttare le fasce laterali era fine a se stesso: si spinge sulle fasce proprio per attaccare sulle fasce, ossia per creare una soluzione di gioco
- per una squadra come il Barcellona di Guardiola sfruttare le fasce laterali non è fine a se stesso, non costituisce una soluzione di gioco il più delle volte, ma è subordinato ad un altro fine, ossia quello di creare spazio centralmente: infatti, per contrastare o assorbire i movimenti in avanti (proposizioni) dei giocatori esterni del Barcellona, la squadra che difende dovrà per forza di cose allargarsi, lasciando altrettanto per forza di cose più spazi liberi nella porzione centrale del campo (nel gergo è quello che si chiama "allargare le maglie delle difesa", ossia allontanare il più possibile l'uno dall'altro i giocatori di uno stesso reparto, creando così spazio in cui cercare di inserirsi tra l'uno e l'altro).
Adesso mi tocca tirare un po' d'acqua al mio mulino (e qui si arrvia al punto fondamentale, ossia è qui che si capisce perché una squadra come il Barcellona necessita di un giocatore di quantità in mezzo al campo): non so se vi ricordate, ma ad inizio stagione avevo registrato quella innovazione tattica, di cui avevo attribuito la primogenitura allo Zenit di Advocaat, che riguardava il riassestamento della linea difensiva allorché il terzino si trovi fuori posizione. La soluzione tradizionale prevede che allorché un terzino si sganci, poniamo il destro, la linea difensiva effettua uno scorrimento proprio verso destra e forma una difesa a tre in contumancia del terzino: questa mossa consente l'avanzamento di un solo terzino per volta. L'innovazione, a mio parere introdotta da Advocaat, consente invece la proposizione di due terzini simultaneamente: perché, mentre i terzini avanzano, è proprio colui che gioca davanti alla difesa che arretra la propria posizione, il quale, seppure non si trasformi in un vero e proprio difensore centrale, resta comunque costantemente in coperutra con i due difensori centrali di ruolo previsti dalla difesa a quattro e temporeggia per propiziare il rientro di almeno un terzino. Proprio qualche giorno fa ho vist la repilca di una partita del Barcellona e posso confermare: i più arretrati sono i due centrali, ossia Puyol e Piqué; i due terzini partono praticamente dalla linea mediana (perché ovvimente è la linea mediana la zona nevralgica del campo, la zona fondamentale per la costruzione del gioco: creando spazi in questa zona può fare la differenza...allargare il campo in un'altra zona del campo non avrebbe molto senso nell'economia della costruzione delle azioni) , sulla stessa linea di Yayà Tourè e arretrano sulla stessa linea dei difensri solo in fase di non possesso, per applicare le geometrie della difesa a zona. Ma in fase di possesso partono dalla lnea mediana, e scalano sulla linea dei difensori centrali solo quando questi ultimi si trovano in possesso alla e in situazione di difficoltà. Questa innovazione tattica adottata inizialmente solo dallo Zenit si è estesa durante la passata stagione a macchia d'olio: l'ho vista applicare dalla Juve, dall'Inter, dal Chelsea, dal Real Madrid e, infine, dal Barcellona di Guardiola.
A questo punto basta fare 1+1, ossia basta congiungere i due discorsi che ho appena fatto per inferire la consclusione: il primo, quello della necessità di allargare il campo per una squadra che vive di circolazione palla a terra, con il secondo, relativo all'innovazione tattica introdotta da Advocaat e adottata da Guardiola. Ovvero che l'innovazione di Advocaat consente di allargare il campo in maniera più efficace rispetto alla soluzione tradizionale. Quindi, fino a qualche anno fà sarebbe stato impossibile allargare il campo così efficacemente e, di conseguenza, aprire così tanti spazi in mezzo al campo: ottenere certe spaziature era impensabile. Guardando la Confederation Cup, noto che ormai più di una squadra ha adottato questa soluzione: Egitto, Italia, Brasile...E come ha sottolineato Di Napoli nella telecronaca di Brasile-Egitto, le squadre non allargano il campo semplicemente per spingere sulle fasce, ma per liberare più spazi centralmente, aumenando così il raggio d'azione di chi gioca in mezzo al campo: è ovvio che più spazi liberi in mezzo al campo favoriscano il gioco palla a terra e una circolazione di palla fluida: il pressing è meno asfissiante, si ha più spazio materiale per controllare il pallone e più tempo per alzare la testa, guardare i compagni e decidere cosa fare; gli spazi più ampi che si creano in mezzo al campo possono essere sfruttati sia per inserimenti palla al piede che per inserimenti senza palla: le mezz'ali hanno campo davanti a loro in cui possono buttarsi per accorciare attacco-centrocampo e accompagnare l'azione; ma anche le verticalizzazioni risultano più facili, perché c'è più spazio in cui far filtrare il pallone.
