Ciombe wrote:
ok, cambiamo allenatore.
Prima troviamone uno che non sia uno scaldapanchina, disposto ad allenare con i fondi della FIP la nazionale e condurla alle olimpiadi del 2012.
Poi se anche questo nome non riuscisse a cavare un ragno dal buco che facciamo, lo rimandiamo via come Recalcati e Tanjevic prima di lui?
Quando inizieremo ad andare a fondo del problema realmente?
Perchè prima non rinnoviamo il consiglio federale e proponiamo riforme e pianificazione per dare modo al successore di Recalcati di avere un'altra base da cui attingere?
Perchè se non cambia qualcosa rischiamo di avere nei prossimi 4/5 anni altri allenatori e la stessa situazione.
Ciombe, fermo restando che nel nocciolo del discorso mi trovi d'accordo, sono settimane che dico pure io che per primo va cambiato il vertice della federazione, poi va immediatamente varato un progetto a medio/lungo termine, ma il fatto che i giocatori in campo non sapessero di dover vincere di due punti è grottesco.
Prima di tutto colpa della FIP, siamo d'accordo, ma anche il Tinto qualche conticino poteva pur farselo.
Purtroppo la gestione degli ultimi possessi è stata negativa per tutto questo torneo, ed è da un po che questo trend prosegue. Innegabile che l'allenatore abbia in questo grosse responsabilità.
D'accordo invece sullo scaldapanchina.
Possiamo arrivare, ovviamente solo con un part time, a Scariolo, al limite a Sacripanti? Possiamo richiamare Tanjevic o trovare, sempre part time, un Blatt, uno Sphaija o un Repesa, o comunque gente simile?
Al limite possiamo tentare di pescare un espertissimo senza panchina?
Si cambi subito.
Per mettere un Frates già ci penserei, per un Gebbia, con tutto il rispetto, terrei il Tinto.
Tutto ciò ovviamente se cambiasse il vertice federale; restasse Maifredi tanto varrebbe tenere Recalcati e smettere di rodersi il fegato, tanto meglio di così non si farà mai.
E non mi si dica che la gestione Maifredi ha portato un oro ed un bronzo agli europei e l'argento alle olimpiadi.
La gestione è iniziata con un movimento che sprizzava salute, con una Virtus Bologna capace di due grandi slam, in nazionale c'era gente come Fucka, Myers, Abbio e venivano fuori giovani come Basile, Galanda, Marconato, nessuno rifiutava la nazionale, anzi, i vari Gentile, Coldebella e Pittis erano rimasti male per l'esclusione, c'era una partita di basket in chiaro in televisione, i risultati del campionato venivano passati nei programmi sportivi.
Oggi, dopo nove anni, abbiamo una nazionale pietosa, con tre NBA che non riusciamo a far giocare, vari giocatori che la rifiutano, anche insospettabili come Maggioli, un vivaio in crisi, con sette anni di vuoto pneumatico e poi comunque pochi prospetti veramente interessanti, pochissime squadre investono sui vivai e delle grandi, o presunte tali, solo a Bologna e Treviso puntano sulle giovanili, pochissimi di italiani da nazionale hanno spazio in squadre ambiziose, se escludiamo Milano e Treviso forse nessuno, a Siena l'italiano più sfruttato è 9°/10° nelle rotazioni, alla Virtus Bologna avranno spazio solo i vecchi Righetti e Chiacig, a Roma forse Gigli, la Fortitudo ha preso un ex NBA nel ruolo di Mancinelli.
Basket in TV? Sorvoliamo. La nazionale trova spazio sul digitale terrestre in differita perchè in diretta c'è il Darfo Boario Terme, squadra dilettantistica di calcio.
Nuovi allenatori venuti fuori? Negli ultimi dieci anni hanno trovato spazio stabile in serie A solo Pianigiani e Sacripanti. Vedremo i nuovi arrivati che combineranno.
Come sono state affrontate le sfide dei cambiamenti legislativi?
Stendiamo un velo pietoso. Regolamenti decisi dai giudici, una FIP tirata da una parte e dall'altra, dalla Lega e dall GIBA, l'unico momento di decisionismo, l'obbligo dei sei italiani a referto, poi modificato in almano quattro di formazione ma possibili due di passaporto, è giunto su spinta del vertice del CONI.
Campionati studenteschi? Lega Universitaria? Allargamento della base su livello regionale? Mha.
Dovendo fare un parallelo, questa gestione mi ricorda quella di Galgani nel Tennis, iniziata con Panatta, Bertolucci e Barazzutti che vincevano la Davis, Panatta che vinceva a Roma e Parigi, finita con la sparizione di fatto del tennis maschile.