manca ancora il mio: qualsiasi cosa tu abbia combinato, brava.Emmanuelle wrote: Scorrendo le pagine precedenti continuo a trovare posts di congratulazioni: sono commossa!!
ma quando verrai a perugia?
manca ancora il mio: qualsiasi cosa tu abbia combinato, brava.Emmanuelle wrote: Scorrendo le pagine precedenti continuo a trovare posts di congratulazioni: sono commossa!!


non sarebbe male, peccato per i solo 75Hz di refresh rateDeinè wrote: 17 pollici, CRT, 1024 x 768, frequenza di aggiornamento 75 Hz...ed è nella top 5 dei meno peggio da noi!
Ecco, proprio quel che volevo dire io. Sigh.
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!

Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!

daje pap :DPaperone wrote: la verità è che non importa se sia primale o duale, rompe le palle lo stesso![]()

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Il ritorno a casa
Oggi alle 18.46
"D'Ovidio".
Dopo un pò di attesa al box dei vigili del fuoco sento chiamare il mio nome.Tocca a me.
Non ci sono camionette disponibili quindi andiamo con la mia macchina.Giuseppe siede dietro.Il vigile del fuoco è al posto passeggero con sopra le gambe i caschetti protettivi che dobbiamo indossare per andare nelle "zona rossa".Vado con la macchina alla velocità di una formica.
Il vigile non sa qual è il civico 79 e quindi,quando mi chiede "Dove ci dobbiamo fermare?" e io gli indico con la testa l'alto cumulo di macerie prorio davanti a noi, mi guarda un po incredulo.
Parcheggio la macchina a quello che un tempo era il parcheggio solito della mia macchina.
Scendiamo ed è impossibile non girarsi verso quello che resta della Casa dello studente.
Groppo in gola.
C'è un silenzio che penso di aver "sentito" solo nei film,in quei film di guerra dove passano nelle strade dopo una catastrofe, e girandomi verso il nostro palazzo il silenzio mi entra nello stomaco.
Io e Giuseppe non aspettiamo il vigile del fuoco,non ci pensiamo due volte ad andare al portone del palazzo.E' un attimo e siamo dentro,senza nemmeno chiedercelo e/o chiederlo.
Il vigile del fuoco si rende conto delle condizioni del palazzo solo quando iniziamo a salire la prima rampa si scale e fa per fermarsi ma mentre lui dice qualcosa io e Giuseppe arriviamo praticamente alla parta dell'appartamento semi chiusa.Lui non ci ferma,come se il nostro modo di fare dicesse "Sappiamo che è pericoloso ma a noi non interessa, 'vogliamo andare a casa' ".Entriamo e rimaniamo nell'ingresso.
Altro groppo in gola.
Vetri e calcinacci ovunque. I muri interni sono quasi del tutto crollati e la casa finisce in pratica all'altezza del corridoio...Dopo,il nulla.Vuoto sotto i piedi.
"Entro" in quello che rimane della mia camera dal muro di un'altra stanza arrampicandomi su una poltrona e un paio di sedie.Il vigile del fuoco mi segue.
Mi riempio di calce in un secondo,come quella notte.
Sotto le macerie intravedo il mio letto.
Altro groppo in gola.
Spuntano dei libri,rimasti lì al loro posto,e faccio per andare a prenderli ma il vigile mi ferma e si infila lui dentro facendomi notare una parte del piano di sopra che è in bilico sulle nostre teste. Li caccia tutti,una ad uno e me li stende per metterli sul divano.Cerchiamo di muoverci il meno possibile,quasi tratteniamo il respiro. Io e il vigile del fuoco che collaboriamo per salvare qualcosa,come quella notte. Questa volta sono i libri,quella notte...ero io.E guardo la camera e quasi non ci credo.
Giuseppe nel frattempo è in cucina a vedere se c'è qualcos altro che possiamo prendere.
Mi arriva con la mia tazza,la mia tazza della colazione/merenda/camomilla di tutti e 5 gli anni universitari.
Il cimelio per eccellenza,il Sacro Graal.
Ridendo Giuseppe mi chiede se voglio riprendere anche la macchina per fare il pane ma io farfuglio quacosa come "no dai,forse è meglio che andiamo" ma il vigile del fuoco ci sente parlare e vuole a tutti i costi riprendermi la macchina per il pane visto che, a parte i libri, tutto il resto è andato perso.
Tra qualche accenno di risata e un ultimo sguardo commosso a quel che rimane di casa ci avviamo sulle scale.
Usciti da casa quasi tiro un respiro di sollievo.Rilasso le spalle e il diaframma,che invece ho tenuto tesi per tutto il tempo.
Dall'altro lato della strada ci sono dei soldati che stanno aspettando non so cosa davanti casa dello studente.Tra di loro una donna.Il suo sguardo commosso vedendomi con il caschetto che mi va grande,completamente coperta di calce,che esulto con Giuseppe per avere di nuovo alcuni dei miei libri,la macchina per fare il pane,la tazza e il tritatutto (altro Graal delle mie cucine) non lo dimenticherò mai.
...I brividi che salgono,il respiro che si spezza,le lacrime che salgono...Addio casa Bice 79.







Ti quoto, le ho cambiate in questi giorni con un paio di All-Star e non c'è neanche paragone, eran molto più comode le altre.la capressa wrote: compliments emmanuelle!
La verità è che le mexico 66 sono le scarpe più comode del mondo.
Ma davvero!

naaa le mexico 66 (bianche con le strisce blu e rosse) sono - oltre che comode - oggettivamente fighe, io le metto pure quando sono costretta a vestirmi a modinoL-Magic wrote: Ti quoto, le ho cambiate in questi giorni con un paio di All-Star e non c'è neanche paragone, eran molto più comode le altre.
Però devo dire che esteticamente son meglio le Converse.![]()