Ed è ovvio che questo lavoro di coertura comporti la presenza di un giocatore capace appunto di coprire ed interdire davanti alla difesa.
E non è finita qui: pensate che questi sono solamente i vantaggi che un interditore schierato come vertice basso del rombo porta in fase offensiva: figuratevi quelli che garantisce in fase difensiva rispetto ad un centrocampista di sola qualità. Vi parlo ancora del Barcellona: sinceramente, la fase di non possesso del Barcellona è stata forse ancor più miracolosa della fase di possesso. Non mi sono perso quasi nessuna partita del Barcellona in Champions e non ricordo alcun gol subito in contropiede dalla squadra catalana: è incredibile. Infatti il problema maggiore per una squadra che fa tantissimo movimento senza palla è proprio la transizione difensiva: perdere palla diviene pericolosissimo perché molti uomini, ossia quelli che hanno accompagnato l'azione d'attacco, si trovano fuori posizione. Serve dunque un giocatore che occupi la posizione di vertice basso del rombo, con la tendenza a non sganciarsi mai, che stia sempre bloccato in copertura con i due difensori centrali, che non si faccia mai scavalcare dalla linea della palla, capace di guidare la transizione difensiva, ovvero un giocatore capace di sostituire il compagno nella sua posizione, di portare pressione individuale sul portatore di palla avversario, di indirizzare l'azione avversaria per un raddoppio o un pressing organizzato, capace di dettare la posizione ai compagni per una buona occupazione degli spazi e quant'altro.
Veniamo ai terzini: a sinistra non bisogna spendere nulla prima di capire a che livelli può arrivare De Ceglie. Se poi un giorno De Ceglie deluderà le aspettative e si rivelerà un giocatore non da Juve, allora bisogerà cercare qualcuno. Ma fino ad allora o non comprerei nessuno o al massimo Grosso, ma solo se a parametro zero. A destra: chi non crede in Zebina ha la memoria corta, nelle due stagioni con Capello (soprattutto la prima, 2004/2005) era titolare fisso e, anche con mia sorpresa, si dimostrò un ottimo terzino, dotato sia di una buona corsa che di una buona tecnica. Ferrara non è un imbecille, se punta su Zebina vuol dire che lo staff medico e dei preparatori atletici hanno dato al tecnico garanzie sul suo pieno recupero dai problemi fisici e sulla tenuta fisica del francese per una intera stagione. Grygera non sarà un fenomeno, ma non è di certo un giocatore così scandaloso come molti vorrebbero far credere: ci può stare come riserva del terzino titolare in una grande squadra. E poi c'è anche l'ipotesi Brazzo, che da terzino avrebbe anche vinto una Champions League. A livello di terzini secondo me raggiungiamo quindi almeno la sufficienza dal punto di vista tecnico.
Ultima considerazione: alla luce delle considerazioni che ho fatto, sia su Felipe Melo che sui terzini, direi che in linea di massima il 4-2-3-1 si lascia preferire al 4-3-1-2 (nonostante anche questo secondo modulo mi andrebbe benissimo, beninteso), per due motivi:
- ho detto che a livello di terzini c'è almeno la sufficienza dal punto di vista tecnico. Ma appunto la sufficienza, non l'eccellenza. Quindi, sarebbe comunque meglio non affidare l'intera fascia ai terzini, come dice Kratos: meglio che possano trovare qualcun'altro in fascia, in posizione più avanzata, con cui collaborare. Ad esempio, Molinaro non ha qualità tecniche sufficienti per una gestione autonoma della fascia: a meno che non sia lanciato a tutta velocità, lo avete mai visto saltare l'uomo? Io mai, per scavalcare gli avversari ha sempre bisogno di cercare un dai-e-vai con chi gli viene in appoggio.
