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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 21/12/2008, 23:21
by Emmanuelle
Sir Iverson wrote: Io direi di aprire un discorso serio sui registi italiani. Oramai da quanto tempo non si vede un regista serio italiano? In attività, direi che il migliore è Gabriele Muccino, ma oramai si può definire americano mancato. Purtroppo film italiani seri non si vedono da un pò, abbondano le demenze nazionali.
Scusami, ma sto con Kerouac. Muccino non mi pare proprio il migliore. Esiste un certo numero di registi italiani (fra cui senza dubbio va annoverato Sorrentino) che dirigono film degni di nota. Il problema che non sempre sono noti al pubblico. Fatti un giro su questo topic, qualche post addietro, e leggi l'intervento di Margheritoni e quelli susseguenti.

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 21/12/2008, 23:37
by DrGonz0
Sir Iverson, non ho idea di che genere di film vedi, ma dire che muccino è un buon regista è alquanto discutibile, figurarsi dire che è l'unico serio.
Tornatore, Avati, Di Gregorio, Calopresti, Giordana...

La lista non è così corta.
Che poi purtroppo ad avere successo sia muccino, si ritorna ai discorsi di shofunaki che prendeva tutti per il culo durante il periodo del festival di venezia.

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 21/12/2008, 23:43
by tencrackcommandments
sicuramente se ne è già parlato in precedenza, ma io non avevo ancora espresso il mio amore per "the dark knight"..

l'ho visto oggi solo per la seconda volta: divano e poltrona col babbo, bale e ledger a darsele di santa ragione..

due tra le ore meglio spese degli ultimi mesi..

"the dark knight"  :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy:

e date la statuetta a quel fenomeno..

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 0:24
by Dazed and Confused
D'accordissimo con Kerouac e Gonzo. Ridurre il cinema italiano a Muccino mi pare un errore abbastanza grossolano. Anche perchè se si parla solo di incassi, allora tanto vale citare anche i Vanzina a quel punto... :D


Insomma, il cinema italiano effettivamente non attraversa un bel momento se paragonato ai fasti del passato, ma cineasti di qualità se ne sono eccome, anche se purtroppo non sempre i loro film trovano la distribuzione che meritano.


Mi accodo agli altri citando Avati, Sorrentino, Tornatore e Giordana, ma personalmente mi permetto di aggiungere Moretti, Salvatores e anche Garrone. Ok, non si parla propriamente di Fellini, Pasolini ed Antonioni, ma da qui a dire che in Italia non si vedono registi seri ce ne passa, a mio avviso.

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 0:31
by Emmanuelle
Dazed and Confused wrote: Mi accodo agli altri citando Avati, Sorrentino, Tornatore e Giordana, ma personalmente mi permetto di aggiungere Moretti, Salvatores e anche Garrone. Ok, non si parla propriamente di Fellini, Pasolini ed Antonioni, ma da qui a dire che in Italia non si vedono registi seri ce ne passa, a mio avviso.
Aggiungiamo anche Roberto Faenza. E Carlo Mazzacurati.

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 3:00
by Vic Vega
E Silvio Soldini.  :D
Penso che il nostro cinema stia decisamente meglio di 7/8 anni fa, quando in sala arrivavano quasi solo i film dei comici oppure degli Autori conclamati (talvolta nella variante deterior-intimista del cinema due stanze ed una cucina  :D).
Adesso, parlando da profano, mi pare che la cinematografia nostrana offra decisamente di più, grazie alla riscoperta dell'artigianato di qualità; registi, cioè, che riescono a combinare una visione ed una estetica personali con l'attenzione per temi di interesse generale. Significativo in questo senso, a mio parere, il successo (di critica, ma anche di pubblico) di un film come Il divo, affresco di 5 anni di storia italiana che non scade mai nel documentarismo. Per non parlare di Gomorra, questo sì girato con uno stile da documentario, ma per una precisa scelta di regia, il cui rigore impedisce alla pellicola di scadere nella piattezza che caratterizza i prodotti televisivi.
Ed anche gli altri film presi in considerazione per concorrere all'Oscar (Tutta la vita davanti di Virzì, Giorni e nuvole di Soldini) affrontano, con taglio diverso, problemi nei quali gli spettatori si possono riconoscere. Forse è una caratteristica del cinema degli autori in tempi di crisi: cercare un confronto col pubblico, grazie alla trattazione di tematiche condivise, anzichè rinchiudersi nel circuito talvolta un po' onanistico dell'introspezione più rigorosa.
In conclusione di questo flusso di parole un po' sconnesse......a me pare che il 2008 abbia rappresentato un' ottima annata per il nostro cinema, anche grazie alla prestigiosa vetrina di Cannes.

p.s.: G. Muccino è bravo, ma meriterebbe la Cayenna per aver diffuso quella forma di peronospora cinematografica che risponde al nome di S. Muccino. :gogogo: :gogogo: :gogogo:

