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Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 9:18
by Ndello
Quindi sono solo io che l'ha presa in culo?! che è dal 2° che so di voler fare medicina, ho buttato un anno intero a studiare, ho buttato un estate a studiare 5 ore al giorno per poi vedere soltanto i miei amici figli di medici o amici della Chiesa per entrare e io rimanere fuori??
No, medicina non è una facoltà per chi vuole studiare!
Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 9:22
by dipper 2.0
rowiz wrote:
Tornando seri, sono assolutamente daccordo con chi diceva che l'università non la ordina il medico e deve essere una SCELTA, aggiungo io mossa da FORTI MOTIVAZIONI. Sono queste la parte principale, negli studi quanto soprattutto nel mondo del lavoro, che ci si arrivi dopo anni di studi accademici o direttamente dalle scuole superiori.
Se si è motivati, si eccelle in lettere classiche quanto in economia, e il lavoro si trova. Certo, il campo specifico determina la difficoltà; la scelta poi di alcuni atenei ben ammanicati (piuttosto che
migliori, preciserei) o anche solo particolarmente attenti alle esigenze del mondo lavorativo (esperienza personale, nei praticamente 10 (

) anni che ho passato all'uni, ho visto la mia facoltà crescere molto e camminare verso questa direzione) aiuta molto
il punto è che facendo qualcosa di più scientifico il lavoro lo trovi anche se non eccelli, anche se non sei un genio che si ammazza di studio
Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 9:38
by Porsche 928
dipper 2.0 wrote:Porsche 928 wrote:Comunque mi sembra palese che "programmare a 10 anni" sia IMPOSSIBILE.
Che poi non ho capito perché se anche uno si laurea in ingegneria(la prima che mi viene in mente) non possa poi fare un corso o vada a fare esperienza per diventare che so, panettiere, idraulico, elettricista, ecc ecc ecc.
Andarci a 18 anni o andarci a 24-25 cosa cambia?
perchè uno che si laurea in ingegneria si è fatto il mazzo spaccandosi la testa e non vuole spaccarsi anche la schiena.
E direi che ha anche ragione
Vedi se ci avessi messo un "se se lo può permettere o glielo permettono" alla fine, sarei stato pienamente d'accordo.
Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 10:19
by SafeBet
Porsche 928 wrote:Comunque mi sembra palese che "programmare a 10 anni" sia IMPOSSIBILE.
Che poi non ho capito perché se anche uno si laurea in ingegneria(la prima che mi viene in mente) non possa poi fare un corso o vada a fare esperienza per diventare che so, panettiere, idraulico, elettricista, ecc ecc ecc.
Andarci a 18 anni o andarci a 24-25 cosa cambia?
lo può fare.
ma significa ammettere a se stessi e al mondo intero che si è sprecato un sacco di tempo, energie, risorse, soldi, ecc. psicologicamente secondo te è facile?
se davvero non è possibile fare una stima a 10 anni (cosa che io continuo a reputare dubbia, perché si fanno stime anche su quante scoregge immetteremo nell'atmosfera da qui al 2050), riusciamo a fare una valutazione sul presente? ci sono o non ci sono troppi laureati che non lavorano in italia? se la risposta è sì, oltre a biasimare loro perché non si rimboccano le maniche (che è una critica sensata, si badi bene) perché non cercare un cambiamente sistemico che permetta di produrre meno
manodopera intellettuale inutile?
facciamo delle prove perlomeno. togliamo i corsi che danno meno possibilità di trovare lavoro (queste statistiche sono disponibili ovunque, o si può fare un mega survey su tutta l'italia). o mettiamo dei numeri chiusi più serrati. meglio rimanere delusi a 19 anni, quando ancora puoi scegliere a cosa dedicare i prossimi anni della tua vita, che a 24 (o 26 o 28) quando uno avrebbe anche voglia di avere un po' più di stabilità.
tutto questo lo dice uno che in fin dei conti
si è adattato a fare altro. e che per giunta è molto contento del suo lavoro, molto più di quanto non lo sarebbe a fare il ricercatore, per dire. ma capisco che, come dice dippa, se uno si è studiato l'infinito mondo per 5 o 6 anni (o anche di più per medicina) poi tutta sta voglia di andare a raccogliere i pomodori non ce l'abbia.
stante che comunque io ho a che fare con il mercato del lavoro ogni giorno per inserimenti dei miei utenti. e anche in lavori non qualificati non è così facile.
Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 10:26
by ride_the_lightning
rowiz wrote:ride_the_lightning wrote:
belle le generalizzazioni e le banalizzazioni, le ho sempre trovate affascinanti.
poi spiegami per il boldato da che pulpito parli per sapere a fondo una realtà talmente complessa e variegata che include milioni di studenti in tutta Italia. te ne sarei grato. soprattutto con "tutti gli altri corsi", così, gettati alla rinfusa, senza distinzioni. ribadisco, bella cosa il qualunquismo. Giannini ti avrebbe contatto.
È inutile che ti scaldi tanto, solo perchè il buon radio ti ha ben inquadrato (e non alludo ai
veramente convinti)
minchia, Ro', m'hai beccato.
@Radiofreccia. alludo a quello che ti ha detto dipper. e, soprattutto, ricordo proprio qui dentro un post veramente stupendo, mi pare di Sberl, che descriveva come durante il suo percorso accademico di medicina incontrò persone di ogni genere.
oh, intendiamoci tu stai parlando di tutta Italia, di tutti i corsi, di tutte le università, di tutti i curriculum, di tutti le triennali o magistrali di sto mondo. le conosci così a fondo per poterne parlare ? io questo lo chiamo generalizzare. fai tu.
e non mi pare di aver detto che credo ci siano solamente persone realmente convinte, visto che all'università è da un paio di anni che ci vado, e
limitandomi al mio percorso di laurea o, semmai, a testimonianze come quelle portate da amici o tipo quella di Sberl, posso trarre delle conclusioni, che rimangono comunque relative.
non facendone un discorso strettamente legato alle discipline studiate, ma alle persone, la realtà è tanto semplice, è come ti ha detto dipper :
i "nullafacenti" et similia possono esserci OVUNQUE, sia a ingegneria aerospaziale che
scienze delle merendine [cit.].
Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 11:44
by doc G
SafeBet wrote:Porsche 928 wrote:Comunque mi sembra palese che "programmare a 10 anni" sia IMPOSSIBILE.
Che poi non ho capito perché se anche uno si laurea in ingegneria(la prima che mi viene in mente) non possa poi fare un corso o vada a fare esperienza per diventare che so, panettiere, idraulico, elettricista, ecc ecc ecc.
Andarci a 18 anni o andarci a 24-25 cosa cambia?
lo può fare.
ma significa ammettere a se stessi e al mondo intero che si è sprecato un sacco di tempo, energie, risorse, soldi, ecc. psicologicamente secondo te è facile?
se davvero non è possibile fare una stima a 10 anni (cosa che io continuo a reputare dubbia, perché si fanno stime anche su quante scoregge immetteremo nell'atmosfera da qui al 2050), riusciamo a fare una valutazione sul presente? ci sono o non ci sono troppi laureati che non lavorano in italia? se la risposta è sì, oltre a biasimare loro perché non si rimboccano le maniche (che è una critica sensata, si badi bene) perché non cercare un cambiamente sistemico che permetta di produrre meno
manodopera intellettuale inutile?
facciamo delle prove perlomeno. togliamo i corsi che danno meno possibilità di trovare lavoro (queste statistiche sono disponibili ovunque, o si può fare un mega survey su tutta l'italia). o mettiamo dei numeri chiusi più serrati. meglio rimanere delusi a 19 anni, quando ancora puoi scegliere a cosa dedicare i prossimi anni della tua vita, che a 24 (o 26 o 28) quando uno avrebbe anche voglia di avere un po' più di stabilità.
tutto questo lo dice uno che in fin dei conti
si è adattato a fare altro. e che per giunta è molto contento del suo lavoro, molto più di quanto non lo sarebbe a fare il ricercatore, per dire. ma capisco che, come dice dippa, se uno si è studiato l'infinito mondo per 5 o 6 anni (o anche di più per medicina) poi tutta sta voglia di andare a raccogliere i pomodori non ce l'abbia.
stante che comunque io ho a che fare con il mercato del lavoro ogni giorno per inserimenti dei miei utenti. e anche in lavori non qualificati non è così facile.
