Teo wrote:Leviathan wrote:5 squadre su 8 rimaste in Europa sono spagnole. Ma la Liga è un campionato mediocre dove ci sono solo 2 squadre, molto meglio la Serie A.

Il Portogallo ha portato 4 squadre diverse in semifinale di EL negli ultimi 2 anni e 1 nei quarti di Champions.
E' un campionato migliore del nostro? O anche di quello inglese?
Il campionato portoghese vede le squadre di vertice vendere quasi sistematicamente i loro migliori giocatori ogni anno se c'è un offerta adeguata. Visto che loro sono una lega che vende e noi una che compra non sono un campionato migliore del nostro. Smettessero di vendere ed iniziassero a comprare la risposta potrebbe essere: si, sono un campionato migliore del nostro!
La superiorità di un campionato rispetto ad un altro è dato da molte cose, prima fra tutte le proprie disponibilità economiche. Nel caso Italia-Spagna è chiaro quale sia dei due il modello più ricco. Stessa cosa dicasi per il confronto Italia-Inghilterra ed Italia-Germania. E la Francia si sta attrezzando.
Il secondo grado di dislivello si produce a livello giovanile: in Italia si valorizza poco il talento perché si preferisce la sicurezza dell'esperienza. E quando emergono giovani la maggior parte sono stranieri che hanno esordito altrove e sono poi approdati nella penisola appunto dopo aver fatto un po' di esperienza. Questo indubbiamente penalizza il ricambio e abbassa il livello di talento complessivo, che sia per paura di bruciare il giocatore od incapacità di gestire i giovani promettenti, questo lo lascio decidere a voi.
Uniamo i due livelli: non siamo tra i campionati più ricchi e non siamo tra quelli che sanno sviluppare meglio il talento che gli nasce in casa, quindi non importiamo granché e non abbiamo grandi materie prime a portata di mano. Risultato: siamo più poveri. Quando capita il talento purissimo (Balotelli) lo vendiamo perché non siamo capaci di sgrezzarlo e portarlo a brillare come dovrebbe, oppure siamo costretti a lasciarlo andare perché le offerte più allettanti arrivano da altrove (Sanchez).
La filosofia di gioco è un discorso diverso, ma legato, perché se le squadre di vertice del campionato più ricco decidono di investire tanti soldi negli attaccanti, strutturano il sistema sulla fase offensiva e arrivano in fondo in Europa, non lo fanno solo per offrire uno show migliore e incassare di più, ma anche perché a quanto pare è quella la via migliore per arrivare alla vittoria.
Poi c'è un altro discorso da fare: lo spettacolo. Mi spiace, ma da qui non si scappa: il campionato spagnolo è superiore. E' superiore perché se vado allo stadio vedo quasi sempre due squadre che scendono in campo per vincere, anche a costo di prendere un'imbarcata do goal. In Italia invece ci sono spesso partite in cui si sa che una delle due squadre giocherà per pareggiare, lasciando la fase d'attacco ad occasionali contropiedi, sempre che questi vengano concessi. Addirittura si arriva a vedere partite in cui entrambe le squadre giocano per pareggiare e portare a casa il punticino, cosa che poco appartiene alla mentalità spagnola ed allo spettacolo stesso. E notare che una squadra che si trovi davanti le due capolista iberiche ha molte meno chance di spuntarla rispetto a chi incontra quelle italiane, ma nonostante tutto provano lo stesso a giocare per vincere.
La principale tesi anti-Spagna è che il campionato fa schifo perché Madrid e Barcellona vincono contro tutte, mentre in Italia c'è più equilibrio. Vero sul fatto che ne vincano molte, vero che in Italia c'è più equilibrio, ma il livellamento del nostro campionato è verso il basso. Lo ha scritto sotto Rasheed: basta una grande organizzazione (leggasi organico) e due campioni (Buffon e Pirlo) e la Juve può competere. Ma perché basta questo? Perché il livello del Milan non è paragonabile a quello di Madrid e Barcellona! Trapiantando una delle due non ci sarebbe storia, dominerebbero, magari non a livello di gol segnati, ma di punti di distacco dalla seconda indubbiamente.
Se poi vi affascina di più la sfida Milan-Juve di quella Madrid-Barcellona io non posso farci niente, ma diamo un'occhiata al campionato italiano post calciopoli: quattro anni di dominio assoluto dell'Inter, con la seconda (Roma) che si barcamenava tra problemi economici e vendita di giocatori alla fine di ogni stagione proprio alla sua diretta concorrente! Era forse un campionato avvincente? Direi di no visto che il vincitore si sapeva già in partenza, anche se la Roma ci ha provato in tutti i modi a renderlo tale. Lo scorso è stato un anno di transizione e questo lo ha reso equilibrato: da un lato l'ascesa del Milan, dall'altro la fine del ciclo Inter, ma anche qui appunto perché livellato verso il basso. Quest'anno si è partiti con il Milan che aveva tutti i favori del pronostico e nonostante abbia patito infortuni di ogni genere e giocato tre competizioni diverse, è ancora al vertice! Praticamente il Milan si sta sostituendo all'Inter nel dominio unilaterale del campionato e se la Juve è li ha giocarsela è per un ulteriore livellamento verso il basso, questa volta dovuto agli infortuni patiti in casa rossonera.
Conclusione: il nostro campionato può anche essere più bello, più avvincente e più equilibrato, ma ciò è dovuto ad un livellamento verso il basso. Se parliamo di qualità dei singoli, delle squadre, dello spettacolo e del campionato nel suo complesso, mi spiace, ma noi difficilmente saliamo sul podio e ogni anno il ranking UEFA ed i risultati in Europa ce lo ricordano.