- vero che Felipe Melo, Sissoko e Marchisio sono principalmente mediani difensivi, ma è altrettanto vero che tutti e tra hanno comunque una propensione all'inserimento che non può e non deve essere ignorata. Quindi nessuno dei tre è perfettamente indicato per fare il tipo di gioco che ho descritto sopra, ossia quello che fa Tourè al Barcellona: Marchisio, Felipe Melo e Sissoko non sono giocatori che devono giocare 90 minuti bassi e dietro la linea della palla: devono anche accompagnare l'azione, farsi vedere nella trequarti avversaria. Se invece giocassimo co 2 mediani davanti alla difesa, come appunto previsto dal 4-2-3-1, a turno i due mediani potrebbero sganciarsi con più frequenza, proprio perché potrebbero coprirsi vicendevolmente.
Così ne ho scritto uno sul mercato, l'argomento che tiene banco. Ma se ci fosse ancora qualcuno interessato all'esonero di Ranieri, potrei finire il post e pubblicarlo.
Vabbeh, parlo di mercato: comincerei da alcune dichiarazioni di Ferrara, che ha annunciato i moduli che prenderà in considerazione, ossia il 4-3-1-2 e il 4-2-3-1. Ma ha anche affermato che non si fossilizzerà su un unico modulo, e che la caratteristica principale della Juve della prossima stagione sarà un calcio in movimento e il tipo di preparazione atletica che la squadra sta effettuando, rispetto allo scorso anno, ne è la conferma.
Alla luce di questo tipo di gioco, l’acquisto di Felipe Melo risulta essere perfetto e forse addirittura il più importante dell’intera campagna acquisti. Dopo l’acquisto di Diego (su cui c’è molto meno da dire rispetto a quello di Felpe Melo, perché una volta detto che Diego è un fuoriclasse si è già detto tutto…), il problema principale era rappresentato dal regista basso, ossia colui che gioca davanti alla difesa. Due erano i partiti presenti nel topic: quelli che sostenevano che, con l’arrivo di Diego, un giocatore di qualità in questa posizione non fosse strettamente necessario e coloro che, nonostante l’arrivo di Diego, continuavano a preferire comunque un giocatore di qualità. Ebbene, non mi schieravo né con i primi né con i secondi; o meglio: mi schieravo sia con i primi che con i secondi, nel senso che rispetto al miglior regista del pianeta o al miglior centrocampista difensivo del pianeta, avrei preferito un giocatore in grado di fare entrambe le fasi, anche se magari in nessuna delle due raggiunge picchi di eccellenza, (che comunque non è il nostro caso...perché almeno la fase di interdizione di Melo raggiunge l'eccellenza...e anche in fase di impostazione è molto buono pur non essendo annoverabile tra i primissimi al mondo) e ora cerco di spiegare il perché: allora, se stando alle dichiarazioni di Ferrara sarà 4-3-1-2 (anche se solo per cominciare, perché Ferrara non ha escluso la possibilità di alternare più moduli durante la stagione), alla luce di una interpretazione classica del modulo a rombo, si diceva giustamente che mancavano tre giocatori: due terzini più tecnici di quelli di cui attualmente disponiamo in rosa e un regista basso, il vertice basso del rombo. Quindi, se Ferrara era in cerca di un giocatore in grado di occupare tale posizione, tali sarebbero dovute essere le sue caratteristiche: come è risaputo, colui che gioca da solo davanti alla difesa deve essere il metronomo della squadra, quindi deve essere capace di gestire la palla, di dettare tempi e ritmi di gioco, di verticalizzare, di giocare palla in orizzonatale per dare aria alla manovra e creare spazi che i compagni possano sfruttare. Bene, a noi serviva un giocatore capace di fare tutto ciò, e Melo ne è capace: quindi quello di Melo è stato un buon acquisto. Ma io non ho parlato di buon acquisto: ho parlato di un acquisto perfetto. Le caratteristiche prima enunciate sono necessarie, ma non più sufficienti per applicare il sistema di gioco che Ferrara ha in mente. Infatti, da qualche tempo a questa parte, qualcosa è cambiato: questa stagione in quel di Barcellona è successo qualcosa che difficilmente può essere ignorato: quello che sto cercando di dire è che il gioco espresso dal Barcellona di Guardiola segnerà, anzi, ha già segnato un punto di svolta nella storia di questo gioco e sono sicuro che farà letteralmente scuola. Credo che dalla prossima stagione qualsiasi allenatore che voglia organizzare un gioco basato su circolazione palla a terra e movimento senza palla dei giocatori passerà molte ore a guardare le registrazioni delle partite del Barcellona. E lo stesso Ferrara ha annunciato un calcio in movimento: se da un lato non sarà possibile clonare il sistema del Barcellona, anche perché non tutti gli allenatori hanno a disposozione la rosa di Guardiola, a partire dalla prossima stagione vi saranno alcuni topoi tattici che saranno esemplati dal calcio in movimento del Barcellona. Non sono mie supposizioni: alcune innovazioni tattiche introdotte da Guardiola sono già state ampiamente riprese da gran parte delle squadre che hanno giocato la Confederation Cup, innovazioni che, negli anni a venire, saranno imprescindibili per chiunque voglia fare un certo tipo di gioco.
