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Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 11:17
by Pozz4ever
c'è una bell'arietta "frizzantina" oggi in ufficio... ieri è stata annunciata la vendita di csc italia, dove lavoro come consulente, ad un gruppo che sinceramente conosce praticamente nessuno... sono tutti un po' sull'attenti, a me piacerebbe solo sapere che fine farò, ma mi sa che a breve lo scoprirò...

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 11:58
by nefastto
a me sorprende quanto tutti questi giovani (o presunti tali) perdano tempo a scrivere "lettere" alla fornero quando potrebbero occupare il tempo in maniera decisamente più costruttivo. alla fine mi sembrano proprio choosy e (in parte) sono convinto che lo siano...anche troppo


adesso datemi pure addosso :biggrin:

Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 12:16
by darioambro
la questione di fondo sollevata dalla Fornero sarà anche vera, non ne dubito, ma si dovrebbe anche dire che se sei figlio di una persona che conta, tanto schizzinoso non sei, basta vedere la lista dei figli di Ministri colleghi della Fornero che hanno incarichi con stipendi a sei cifre indipendentemente dalla loro capacità professionale, mentre ci sono migliaia di laureati che, non essendo filgio di nessuno, lavorano in call center.

siamo un paese nel quale: il 40% degli avvocati sono figli di avvocati, quasi il 30% dei notai idem, e qui mi fermo.

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 12:18
by dipper 2.0
nefastto wrote:a me sorprende quanto tutti questi giovani (o presunti tali) perdano tempo a scrivere "lettere" alla fornero quando potrebbero occupare il tempo in maniera decisamente più costruttivo. alla fine mi sembrano proprio choosy e (in parte) sono convinto che lo siano...anche troppo


adesso datemi pure addosso :biggrin:
non si tratta di essere "choosy" nel mondo del lavoro, ma in quello prima, dell'università :icon_paper:

"studia quello che ti piace" è una frase da sessantottini che ha rovinato una generazione, la nostra

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 12:26
by nefastto
e questo è sicuramente un problema...tra l'altro vecchio come il mondo. Che poi non sempre uno che è laureato ha capacità superiori a quelle dei figli di tizio o caio però si sente in diritto di lamentarsi (giustamente per lo schifo delle raccomandazioni) perchè non lavora (e qui sarebbe tutto da vedere).
dipper 2.0 wrote:
non si tratta di essere "choosy" nel mondo del lavoro, ma in quello prima, dell'università :icon_paper:

"studia quello che ti piace" è una frase da sessantottini che ha rovinato una generazione, la nostra
non posso commentare molto a livello universitario da semplice diplomato :biggrin: ma a livello lavorativo ci sono troppi "choosy" indipendentemente dagli studi secondo me.
Quello che ci ha fregato è che siamo stati la prima generazione di bambini viziati in massa

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 12:28
by kachlex
dipper 2.0 wrote:
nefastto wrote:a me sorprende quanto tutti questi giovani (o presunti tali) perdano tempo a scrivere "lettere" alla fornero quando potrebbero occupare il tempo in maniera decisamente più costruttivo. alla fine mi sembrano proprio choosy e (in parte) sono convinto che lo siano...anche troppo


adesso datemi pure addosso :biggrin:
non si tratta di essere "choosy" nel mondo del lavoro, ma in quello prima, dell'università :icon_paper:

"studia quello che ti piace" è una frase da sessantottini che ha rovinato una generazione, la nostra
Ma Scienze Politiche è così interessante? (cito questa per rimanere in tema col post sopra).
Sarà anche vero che chi ha conoscienze etc però stringendo il cerchio alle mie amicizie quasi tutti hanno trovato lavoro nel breve/medio periodo. E anche nei casi più sfigati nessuno è andato a perdere tempo a scrivere cazzate su internet ma si è rotto le palle e qualcosa ha tirato fuori.
Sarà che vivo in un paese più fortunato

Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 12:34
by Wolviesix
A scrivere una lettera di protesta al ministro ci vogliono 5 minuti. Sono quei 5 minuti che fanno la differenza tra un disoccupato e uno che trova lavoro, o anche solo tra chi si sbatte per cercarlo e chi no?

Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 12:45
by nefastto
Wolviesix wrote:A scrivere una lettera di protesta al ministro ci vogliono 5 minuti. Sono quei 5 minuti che fanno la differenza tra un disoccupato e uno che trova lavoro, o anche solo tra chi si sbatte per cercarlo e chi no?
in 5 minuti si possono spedire un sacco di curriculum. Oltre alla ovvia provocazione intendevo che se ci si mobilitasse così per i problemi più seri forse cambierebbero veramente le cose (o almeno ci si potrebbe sperare).