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 3:46
by Cammellaio Patto
Sir Iverson wrote: Io direi di aprire un discorso serio sui registi italiani. Oramai da quanto tempo non si vede un regista serio italiano? In attività, direi che il migliore è Gabriele Muccino, ma oramai si può definire americano mancato. Purtroppo film italiani seri non si vedono da un pò, abbondano le demenze nazionali.
registi seri in italia ci saranno immagino, Muccino registicamente è sicuramente capace, ma i suoi film sono piuttosto semplici e banali. a posteriori ha anche la colpa di aver portato al successo un genere dal quale hanno attinto (facendo anche di peggio) funesti personaggi come moccia, vaporidis e non so chi altro intasando il mercato con film, ad essere buoni, mediocri.
tra i registi italiani Garrone e Sorrentino credo siano i migliori, quelli più forti come idee e stile. Anche se a mio parere Sorrentino è andato gradualmente peggiorando di film in film, pur comunque mantendo un livello non comune.
Non sono un amante del cinema italiano, quindi non so dire molto altro al momento.

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 5:16
by mr.kerouac
Cammellaio Patto wrote: registi seri in italia ci saranno immagino, Muccino registicamente è sicuramente capace, ma i suoi film sono piuttosto semplici e banali. a posteriori ha anche la colpa di aver portato al successo un genere dal quale hanno attinto (facendo anche di peggio) funesti personaggi come moccia, vaporidis e non so chi altro intasando il mercato con film, ad essere buoni, mediocri.
tra i registi italiani Garrone e Sorrentino credo siano i migliori, quelli più forti come idee e stile. Anche se a mio parere Sorrentino è andato gradualmente peggiorando di film in film, pur comunque mantendo un livello non comune.
Non sono un amante del cinema italiano, quindi non so dire molto altro al momento.
scusa maestro, ma posso non essere del tutto d'accordo? :D
o meglio sono d'accordo con te, ma non al 100%. la filmografia del nostro dice questo:
    * L'uomo in più (2001)
    * Le conseguenze dell'amore (2004)
    * L'amico di famiglia (2006)
    * Il Divo (2008)
l'uomo in più mi sembra film di livello eccelso. uno dei migliori film italiani degli ultimi 20-30 anni a mio parere. un'intensità empatica strepitosa unita ad uno stile di regia flemmatico e allo stesso tempo pieno e esaustivo. ineccepibile imho.
le conseguenze dell'amore è straordinario, ma non allo stesso livello. ci manca poco però.
l'amico di famiglia è un film a mio parere totalmente diverso. gli uomini per la prima volta sono messi in rapporto gli uni con gli altri e non indagati (o meglio, non solo) nel loro complicato interiore. un film per certi versi nuovo dal punto di vista argomentativo che, secondo me, scade un pò nella seconda parte quando cerca un pò troppo il colpo sensazionalistico.
ecco, quindi fino a qui d'accordissimo con te. il livello scende sempre, anche se si rimane comunque su uno standard molto alto. poi però arriva quella curiosa opera sul nostro senatore a vita. a mio parere un capolavoro. un film che, nonostante tiri sassate non indifferenti, riesce comunque a mantenersi su un certo livello di obiettività, trovando alcuni momenti stilistici e poetici del tutto originati dall'abilità registica. una sfilata di mostri che come poche altre apre il vaso di pandora degli ultimi 20 anni di storia italiana. pellicola memorabile.

@ emmanuelle: quante cose abbiamo in comune :martello: :shiltonpussavia:, non fosse che il titolo del topic mi ha fatto perdere almeno il 20-30% della stima che nutrivo verso di te :D

@ tencrack: "the dark knight" è una buonissima pellicola imho, anche se un filino sotto a "batman begins", che aveva introdotto un nuovo modo di descrivere l'uomo pipistrello, dal punto di vista stilistico e argomentativo. tuttavia in "the dark knight" c'è l'apocalittica prova del personaggio del mio avatar, che rimane caso abbastanza isolato nel panorama post anni '70. l'iperuranio della caratterizzazione di un personaggio

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 14:22
by shilton
mr.kerouac wrote: @ emmanuelle: quante cose abbiamo in comune :martello: :shiltonpussavia:, non fosse che il titolo del topic mi ha fatto perdere almeno il 20-30% della stima che nutrivo verso di te :D
guarda la mia targhetta.....sì dove me la tiro per l'awardsss vinto.
Ecco, non è stato scelto Rambo per caso!

in città sei tu la legge qui sono io(cit.)

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 14:24
by margheritoni10
Sir Iverson wrote: Io direi di aprire un discorso serio sui registi italiani. Oramai da quanto tempo non si vede un regista serio italiano? In attività, direi che il migliore è Gabriele Muccino, ma oramai si può definire americano mancato. Purtroppo film italiani seri non si vedono da un pò, abbondano le demenze nazionali.
Cuoto. Ampliando seriamente il discorso alla musica citerei Ramazzotti.