Allora, per applicare un calcio come quello di Guardiola servono certamente giocatori di qualità: Iniesta, Xavi, Messi, Henry, Dani Alves...Ma, cosa che potrebbe apparire strana, all'interno di una rosa che letteralmente trabocca di qualità, ci accorgiamo che il ruolo in cui noi esigiamo più qualità (regista basso, ovvero colui che gioca davanti alla difesa) al Barcellona è ricoperto da un giocatore che ha un po'meno qualità degli altri: Yaya Tourè, che è innanzitutto un interditore. In questa sessione di mercato, pare che Guardiola stia comunque cercando un nuovo giocatore per quella posizione: ma non si fanno i nomi di Pirlo, Xabi Alonso o D'Agostino, anche perché, e la cosa dovrebbe far pensare, se al Barcellona servisse un giocatore di questo tipo la cifra che dovrebbe investire sul mercato sarebbe pari a 0 euro, avendo già in rosa Xavi, che Guardiola si è inventato mezz'ala (stesso esperimento tentato da Lippi in Nazionale con Pirlo). No, si parla di Mascherano, di Poulsen, quindi di centrocampisti difensivi. Il mio intento sarebbe ora quello di spiegare il perché di tutto questo: ossia perché, quasi paradossalmente, una squadra che giochi un calcio spettacolare come quello del Barcellona schieri proprio nel ruolo di regista basso, il cui compito è tradizionalmente proprio quello di far girare e dettare i tempi alla squadra, l'unico giocaotre più di quantità che di qualità di tutto l'undici titolare (eccettuati ovviamente i due centrali difensivi): voglio arrivare a sostenere che per fare un gioco in movimento come quello del Barcellona è necessario avere un giocatore di quantità davanti alla difesa.
Allora, una circolazione di palla fluida presuppone movimenti dei giocatori senza palla; questi movimenti non sono altro che inserimenti nello spazio, ovvero i giocatori senza palla vanno ad occupare (o aggredire o attaccare o riempire che dir si voglia) gli spazi liberi in fase offensiva; ma l'inserimento (o aggressione o riempimento) nello spazio presuppone la creazione dello spazio in fase offensiva. E' per questo che le squadre in fase di non possesso cercano di restare corte e strette: per negare alla squadra in fase di possesso lo spazio (soprattutto lo spazio tra le linee e quello alle spalle della difesa) in cui i giocatori possono inserirsi per ricevere palla. Quindi per creare lo spazio in fase offensiva è necessario allungare e allargare la squadra in fase di non possesso sempre attraverso movimenti senza palla, finalizzati in questo caso proprio alla creazione dello spazio prima ancora che alla ricezione di palla: allungare la squadra è compito del reparto avanzato, effettuando il contromovimento lungo-corto; la squadra avversaria viene invece allargata dai propri giocatori esterni, allorché si propongono in avanti. Quindi, cosa quasi paradossale, per una squadra che adotta un gioco come quello del Barcellona, che cerca di evitare il più possibile la palla lunga e cerca sempre di arrivare in zona gol per vie centrali e giocando palla a terra, spingere sulle fasce è altrettanto necessario che per una squadra come, ad esempio, la Juve di Capello, ossia quelle squadre che sfruttano moltissimo il gioco sulle fasce per arrivare al cross. Quindi, tanto per una squadra che giochi come il Barcellona di Guardiola tanto per una squadra che giocasse come la Juve di Capello, il gioco sulle fasce, ovvero la ricerca dell'ampiezza, è altrettanto fondamentale:
- per una squadra come la Juve di Capello sfruttare le fasce laterali era fine a se stesso: si spinge sulle fasce proprio per attaccare sulle fasce, ossia per creare una soluzione di gioco
- per una squadra come il Barcellona di Guardiola sfruttare le fasce laterali non è fine a se stesso, non costituisce una soluzione di gioco il più delle volte, ma è subordinato ad un altro fine, ossia quello di creare spazio centralmente: infatti, per contrastare o assorbire i movimenti in avanti (proposizioni) dei giocatori esterni del Barcellona, la squadra che difende dovrà per forza di cose allargarsi, lasciando altrettanto per forza di cose più spazi liberi nella porzione centrale del campo (nel gergo è quello che si chiama "allargare le maglie delle difesa", ossia allontanare il più possibile l'uno dall'altro i giocatori di uno stesso reparto, creando così spazio in cui cercare di inserirsi tra l'uno e l'altro).
