francilive wrote:beh ragazzi, trovatemi un ordinario che non sia parente di potenti o con solide amicizie in vaticano e vi pago una birra

Bah. Che discorso idiota, ce ne sono a decine, soprattutto oggi: potrei elencartene 30 solo delle università che ho frequentato personalmente, che non solo non sono parentti di potenti, ma sono persone che emergono da contesti familiari e sociali sicuramente non privilegiati o di tradizionale ricchezza/cultura (operai, contadini, etc).
Hobbit wrote:La Deaglio avrebbe potuto PRIMA ottenere un ottimo posto che il suo "curriculum di tutto rispetto" le avrebbe senz'altro garantito da un'altra parte, POI se fosse tornata all'università di famiglia ci sarebbe stato ben poco da dire.
Avrebbe potuto? Senz'altro. Ma non vedo perché avrebbe dovuto, se - come per me è comprensibilissimo - preferiva stare lì, pensava di meritarselo, e -
fino a prova contraria (pare un concetto difficile, questo) - se lo meritava. (Ma vedo che René ha esplicitato prima e più a lungo)
Aggiungo una breve risposta a Porsche, e a PLATOON, e a tutti quelli che "lo fanno anche loro, perché devono dire a noi che è un'illusione e non dovremmo aspettarcelo".
Come ho spiegato a lunto in un post di qualche pagina fa, sono profondamente irritato 1)dai modi con cui hanno rilaasciato queste dichiarazioni, e 2)dall'intrinseco giudizio morale che ci hanno voluto mettere dentro. Come se chi vuole (o vorrebbe), per me più che legittimamente, il posto fisso nella città in cui èp nato e cresciuto fosse umanameente peggiore, più debole, meno rispettabile di chi sceglie , o è costretto a, mollare tutto e partire, magari cambiando luogo e/o lavoro ogni tot anni. Mi ha dato molto fastidio, e lo trovo sbagliato.
Però. Però non si può prendersi in giro, noi, credendo che un discorso generale possa essere smentito da un caso particolare. Se loro avessero messo giù la cosa come avevo scritto in quel post ("In questo mondo, in questa situazione economica, è necessario che i giovani facciano dei sacrifici e accettino che non è possibile pensare di poter condurre una vita serena e tranquilla come quella dei propri genitori, vicino ai loro amici d'infanzia, alla loro comunità e alla loro famiglia. Spero che riescano anche a vedere le potenzialità che questo modello di vita e di società contiene, come viaggiare, crescere come persone, apprezzare la varietà del mondo".), sarebbe stupido pretendere che sia un discorso che vale per tutti. Vale, probabilmente, per la maggioranza; per alcune, forse molte, categorie di lavori; per alcune, forse molte, estrazioni sociali e condizioni economiche di partenza. Ma ci sono, e ci saranno sempre, categorie, gruppi, lavori, e soprattutto
persone (che di solito, oltre ai raccomandati, sono anche i più bravi, da quello che ho visto con esperienza: meno di quelli che in un mondo ideale lo meriterebbero, ma almeno alcuni tra i più bravi di sicuro) per cui quel discorso non vale: e che potranno, se vorranno, continuare a cercare e ottenere il post fisso nel contesto a loro familiare. Anche la questione della "monotonia" del posto fisso: è ovvio che vale per il mercato del lavoro in generale, visto in grande, quando significa quei posti in cui per 40 anni si fanno le stesse cose, allo stesso modo, con le stesse persone, cose magari prive di inventiva e grandi responsabilità. L'ufficio di Fantozzi, per dire. Certo nessuno si sogna di applicare questo tipo di categorie ad altri posti fissi - il meedico, il professore universitario (poi, che ottenere un posto fisso sia ormai pressoché impossibile, per mia gioia, in quest'ultimo campo, vabbè): pensare che intendesse anche quelli quando lo diceva vuol dire essere capziosi e in mala fede.
BruceSmith wrote:
non ricordo chi l'avesse chiesto, forse tu: la percentuale di lavoratori reintregrati in base all'art. 18 negli ultimi 5 anni, su 31.000 cause, è dell'1%.
Hai una fonte per caso?
Se è vero, comunque, dimostra - mai ce ne fosse stato bisogno - che si tratta proprio di un caposaldo della dignità dei lavoratori; non solo utile per garantire i diritti dei lavoratori, ma direi pietra miliare di una società civile.
Ma lol. Se è vero, il suo ruolo si riduce definitivamente a strumento per mettere in crisi le aziende, costringendole ad affrontare cause inutili e costose - oltretutto fungendo da deterrente a licenziamenti che potrebbero essere, oltre che giusti, utili.