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 13:37
by BruceSmith
nefastto wrote: adesso datemi pure addosso :biggrin:
nefa infame per te ci son le lame (quasi cit.) :forza:

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 13:43
by SafeBet
dipper 2.0 wrote:non si tratta di essere "choosy" nel mondo del lavoro, ma in quello prima, dell'università :icon_paper:

"studia quello che ti piace" è una frase da sessantottini che ha rovinato una generazione, la nostra
in linea generale sono d'accordo.
ma non dovrebbero essere anche le università un po' più choosy a sto punto?
è così difficile fare una stima di quanti ingegneri, dottori, avvocati, psicologi, scienziati politic, ecc serviranno nel nostro mercato del lavoro da qui a, boh, 10 anni?

io ho studiato sociologia. non perché mi piacesse, tra l'altro. semplicemente perché non sapevo che cazzo fare e mi sembrava un corso in cui non dover spendere troppe energie mentali. a posteriori non lo rifarei mai. ma a posteriori credo anche che un corso del genere non dovrebbe esistere. al massimo dovrebbe esserci una specializzazione in sociologia da, chessò, 200 posti in tutta italia. noi invece eravamo 400 solo a milano. quanti di questi 400 fanno i sociologi? 20? 10?

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 14:00
by dipper 2.0
SafeBet wrote: in linea generale sono d'accordo.
ma non dovrebbero essere anche le università un po' più choosy a sto punto?
è così difficile fare una stima di quanti ingegneri, dottori, avvocati, psicologi, scienziati politic, ecc serviranno nel nostro mercato del lavoro da qui a, boh, 10 anni?
safe, non ti piglio per il culo dicendoti che queste tue righe sono molto interessanti...si parla di domanda del mercato ? facciamola stimare dalle università per poi avere una "domanda dell'università"..mi piace, approfondiremo :penso:
SafeBet wrote: io ho studiato sociologia. non perché mi piacesse, tra l'altro. semplicemente perché non sapevo che cazzo fare e mi sembrava un corso in cui non dover spendere troppe energie mentali. a posteriori non lo rifarei mai. ma a posteriori credo anche che un corso del genere non dovrebbe esistere. al massimo dovrebbe esserci una specializzazione in sociologia da, chessò, 200 posti in tutta italia. noi invece eravamo 400 solo a milano. quanti di questi 400 fanno i sociologi? 20? 10?
sarebbe utile confrontare il numero di corsi e facoltà durante gli anni '70 (gli anni di mio padre) con quelli presenti adesso.

Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 14:03
by dipper 2.0
darioambro wrote:la questione di fondo sollevata dalla Fornero sarà anche vera, non ne dubito, ma si dovrebbe anche dire che se sei figlio di una persona che conta, tanto schizzinoso non sei, basta vedere la lista dei figli di Ministri colleghi della Fornero che hanno incarichi con stipendi a sei cifre indipendentemente dalla loro capacità professionale, mentre ci sono migliaia di laureati che, non essendo filgio di nessuno, lavorano in call center.

siamo un paese nel quale: il 40% degli avvocati sono figli di avvocati, quasi il 30% dei notai idem, e qui mi fermo.
Su dai, c'è una questione di imprinting parentale non indifferente che si vive a casa. Normalissimo direi

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 14:12
by maffu
Qualcuno di voi usa Tumblr e saprebbe darmi qualche dritta sull'uso che ne posso fare? Penso che, prima di tutto, devo avere qualcosa su cui scrivere...

Re: Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 14:52
by Bonaz
Ad un mio amico a cui avevano trovato un melanoma, ne hanno trovato un altro.
Tolto il primo i dottori gli avevano detto che le possibilità di morte erano uguali allo spegnimento del sole.
Stavolta gli hanno detto che la percentuale è uguale ad essere colpito da un fulmine.
Intanto però in un anno e mezzo a 35 anni gli han già tolto 2 melanomi!! Lui fa controlli ogni 3 mesi e finora la sua fortuna è stata quella di aver trovato i nei tumorali in tempo. Ma teme di averne tanti altri sfuggiti agli occhi dei dottori.
Io ho perso una zia a 50 anni per un neo maledetto mai trovato. vero che lei non aveva mai fatto controlli gli anni precedenti alla malattia.
I dottori del forum possono darmi qualche informazione in merito? Anche per PM. Grazie