Adesso mi tocca tirare un po' d'acqua al mio mulino (e qui si arrvia al punto fondamentale, ossia è qui che si capisce perché una squadra come il Barcellona necessita di un giocatore di quantità in mezzo al campo): non so se vi ricordate, ma ad inizio stagione avevo registrato quella innovazione tattica, di cui avevo attribuito la primogenitura allo Zenit di Advocaat, che riguardava il riassestamento della linea difensiva allorché il terzino si trovi fuori posizione. La soluzione tradizionale prevede che allorché un terzino si sganci, poniamo il destro, la linea difensiva effettua uno scorrimento proprio verso destra e forma una difesa a tre in contumancia del terzino: questa mossa consente l'avanzamento di un solo terzino per volta. L'innovazione, a mio parere introdotta da Advocaat, consente invece la proposizione di due terzini simultaneamente: perché, mentre i terzini avanzano, è proprio colui che gioca davanti alla difesa che arretra la propria posizione, il quale, seppure non si trasformi in un vero e proprio difensore centrale, resta comunque costantemente in coperutra con i due difensori centrali di ruolo previsti dalla difesa a quattro e temporeggia per propiziare il rientro di almeno un terzino. Proprio qualche giorno fa ho vist la repilca di una partita del Barcellona e posso confermare: i più arretrati sono i due centrali, ossia Puyol e Piqué; i due terzini partono praticamente dalla linea mediana (perché ovvimente è la linea mediana la zona nevralgica del campo, la zona fondamentale per la costruzione del gioco: creando spazi in questa zona può fare la differenza...allargare il campo in un'altra zona del campo non avrebbe molto senso nell'economia della costruzione delle azioni) , sulla stessa linea di Yayà Tourè e arretrano sulla stessa linea dei difensri solo in fase di non possesso, per applicare le geometrie della difesa a zona. Ma in fase di possesso partono dalla lnea mediana, e scalano sulla linea dei difensori centrali solo quando questi ultimi si trovano in possesso alla e in situazione di difficoltà. Questa innovazione tattica adottata inizialmente solo dallo Zenit si è estesa durante la passata stagione a macchia d'olio: l'ho vista applicare dalla Juve, dall'Inter, dal Chelsea, dal Real Madrid e, infine, dal Barcellona di Guardiola.
A questo punto basta fare 1+1, ossia basta congiungere i due discorsi che ho appena fatto per inferire la consclusione: il primo, quello della necessità di allargare il campo per una squadra che vive di circolazione palla a terra, con il secondo, relativo all'innovazione tattica introdotta da Advocaat e adottata da Guardiola. Ovvero che l'innovazione di Advocaat consente di allargare il campo in maniera più efficace rispetto alla soluzione tradizionale. Quindi, fino a qualche anno fà sarebbe stato impossibile allargare il campo così efficacemente e, di conseguenza, aprire così tanti spazi in mezzo al campo: ottenere certe spaziature era impensabile. Guardando la Confederation Cup, noto che ormai più di una squadra ha adottato questa soluzione: Egitto, Italia, Brasile...E come ha sottolineato Di Napoli nella telecronaca di Brasile-Egitto, le squadre non allargano il campo semplicemente per spingere sulle fasce, ma per liberare più spazi centralmente, aumenando così il raggio d'azione di chi gioca in mezzo al campo: è ovvio che più spazi liberi in mezzo al campo favoriscano il gioco palla a terra e una circolazione di palla fluida: il pressing è meno asfissiante, si ha più spazio materiale per controllare il pallone e più tempo per alzare la testa, guardare i compagni e decidere cosa fare; gli spazi più ampi che si creano in mezzo al campo possono essere sfruttati sia per inserimenti palla al piede che per inserimenti senza palla: le mezz'ali hanno campo davanti a loro in cui possono buttarsi per accorciare attacco-centrocampo e accompagnare l'azione; ma anche le verticalizzazioni risultano più facili, perché c'è più spazio in cui far filtrare il pallone.
Ed è ovvio che questo lavoro di coertura comporti la presenza di un giocatore capace appunto di coprire ed interdire davanti alla difesa.
