Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 24/07/2008, 15:34
che sia un problema di concentrazione? cunego sta cadendo praticamente tutti i giorni ormai.
Sicuramente non è solo sfortuna.francilive wrote: che sia un problema di concentrazione? cunego sta cadendo praticamente tutti i giorni ormai.
Riguardo a papà Schleck: http://www.sportmediaset.it/altrisport/articoli/13959/vikings11 wrote: Intanto pare sia stata fermata in dogana la macchina del papà degli Schleck, ripartita poi sul percorso della tappa scortata da un'auto della polizia doganale...
A che punto è Cunego?
Grande tenacia per questa 18^ tappa. Il resto del Tour per lui ha avuto poco da diretobos84 wrote: Ciclismo: Tour de France, Cunego abbandona
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SAINT ETIENNE - Niente da fare per Damiano Cunego, il ciclista della Lampre caduto oggi nel corso della 18esima tappa, comunque portata a termine. Il veronese non potra' ripartire domani a causa delle numerose ferite riportate, dopo aver sbattuto per terra faccia, mento e torace. (Agr)
secondo me se cambia preparazione può ancora dire la sua nei grandi giri.francilive wrote: ha dimostrato una grande professionalità, gli fa onore. per il resto, è bene che in casa lampre facciano una seria riflessione sulle sue potenzialità. forse è bene che programmino la sua prossima stagione principalmente sulle classiche, partecipando magari al giro piuttosto che al tour.
INCIDENTE CUNEGO - Vittoria per il tedesco Burghardt, delusione per lo spagnolo Barredo, piccole dimostrazioni di vitalità per Kreuziger e Andy Schleck, un giorno di riposo in maglia gialla per Sastre, a una crono dalla maglia gialla per Evans. Il resto è statistica. A parte l’incidente di Cunego: "Eravamo al chilometro 32. Sono entrato in una canaletta laterale, c’era anche Philippe Gilbert, e ho perso il controllo della bici. Sono finito contro una protezione della strada. È un miracolo che non mi sia successo qualcosa di più grave. Ho sbattuto la faccia, il mento, il torace. Il primo istinto è stato quello di risalire in bici. La squadra ha fermato Mori, Righi e Marzano. Poi, al rifornimento, anche Tiralongo. Sapevo che era dura, e che sarebbe stata ancora più dura, ma volevo andare, arrivare, non abbandonare. Ritirarmi sarebbe stato una sconfitta. E i miei compagni sono stati eccezionali. Mi hanno tirato, accompagnato, guidato, sostenuto, incoraggiato".
IN CLINICA - All’arrivo Cunego si sentiva "tutto acciaccato". Caricato sull’ambulanza, un Volkswagen Transporter, e portato in clinica, è stato suturato con cinque punti al mento, poi doccia, radiografie a mani, torace e mandibola, ecografia alla milza. "Se mi danno il permesso, domani riparto. Lo spero". Impressionato Massimiliano Mori, gregario di Cunego: "Ha dimostrato una grinta incredibile. Ce la fai?, gli chiedevo. E lui mi rispondeva che sì, ce la faceva, che ce l’avremmo fatta". Commosso Daniele Righi, altro gregario del veronese: "Quando era a terra, l’ho visto brutto. Tutto quel sangue. L’ammiraglia mi ha ordinato prima di andare via, e sono rientrato in gruppo, poi di fermarmi ad aspettarlo. ’Non voglio ritirarmi’, mi diceva, ’per me sarebbe una sconfitta’, mi ripeteva".
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"È stata più dura convincere i medici del Tour a farmi proseguire che salire in ambulanza. Per loro mi sarei dovuto fermare, se davo retta al mio corpo avrei dovuto farlo immediatamente, ma dopo quasi tre settimane di corsa, e dopo aver ingoiato amaro come non mai, a tre giorni da Parigi non me la sono sentita assolutamente di lasciare. Perché l’ho fatto? Per orgoglio. Per non darla vinta alla malasorte, a questo Tour maledetto che per me è stato un autentico calvario. E poi per i miei compagni di squadra che anche ieri sono stati semplicemente esemplari: Mori, Righi, Marzano e Tiralongo, lì con me per oltre 160 chilometri, a pedalare come matti, perché là davanti andavano e noi dietro ad inseguire, a tenere il più possibile, senza nemmeno un po’ di clemenza. Sì, la clemenza: qui al Tour non esiste. Piovani, il mio diesse sull’ammiraglia, avrebbe anche voluto agevolarmi un po’ con qualche scia dietro macchina, si sperava che in una situazione simile avrebbero chiuso un occhio: macché. Al Tour non si chiude nulla. E allora, chiudiamola qui. Ieri sera, sono stato qualche ora alla clinica privata della Loira: radiografie, medicazioni, punti al mento (cinque). Alla fine la decisione: tornare a casa. Non ne vale più la pena. Bisogna recuperare per guardare ai Giochi di Pechino. Peccato, non volevo darla vinta al Tour..."
Comunque mi sono informato meglio, gli hanno prelevato 500 ml di sangue in 17 giorni, e chi è donatore mi dice che è un bel po' di sangue e che ci vuole 10-12 giorni perchè si riformi....sulla lucidità del veronese questo avrebbe potuto incidere parecchio...Red wrote: Per Cunego non può evidentemente dirsi lo stesso. Certi episodi capitano più spesso quando sei poco lucido, quando ti muovi male in gruppo, quando ti posizioni male...
No, ha vinto pure la maglia bianca 2 anni fa (mi pare). Credo sia la 3^ o la 4^ partecipazione.tobos84 wrote: ma per cunego è la prima partecipazione al tour?