Come spesso accade quando si parla di istruzione, formazione e scuola in buonissima parte concordo con Safe, diciamo al 95%.
Sia sul fatto che dopo aver studiato per anni è dura affrontare un lavoro per cui non è necessario studiare, ma semmai apprendere sul campo, come sul fatto che l'attuale sistema universitario è un insieme di storture, servirebbero aiuti nell'indirizzo molto più precisi e, soprattutto, numeri chiusi nelle facoltà che fabbricano disoccupati.
Unico dubbio che ho, per cui ho messo il 95 e non il 100%, è nel fatto che, ad esempio, per una persona che ha effettuato studi umanistici (con cui, una volta laureati) sia ancora quasi un affronto pensare di andare a fare l'infermiere (e di necessità ce n'è tantissima).
Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 11:54
by SafeBet
nemmeno io lo considero un affronto.
anzi lo considero doveroso. ma ritengo anche che sarebbe auspicabile riddure il numero di persone che a un certo punto sono costrette a cambiare il loro percorso una volta che si sono scontrate con il mercato del lavoro.
Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 11:57
by Radiofreccia
dipper 2.0 wrote:radio, i cazzoni ci sono pure a ingegneria, di festaioli iscritti ad ing. meccanica a padova ne ho conosciuti.... sei tu libero di credere che ci siano solo persone disposte a spremersi le meningi

:
Ovvio che ci siano anche lì. Nel mio corso siamo 160, ne ho conosciuti di idioti che durante le lezioni si addormentano sul banco..
Però mi hanno '' rassicurato '' sul secondo e terzo anno, popolato principalmente da persone che sono lì con uno scopo. Io sto seguendo i corsi del primo semestre, primo anno.. Sinceramente non capisco come possano andare avanti se non si impegnano un minimo ( che deve essere molto consistente )
dipper 2.0 wrote:accettabile ?
secondo me non tanto per la difficoltà (comunque assai elevata) ma quanto per la mole medicina è l'unica facoltà (in generale poi ci sono i casi di città in città e di persone in persone) che ti fa fare veramente dei sacrifici, a livello personale, di tempo, di fatica. Volume, tanto volume.
PS: non volevo dire "unica", ma la principale, la prima

Concordo.. Accettabile è decisamente poco, chi fa medicina deve avere soprattutto
coraggio !!

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 11:59
by Radiofreccia
ride_the_lightning wrote:@Radiofreccia. alludo a quello che ti ha detto dipper. e, soprattutto, ricordo proprio qui dentro un post veramente stupendo, mi pare di Sberl, che descriveva come durante il suo percorso accademico di medicina incontrò persone di ogni genere.
oh, intendiamoci tu stai parlando di tutta Italia, di tutti i corsi, di tutte le università, di tutti i curriculum, di tutti le triennali o magistrali di sto mondo. le conosci così a fondo per poterne parlare ? io questo lo chiamo generalizzare. fai tu.
e non mi pare di aver detto che credo ci siano solamente persone realmente convinte, visto che all'università è da un paio di anni che ci vado, e limitandomi al mio percorso di laurea o, semmai, a testimonianze come quelle portate da amici o tipo quella di Sberl, posso trarre delle conclusioni, che rimangono comunque relative.
non facendone un discorso strettamente legato alle discipline studiate, ma alle persone, la realtà è tanto semplice, è come ti ha detto dipper :
i "nullafacenti" et similia possono esserci OVUNQUE, sia a ingegneria aerospaziale che scienze delle merendine [cit.].
Sì ride, ho detto che quel mix c'è anche in altre facoltà. Ma è indubbio che ad Economia ce ne siano più che a Medicina.
E che sia merito del test d'ammissione non lo so, ma per me è così.
Comunque mi sa che devo rivedere un pò il significato del termine generalizzazione, perchè io ho detto che ci sono due tipologie di studenti.. Se mi dici che generalizzo vuol dire che ce ne sono altre, che ci sono varie sfumature di grigio.

Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 12:14
by Sberl
Mi son letto tutto e ribadisco ancora una volta che il test di medicina è quanto di meno selettivo vi sia in Italia. Cosa ci vuole? CULO, nient'altro. La differenza tra il primo i graduatoria e l'ultimo può anche essere semplicemente irrisoria, non è attendibile per il futuro percorso che si intraprende, assolutamente per niente.
Per far medicina ci vuol coraggio dice Radio...no, ci vuole passione, ci vuole la capacità di star in mezzo alla gente, in mezzo ai pazienti, la curiosità, la volontà di dare una mano oltre ad una buona dose di studio e sacrifici. Ma io non la ritengo più difficile di ingegneria ad esempio, perchè il tipo di studio è completamente diverso e diverse sono le attitudini richieste. I cazzoni li trovi anche a Medicina, eccome se ne trovi. Li trovi sia nei primi anni, sia, soprattutto, una volta laureati ed in scuola di specialità e lì ti incazzi ancora di più.
Una mia collega giusto ieri raccontava ad un'altra che si sente imprigionata nel nostro lavoro, che è tutta routine, che lei non è fatta per un lavoro che inizia alle 8.30, che 15 pazienti da seguire sono troppi e che avrebbe bisogno di un bel viaggio e un periodo di congedo. Dopo anni penserete voi? No, dopo 2 mesi, 2 mesi! A me ste cose fanno totalmente incazzare perchè c'è gente che fa medicina solo per sentirsi importante, per sentirsi chiamare dottore e per avere il rispetto. Difficile da credersi, ma lo vedo con i miei occhi. E questo mi fa ribollire totalmente il sangue, uno perchè toglie il posto a qualcuno che è rimasto fuori e 2 perchè la cosa più importante nel mestiere che faccio non sono io, ma è la persona che mi sta davanti. E questo purtroppo a medicina non te lo insegnano...lo impari da solo, in una selezione nella selezione. Poi ci si può benissimo laureare in medicina e fare una specializzazione dove i pazienti non sai nemmeno cosa siano, ma questo per me è un controsenso totale (opinione puramente personale e detta comunque con il massimo rispetto di chi si occupa di branche mediche dove i pazienti non ci sono).
Test d'ammissione in tutte le facoltà? D'accordissimo. A patto però che allora venga riformato tutto il sistema scolastico perchè già far il liceo in due paesi diversi e vicini può cambiare totalmente il corso di studi. Idem l'università. La meritrocrazia deve esistere già dalle medie, non solo nel mondo del lavoro. Ed allo stesso modo ci vuole una selezione anche in negativo alla scuola superiore. Deve cambiare la concezione della scuola: l'istruzione non è solo un diritto, ma anche un dovere. In Italia invece il pezzo di carta è visto come un qualcosa di dovuto che tutti dobbiamo avere, anche se ho la media del 3.
Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 12:27
by dipper 2.0
Radiofreccia wrote:
Sì ride, ho detto che quel mix c'è anche in altre facoltà.
Ma è indubbio che ad Economia ce ne siano più che a Medicina.
E che sia merito del test d'ammissione non lo so, ma per me è così.
Comunque mi sa che devo rivedere un pò il significato del termine generalizzazione, perchè io ho detto che ci sono due tipologie di studenti.. Se mi dici che generalizzo vuol dire che ce ne sono altre, che ci sono varie sfumature di grigio.

e aridaje

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 12:41
by rowiz
Radiofreccia wrote:
Comunque mi sa che devo rivedere un pò il significato del termine generalizzazione, perchè io ho detto che ci sono due tipologie di studenti.. Se mi dici che generalizzo vuol dire che ce ne sono altre, che ci sono varie sfumature di grigio.

Ci sono diversi milioni di sfumature di grigio...una per ogni studente, una per ogni PERSONA! Essù...
Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 13:33
by Jakala
dipper 2.0 wrote:darioambro wrote:la questione di fondo sollevata dalla Fornero sarà anche vera, non ne dubito, ma si dovrebbe anche dire che se sei figlio di una persona che conta, tanto schizzinoso non sei, basta vedere la lista dei figli di Ministri colleghi della Fornero che hanno incarichi con stipendi a sei cifre indipendentemente dalla loro capacità professionale, mentre ci sono migliaia di laureati che, non essendo filgio di nessuno, lavorano in call center.
siamo un paese nel quale: il 40% degli avvocati sono figli di avvocati, quasi il 30% dei notai idem, e qui mi fermo.