E non è finita qui: pensate che questi sono solamente i vantaggi che un interditore schierato come vertice basso del rombo porta in fase offensiva: figuratevi quelli che garantisce in fase difensiva rispetto ad un centrocampista di sola qualità. Vi parlo ancora del Barcellona: sinceramente, la fase di non possesso del Barcellona è stata forse ancor più miracolosa della fase di possesso. Non mi sono perso quasi nessuna partita del Barcellona in Champions e non ricordo alcun gol subito in contropiede dalla squadra catalana: è incredibile. Infatti il problema maggiore per una squadra che fa tantissimo movimento senza palla è proprio la transizione difensiva: perdere palla diviene pericolosissimo perché molti uomini, ossia quelli che hanno accompagnato l'azione d'attacco, si trovano fuori posizione. Serve dunque un giocatore che occupi la posizione di vertice basso del rombo, con la tendenza a non sganciarsi mai, che stia sempre bloccato in copertura con i due difensori centrali, che non si faccia mai scavalcare dalla linea della palla, capace di guidare la transizione difensiva, ovvero un giocatore capace di sostituire il compagno nella sua posizione, di portare pressione individuale sul portatore di palla avversario, di indirizzare l'azione avversaria per un raddoppio o un pressing organizzato, capace di dettare la posizione ai compagni per una buona occupazione degli spazi e quant'altro.
Veniamo ai terzini: a sinistra non bisogna spendere nulla prima di capire a che livelli può arrivare De Ceglie. Se poi un giorno De Ceglie deluderà le aspettative e si rivelerà un giocatore non da Juve, allora bisogerà cercare qualcuno. Ma fino ad allora o non comprerei nessuno o al massimo Grosso, ma solo se a parametro zero. A destra: chi non crede in Zebina ha la memoria corta, nelle due stagioni con Capello (soprattutto la prima, 2004/2005) era titolare fisso e, anche con mia sorpresa, si dimostrò un ottimo terzino, dotato sia di una buona corsa che di una buona tecnica. Ferrara non è un imbecille, se punta su Zebina vuol dire che lo staff medico e dei preparatori atletici hanno dato al tecnico garanzie sul suo pieno recupero dai problemi fisici e sulla tenuta fisica del francese per una intera stagione. Grygera non sarà un fenomeno, ma non è di certo un giocatore così scandaloso come molti vorrebbero far credere: ci può stare come riserva del terzino titolare in una grande squadra. E poi c'è anche l'ipotesi Brazzo, che da terzino avrebbe anche vinto una Champions League. A livello di terzini secondo me raggiungiamo quindi almeno la sufficienza dal punto di vista tecnico.
Ultima considerazione: alla luce delle considerazioni che ho fatto, sia su Felipe Melo che sui terzini, direi che in linea di massima il 4-2-3-1 si lascia preferire al 4-3-1-2 (nonostante anche questo secondo modulo mi andrebbe benissimo, beninteso), per due motivi:
- ho detto che a livello di terzini c'è almeno la sufficienza dal punto di vista tecnico. Ma appunto la sufficienza, non l'eccellenza. Quindi, sarebbe comunque meglio non affidare l'intera fascia ai terzini, come dice Kratos: meglio che possano trovare qualcun'altro in fascia, in posizione più avanzata, con cui collaborare. Ad esempio, Molinaro non ha qualità tecniche sufficienti per una gestione autonoma della fascia: a meno che non sia lanciato a tutta velocità, lo avete mai visto saltare l'uomo? Io mai, per scavalcare gli avversari ha sempre bisogno di cercare un dai-e-vai con chi gli viene in appoggio.
- vero che Felipe Melo, Sissoko e Marchisio sono principalmente mediani difensivi, ma è altrettanto vero che tutti e tra hanno comunque una propensione all'inserimento che non può e non deve essere ignorata. Quindi nessuno dei tre è perfettamente indicato per fare il tipo di gioco che ho descritto sopra, ossia quello che fa Tourè al Barcellona: Marchisio, Felipe Melo e Sissoko non sono giocatori che devono giocare 90 minuti bassi e dietro la linea della palla: devono anche accompagnare l'azione, farsi vedere nella trequarti avversaria. Se invece giocassimo co 2 mediani davanti alla difesa, come appunto previsto dal 4-2-3-1, a turno i due mediani potrebbero sganciarsi con più frequenza, proprio perché potrebbero coprirsi vicendevolmente.