Re: La verità è una coperta che lascia scoperti i piedi

Posted: 26/10/2012, 15:27
by Deinè
dipper 2.0 wrote:
SafeBet wrote: in linea generale sono d'accordo.
ma non dovrebbero essere anche le università un po' più choosy a sto punto?
è così difficile fare una stima di quanti ingegneri, dottori, avvocati, psicologi, scienziati politic, ecc serviranno nel nostro mercato del lavoro da qui a, boh, 10 anni?
safe, non ti piglio per il culo dicendoti che queste tue righe sono molto interessanti...si parla di domanda del mercato ? facciamola stimare dalle università per poi avere una "domanda dell'università"..mi piace, approfondiremo :penso:
Secondo me il dott. SafeBet ha centrato uno dei punti chiave del problema. E ha scritto una cosa che penso da anni. Però. Come risolverlo nella pratica?

E' così difficile fare una stima da qui a 10 anni? E' praticamente impossibile. Aziende che dipendono da stime più o meno accurate è già tanto se riescono a elaborarle di anno in anno. Una stima dei posti di lavoro su una base simile richiederebbe piani di sviluppo quinquennali che si sono già visti, ma non in questi anni e in queste economie.

Poi: chi farebbe queste stime? Le singole Università? Il conflitto di interesse sarebbe enorme e, per le mie modeste e tristi esperienze, nessuna avrebbe le competenze per farlo. Il Ministero? Dell'Istruzione o dell'Economia? Una commissione ad hoc? E come ripartirebbe i risultati fra le università?

Ammetto poi di non conoscere ad oggi come funziona il numero chiuso, ovvero chi decide o meno se un corso di laurea è a numero chiuso. Ma da anni sento sordi brontolii davanti ad ogni numero chiuso, che sia Medicina (dove se non si entra si parla di "sogni infranti" e/o di "test che non valutano correttamente") o Scienze della Comunicazione ("e la libertà e il diritto allo studio?"), come si potrebbe gestire la limitazione d'accesso a praticamente tutti i corsi di studio a livello nazionale? Quale forza politica o tecnica potrebbe o vorrebbe farlo?
dipper 2.0 wrote:
SafeBet wrote: io ho studiato sociologia. non perché mi piacesse, tra l'altro. semplicemente perché non sapevo che cazzo fare e mi sembrava un corso in cui non dover spendere troppe energie mentali. a posteriori non lo rifarei mai. ma a posteriori credo anche che un corso del genere non dovrebbe esistere. al massimo dovrebbe esserci una specializzazione in sociologia da, chessò, 200 posti in tutta italia. noi invece eravamo 400 solo a milano. quanti di questi 400 fanno i sociologi? 20? 10?
sarebbe utile confrontare il numero di corsi e facoltà durante gli anni '70 (gli anni di mio padre) con quelli presenti adesso.
Safe, grazie per l'onestà. Sono in pochi a dare giudizi così netti sul loro corso di studi, di solito ci si limita a "è una merda".
La frase "non sapevo che cazzo fare" è quella che forse ho sentito più spesso da chi negli ultimi 10 anni si è iscritto all'università. L'università non è prescritta dal medico. La scuola dell'obbligo finisce a 18 anni (credo) e personalmente non ho mai capito il senso di aule piene di gente che è lì perchè che non sapeva che cazzo fare, ma che alla fine avrebbe avuto il mio identico titolo, con identico valore legale.

Non so, forse 10 anni fa ci si iscriveva alla viva il parroco perchè era meno difficile pagarsi gli studi, scegliendo corsi astrusi inventati proprio per fingere di inseguire la modernità e offrire qualcosa di nuovo e stuzzicante a un pubblico che appunto non aveva interesse ma soldi da spendere sì. E' stato il decennio dell'università-sushi, confrontato coi decenni precedenti dell'università-pastalsugo. Bocconcini diversificati e novità contro la solita minestra, ripetitiva ma con un po' di sostanza.

Poi, di nuovo, non facciamo i "sistavameglioquandosistavapeggio". Limitare ingegneria a 3 corsi in croce, con le competenze sempre più specialistiche richieste in ogni campo, non è più plausibile. Ma creare un corso di Informatica e affidarlo a professori di Elettronica in ruolo da 30 anni porta solo ad un clone di un precedente corso di laurea che non porta nessuna competenza relativa al nuovo titolo di studio.