Su dai, c'è una questione di imprinting parentale non indifferente che si vive a casa. Normalissimo direi
Sarebbe anche ora di capire che le classi sociali in Italia esistono ancora e la mobilità sociale é minima.
Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 13:36
by Radiofreccia
Sberl wrote:Test d'ammissione in tutte le facoltà? D'accordissimo. A patto però che allora venga riformato tutto il sistema scolastico perchè già far il liceo in due paesi diversi e vicini può cambiare totalmente il corso di studi. Idem l'università. La meritrocrazia deve esistere già dalle medie, non solo nel mondo del lavoro. Ed allo stesso modo ci vuole una selezione anche in negativo alla scuola superiore. Deve cambiare la concezione della scuola: l'istruzione non è solo un diritto, ma anche un dovere. In Italia invece il pezzo di carta è visto come un qualcosa di dovuto che tutti dobbiamo avere, anche se ho la media del 3.
Quella del coraggio era solo una battuta, io mi fossilizzo moltissimo quando vedo il percorso di studi di medicina.
Perchè vedo mio fratello all'inizio del quarto anno, io mi sentirei oppresso a pensare che dopo 4 anni mancano ancora, sì e no 6-7 anni di studi.
Non ho capito questa parte della meritocrazia però, che addirittura deve partire dalle medie. Io sono d'accordissimo sull'importanza dello studio, ma quando uno sbarca al liceo ha 13-14 anni.. Già lo vuoi '' ammazzare '' mentalmente con la serietà degli studi ? Io sarei più d'accordo sulla riformazione delle superiori: 5 anni di medie e 3 anni di liceo. Nei 5 anni di medie plasmi il carattere del ragazzo su basi solide: serietà ed educazione. Nei 3 anni di liceo lo formi sul piano didattico, con lezioni più serie ed avanzate e specifiche, che devono plasmarlo per il futuro universitario.
Sono andato a trovare i professori a scuola: da quest'anno in terzo liceo già fatto le funzioni. Ottimo così, io il terzo anno facevo i radicali e le equazioni e disequazioni semplici. Ma facevo tantissimo latino e tantissima letteratura italiana, nonostante fossi in un liceo
scientifico.
Edit.
Chiedo scusa per la generalizzazione, mi sono espresso malissimo.
Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi
Posted: 27/10/2012, 13:42
by Sberl
Radiofreccia wrote:Sberl wrote:Test d'ammissione in tutte le facoltà? D'accordissimo. A patto però che allora venga riformato tutto il sistema scolastico perchè già far il liceo in due paesi diversi e vicini può cambiare totalmente il corso di studi. Idem l'università. La meritrocrazia deve esistere già dalle medie, non solo nel mondo del lavoro. Ed allo stesso modo ci vuole una selezione anche in negativo alla scuola superiore. Deve cambiare la concezione della scuola: l'istruzione non è solo un diritto, ma anche un dovere. In Italia invece il pezzo di carta è visto come un qualcosa di dovuto che tutti dobbiamo avere, anche se ho la media del 3.
Non ho capito questa parte della meritocrazia però, che addirittura deve partire dalle medie. Io sono d'accordissimo sull'importanza dello studio, ma quando uno sbarca al liceo ha 13-14 anni.. Già lo vuoi '' ammazzare '' mentalmente con la serietà degli studi ? Io sarei più d'accordo sulla riformazione delle superiori: 5 anni di medie e 3 anni di liceo. Nei 5 anni di medie plasmi il carattere del ragazzo su basi solide: serietà ed educazione. Nei 3 anni di liceo lo formi sul piano didattico, con lezioni più serie ed avanzate e specifiche, che devono plasmarlo per il futuro universitario.
Semplice: la scuola superiore non è un diritto/dovuto. La selezione per l'università deve cominciare necessariamente da lì, non essere lasciata ad un semplice test di ammissione che è utile come i cavoli a merenda.