SafeBet wrote:
E a questo punto dico: a un giocatore non bisogna permettere di fare il GM (spesso nemmeno quando smette). Fanno due mestieri diversi e son pagati per far bene l'uno o l'altro. Per quanto LeBron sia importante, non puoi basare le tue scelte di mercato esclusivamente sulle sue pretese. E allo stesso modo, se sei l'allenatore, non puoi basare le tue scelte tecniche (e il tuo atteggiamento, e tutto il resto) su come LeBron vuole che si giochi. Ognuno faccia il suo lavoro.
Su questo concordo.
Non a caso Jordan con Collins aveva tanti riconoscimenti individuali, con Jackson (e qualche compagno giusto) ha vinto i titoli, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente.
Diciamo anche che quando in una squadra fuori dai soliti circuiti vincenti capita un giocatore simile è anche difficile non finire così.
A Chicago hanno impiegato anni prima di programmare bene senza essere troppo sudditi di Jordan, la stessa cosa a Houston con Hakeem, se vogliamo a Portland con Dexler.
Magari a Cleveland è ameno da un paio di anni che avrebbero potuto accorgersi di questo fatto, ma attenzione, grosse cazzate non ne hanno fatte.
Ilga è un centro altissimo capace di giocare fronte a canestro e dialogare con Lebron, Mo Williams è un play che può gestire poco la palla e sa tirare, Parker e West in teoria sono le guardie ideali, Varejao è un difensore coi fiocchi, Jamison è il 4 perimetrale che in teoria sarebbe l'ideale.
Giusto su Shaq era più che lecito avere dubbi (io sono tre anni che accenno qualche perplessità, regolarmente scontrandomi col Ciombe), ma partendo dalla panca resta un lusso.
Lo stesso Brown ha dato una precisa identità difensiva alla squadra, in quel settore ha svolto un'ottimo lavoro utilizzando al meglio anche gente che prima di arrivare in Ohio era rivedibile in difesa, come Williams e Jamison.
Manca l'identità offensiva, ma quella sembrava meno importante, col prescelto.
In sostanza sono almeno tre anni, forse anche 4, che compiono scelte che in teoria sono logiche, tutte volte a costruire un meccanismo perfetto attorno a Lebron.
Questa politica è chiaramente fallita.
Per attribuire responsabilità attenderei, ma probabilmente il modo per migliorare non è costruire un meccanismo perfetto attorno a Lebron, ma costruire una squadra ottima di cui Lebron, se resterà, sia una delle punte.
Non sarà affatto facile, anzi, sarà molto complesso, io comincerei cercando un play che sappia cercare alternative nel gioco e tolga qualche responsabilità in fase di costruzione di gioco al prescelto.
Quel che volevo dire, in conclusione, cercando di riassumere, è che le scelte di Ferry e della dirigenza dei Cavaliers sono quelle che probabilmente avrebbe compiuto la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori, se occorre usare cautela nel processare Lebron lo stesso vale anche per loro, e far meglio di Brown non sarà affatto semplice.