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 14:43
by Mahor
shilton wrote: in città sei tu la legge qui sono io(cit.)
:notworthy:

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 14:44
by PENNY
SULF6HC wrote: Image

Sono rimaasto molto deluso dal film di Salvators,Come Dio Comanda,da un film dal quale forse mi aspettavo molto di più.Il romanzo di Ammaniti,di cui sono un grande estimatore,da cui è tratto il fim,è secondo me il suo più bel libro,un libro affascinante;forse mi ero fatto un preciso pensiero completamente diverso dal film e in conrasto con questo,ma indipendentemente dal fatto che il film non mi è piaciuto affatto,Salvatores ha riportato il romanzo su pellicola,inventando anche dei momenti che nel film diventato molto importanti e che invece nel romanzo non esistono proprio (non faccio esempi,per chi non l'avesse visto),insomma questa ispirazione al romanzo non mi è piacuta molto.
riguardo agli attori,un ottimo Filippo Timi,un giovane attore molto talentuoso,molto bravo anche Elio Germano,pessimo,secondo me,Fabio De Luigi,non solo come ha rappresentato l'assistente sociale,ma anche come "attore",non capisco come un regista come Salvatores lo abbia chiamato per un film del genere; Alvaro Caleca,scelto dal regista soprattutto per il suo viso molto sofferente,molto simpatico,ma forse un po' troppo inesperto nel recitare.
voto 5
Cosa non ti ha convinto scusa?Quali sono i passaggi inventati a cui ti riferisci?
Lo stesso Salavtores ha ammesso di aver tralasciato l'"aspetto sociale" della storia,focalizzando la sua attenzione sul rapporto padre-figlio.
L'unica mancanza di rilievo che ho notato è l'assenza del terzo amico presente invece nel libro.

Concordo su De Luigi,troppo forzata l'interpretazione dell'assistente sociale,quasi una macchietta.

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 15:14
by mr.kerouac
margheritoni10 wrote: Cuoto. Ampliando seriamente il discorso alla musica citerei Ramazzotti.
:lol2: quest'uomo è meraviglioso
shilton wrote: guarda la mia targhetta.....sì dove me la tiro per l'awardsss vinto.
Ecco, non è stato scelto Rambo per caso!

in città sei tu la legge qui sono io(cit.)
:notworthy:
me ne torno nel mio tiepido e triste brodo

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 15:15
by shilton
mr.kerouac wrote: me ne torno nel mio tiepido e triste brodo
:lol2: :lol2:

Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Posted: 22/12/2008, 15:20
by Emmanuelle
mr.kerouac wrote: scusa maestro, ma posso non essere del tutto d'accordo? :D
o meglio sono d'accordo con te, ma non al 100%. la filmografia del nostro dice questo:
    * L'uomo in più (2001)
    * Le conseguenze dell'amore (2004)
    * L'amico di famiglia (2006)
    * Il Divo (2008)
l'uomo in più mi sembra film di livello eccelso. uno dei migliori film italiani degli ultimi 20-30 anni a mio parere. un'intensità empatica strepitosa unita ad uno stile di regia flemmatico e allo stesso tempo pieno e esaustivo. ineccepibile imho.
le conseguenze dell'amore è straordinario, ma non allo stesso livello. ci manca poco però.
l'amico di famiglia è un film a mio parere totalmente diverso. gli uomini per la prima volta sono messi in rapporto gli uni con gli altri e non indagati (o meglio, non solo) nel loro complicato interiore. un film per certi versi nuovo dal punto di vista argomentativo che, secondo me, scade un pò nella seconda parte quando cerca un pò troppo il colpo sensazionalistico.
ecco, quindi fino a qui d'accordissimo con te. il livello scende sempre, anche se si rimane comunque su uno standard molto alto. poi però arriva quella curiosa opera sul nostro senatore a vita. a mio parere un capolavoro. un film che, nonostante tiri sassate non indifferenti, riesce comunque a mantenersi su un certo livello di obiettività, trovando alcuni momenti stilistici e poetici del tutto originati dall'abilità registica. una sfilata di mostri che come poche altre apre il vaso di pandora degli ultimi 20 anni di storia italiana. pellicola memorabile.

@ emmanuelle: quante cose abbiamo in comune :martello: :shiltonpussavia:, non fosse che il titolo del topic mi ha fatto perdere almeno il 20-30% della stima che nutrivo verso di te :D
Kerouac, quoto quasi tutto quello che scrivi. Dico quasi perchè non ho ancora visto Il divo, ma rimedierò durante queste feste. E sono contenta di condividere gli stessi gusti con te  :D, hai una buona capacità critica ed è interessante leggerti .
Per il titolo del topic, ho già spiegato che si è trattato di una scelta casuale, avrei potuto intitolarlo, che so, "Fitzcarraldo", ma questo non mi rende una fanatica di Werner Herzog. Mi piace il cinema francese degli ultimi anni (Klapisch e Ozon in particolare), ma non sono una francofila snob. Per cui dacci un taglio, tanto il titolo non lo cambio più, ok?
Ovviamente senza offesa!  :D